Con le bugie femministe Franca Leosini ci fa il sushi

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Franca Leosini

di Redazione. Sentite che musica: “Femminicidio? Una brutta parola. E poi, mi scusi, ma esiste il maschicidio? Chi viene ucciso è una vittima a prescindere dal sesso”. Una vera sinfonia classica che Beethoven spostati proprio, una frase da scolpire nel marmo e da posizionare sul frontone del Partenone a imperitura memoria. Sia per ciò che contiene, sia per chi l’ha pronunciata: Franca Leosini. Si tratta della famosissima giornalista che da anni conduce sulla RAI la trasmissione “Storie maledette”. Ne ha intervistati di criminali, lei. Uomini e donne indistintamente, con quel suo modo pacato ma deciso, signorile e preparato. Lei è una donna che ce l’ha fatta e merita tutto il successo (in alcuni casi la venerazione) che ha ottenuto. In tante provano a farle concorrenza (Federica Sciarelli, Veronica Pivetti), col risultato di produrre solo pallide e tristi imitazioni dove l’orientamento ideologico è così sfacciato da risultare quasi ridicolo.

Ebbene proprio lei, una donna, un’autorità nel suo campo, ha messo la pietra tombale su una delle più grandi mistificazioni ideologiche e mediatiche degli ultimi anni, quel “femminicidio” che ovunque possibile noi mettiamo, a bella posta, tra virgolette. E lo fa con tre concetti, uno estetico, uno logico (invertendo le parti) e uno etico-giuridico: la vittima è vittima a prescindere dal sesso. Va al cuore della questione, la Leosini, e toglie alle femministe il terreno da sotto i piedi: non si classificano i reati né le vittime sulla base del sesso. È giuridicamente eversivo ed eticamente discriminante. Anni di propaganda e mistificazione seppelliti con tre semplici frasi. Abbiamo un bel lavorare con Fabio Nestola a fare debunking dei vari elenchi gonfiati, spulciando i casi uno ad uno, pubblicati a destra e a manca: alla fine bastava una giornalista preparata e coscienziosa a fare piazza pulita.


Ro$a No$tra non fa eccezione.


Antonella Veltri

Il fronte della bugia sistematica ovviamente non ci sta, ed ecco che orde di femministe sbavanti livore giungono da ogni parte ad accerchiare Franca Leosini, puntando il dito e non di rado mordendola forte. È così quando si toccano i capisaldi di una bugia che sorregge posizioni di potere e giri di denaro: non si guarda in faccia a nessuno, nemmeno a un monumento giornalistico come lei. Ecco allora la counselor Nadia Somma che fa il pianto greco sul Fatto Quotidiano, gruppetti e gruppuscoli sui social che si scagliano rabbiosamente, pronte alla solita shitstorm di massa, ma ecco soprattutto Antonella Veltri, Presidente D.I.Re., una delle teste della piovra femminista italiana, che tuona tutta la sua indignazione (debitamente rilanciata dai soliti fogliacci come Il Messaggero, Repubblica e altri). “Un’affermazione di questo tipo ci riporta indietro di 20 anni”, ruggisce indispettita. Poi opta per la comica.

Ecco allora che si traveste da Joseph Goebbels e riparte con la solita nenia: “Femminicidio indica l’uccisione di una donna in quanto donna, da parte di un uomo che la considera di sua proprietà e per questo ritiene di poter decidere tutto, anche se deve vivere o morire. I femminicidi in Italia sono circa 150 all’anno, un numero pressoché stabile da un anno all’altro che non accenna a diminuire”. Chi ci segue (ma anche chi non ci segue ma ha un cervello funzionante) sa che le due cose non stanno insieme. Se il “femminicidio” è quella roba che dice la Veltri, allora i casi sono tra i 30 e i 40 all’anno, accertati dalla Polizia e dai Carabinieri. Comunque troppi, dovrebbero essere zero, ma dal lato della fredda misura della devianza è un dato risibile, meno che fisiologico. Eppure la Veltri prova a riproporre la mistificazione. Fa venire in mente quelle colte dal marito a letto con l’amante: “amore, non è come sembra”. Invece, cara Veltri, siete state prese in castagna. Da noi, che non contiamo nulla, già da molto tempo. Ora anche da una professionista donna molto autorevole. Ed è vergognoso che abbiate provato a massacrare pure lei. Ma d’altra parte, si sa: se richiesto dalle circostanze, per mantenere il proprio potere, è noto che i mafiosi uccidano anche i propri seguaci o i propri familiari. Ro$a No$tra non fa eccezione.


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