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Laura Massaro, la PAS e la diffamazione a reti unificate

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LA FIONDA

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Giuseppe Apadula, ex marito di Laura Massaro

di Giorgio Russo. Partiamo dai dati, che è sempre utile. Secondo la banca dati ISTAT “violenza sulle donne”, nel decennio 2007/2017 c’è stata una media di condanne per percosse e maltrattamenti in famiglia pari a 2.460 a carico di un numero sicuramente più basso di uomini (potendo una stessa persona ricevere diverse condanne per diversi reati). Si sta parlando dello 0,01% dell’intera popolazione maschile italiana adulta (circa 24 milioni di persone). Non esattamente un fenomeno “dilagante”, anzi di fatto un’inezia al di sotto del limite fisiologico in una società complessa. Ovvio che l’ideale sarebbe lo 0%, ma al di là delle utopie, i responsabili di violenze in ambito domestico in Italia sono una minoranza risibile. Certo per accettare la cosa occorre assumere le sentenze di colpevolezza come parametro affidabile. Cosa verso cui non tutti sono inclini: sono sempre tanti, anzi troppi, quelli per cui la colpevolezza sussiste anche di fronte a un’assoluzione o a una denuncia archiviata.

È esattamente il caso di Giuseppe Apadula, architetto romano, che per la ex moglie, soprattutto quando parla con i mass-media, è un violento a cui i giudici vorrebbero affidare il figlio, togliendolo a lei, che invece è sospettata di mettere in atto condotte finalizzate ad allontanare il bambino dalla figura paterna. Ad “alienarlo”, come si dice in termine tecnico. Ebbene sì, ci tocca parlare ancora di Laura Massaro. Non vorremmo, ma lei fa di tutto per far parlare di sé, e i centri antiviolenza, che su di lei hanno scommesso credibilità e faccia, in questo la sostengono a tutto andare. Ci sono loro infatti dietro il filotto mediatico che qualche giorno fa ha invaso TV, giornali e il web. Tutto parte da “La Repubblica”, apripista e fonte nazionale di notizie dal mondo dei più diversi interessi organizzati. Suo è l’articolo a firma Maria Novella De Luca dove si racconta la solita solfa: un intero apparato statale determinato a togliere il figlio a Laura Massaro (e a tantissimissimissime altre come lei) “con la scusa della Sindrome da Alienazione Parentale”, per darlo a Giuseppe Apadula, un padre violento.


Ragioni che una donna ha per mentire? Qui ce n’è una lista molto esaustiva, basta volerla vedere.


Laura Massaro

Repubblica abbocca, e non potrebbe essere diversamente dato che l’ordine viene dai centri antiviolenza. A cascata arrivano tutti gli altri, che rilanciano la notizia praticamente su ogni piattaforma di, chiamiamola così, “informazione”. I buoni uffici dei centri antiviolenza guadagnano a Laura Massaro pure un servizione su un TG della RAI, dove parla quale presidente di un’associazione “contro la violenza istituzionale”. Così Laura Massaro definisce le decisioni di un esercito di giudici diversi, consulenti diversi di tribunali diversi, a suo dire tutti d’accordo e organizzati per togliere i figli alle buone madri e consegnarli a padri ed ex mariti violenti. In special modo nel suo caso. Un sospetto che l’ha indotta a tentare diverse volte varie ricusazioni, tutte respinte. E forse è questo che l’ha convinta che ci sia una congiura organizzata a più livelli, forse da quella potentissima cupola di duemila-e-rotti colpevoli all’anno di reali violenze in famiglia. Lei ci prova a fare il proprio gioco, nonostante l’assurdità della posizione e il rischio che questa crociata senza fondamento ricada ulteriormente sulla serenità del figlio. Dietro di lei ci sono enormi interessi organizzati, che non guardano in faccia a nulla. Insomma tutto questo circo infame e fasullo potrebbe anche starci. A passare il segno, una volta di più, sono i media.

