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Undicesimo: non offendere

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LA FIONDA

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Da qualche parte in Gran Bretagna uno studente dall’ottimo rendimento decide di scrivere un tweet che dice, testualmente: “le donne non hanno il pene”. Il suo messaggio fa il giro dell’Università, della Gran Bretagna, del mondo. Riceve in risposta uno tsunami di insulti, seguiti da segnalazioni feroci alla sua facoltà. Come conseguenza, viene cacciato da tutte le confraternite e associazioni accademiche di cui faceva parte. Lo mandano via anche dal giornale universitario a cui collaborava da tempo. Per un pelo non lo radiano dall’università. Motivo di tanto sdegno: il suo tweet “sminusce l’esperienza interiore delle persone trans”. Insomma era offensivo, discriminatorio e transofobo. Facciamo un salto oceanico e raggiungiamo la California: in una cittadina chiamata Eureka era prevista una manifestazione a favore dei diritti delle donne. Gli organizzatori però hanno deciso quasi all’ultimo momento di annullarla: le adesioni alla manifestazione erano praticamente tutte da parte di persone bianche e questo poteva risultare offensivo per le altre comunità presenti nella contea. Dunque gli organizzatori si impegneranno a includere maggiormente tali comunità in modo da poter svolgere una manifestazione non offensiva, magari l’8 marzo. Torniamo al volo al nostro continente, nel nostro amato paese e nella bellissima Bologna. Il Comune promuove una “card” culturale e parte della pubblicità è veicolata con una vignetta: un uomo bendato, una donna con un completino supersexy che gli dice: “tieni gli occhi chiusi, ho un regalo per te”. Nuvoletta dei pensieri sull’uomo: “fa che sia la card cultura…”. Scoppia la polemica: la vignetta è offensiva verso le donne.

Questi sono solo alcuni esempi recenti di quello che è diventato l’undicesimo comandamento per tutti, per lo meno in occidente: non offendere. Non nel senso di non insultare gratuitamente e con cattiveria il prossimo, com’è sempre stato. Il nuovo senso è: non dire o fare nulla che possa urtare il sentire individuale o collettivo di qualcuno che appartenga a una sotto-comunità riconoscibile. Sia essa quella dei trans, degli afro o ispanoamericani, o delle donne, la loro esperienza intima, la loro stessa essenza non può e non deve essere oltraggiata né sminuita in alcun modo. Le conseguenze, se lo si fa, sono rovinose: ostracismo, demonizzazione, condanna pubblica, perdita di posizioni lavorative, immiserimento della posizione sociale, biasimo diffuso. Detta così, senza il minimo approfondimento, appare quasi giusto: i sentimenti e il vissuto delle persone, specie se fanno parte di gruppi riconoscibili, vanno rispettati, nessuno ha il diritto di offenderli. In realtà il meccanismo è malato e pericoloso. Una prima riflessione, in questo senso, che aiuta a inquadrare buona parte dell’anomalia, è che solo ad alcuni tipi di persone, con i relativi gruppi di riferimento, è riservato il diritto di protezione dalle offese. Mentre trans, omosessuali, donne, disabili, immigrati di ogni origine, solo per fare qualche esempio, godono di un’intoccabilità assoluta, altri gruppi (uomini in primis, ma anche ogni eterosessuale, caucasico, privo di handicap) non solo non godono di alcuna protezione, ma addirittura risulta possibile, permesso, quasi doveroso farli oggetto di offesa, discriminazione, dileggio e segregazione. Se possibile, inducendo tutte intere le loro categorie a nutrire un intimo e perdurante senso di colpa.


