STALKER SARAI TU

Il femminismo ha un’unica rivendicazione: soldi, soldi e ancora soldi

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

di Fabio Nestola. “PD Emilia Romagna: “un reddito di libertà per le donne che subiscono violenza“. Il concetto di fondo mi sfugge, temo possa emergere un principio che entra in un feroce conflitto ideologico con il femminismo. La misura del PD emiliano implica che donna sia dipendente dal proprio compagno, viva del suo lavoro e quindi dello stipendio che l’oppressore violento porta a casa. Vorrebbe lasciarlo, ma non può perché senza le risorse dell’aguzzino proprio non saprebbe come vivere. Allora ci vogliono fondi pubblici per dare alla donna vittima di violenza la possibilità di mantenersi da sola, un’ebbrezza nuova che mai ha provato nella vita perché l’oppressore le impediva di realizzarsi. C’è qualcosa che non quadra.

Qualsiasi separazione si conclude con delle misure comuni a tutte, seppure con le varianti del caso: assegnazione della casa coniugale, soldi al coniuge economicamente più debole, soldi per i figli, soldi per le spese extra. Nel caso di cessazione di convivenza viene meno l’assegno al coniuge debole, ma restano l’assegnazione della casa e il mantenimento ai figli più le spese extra. Una casa assegnata in uso gratuito è un innegabile vantaggio economico, del quale nessun uomo separato può usufruire; anche ricevere dei soldi senza averli guadagnati col proprio lavoro è un privilegio del quale nessun uomo separato può usufruire.


Milioni di donne vittime di violenza…


esparazioneQuindi la separazione dovrebbe essere il primo, più logico e più conveniente passaggio per la donna vittima di violenza, finalizzato a ottenere una serie di vantaggi concatenati tra loro: liberarsi del compagno violento, ottenere la casa e la custodia dei figli, ottenere dei soldi. Oltre all’eventuale costituzione di parte civile (con patrocinio gratuito, cioè a carico dello Stato) nel processo per le violenze subite, il che vuol dire altri soldi. Sembra poi limitativo lasciar credere che ogni vittima di violenza sia mantenuta dal compagno, la narrazione dominante dice che la violenza domestica colpisce tutte, è trasversale a qualsiasi età, qualsiasi livello culturale, qualsiasi fascia di reddito, qualsiasi estrazione sociale.

Quindi sarebbero vittime di violenza milioni di impiegate della PA, insegnanti di ogni ordine e grado, infermiere, psicologhe, psichiatre, assistenti sociali, avvocate, giudici, criminologhe, pedagogiste, farmaciste, fisioterapiste, ginecologhe, cardiologhe, dietologhe, diabetologhe, radiologhe, pediatre e medici in generale; architette ed ingegnere, arredatrici d’interni, wedding planners, giornaliste della tv e della carta stampata, conduttrici televisive e lavoratrici dello spettacolo in generale; poliziotte, carabiniere, vigilesse, finanziere, forestali, guardie carcerarie, militari in marina, esercito ed aviazione, oltre alle titolari di attività proprie come centri estetici, palestre, scuole di danza, parrucchiere, lavanderie ed attività commerciali di ogni tipo, dall’erboristeria al bar, dall’agenzia immobiliare all’abbigliamento.


Ha la colpa più grande che lo esclude dalle priorità di questo inizio di secolo: non è una donna.


Milioni e milioni di donne che producono reddito autonomo, per non parlare di fasce di reddito superiori come dirigenti d’azienda, parlamentari, imprenditrici, donne di successo: la Marcegaglia, la Santanché, la Pivetti, la Murgia, la Lucarelli e la Gruber, giusto per fare degli esempi, non sarebbero costrette a rimanere con l’eventuale compagno violento altrimenti non saprebbero come sfamarsi. Eppure tutte – ma proprio tutte – sono a rischio di violenza sessuale, fisica o psicologica, per cui bisogna prevedere dei fondi con i quali poterle aiutare.

È curioso constatare come la richiesta di fondi sia la costante che unisce qualsiasi rivendicazione femminista, sembra un’assalto militare alle casse pubbliche. Fondi per le campagne informative, per le Commissioni parlamentari ad hoc, per le ricerche mirate, fondi per il 1522, per i centri antiviolenza, per le vacanze, per gli orfani di femminicidio… sembrano richieste (o pretese?) basate esclusivamente sull’ideologia che deve portare in primo piano qualsiasi “emergenza” legata al femminile, la quale tutelando la donna inquantodonna scavalca tutto, diventa più importante e urgente rispetto a qualsiasi altra emergenza. Infatti nessuno chiede a gran voce dei fondi per gli orfani dei morti sul lavoro. Il muratore che cade dall’impalcatura è un uomo, ma anche un padre e spesso l’unica fonte di reddito per la famiglia. Ma ha la colpa più grande che lo esclude dalle priorità di questo inizio di secolo: non è una donna.


