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Delitto Desirée: c’è un’altra vittima. Il padre.

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Ne stanno parlando tutti di Desirée, la povera sedicenne drogata, stuprata e uccisa a Roma, per questo non ne voglio parlare. Già altri stanno dicendo e scrivendo cose che nella maggior parte dei casi condivido. Non voglio parlare nemmeno dei boati di silenzio che arrivano dal campo femminista, da sempre pro-immigrazione, da sempre ipocrita da far schifo. Nessuno, tranne un giornale locale della Ciociaria, sta parlando di un’altra vittima, di Gianluca, il padre di Desirée. Un eroe moderno. Un Uomo. Un Padre. Di cui ora i grandi media dicono solo che era pregiudicato per stalking… maledetti porci bugiardi. Separato dalla moglie da anni, era stato da lei denunciato di recente per stalking. Insisteva per vedere la figlia, ci scommetto. Per vederla e proteggerla. Ma no, è arrivata la denuncia dell’ex moglie e i magistrati sono andati dritti alla meta, come al solito: arresti domiciliari per l’uomo, senza che ci fosse condanna alcuna. Cautelari, si dirà. Ma era davvero così pericoloso Gianluca? Ne dubito. E ne dubito perché in agosto la figlia era scappata di casa, come già aveva fatto in precedenza. Incurante del rischio penale, Gianluca è evaso dai domiciliari per cercarla. L’ha trovata, l’ha portata a casa. Era sua figlia e se n’è strafottuto dell’ordine di non avvicinarla conseguente alla precedente accusa per stalking. Se n’è strafottuto e ha fatto bene. Così fa un padre e uomo. Poi hanno litigato, lui e Desirée. Nella lite è volato qualche ceffone. La figlia l’ha denunciato, con ciò peggiorando la situazione detentiva del padre. Gianluca stava chiedendo a un giudice l’annullamento dei domiciliari, con l’ex moglie per altro d’accordo, mentre Desirée viveva il suo incubo. Mentre la ragazza veniva drogata, stuprata e uccisa, colui che avrebbe potuto proteggerla, che già l’aveva protetta anche a costo di violare la legge, si sentiva dire “no” da quel giudice. Materialmente Desirée è stata uccisa da degli estranei. Moralmente è stata uccisa dai magistrati, dalla madre, e dagli estensori e difensori della legge contro lo stalking. E insieme a lei è stata uccisa anche l’anima dell’ennesimo uomo e padre. Uno di quelli sempre allontanati dai figli dopo le separazioni. Allontanati e, quando è possibile, arrestati e incarcerati. Per evitare che proteggano troppo o facciano troppo del bene ai propri figli.


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25 thoughts on “Delitto Desirée: c’è un’altra vittima. Il padre.

  1. Avete notato la rilevanza data dai media sull’accaduto? Cosa sarebbe successo se a drogare e stuprare desiree fossero stati maschi italiani? Le femministe sarebbero scese in piazza con i forconi, insieme ai loro amici leccapiedi … lo dico ai giornalisti onesti: ribellatevi all’ondata dilagante, O non potrò’ che dire dei giornslisti, e delle giornaliste, quello che Rigoletto diceva dei cortigiani …!

  2. Ciao Davide. Mi è passata ieri la notizia su Repubblica (versione on line) della madre, che accusa il padre di essere stato colui che ha introdotto la figlia alla droga e che è a capo di una rete di spacciatori. L’hai letto? Sai nulla?

    1. Ciao Eugenio. Repubblica sostiene questo e dalle ricerche che ho fatto effettivamente il padre era implicato nello spaccio. Che abbia introdotto lui la figlia alla droga lo dubito fortemente. Per lo meno contrasterebbe con ciò che ha fatto poi, ovvero tentare di tirare Desirée fuori dal giro e proteggerla, fino a violare i domiciliari per andarla a prendere e tenerla con sé.
      Onestamente non mi interessa molto della fedina penale del padre. Né se Desirée era una tossicodipendente. Né se l’intera famiglia era inidonea, madre compresa. Non siamo giudici né di tribunale né morali. Mi interessa capire cosa ha fatto quel padre per sua figlia. Se quello che leggo è vero, pur con tutti i suoi limiti, ha cercato di proteggerla. Anche in una situazione critica come quella, ha violato i domiciliari pur di tenere al sicuro la figlia. Questo fa un padre, quella figura così tanto demonizzata in questo paese.