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La ragione di tutto questo in genere viene riportata a presunte oppressioni del passato, che ora vanno ripagate. Non con un riequilibrio, sempre assumendo l’assurda tesi che quelle oppressioni siano davvero avvenute, ma con un contrappasso per analogia. Assunto che gli eterosessuali bianchi abbiano per secoli oppresso donne o omosessuali di colore e così via, ora tocca a questi ultimi rendere pan per focaccia. Naturalmente non ci sono basi storiche, sociologiche o di altro tipo che possano dimostrare queste tesi come vere, ma in ogni caso non è questo l’aspetto veramente interessante. Ciò che impressiona è che l’involuzione in atto si spinge a un estremismo tale da negare i fatti. Che come tali, per mera logica prima ancora che per riflessione intellettuale, non possono essere negati. Che le donne non abbiano il pene è un fatto. Che l’assenza di altre etnie in una spontanea partecipazione a una manifestazione sia frutto di una scelta che nulla ha di offensivo è un fatto. Che le donne amino sedurre il proprio compagno o gli uomini in generale anche utilizzando lingerie provocanti è un fatto. Fino a quest’epoca oscura i fatti hanno dettato legge, non era lecito negarli in ogni caso, tanto meno sulla spinta del sentire individuale o collettivo delle persone. Unica eccezione: le religioni, che però hanno radici ben più profonde della necessità di alcuni di non sentirsi offesi. Per il resto la prevalenza dei fatti sui sentimenti ha sempre consentito di individuare in modo sufficientemente oggettivo ciò che è offensivo da ciò che non lo è. E per definire l’offesa si utilizzavano diversi parametri: non solo ciò che veniva affermato, ma anche in quale contesto, in quale modo, eccetera.

Tutto questo oggi, grazie anche all’aiuto di internet e dei social network (per i quali non si ripete mai abbastanza la lucida riflessione di Umberto Eco), è totalmente sovvertito. Ed è spaventoso non tanto per quelle comunità oggi oggetto di discriminazione, chiamati a pagare meno che presunte colpe di avi remoti, ma in un senso più generale per lo scardinamento totale dell’ordine delle cose. Che, in modo ormai pressoché sistematico, arriva a sovvertire coraggiosamente anche le verità scientifiche. E’ così che, in una comunità umana dove il sentire individuale o collettivo prende il sopravvento sui fatti, principi e regole ottenuti a spese di milioni di morti e secoli di storia vengono di fatto stracciati. E’ frutto della prevalenza del sentire individuale una legge come quella contro lo stalking in Italia, che delega la definizione del reato al sentire della presunta vittima. Idem dicasi per i casi di stupro, laddove comincia a essere accettabile anche nei tribunali (ed è ormai perfettamente accettato nella comunicazione e nel narrato popolare) che uno sguardo di troppo possa essere stupro, perché la presunta vittima così l’ha vissuto. I passi successivi di questo cammino verso il nulla sono la giuria popolare (magari attraverso i social), la segregazione fisica, l’oppressione fascista di chi testardamente continua ad affermare il primato dei fatti. Non solo: in termini più generali il destino è l’impoverimento dell’umanità. E’ scientificamente provato che l’unico metodo per curare fobie, paure, difficoltà, blocchi di una persona è proprio metterla davanti a ciò che più teme o che più l’ostacola, sollecitandone la maturazione e lo sforzo migliorativo. Se si vuole far regredire quella persona, è sufficiente proteggerla dai turbamenti. Un mondo dominato da individui col privilegio della protezione dalle offese della cruda realtà dei fatti sarà un mondo regressivo, guidato e composto da statuine di cristallo portate ad arretrare di fronte ad ogni cosa, invece che avanzare.

Tra coloro consapevoli di questa degenerazione è ormai consolidata la certezza che tutto sia partito dalle università anglosassoni, per poi contagiare quelle mediterranee e occidentali in genere. L’approccio radicale di sinistra che in quelle sedi si è affermato, quale decadimento logico della pseudo-rivoluzione anni ’60 e ’70, ancora oggi alimenta fortemente questo tipo di narrazione, in un circuito malato dove l’accademia non è più il centro della ricerca e della scoperta per il miglioramento del futuro, ma il luogo dove si replica e amplifica sempre di più l’esaltazione dell’illogicità. L’hanno dimostrato bene quei buontemponi che sono riusciti a pubblicare ricerche universitarie inventate di sana pianta, senza alcun fondamento, piene di stupidaggini estremiste, accettate e osannate solo perché conformi al piagnisteo del politicamente corretto. Questa nuova religione anti-fattuale tracima i confini delle università, contagia i neolaureati che poi vanno per il mondo e diffondono un virus che attecchisce all’istante su chi decide di rifarsi idealmente alla tradizione radicale e di sinistra, ma anche in chi prende a riferimento valori diversi e opposti: la convenienza economica e politica della conformità ai dettami dell’anti-fatto è tale da riuscire a riempire di sé anche le zucche vuote dei moderati di centro o di destra che siano. Tutto questo impone una presa di posizione, se si ha a cuore il presente e il futuro. Una presa di posizione radicalmente resistenziale, ben sapendo che il Terzo Reich, il regime Sovietico, lo Stato Islamico facevano e fanno paura, sicuramente, ma quello che si ha di fronte è ben più gigantesco, potente e feroce. Oggi, per coloro a cui ancora preme assicurare al futuro un equilibrio civile e comunitario sensato e sostenibile, la parola d’ordine dev’essere: “non mi importa nulla di ferire chi si sente offeso dai fatti“. Una frase che va ripetuta con orgoglio, costantemente, alta e forte, e che già oggi è veicolo di rivoluzione evoluta e progressiva contro un oscurantismo che avanza a grandi passi.


