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Vox: in Italia parte subito la demonizzazione

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Riferivo qualche giorno fa del successo elettorale di Vox, il nuovo partito spagnolo che ha nella sua piattaforma la rivoluzionaria e positivissima proposta di abolire un po’ di leggi tossiche. Anzitutto quella sulla violenza di genere, che ha trasformato tutti i cugini iberici in colpevoli fino a prova contraria, ma anche le varie porcate gender sparse per scuole e asili. L’ondata del successo del partito guidato da Santiago Abascal non è passata inosservata dalle nostre parti. Qualcuno è entrato subito in allarme: “e se una roba del genere viene fuori anche qui? Addio benefit, privilegi, milioni a pioggia…”. E cosa c’è di meglio, per premunirsi, che piazzare un paio di etichette al nuovo movimento spagnolo? Bastano poche parole e, come segnali da cani di Pavlov, un sacco di gente comincia a salivare. Battistrada di questi riflessi condizionati è naturalmente Repubblica, che in un unico titolo riesce a mettere insieme due paroline magiche: “machista” e “ultradestra”:
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Immaginate le urla d’orrore delle virago al soldo di D.i.Re., Artemisia, Non una di meno e compagnia trafficante. Quelle parole sono richiami per tordi e i tordi sicuramente rispondono. Ma saranno sempre meno (quanti sono i lettori di Repubblica più o meno). Perché non serve molto per scoprire tutta la falsificazione di titoli e articoli del genere. La rete aiuta, ma basta talvolta avere qualche amico spagnolo di una certa levatura culturale per avere un quadro chiaro. E dunque Vox non è “ultradestra” nel senso di fascista (o franchista, parlando di Spagna). Porta con sé un’ideologia simile a quella di Trump, ultraliberale, qualcosa che in Spagna non si era mai vista, specie per la dignità che esprime. Là, come negli USA, se critichi l’immigrazione o il gender vieni automaticamente etichettato come di estrema destra (nel senso di “fascista”), e per questo l’elettorato, sfiancato dalla propaganda femminista-arcobaleno e la loro retorica, aveva bisogno di un partito di destra non cattolico né protofascista capace di portare avanti valori non destrutturanti. Che hanno attecchito (e qui sta il grande cambiamento) soprattutto sui media: hanno fiutato l’affare nelle discussioni conseguenti a una piattaforma come quella di Vox, il cui nome ha cominciato a girare, diventando virale. Insomma Vox si è affermato come portavoce del buon senso e di un bilanciamento necessario nelle relazioni di genere, e questo ha reso il partito attrattivo per i media e, alla fine, anche per un elettorato sfiancato da ideologie estremiste imposte tramite il Partito Socialista al potere. Nessun macho dunque, nessuna ultradestra (nell’unico senso con cui può intenderla Repubblica). Semplicemente un desiderio di normalità ed equità contro il degrado dilagante. Una nuova possibile alba che, eccezionalmente, sorge a occidente. Con la speranza che illumini anche i nostri tristi lidi.

One thought on “Vox: in Italia parte subito la demonizzazione

  1. Se vedi quello che si é scatenato in Andalucia e nel resto di Spagna ti rendi conto che in Ialia in confronto è una risata. Tra l’altro non si sono neanche presi la briga di leggere il programma di VOX che di ultradestra non ha proprio niente. Ma tant’é. Ti lascio questo link che la dice lunga.
    P.Iglesias chiama a raccolta….. https://www.youtube.com/watch?v=ZlNp1AkOzoQ

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