        1. cercava di proteggerla dalle sostanze che lui stesso contribuiva a spacciare ad altri ragazzi e ragazze (che non essendo figli suoi potevano pure morire)

  3. Ci campa mezza Italia con le ‘false accuse’. Di questo passo la Bonino diventerà Presidente della Repubblica, giudici e magistrati saranno gli unici a godere della legittima difesa, il resto della popolazione saranno solo e semplici schiavie molto lentamente avverà un delle più epocali sostituzioni etniche degli ultimi secoli, a schiavi italiani (ridotti in schiavitù dal governo), si sostituiranno gli schiavi e le tribù di gente senza leggi, provenienti sall’Africa. W la LIBERTÀ, L’UGUAGLIANZA, LA FRATELLANZA – TUTTE PALESI SCUSE.

  4. Io, 62 enne sono stata allontanata per ben 10 mesi, da mia mamma 90enne, con un ordine di protezione decretato su dichiarazioni false, per cui non escludo il fatto che ilpadre fosse ai domiciliari per fatti inesistenti.
    Un anno di Tribunale, di macchinazioni giudiziarie, di intrigi e di relazioni false, e un Giudice onesto per poter rivedere mia mamma!
    https://www.change.org/p/ministro-al-ministro-della-giustizia-e-al-ministro-della-salute

  5. Perché marcare “italiano”? Io sono francese, per esempio. Tutti i padri separati immigrati ce l’hanno spesso tre volte più dura che un padre separato italiano, che ha comunque le radici qui.
    E poi, non è che in altri paesi, non esistano del tutto, queste cose. Non so se è necessario marcare così. Non vedo lo scopo.

    1. Hai assolutamente ragione. Ho rimarcato più volte per contrasto con la versione che gli oppositori e soprattutto le oppositrici della riforma di separazioni e affidi danno dell’uomo. Essendo una riforma tutta italiana, ho rimarcato. Ma è ovvio che il riferimento è al padre come figura universale. Ci mancherebbe. A bientôt, David.

  6. c’è chi strumentalizza questa terribile vicenda per dare la caccia all’immigrato e chi per portare avanti il suo anti-femminismo

    1. Ned sei scemo. Cosa c’entra il femminismo? Hai notato che me la prendo coi magistrati e la legge anti-stalking? Sulla base di fatti evidenti, mica di strumentalizzazione.

  7. Madonna che commenti, a me basta sapere che è evaso dai domiciliari per capire che razza di UOMO E PADRE sia una persona così. Uno che antepone a se stesso il bene della propria figlia va solo LODATO e preso come esempio. Non si doveva mettere nei guai? Ma che ne sapete di come si possa finire in questo meccanismo giudiziario delle vere e proprie sabbie mobili e di come sia praticamente impossibile uscirne. Attaccare così una persona specie nel momento più doloroso avendo perso una figlia in questo modo assurdo beh dovreste vergognarvi.

  8. Ho letto l’articolo. La colpa è tutta al mille per cento dell’ex moglie. La mandante morale dell’assassinio e dello stupro è solo lei.
    Da sbattere in faccia alle isteriche il 10 novembre.

  9. Davide non sono d’accordo. Intanto, mi spiace tanto per questa ragazzina…sola. Lasciata sola da una comunita’. Da tutti…nessuno escluso.
    Scuola, servizi sociali, parenti. Amministratori che conoscevano il caso. Un padre ha il dovere di essere presente e di difendere la propria figlia…ma ha pure il dovere di non mettersi nei guai. Abbiamo detto tante volte che i figli dei separati vanno protetti…e se fanno del male a mia figlia io posso denunciare gli spacciatori. buttando giu’ qualche rospo ho il dovere di parlare con la mamma. Ma come padre non ho il diritto di violare di legge e tantomeno di schiaffeggiarla

    1. E come cittadino non ha diritto a rivalersi sui giudici che gli hanno impedito di difendere sua figlia.
      Oh, quanto ragione!
      Ma ora, che ha perso sua figlia, sai quanto gli possa fregare delle nostre ragioni.

  10. Credo che questa volta tu abbia esagerato difendendo chi non può essere difeso e accusando una legge che non può essere accusata sic et simpliciter. C’è intorno tutta una società italiana e solo italiana che si muove da tempo verso il crimine, da prima che gli italiani si sentissero attaccati dagli immigrati, da prima della legge antistalking, da prima che il padre venisse incarcerato. Un padre che, forse in minima parte, ha contribuito all’abbrutimento di Desiréè e l’ha condotta alla droga, certamente col concorso della moglie che non ha saputo subire.
    Versiamo lacrime su Desirée, alziamo i pugni contro gli assassini, ma smettiamola di strumentalizzare tutto.