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35 thoughts on “Undicesimo: non offendere

  1. George Carlin diceva che il politicamente corretto è fascismo delle buone maniere. Se la destra conservatrice utilizza argomenti di natura morale per applicare la censura e la limitazione della libertà di espressione, la sinistra autoritaria utilizza argomenti di natura sociale. non si possono criticare certi gruppi di persone in quanto marginalizzati o oppressi. la natura e il numero di tali gruppi viene ridefinito orwellianamente di volta in volta in modo da limitare il più possibile la libertà di pensiero e di espressione, ciò che è lecito discutere pubblicamente.
    adesso hanno fatto la festa a Louis CK, reo di aver oltraggiato i transgender e qualche altra categoria oppressa in una registrazione di un suo spettacolo, nonostante il suo tipo di comicità sia rimasto praticamente invariato rispetto a prima. la mia impressione è che si tratti di una punizione emanata dall’alto in quanto Louie si è rofiutato di prostrarsi in ginocchio e flagellarsi plubblicamente.

  2. Riguardo “quei buontemponi che sono riusciti a pubblicare ricerche universitarie inventate di sana pianta, senza alcun fondamento, piene di stupidaggini estremiste, accettate e osannate solo perché conformi al piagnisteo del politicamente corretto”, per chi non sapesse/volesse cimentarsi con la lingua inglese, ecco due concisi articoli in Italiano:

    https://www.ilfoglio.it/scienza/2017/05/23/news/il-pene-causa-il-global-warming-135897/

    https://www.ilfoglio.it/scienza/2018/10/07/news/anche-la-ricerca-scientifica-sta-ammalandosi-di-post-verita-e-pol-corr-217532/

  3. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/31/bambini-trans-cosi-linformazione-e-litalia-calpestano-i-loro-diritti/4866450/

    “questi bambini – che sono bambini normalissimi, solo che non si riconoscono nel loro genere e soffrono enormemente nell’essere etichettati come maschio o femmina quando tendono verso l’opposto oppure verso nessuno dei due generi in particolare”

    Normalissimi (solo che)
    Etichettati. Tipo: hai un pene e hanno l’arroganza di etichettarti come maschio, signora mia!

    ” la possibilità di… essere chiamati con il nome in cui ci si riconosce e con pronomi adeguati e corretti”

    Corretti.

    Jordan Peterson e la legge C-16

    https://it.wikipedia.org/wiki/Jordan_Peterson

  4. i primi tempi, credevo che Davide esagerasse.
    La osservazione della realtà conferma purtroppo le sue tesi.

    1. bocciato spot Conad in quanto antisessista: la donna non parla (!!!)

    https://spettacoli.tiscali.it/televisione/articoli/spot-conad-sessista-razzista/

    2. un passeggero 72enne sul volo diretto verso Catania si fa aiutare da una hostess per alzare la valigia,
    la ringrazia con queste parole: “si, grazie amore”
    il personale ryanair lo sbatte fuori dall’aereo e perde il volo …

  5. “tieni gli occhi chiusi, ho un regalo per te” è offensiva. Certo.
    Lascia intendere che le DD siano tonte e stupide.
    .
    Lascia intendere che te la regalino.

    1. Esatto, ma non è solo che da’ loro delle tonte ma le mette in pericolo, perché il loro principale potere sta nel NON darla.