17 thoughts on “Il femminismo ha un’unica rivendicazione: soldi, soldi e ancora soldi

  1. Sì, ma credo sarebbe il caso di iniziare a colpevolizzare anche le donne in generale, che al riguardo non hanno mai nulla da dire…
    Senza il loro consenso il femminismo si squaglierebbe come neve al sole.

    1. Hai ragione. Noi per evitare di fare di tutta l’erba un fascio evitiamo di additare tutto il genere. Sicuramente, se quelle donne che non si manifestano apertamente però stanno lì dietro l’angolo a strizzare l’occhio e poi scappare, si mostrassero piu incisive nel prendere una posizione netta contro questo movimento nazi-fem che umilia la figura di donna in ogni contesto, la bilancia si piegherebbe vistosamente contro tutte quelle estremiste, fanatiche e deliranti.

      1. non sono affatto d accordo, gran parte di donne e uomini non conoscono il femminismo abbastanza bene da coglierne le forti contraddizioni e non sanno quante balle vengono raccontate…. voi prima di capitare in situazioni personali (probabilmente separazioni con figli o false denunce di violenza fisica) conoscevate la vera faccia del femminismo? non credo… per questo la cosa più importante è informare, per questo stalker sarai tu e’ importantissimo… certo le femmine di questi tempi col mantra noi donne noi donne noi donne sono montatissime ma non ritengo sia del tutto una colpa, le più sgamate approfittano dell io donna per vincere qualumque misera battaglia e da queste starei distante 1000 miglia ma altre si fanno la loro vita con dignità personale, non di genere, e non si ritengono superiori agli uomini o più buone, al massimo diverse per certi aspetti… inoltre anche io ero un maschio femminista in qualche maniera, perché come ho già detto in Italia ho ricevuto l educazione alla protezione della donna; ora visti i tempi ritengo di non dover più avere un occhio di riguardo… concludo dicendo che certo è ancora politica il femminismo, come tutto in Italia; la sinistra ma anche la destra cercano i voti utilizzando il femminismo, hanno capito che il termine attira consensi ma come per molti altri ambiti le persone (io compreso) sono ignoranti e non sanno che non è un movimento pro-femmine ma la distruzione di tutto ciò che può essere unione tra maschio e femmina… dare colpe per me è sbagliato, prima di dare colpe bisogna informare!!

        1. Concordo, la maggioranza della gente se sente dire da qualcuno “sono antifemminista” strabuzza gli occhi e risponde “ma come, vuoi che le donne stiano a casa a sfornare figli e basta? E magari toglier loro pure il diritto di voto?”. Il mio metodo come sapete è quello di non prenderli di petto, però, lentamente ma inesorabilmente, far notare tutte le contraddizioni ed iniquità del femminismo odierno (inutile con la gente media fare disquisizioni sulle origini del femminismo ecc… ecc…), le battaglie inutili fondate su dati falsi, e quelle che invece sarebbero necessarie per gli uomini, i veri discriminati di oggi (ecco perché parlare di antisessismo e non più femminismo). Quando ho avuto questo tipo di discussioni nella realtà, nessuno/a mi ha mai contraddetta; alla peggio non sanno cosa rispondere, ma intanto riflettono. Segno che pian piano una coscienza della realtà non è impossibile da ottenere.
          Dunque fate benissimo a informare, sono d’accordo che sia la strada giusta.

          1. Si confermo, la stessa mia esperienza. Ho sperimentato le stesse tue difficoltà, con l’aggravante che io sono uomo, e un uomo che parla male del femminismo…..beh ti lascio immaginare……….

            1. @Lupo Mannaro
              La chiave secondo me è dichiararsi d’accordo col femminismo “di una volta” (così ti eviti le accuse di essere maschilista, retrogrado ecc…*) ma far notare che quello di adesso è andato fuori pista, e in Italia comunque non serve perché la parità è stata raggiunta da un bel po’. Poi su come proseguire la conversazione dipende se vuoi far riflettere più sull’aspetto ideologico (= il femminismo ora sta diventando un diffondere odio per gli uomini) o su quello economico-opportunistico (= il magna-magna che c’è dietro a tante scelte politiche e sociali di stampo femminista).