    1. Se lo dici tu. Risulta che la giovane fosse caduta in depressione, con ciò che ne consegue, proprio per la separazione dei genitori. Una separazione delle solite. Sarebbe andata diversamente se il padre avesse potuto occuparsi di lei? Io penso di sì. Capisco che ora tutti sono impegnati nella caccia all’immigrato. Io no. Io non strumentalizzo.

      1. Mi sembra d’aver citato la responsabilità dei genitori. L’uomo che dovrebbe essere colui che pensa della famiglia deve essere quello che protegge e non colui che si mette dalla parte del torto. Comunque sia ci sono state dinamiche che certamente io non conosco, non facendo parte di quella famiglia.
        Ci sono poi tanti modi di dare la caccia all’immigrato. Mi fa piacere che tu non lo faccia. Mi fa piacere per te non per gli immigrati.

      2. Buongiorno,

        ho da poco acquistato il suo libro (non l’ho ancora letto) e da poco seguo anche il suo blog. Nel suo scritto di oggi c’è un nocciolo durissimo di dolorose verità che collidono con il progetto delle ideologie correnti. Parlo dell’annullamento dei limiti. Non ci devono essere più confini delle Nazioni (limiti fisici), non ci devono essere più differenze di sesso e razza (limiti psicologici, mentali o fisiologici), non ci devono essere più confini corporali (limite del corpo dell’ individuo violato per decreto da vaccini “intelligenti” come le bombe), non ci deve essere più limite per la libertà (che viene però intesa come “io faccio quello che mi pare e gli altri si adattino”). Un padre cancellato è un limite che viene cancellato: il limite costituisce la soglia del pericolo. Cancellando il padre (il maschio bianco), si cancella la possibilità di essere messi in guardia difronte ai pericoli, pericoli dai quali nessuno più sarà difeso. Queste donne, queste ragazze vittime della cosiddetta libertà, sono più esposte che mai a essere soggiogate da chi è capace di approfittare delle loro debolezze, fisiche e psicologiche. Non sono un fine psicologo e forse sto sbagliando tutto : certo che i risultati sono questi.
        Non sono sicuro di avere spiegato quello che penso, non sono un divulgatore e non ho il dono della loquela. Sono certo però che l’autore del blog in altri post (non li ho letti tutti, come dicevo sono arrivato da poco) avrà notato questa inquietante opera di accerchiamento e smantellamento dei limiti (che poi è anche del sacro, visto che spesso, le due cose coincidono o almeno si chiamano a vicenda).
        Cordialmente,

        Michele Dall’Ara

        1. Benvenuto Michele. Sicuramente ho notato il fenomeno che hai descritto. Esso attraversa tutti i contenuti storici e presenti del blog. Mi auguro tu abbia tempo e modo di leggere qualche contributo già pubblicato, oltre ai prossimi. E naturalmente fammi sapere se il libro è di tuo gradimento. Ciao.

        2. certamente Michele. E’ una comunità sociale che fa orecchie da mercante rispetto all’annullamento dei limiti. La figura paterna, tanto assente in molte di queste vicende, viene costantemente attaccata. Con la doppia beffa che, quando succede qualcosa, il padre viene criminalizzato (quindi, non sono d’accordo con chi dice che siamo stati poco rispettosi nei confronti del padre della ragazza uccisa). Proprio perchè la figura del padre è sotto scacco, e varie forze per i più disparati
          motivi vogliono squalificarla e infine annientarla, non sarebbe forse il caso di prestare maggiore attenzione, muovendosi
          entro stretti “limiti” di legittimità? Aspetterò anni prima di vedere i miei figli, ma intanto (parlo in PRIMA PERSONA come nel precedente commento) evito assolutamente di passare dalla ragione al torto.
          E anche nel precedente commento aveva rimarcato il fatto che sono in tanti i responsabili di quella morte: dove è la
          comunità sociale che avrebbe dovuto vigilare su quella minore? L’assistenza sociale conosceva la vicenda di quella
          famiglia, fermo restando che praticamente tutti i figli di separati cadono in depressione per effetto delle separazioni?

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