  6. il femminismo nasce come movimento di emancipazione della donna dall’uomo.
    Emanciparsi significa che una donna continua per la sua strada senza dipendere più dall’uomo.
    Diventa indipendente dal punto di vista economico, politico, culturale, militare … e via così.
    Mi è sfuggito qualcosa?
    .
    Ora però salta fuori che se io, come uomo, non appoggio incondizionatamente il movimento di emancipazione … questo non dura un ora.
    Ora salta fuori che io devo trasformarmi in una sorta di “Principe Azzurro” che sostiene, appoggia, aiuta e stampella con entusiasmo la “Causa Femminista” che fà la “Storia”.
    Una generazione di snowflakes che si è dimostrata incapace perfino di primeggiare a MasterChef … dovrebbe costituire la spina dorsale dell’occidente?
    .
    Che cosa ne dite … con questa “aristocrazia del cervello” ce la facciamo a fermare i cinesi?

  7. “Assunto che gli eterosessuali bianchi abbiano per secoli oppresso donne o omosessuali di colore e così via, ora tocca a questi ultimi rendere pan per focaccia. Naturalmente non ci sono basi storiche, sociologiche o di altro tipo che possano dimostrare queste tesi come vere..”

    ah, non ci sono basi storiche..quindi lo schiavismo, le leggi segregazioniste nel Sud degli Stati Uniti, l’apartheid in Sudafrica (limitandomi solo all’oppressione dei neri) sono tutte invenzioni (Martin Luther King che ha lottato a fare? Poteva dare retta a Stasi e starsene a casa); come è una invenzione la persecuzione dei gay durante la Germania nazista e che ancora avviene nei paesi musilmani non esiste, e certo la Germania nazista non ha mai eliminato fisicamente i disabili mentali (sterilizzarli non bastava più). Come sono una invenzione tutte le frasi contenute in testi ritenuti “sacri” contro le donne e contro l’omosessualità.

    1. poi che anche le donne bianche fossero razziste contro i neri è nei fatti, ma non erano le donne bianche a comandare

      1. Quindi è giusto che gli operai e gli impiegati siano razzisti, tanto mica comandano, no?
        Eh, già, è proprio così: se la ricca moglie di un proprietario di schiavi è da considerarsi innocente “perché non comandava” (malgrado comandasse i domestici neri che aveva in casa), figuriamoci il fabbro o il contadino bianchi che erano del tutto senza schiavi!

        A proposito di ebrei: lo sai che le femministe in Israele si sono opposte a rendere lo stupro un crimine di genere neutro? Non volevano perdere l’opportunità di stuprare impunemente, è un diritto femminile!
        E queste invece è un taxi, in Israele, perché oltre che poter stuprare impunemente gli uomini bisogna anche essere sempre credute quando li si accusa di stupro!
        FALSAMENTE

        1. grazie alle telecamere le false accuse di questa donna sono state presto scoperte (come succede per la maggioranza dei casi di false accuse).
          Quanto al resto: non occorre essere appassionati di Spiderman per sapere che maggiore è il potere che abbiamo nelle mani maggiore è la nostra responsabilità. Il potere (e quindi la responsabilità) della ricca signora sposata a un proprietario di schiavi è maggiore di quello di un piccolo artigiano bianco ma è inferiore al potere del marito proprietario o al potere del politico (erano tutti uomini all’epoca) che promulgava le leggi segregazioniste, leggi che consentivano ad ogni bianco (uomo, donna, povero, ricco) di sentirsi superiore a qualsiasi nero.

          1. in realtà le leggi segregazioniste sono successive all’abolizione della schiavitù e al ritiro delle truppe unioniste dagli stati del sud, ma ci siamo capiti

            1. Paol*…ma tu che ne sai di “potere” e delle sue complesse dinamiche?
              I tuoi commenti fanno ben intendere che tu al massimo ne conosca la dimensione aritmetica, come può banalmente conoscerla un qualsiasi, qualunque, qualsiavoglia, chicchessia.
              E ho forti dubbi anche su quel tipo di conoscenza da parte tua.

          2. Esatto.
            Quindi gli operai e gli impiegati MASCHI dovrebbero bruciare vive le ricche discendenti FEMMINE delle ricche possidenti!

