Il “Codice rosso” funziona! Anzi no…

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

codice rosso scarpeIl “Codice Rosso” funziona, signori! Annuncio in pompa magna di Repubblica e del Fatto Quotidiano: “40 denunce al giorno a Milano, 20 a Roma, 30 a Napoli”. Tutti felici e contenti, specie i centri antiviolenza che però, dicono, ci vorrebbe più formazione, ossia più soldi a loro per andare a indottrinare magistratura e polizia giudiziaria. Sbrodola di felicità Lella Paladino, capoccia della cupola dell’antiviolenza italiana, ossia D.I.Re., e insieme a lei gli scribacchini che subito rilanciano la notizia con grande entusiasmo. Ma c’è davvero da gioire?

Basta leggere tra le righe degli articoli apologetici scritti sotto dettatura di Ro$a No$tra per rendersi conto che no, non c’è proprio nulla di cui essere felici. Per svariate ragioni, già ampiamente spiegate o previste su queste pagine. Anzitutto le denunce non significano niente. Aumentano le donne che percepiscono di essere vittime di qualcosa, d’accordo. E allora? Da qui a dire che lo sono effettivamente ce ne passa. Per l’esattezza passa un procedimento penale tutto intero, sentenze incluse. Com’è noto, statisticamente il 50% delle denunce per violenze maschili assortite su donne finisce archiviato, e di quello che resta in condanna finisce un 5-10% scarso.


Sbrodola di felicità Lella Paladino, capoccia della cupola dell’antiviolenza italiana.


disinformazione fake newsCosì era prima e così resta adesso. L’incremento delle denunce indotto dal “Codice Rosso” non cambierà il trend di sempre. Così come non cambia il vomitevole approccio del giornalismo italiano, impegnato a far passare nei lettori l’idea di una “violenza sommersa” che finalmente emerge. Avrebbero il dovere ora di seguire ognuna di quelle denunce “in più” per verificare se davvero vengono evase in tre giorni e come vanno a finire. Ma si guarderanno bene dal farlo, perché verrebbe smentita tutta intera la narrazione che si tenta di imporre all’opinione pubblica.

Ossia verrebbe fuori che ancora gran parte delle denunce viene archiviata. Quella che prosegue diventa un calvario per l’uomo denunciato, il quale poi con buona probabilità finirà assolto. In aggiunta gli uffici inquirenti, già prima oberati di denunce campate in aria, ora sono praticamente bloccati. Qualche giudice col sale in zucca ancora c’è e non nasconde il problema: “l’aumento delle denunce è effetto della legge non di un aumento dei casi”, dice il Procuratore Capo di Genova Francesco Cozzi, uno dei più lucidi in Italia su queste vicende. “Se tutto diventa urgente, niente più lo è”, chiosa Maria Monteleone del pool antiviolenza a Roma.


I media fanno passare l’idea di una “violenza sommersa” che finalmente emerge.


triageLa cosa meravigliosa è che gli scribacchini riportano queste garbate critiche alla follia del “Codice rosso” come se non smentissero alla radice il fastidioso tono manettaro e colpevolizzante che impregna i loro articoli. Fino a sfociare nella comica, quando raccontano del procuratore di Tivoli Francesco Menditto che, per raccapezzarsi nel profluvio di denunce, si è inventato una procedura non prevista dalla legge (brutta abitudine dei magistrati, questa…). Così da quelle parti funziona un sistema tipo “Triage” ospedaliero, con tanto di questionario da sottoporre alle fanciulle in modo da classificarle in ordine d’emergenza.

E mentre a Tivoli giocano a fare il pronto soccorso per malati immaginari, a Milano non sanno da che parte girarsi. I giudici si aggrovigliano coi turni e, dice il Fatto Quotidiano: “hanno dovuto incamerare, a qualsiasi ora del giorno e della notte, le segnalazioni con conseguente iscrizione di fascicoli e attività di indagine”. Praticamente le procure, grazie alla smania della Lega di acchiappare un po’ di consenso “rosa”, stanno diventando come fabbriche inglesi di fine ‘700. A breve assumeranno minori da far lavorare a cottimo per la ricezione e l’archiviazione di questo monte di donne italiane vittime di ogni bruttura da parte di noi inguaribili machos.


A Tivoli giocano a fare il pronto soccorso per malati immaginari.


donna strozza uomoCome previsto, insomma, col “Codice Rosso”, niente cambia, se non in peggio. Perché a valle di questo delirio di cui si compiace sadicamente Ro$a No$tra, in attesa di altri soldini, e che i media scioccamente riportano, c’è un esercito di uomini innocenti accusati a vanvera, in gran parte padri privati dei figli, e un buon numero di donne vere vittime, la cui pratica si disperderà ancora più di prima tra scartoffie prive di valore. Per tutto questo si ringrazino Salvini, Bongiorno, Bonafede e Huntziker.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: