La Sen. Cinzia Leone ha fatto il compitino

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Sen. Cinzia Leone

di Fabio Nestola – Ha fatto il compitino. Male, ma lo ha fatto. Nel diffondere propaganda pura e semplice, senza alcuna attinenza col caso specifico, la Senatrice Cinzia Leone avrebbe almeno potuto prestare più attenzione alla stesura: “ci impegnamo col massimo impegno” non si può sentire, su, alle medie lo correggono con la matita rossa. Poi ricorda che è vitale sporgere denuncia, anche al minimo sentore di violenza. Frase fatta che mette in guardia le donne contro il maschio violento, ma non c’entra nulla con la vicenda di Bagheria a cui fa riferimento. Forse le sfugge che la povera Angela avrebbe dovuto denunciare la lite del 13 aprile con la nipote. Anche se lo avesse fatto, sarebbe stato applicato il codice rosso? La nipote sarebbe stata arrestata per salvare la vita di Angela? Chissà quale posizione avrebbe preso la Commissione sul Femminicidio.

Quindi sostiene che i “loro studi” rileverebbero una diminuzione delle denunce, ma non dei femminicidi. Sarebbe interessante conoscere gli “studi” della Commissione, non pubblicati sul sito istituzionale. Non esiste la voce relativa a documenti elaborati dalla Commissione, eventualmente la Senatrice potrebbe riferirsi a documenti depositati in audizione, quindi elaborati da altri, non dalla Commissione. Ma non ci sono nemmeno questi. Dai “loro studi”, se esistessero, dovrebbe emergere un numero di femminicidi nel periodo di quarantena forzata identico a quelli dello scorso anno … quindi si susseguirebbero al ritmo incalzante propagandato con insistenza di uno ogni 72 ore.


Angela non conviveva col proprio potenziale carnefice.


Cinzia Leone
Sen. Cinzia Leone

Sa dire, la Senatrice Leone, quali sarebbero i femminicidi di 3 giorni fa, di 6 giorni fa, di 9 giorni fa, di 12 giorni fa e così via, a ritroso fino al primo gennaio? In sostanza, quali sarebbero, ad oggi,  i 40 femminicidi del 2020? Nomi, date, fatti, fonti verificabili. Così, giusto per dare un senso a ciò che sostiene. Infine recita il copione: “ogni donna deve essere cosciente del rischio che si corre stando a casa col proprio potenziale carnefice“. Cosa c’entra con la morte di Angela? Se proprio la Sen. Leone vuole accanirsi ostinatamente sulle colpe del genere maschile in generale e del compagno della vittima in particolare, dovrebbe almeno informarsi che Angela non conviveva col proprio potenziale carnefice.

Non è uno scoop dell’ultima ora, tutti gli articoli già dal 16 aprile dicono: a) che gli inquirenti escludono ogni responsabilità del compagno della vittima; b) che lui ed Angela non convivevano affatto, abitavano in due case diverse. Basta leggere, non è difficile. Aspettiamo gli sviluppi, vediamo se le azzardate previsioni della Senatrice sull’”ennesimo femminicidio” si dimostreranno fondate. Magari  salta fuori che veramente Angela è rimasta vittima del patriarcato e della prevaricazione di genere. Magari si viene a scoprire che è stata uccisa da un ex fidanzato o da uno spasimante respinto. O magari no…


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