            Quel che ti sfugge, come al solito, è che per quanto ci sia una parte di verità in quel che dici, SIA le differenze di casta (economica) SIA quelle su base razziale erano assai maggiori delle differenze tra sessi.
            Quindi parliamo quasi del nulla, e gli operai e gli impiegati MASCHI dovrebbero bruciare vive le ricche discendenti FEMMINE delle ricche possidenti. Il loro essere femmine non le può salvare, semplicemente non basta.

            1. infatti mi pare che durante la Rivoluzione Francese Maria Antonietta non abbia ricevuto nessun trattamento di favore rispetto a suo marito. Hanno ghigliottinato pure la povera Olympe De Gouges che veramente non se lo meritava.
              E quando la (per me gloriosa) Rivoluzione Napoletana del 1799 è stata repressa e sono tornati i Borboni, Eleonora Pimentel Fonseca è finita sul patibolo come i suoi compagni maschi
              Quando c’era da finire davanti al boia o in un campo di concetramento donne e uomini sono stati alla pari quasi sempre nella storia
              Quindi con chi ce l’hai?

          3. “le false accuse di questa donna sono state presto scoperte (come succede per la maggioranza dei casi di false accuse)”

            “come succede per la maggioranza dei casi di false accuse”

            Avrai sicuramente dei dati, delle ricerche (o che altro) a sostegno di tale affermazione.
            O no?

  8. Off topic: ennesimo caso di figlie di divorziati violentate dal patrigno, a Bari. Purtroppo la fonte è unica per tutti i giornali e non permette di sapere con certezza il ruolo del padre naturale se non che ha denunciato con la moglie. Mia nonna dall’alto dei suoi 95 anni ha detto giustamente “avrebbero dovuto mettere in galera anche la madre”.

  9. In risposta a un post che si lamentava del razzismo in Italia rispondo: “Anche noi prima che subissimo la negra invasione eravamo tutti accoglienti e internazionalisti, poi il beffardo destino ci mise alla prova e vacillammo”. Facebook mi ha bannato il post giudicandolo di istigazione all’odio razziale minacciandomi di non riprovarci altrimenti il mio profilo avrebbe subito restrizioni. Ma è mai possibile una cosa del genere? ma vi sembra istigazione all’odio? C’è qualcosa che non funziona in Occidente.

  10. nel denunciare certi eccessi del politically correct di erviazione anglosassone e certe iper-sensibilità che sfociano nel ridicolo non hai proprio tutti i torti. L’estremismo è sempre da condannare anche quando si trova in movimenti che (secondo me) stanno sostanzialmente dalla parte giusta della Storia come il femminismo.
    sullo stalking non concordo con te nè mi risulta che qualcuno sia mai finito in proigione per uno sguardo in Italia

      1. Ora ti dira: è condannato per molestie non per stupro e gné gné gné… Perché lo stupro è quando c’è la penetrazione scivolevole e scioglievole degli orifizi da parte di un gigantesco e brutale pene maschile… e giù di dettagli morbosi sulla penetrazione e dintorni. ????

        1. Credo che il cariiiiissimo Ned propenda per la tesi della “esagerazione”…dello “sbaglio”…”dello sproposito”.
          Il libero ed autonomo convincimento d’un giudice andato oltre misura.
          Infatti i magistrati, è cosa nota, non subiscono nessuna influenza dal clima sociale.
          Vivono sigillati dentro le procure ed i tribunali.

      2. una vicenda di dieci anni fa, 40 euro di multa e giustamente l’uomo non ha passato un solo minuto in prigione, certo ha la fedina penale sporcata e questo è un problema ma ripeto: queste prigioni piene di uomini equiparati dalla legge a stupratori solo per aver guardato insistentemente una donna dove sono? Non ci sono e mai ci saranno giustamente (io comunque le belle done leguardo ma sono consapevole che uno sguardo fisso e insistente da’ fastidio)

        1. guardare non è reato; uokini e donne si guardano e hanno diritto di guardarsi. Capisco che uno che ti fissa per minuti e miniti di fila dia fastidio ma sì mi sembra esagerato portare la cosa in tribunale, trattasi, se proprio vogliamo, di roba risolvibile con una multarella simbolica non certo la reclusione