Non una domanda, non una verifica, niente di niente. Repubblica e la RAI, e tutti gli altri “professionisti dell’informazione” che a cascata riprendono e rilanciano la notizia non si sono presi la briga di andare a cercare riscontri di ciò che i centri antiviolenza li hanno obbligati ad ascoltare dalla Massaro. Hanno preso appunti e hanno scritto. Eppure di materiale ce n’è. Su queste pagine abbiamo dato diversi resoconti sulla vicenda, gli abbiamo dedicato anche parte di una puntata di Radio Londra, ma se proprio gli imbrattacarte italiani temono lo shock anafilattico nel visitare questo blog, bastava un’occhiata al profilo Facebook di Giuseppe Apadula per farsi venire un po’ di dubbi. Anzi uno soltanto, semplice e netto: chi ha accertato che si tratti di un padre violento? Avrebbero scoperto che non una denuncia a carico di Apadula è andata in procedimento, tutto AR-CHI-VIA-TO. Ossia la denuncia era infondata. O falsa, se preferite. E dunque violento chiViolento cosa? Come si permettono Laura Massaro, il suo entourage e i giornalisti con cui parlano di affermare pubblicamente che una persona è un violento senza avere nulla che lo certifichi? Al di là delle rettifiche, che Apadula chiederà e forse otterrà (come già capitato con “Il Messaggero” in passato), e delle denunce per diffamazione, che speriamo Apadula depositi, costoro si permettono di dirlo perché hanno il senso dell’impunità. È una donna a parlare, una mamma. Perché dovrebbe mentire? Costoro sanno che tutti pensano questo e che dunque possono mentire e diffamare in piena impunità, a riflettori puntati e a reti unificate. Questa è una delle metastasi del sistema italiano e dei suoi media. Ragioni che una donna ha per mentire? Qui ce n’è una lista molto esaustiva, basta volerla vedere.


L’attesa, anzi l’auspicio, è che Apadula assuma tutte le iniziative più forti e decise.


Tiberio Timperi

C’è poi la panzana della “Sindrome da Alienazione Parentale”. Panzana perché nessun tribunale in Italia ne fa menzione. Ma soprattutto non c’è un documento della vertenza Apadula-Massaro che la citi in qualche forma. Vero, i giudici prendono atto che la madre ha atteggiamenti non consoni alla promozione del diritto alla bigenitorialità del bambino, e declinano questo aspetto descrivendo condotte che è davvero difficile non definire malevoli o alienanti. Perché alla fine i nomi hanno poca importanza: contano i fatti. Chiamarla PAS, alienazione, mobbing genitoriale, Pino, Pluto o Paperino, cambia davvero poco. Quelle condotte esistono, dilagano, sono state ben studiate e codificate, e nel caso in questione (come in tanti altri) diversi soggetti titolati le hanno riscontrate, senza di contro riscontrare alcuna violenza da parte paterna. Tutti costoro si sbagliano e ogni singola madre “vittima della violenza istituzionale” è nel giusto? È legittimo dubitarlo. Ma i media italiani non sono fatti per il dubbio. Obbediscono, scodinzolano, strisciano per non inciampare, rispondendo a chi la fa da padrone o alla necessità di fare cassa, anche a discapito dell’etica professionale. Cui d’altra parte viene ordinato esplicitamente di derogare dall’infame Manifesto di Venezia, come si è detto di recente.