              *So che molti qui non sono d’accordo sul fatto di sorvolare sul femminismo del passato, capisco che si sentano mossi da amor di verità e che pensino che gettare discredito sul femminismo tutto sia una strategia vincente; può darsi, ma nella mia realtà ho visto che sono discorsi inutili e controproducenti, evitarli mi consente di concentrarmi sui problemi attuali e non generare diffidenza.

              1. Vi faccio semplicemente notare che le donne si reputano molto “più avanti degli uomini”, ovvero più intelligenti, più acute, più furbe, più empatiche, più sensibili, più mature, più precoci, “più tutto”, conseguentemente non hanno alcuna scusante, perché chi è così “superiore” non può averne.
                Compris?

                Anonimo(a)
                >>>>>>>
                voi prima di capitare in situazioni personali (probabilmente separazioni con figli o false denunce di violenza fisica) conoscevate la vera faccia del femminismo?
                >>>>>>>

                Non ho figli e non ho mai subìto false denunce di violenza fisica e quant’altro, ma mi occupo di certe tematiche da decenni e per motivi che vanno ben oltre le questioni personali.

                1. @Sandro D.

                  “Non ho figli e non ho mai subìto false denunce di violenza fisica e quant’altro, ma mi occupo di certe tematiche da decenni e per motivi che vanno ben oltre le questioni personali.”

                  Appunto, tu sei un eccezione, la maggior parte delle persone non si occupa di studi di genere da decenni e non è particolarmente attento alla questione; vive il suo tran tran quotidiano, realizzando alcuni aspetti solo quando ne viene implicato direttamente.
                  O, per i più acculturati, quando inizia a essere informato da più fonti credibili che c’è qualcosa che non quadra.

      2. oltretutto come dovrebbero fare per esprimere il dissenso? non manifestiamo noi uomini che siamo i più colpiti dal femminismo dovrebbero farlo loro?… e aggiumgo ancora che il femminismo è politica, potere, arrivismo, misandria, è essere avvantaggiati, è voler regalare figli di altri a chiunque invece che consentirgli di essere genitori adottivi, è il mio corpo è mio e me lo gestisco quindi posso sbatterti il culo in faccia per farti diventare matto ma tu non devi provarci, che poi si tramuta in il figlio è mio e me lo gestisco io e tu padre non vali un cavolo perche so solo io di cosa ha bisogno mio figlio, è i maschi ci hanno obbligato a depilarci, il patriarcato ci ha reso delle schiave che guadagnano meno nonostante i contratti siano nazionali e quindi non so in quale mondo un capo coi sindacati al collo si possa permettere di fare un contratto diverso per uomini e donne, i patriarchi (tutti i maschi) ci picchiano, ci fanno stare chiuse in casa, ci uccidono una volta ogni tre giorni per gelosia… ecc ecc ecc… questo è il femminismo…. tralaltro su nonciclopedia ci sono tutti i dogmi del femminismo, dovrebbe far piangere per quanto è veritiero quello che c è scritto, non solo far ridere…

        1. Anonimo
          >>>
          oltretutto come dovrebbero fare per esprimere il dissenso? non manifestiamo noi uomini che siamo i più colpiti dal femminismo dovrebbero farlo loro?…
          >>>

          I piagnistei femminili arrivano sempre al “cuore” della politica e di tutto il “circondario”; quelli maschili no.
          Perciò…
          Anzi, quest’ultimi causano dissenso e disprezzo tra gli stessi uomini, i quali a differenza delle donne non sono minimamente coesì, dato che i suddetti non conoscono la cosiddetta “solidarietà di genere”, che invece tra le donne è diffusissima.
          Qualcuno vissuto oltre 2000 anni fa avrebbe detto…
          “Homo homini lupus”.

          1. se come li chiami tu ‘i piagnistei femminili’ arrivano di certo non è una colpa… io sono per informare, dare colpe e limitarmi a quello non mi piace

  2. Quindi diventa libera dal marito ma diventa schiava dello Stato? Ma non era uno stato patriarcale, tutore e maschilista che rende la donna impossibilitata a fare da sola ed essere indipendente? Guarda caso però se si tratta di percepire soldi,va bene essere dipendenti.