          1. L’uomo “non ha passato un solo minuto in prigione” perché…fortuitamente…è intervenuto l’indulto.
            Ma la condanna a dieci giorni di reclusione c’è stata e (guarda un po’) smentisce la tua perentoria asserzione.

            https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/06/cassazione-per-gli-stalker-puo-essere-previsto-divieto-sguardo/1403730/
            https://www.studiocataldi.it/articoli/24061-cassazione-stalking-anche-con-gli-sguardi.asp
            .
            Questa invece è più recente e riguarda il massimo livello giurisdizionale:..la corte di castrazione.
            Evidentemente quella sentenza aveva solo anticipato i tempi.
            Così normalmente funziona mio caro in questi casi di diritto penale a richiesta.

            1. certissimo…invece le donne hanno diritto di guardare, scrutare, “sondare”, curiosare secondo la loro intima natura,
              capire la mia storia personale (mi è capitato ieri ad opera di una donna che conosco, meno di 24 ore fa), fare
              domande, interrogarti, e così d’emblée poter “scrutinare” la tua capacità di essere valido da loro punto di vista.
              E che dire delle donne che tramite terze persone chiedono informazioni circa Tizio, Caio e Sempronio,
              amici di Mevia loro amica ? Ovviamente nessuno si azzarderebbe a dire che è STALKING.

              Bene.
              attenti a NON mandare fiori: oggi è festa. Non inviate mazzi di fiori coreografici (cit. true story) e soprattutto
              quando arriva il bengalese fate un veloce sondaggio della compagnia, non sia mai che un fiore (sic)
              potrebbe essere molesto, scorretto, indisponente …guardate bene le facce delle signore
              guardarle non è reato 🙂

              http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2017/04/23/nuoro-revocati-i-domiciliari-a-iervolino-31.html

        1. È che non avendo una vita soddisfacente, durante le feste non sa che fare, e si realizza così. Che vuoi fare, stalkersaraitu è pure terapeutico.

          1. Questo spazio che tu hai creato (ma anche altri simili) è come un ritrovo maschile dove si viene sapendo di trovare degli amici con cui si condividono passioni comuni.
            Una consumazione, due chiacchiere e via…chi in cantiere, chi in ufficio, chi in negozio, chi in fabbrica.
            Amici con cui si parla seriamente, si scherza…e a volte si discute animatamente e si litiga pure (ma senza ferirsi troppo).
            Poi ogni tanto arrivano i NED. Gli attaccabrighe. I bastian contrari. I soloni.
            Quelli che quando entrano nel locale…ti giri dall’altra parte per evitarli…ma loro (cazzo!) ti puntano e vengono a smarronarti per il solo piacere di farlo.
            Non hanno nessun intento di condivisione, di reale voglia di scambiare un’opinione, di socializzare…: insomma di creare alcunché che non sia dare fastidio e far sapere al mondo della loro esistenza.
            Beandosene.
            Siccome di solito consumano solo un caffè e scroccano la Gazzetta, il gestore del locale li prende per la colottola e a costo di perdere l’euro e cinquanta giornaliero gli indicano la direzione d’uscita.

            Buona 2019 a tutti noi…

            1. Come sai, ritengo la presenza di soggetti del genere non così negativa come gli attaccabrighe del bar. Sono quelli con cui è bene misurarsi, per due motivi: fanno da sparring partner, ovvero mettono alla prova le idee con le loro critiche, specie se sono vittima di possessione ideologica, come è Ned. Il secondo motivo, come ha detto qualcun altro molto giustamente, ci mettono davanti al tipo di downgrade umano a cui si va incontro cedendo alla narrazione femminista. Oltre che strumenti di controllo sono insomma anche un monito.

              1. Certo.
                E difatti i NED…il giorno appresso sono ancora nel locale nonostante il ban.
                Quindi inutile cacciarli (tanto poi ne arriverebbe un’altro).
                Meglio sopportarli ed imparare a contenerli.
                Ed ogni tanto però stropicciargli la pettinatura…e a carnevale scriverci “scemo” dietro la giacchetta :-).

                Volevo inquadrare il personaggio “infestante” che popola questo luogo ed ogni altro spazio maschile sulla rete…e soprattutto ringraziare chi…come te, si sbatte come un opossum per creare e mantenere vivi questi spazi.
                E pure a gratise!

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