A farne le spese sono tutti quelli che provano a dire qualcosa di dubitativo. Vi siete impressionati per Bocelli manganellato e costretto a chiedere scusa? Fatevi un giro sul profilo Instagram di Tiberio Timperi. Ha osato dire la verità: la “madre malevola” è un fenomeno dilagante e le denunce strumentali sono frequentissime. Ha scritto così perché lui stesso ne sa qualcosa, ne ha scritto e parlato spesso finché la RAI, si mormora, non gli ha strizzato le palle intimandogli di chiudere la bocca se voleva lavorare ancora. Insomma che contro il parere di Timperi si muovono fior di terroriste e terroristi del web: gli si avventano contro in numero nettamente inferiore rispetto ai suoi sostenitori, ma con ferocia e rumore. E i media allora che ti fanno? Costruiscono la notizia che il giornalista sia stato brutalizzato e “seppellito di critiche” per aver detto una castroneria su Instagram. Doppia conferma con doppia bugia per seppellire la verità: le critiche erano sparute, per quanto sbavanti livore (segno di troll inviati apposta), e cercavano di smentire un dato di fatto innegabile. Una vera armata degna di un regime, quella delle redazioni italiane. In tutto questo Laura Massaro gongola: l’obiettivo era creare “baccano mediatico” per fare pressioni sulla magistratura, visto che la vicenda con Apadula è ancora in corso (altro che conclusa, come ha detto Repubblica). Un baccano ben orchestrato dalle cattive maestre dei centri antiviolenza, che ballano con disinvoltura la propria danza macabra sulla vita di un minore pur di non perdere la “partita Massaro”, su cui si stanno giocando quasi tutto. L’attesa, anzi l’auspicio, è che Apadula assuma tutte le iniziative più forti e decise che è in suo potere prendere per spazzare via questa, cito da Peppino Impastato (non a caso), montagna di merda che lui, simbolo di tantissimi come lui, sta affrontando. Se lo farà, non sarà solo.


12 thoughts on “Laura Massaro, la PAS e la diffamazione a reti unificate

  1. Giuseppe Apadula non deve mollare MAI.
    L’alternativa è di passare una estate senza i figli, così come è capitato anche quest’anno al sottoscritto…

    un link:
    https://www.lanuovasardegna.it/regione/2020/08/15/news/dopo-il-blitz-di-porto-cervo-il-duello-tra-gli-avvocati-1.39199736

    segnalo a Davide e altri questa situazione gravissima creatasi in Sardegna …
    sottrazione di minore da parte di una madre russa che ha trasportato la figlia
    da porto cervo fino a Montecarlo (Stato extracomunitario) passando per la Corsica

    querele reciproche.
    curiosità in attesa del provvedimento del tribunale minori e della procura di Tempio …

  2. Caro lupo mannaro,… forse se cambi nome mi fa meno paura !! ….. anch’io sono con te, sostegno a Giuseppe.
    Cari signori e signore, considerate che anche il sottoscritto è nella stessa condizione di Giuseppe.
    Mia figlia, sette anni, è pesantemente plagiata,……. non so più nulla di lei !!!
    La madre criminale, perfettamente allineata allo stile Massaro, distrugge tutto.
    Il tribunale e cieco da un occhio e sordo da un lato, ed è troppo sensibile al portafoglio !!
    Purtroppo io sto vivendo la stessa situazione che sta vivendo l’architetto Apadula Giuseppe e mia figlia è sparita nelle fogne della malagiustizia, … anzi, chiedo scusa, giustizia criminale. — Sì criminale, perché complice di questo ennesimo caso di violenza minorile e quindi se non mi risulta male la violenza minorile è un crimine.
    Questi benedetti giudicanti non è sufficiente che si esprimano correttamente sulle responsabilità della Massaro, no non è sufficiente proprio, ma devono emettere un provvedimento atto alla definitiva ed efficace soppressione dell’attività della stessa. Quindi probabilmente l’unica soluzione è quella della reclusione con tanto di risarcimento danni. —-
    Se non agiscono in tale modo non sarà mai possibile avere una soluzione efficace del problema.
    Rimarrà sempre e comunque il crimine irrisolto.
    Purtroppo come più volte ribadito su queste pagine, l’unica soluzione possibile è quella di riformare con estrema rapidità e fermezza la legge 54.
    Questa legge fu fatta dal dottor Paglietta che, suo malgrado, a quei tempi esprimeva un concetto umanamente più che valido e giusto, però si è perso nella logistica e nella sostanza normativa della legge.
    Infatti oggi la legge presenta troppe lacune e vuoti e questo consente ai magistrati, e a tutti gli sciacalli connessi al sistema, di agire come meglio credono.
    La legge certamente va riformata al più presto e, approfitto di questa occasione, per denunciare che anche il disegno di legge 735, purtroppo, se fosse passato non avrebbe sortito l’effetto auspicato.
    Certamente avrebbe migliorato un poco la situazione ma avrebbe anche lasciato degli spiragli aperti a tutti quei sciacalli che vivono aspettando di poter approfittare della prossima legge per continuare la loro mistificazione e abusare tra le righe del nuovo articolo.
    Qui occorre studiare un articolo di legge blindato, che non consenta alcuna possibilità di interpretare e modificare a piacimento procedure e soluzioni per soddisfare le loro ideologie e / o interessi.
    Purtroppo è quello che accade oggi. Con l’articolo di legge 54 debole, sono stati capaci di inventare procedure ritenute rituali più disparate al fine di vanificare l’obiettivo della bigenitorialità.
    Hanno inventato parole come: —– il collocamento, —- l’interesse esclusivo del minore, —- la coppia è conflittuale, —– il genitore è violento, —– l’assegno è dovuto, —— l’interesse del minore, —— il padre può vedere, —- il pacco postale, —– e tanto altro ancora che viene usato sistematicamente per giustificare il loro abuso amministrativo ricorrente divenuto oramai normale prassi amministrativa.
    Qui ci dobbiamo battere per far si che la legge 54 venga modificata nel modo opportuno, affinché non vi siano più appigli di sorta per manipolare il diritto.
    Sostegno a Giuseppe sì,…… però se non cambiamo la coppa dell’olio bucata !!! …… è tutto inutile, … perché i motori continueranno a bruciarsi senza olio. — Non possono girare senza bruciare tutto !!!
    Quindi dobbiamo andare alla fonte del problema, dobbiamo ottenere la riforma della legge 54. Solo in questo modo è possibile stroncare le fondamenta del nazi-femminismo, la mafia dei centri antiviolenza, il potere schifoso dei parlamentari e la propaganda ignobile dei politici, ed il rigurgito vomitevole dei media corrotti.
    Tutto questo schifo orbita e si sostiene intorno alla legge 54 quindi intorno al diritto di famiglia.

    1. @Alessandro: mi chiedo come si possa modificare la legge 54 se tu stesso riconosci che magistratura, classe politica e informazione sono responsabili per questo stato di cose. Quale maggioranza parlamentare sarebbe disposta a cambiare le legge in senso più favorevole ai padri?
      Visto però che sei uno di quelli che ha vissuto una situazione del genere, la domanda che vorrei farti è in realtà un’altra. Immagino che tu abbia raccontato le tue vicissitudini ad amici, familiari, colleghi di lavoro, conoscenti. Tutta gente che probabilmente non legge blog o siti come questo e che quindi non è necessariamente consapevole dell’esistenza di una “questione maschile” e di un fronte di resistenza al femminismo.
      Bene, qual è stata la loro reazione al tuo racconto, cioè alle ingiustizie che tu, come altri padri, hai subito?
      Ipotizzo 3 reazioni diverse.
      1. Se una donna ti accusa e la magistratura le dà ragione deve essere perché hai fatto qualcosa di sbagliato.
      2. Ti danno ragione ma hanno paura ad ammetterlo pubblicamente perché temono ritorsioni da parte delle donne o di uomini allineati alla narrazione femminista.
      3. Ti danno ragione e lo ammettono apertamente, ma pensano che finché la cosa non capita anche a loro, è un problema tuo.

  3. Confermo pure io il mio sostegno. Apadula deve fare da esempio a migliaia di padri come lui che non bisogna pensare solo a difendersi, ma iniziare a passare all’attacco, a muso duro, senza pietà, come un vero guerriero. Sta combattendo anche per tutti noi e da tutti va sostenuto. Andrebbe fatta una raccolta fondi per aiutarlo economicamente. Io sono pronto a contribuire.

    1. sono d accordo… e apadula dovrebbe essere l emblema della lotta che molti padri sono costretti a fare… esattamente come lo è diventata Laura Massaro per le femministe… solo che molti di noi sanno bene che apadula non è ne un violento ne un abusatore sessuale del proprio figlio e conosciamo bene la prassi delle false accuse e le situazioni limitanti dei papà separati… Laura Massaro è anche l emblema delle mamme abusanti e delle femministe, la mamma che crede di essere superiore a qualsiasi organo dello stato a qualsiasi padre a qualsiasi medico e alla salute di suo figlio, la mamma che solo lei sa di cosa ha bisogno suo figlio, e ce ne sono di mamme cosi purtroppo e molte volte non sanno proprio di cosa abbiano bisogno i figli… entrambi sono l emblema di situazioni molto comuni quindi la loro storia è molto importante

  4. Potete inserire gli atti giudiziari del procedimento giudiziario ( lo so che sono già stati pubblicati in un altro articolo, ma inserirlianche sarebbe meglio)

  5. caro apadula hai tutto il mio sostegno te lo giuro… non dimentichiamo che a un centro punto Laura ha provato ad accusarlo di molestie sessuali al figlio, la cosa più schifosa della quale si può essere accusati… aggiungo che io sono stato falsamente accusato di percosse (calci pugni e situazione paradossale) quando invece era una spinta dopo che era arrivata a muso ad urlarmi davanti a mio figlio… io me ne sono andato di casa, lei spaventata ha chiamato i carabinieri che le han detto di andare al ps, era già in contatto con un avvocatessa della peggior specie e il gioco era fatto… avendo poi mandato interpretabili messaggi di scuse, non conoscendo la realtà delle false accuse, sono certo che se fossi andato in tribunale mi avrebbero condannato per percosse… fortunatamente tutto è rientrato quando la ex ha capito che rischiare di perdere in tribunale (ovviamente erano 0 giorni di prognosi), spendere altri soldi per avvocati non aveva senso, tantomeno nei confronti del bambino… e ora dopo un anno di tribunale dei minori in cui grazie al suo avvocato e ad una giudice praticamente dalla sua parte ci siamo dovuti scannare!!! non vi dico di quante falsità han cercato di accisarmi… per fortuna tramite assistenti sociali e il bene che vogliamo entrambi al bambino ora ci riparliamo e da un anno andiamo d accordo come non mai..

    quindi cmq io penso che quelle 2400 condanne siano in buona parte denunce gonfiate come la mia, purtroppo nessuno lo saprà mai…..

    1. Ho vissuto una identica situazione tre anni fa e sono imputato di violenza domestica, ma non sono giunto al tuo lieto fine.
      Sembra però che il PM stia prendendo consapevolezza della realtà delle cose ed il giudice del processo mi sembra veramente imparziale ed indipendente.
      Intanto però gli anni passano ed i figli vanno sempre più alla deriva…

      1. guarda è stata durissima, sopratutto per il pensiero del figlio che ho dovuto vedere con a.s. per 6 mesi… dura veramente e sto stato di merda non gliene frega nulla ne di come vedi tuo figlio ne se non lo vedi…. e credimi avevo una rabbia!!!! non dormivo più… non mi fidavo del tipo di mamma che ha mio figlio, avuto da una breve relazione con una manipolatrice… e lei aveva già commesso diverse scorrettezze quindi da parte mia avevo anche tante cose non superficiali da raccontare agli a.s…. e dopo che gli a.s. han detto che andava tutto bene ho reagito personalmente ad avvocato della ex e a quell idiotessa di giudice che mi prendeva praticamente per i fondelli… tutti quelli che hanno vissuto una situazione come la mia hanno la mia solidarietà… purtropo se la mamma non capisce un cazzo non so se esiste un organo dello stato, un istituzione, un medico o uno stregone che possa aiutarti… il consiglio è cmq cercare di andarci d accordo e prenderla davvero con le buone, la mamma, poi qualcosa di buono dovrebbe arrivare secondo me… e cercare di avere una vita soddisfacente quando non si ha il bambino è importante per reggere, e non disperarsi.. poi anche io avevo detto a un certo punto se non mi avessero più fatto vedere il figlio o robe del genere io cmq ce l avevo messa tutta ma non potevo impazzire… un abbraccio

  6. #nonunoschifodimeno #rubiamo4evermore

    Solidarietà a Giuseppe e tanta fortuna (con l’augurio di malattie incurabili agli schifosi/e/* – guardate come sono inclusivo – che sanno benissimo di star rubando senza fine e se ne fregano di passare sopra a tutto e tutti).

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