  3. Salve, io condivido a pieno sia il titolo che l’articolo di Fabio Nestola perché ancora una volta ha centrato il focus del del problema.
    Condivido anche le motivazioni che ha elencato Sasha, perché pure queste sono più che vere e fondate, però se andiamo a fare una analisi del perché queste assetate livorose puntano a quel genere di posizioni e interessi, si ritorna sempre lì: —- unicamente al dollaro facile.
    Quindi si ritorna sempre punto a capo:—- sete di tanti soldi a discapito del prossimo, della collettività.
    In sintesi, abbiamo da lottare con dei veri e propri parassiti assai pericolosi.
    Un manipolo di esseri venali, che usa la falsa ideologia per creare un falso problema e tramite questo, poi, giungere ad un’organizzazione molto articolata, tutta orientata verso il $$$$$$.
    Quindi il loro motto è: —- invadere e occupare ogni postazione strategica,…. costi quel che costi.
    C’è da rovinare le famiglie italiane, magari quelle che stanno passando un momento difficile per una separazione ? ——- ecco lì sanno colpire senza ritegno pur di enfatizzare la loro teoria folle e disonesta sulla violenza e al contempo incassare soldi.
    Tramite i CA e tutto il resto del marciume, esaltano quelle povere martiri vittime dei loro compagni carnefici, distruggono l’esistenza dei figli che perdono un papà che stimano e amano e si ritrovano in un ghetto sociale che li costringe a subire angherie amministrative di ogni sorta.
    Di fatto, creano un danno sociale assai rilevante.
    Tutto questo perché ? I loro schifosi numeri devono salire al massimo, altrimenti come fanno a giustificare le loro richieste aberranti ?

    1. Alessandro, vorrei che voi aveste ragione, ma i soldi sono solo una delle motivazioni che le spinge a operare. Certo, una delle principali, ma non l’unica. si tende a pensarlo perchè ci si focalizza sui CAV, ma il femminismo va molto oltre, è anche revanscismo di genere, è anche edificazione di una società a uso e consumo, che va molto al di là del ritorno economico. Io segue il femminismo da che ero ragazzino, da quando era un fenomeno di nicchia, incistato nei partiti di sinistra, e quel mondo lì non era animato solo dal vil denaro, auspicava una società in cui l’uomo fosse subordinato, anche se, come sempre, spiattellava la solita retorica paritaria. L’errore che si fa dinanzi a questi movimenti è quello di ridurli a una dimensione. Per quanto il paragone sia un po’ forzato, anche per Hitler e mussolini, anche per i bolscevichi, si pensava che in fin dei conti si sarebbero accontentati di un po’ di potere e denaro, ma poi non è stato così. dietro questi fenomeni, pur molto diversi tra loro, ci sta anche un’ideologia che va al di là del voler raccattare denaro.

      1. Si, ….. certamente, non metto alcun dubbio. Però il loro revanscismo è pressoché ridicolo e nel terzo millennio ha poco senso. Daccordo, ci sarà una sacca minoritaria “innocente” che ancora crede a ideali vecchie ammuffiti, la loro frustrazione personale le induce ha desiderare la figura maschile subordinata a loro, etc, … etc. ……
        Ok, non saranno una dimensione, però, paradossalmente sono un gran numero e una parte di queste/i si è infilato pure nella stanza dei bottoni !!
        Cmq. considerando ogni aspetto a me sembra che queste strumentalizzano dei vecchi retaggi ideologici per poter sostenere la loro propaganda fazziosa e poi bussare cassa e/o ottenere poltrone garantite da grossa busta paga e potere per aumentare i loro inciuci.
        Si ritorna sempre lì: $$$$$$ …..

  4. fondamentalmente le femmiste odiano meta della popolazione, che lavoro volete che facciano? sono semplicemente costrette a chiedere soldi senno non campano

  5. Il titolo dell’articolo non mi pare azzeccato. Il femminismo rivendica anche tanti soldi, ma anche dell’altro, per esempio più scranni in politica, più ideologia, la sua, nella Scuola e nei Media, più censura per ciò che non gli aggrada, favoritismi nell’accesso a questa o quella professione che ritiene degna di essere praticata, e, last but not least, pretende di esser messo sempre in buona luce e al tempo stesso, più o meno esplicitamente, che l’uomo sia ridicolizzato e discriminato. Se si limitasse a chiedere soldi, sarebbe censurabile, ma non sarebbe così pericoloso. Il femminismo ha una veste che se non è totalitaria, è fortemente autoritaria e mira al controllo di gangli fondamentali del vivere civile. Giusto per rimarcarlo a beneficio di chi passasse da queste parti e non avesse ancora le idee chiare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: