Mi sono finto donna su Instagram. Ecco cosa ho capito.

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LA FIONDA

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di Filippo Target. Nei giorni scorsi ho compiuto un esperimento sociale su internet, che reputo abbastanza significativo per tutti coloro interessati alle dinamiche attuali di interazione fra i sessi. In uno dei social forse tra i più femminilizzati e “femminocentrici” fra quelli maggiormente in voga negli ultimi tempi, cioè Instagram, ho creato un profilo “fake”, mi sono finto una donna di circa 25 anni dal fisico invidiabile e con un viso gradevole. Come molte fanno, la selezione delle foto postate virava dal “molto nudo” al “discretamente nudo”, e in un tempo molto ridotto (alcuni giorni) e con pochissima fatica, ho raggiunto un numero di interazioni che potrei definire stellare, se rapportato al mio vero profilo di uomo adulto single perlomeno… Questa full immersion nel mondo virtuale femminile mi ha fatto capire un gran numero di cose che se vogliamo già intuivo almeno in parte, ma ora posso dire di averne la prova provata.

Partendo dai lati positivi o comunque curiosi: nell’essere costantemente sommerso da una pioggia di richieste di amicizie, likes (che su Instagram sono cuori), messaggi privati, commenti, apprezzamenti, sono riuscito nella paradossale impresa di vedere il mio ego rafforzato di riflesso, nel senso che pur essendo io di sesso maschie, ed essendo pienamente conscio di aver imbastito un gioco fasullo, questa ondata letterale di attenzioni mi ha stuzzicato e piacevolmente colpito, non c’e’ nulla da fare. Non sono abituato a tutto questo miele. Cose come: riapro il profilo dopo poche ore dall’ultimo aggiornamento, e vedo 7 commenti, 5 likes e una richiesta di amicizia. In poche ore. La sensazione di essere immersi in una sorta di mansione lavorativa per riuscire a seguire questo network è stata assidua, e ho capito perché sia stato coniato il termine “influencer” per descrivere questo fenomeno, e addirittura in molti non esitino a definirlo un vero e proprio lavoro. In un caso, con un commento tanto banalotto quanto provocante e sfacciato, ho ottenuto oltre 200 likes, (154 nel momento dello screenshot inviato in redazione ma sono saliti ulteriormente col passare delle ore).


Siete riusciti ad annoiare persino me che sono uomo…


Ho capito come si possa sentire, ogni singolo giorno che il Signore manda in terra, una donna italiana piacente nel 2020 sui social, cioè una sorta di regina assediata di attenzioni, coccole verbali e complimenti, a volte fino al parossismo. Esiste anche il rovescio della medaglia, certo: corteggiatori insistenti, banali (numerosi amici uomini esordiscono approcciando con un freddo e laconico “ciao”, non si capisce sperando esattamente di ottenere cosa in cambio). E anche foto di membri maschili, la qual cosa lo ammetto, mi ha causato una certa repulsione e una voglia definitiva e repentina di abbandonare l’esperimento, terminato di gran carriera dopo l’ennesima “dick-pic” ricevuta. In ogni caso, la conclusione, sostenuta da una moltitudine di screenshot che ho prontamente inviato in redazione, è che la donna sia nettamente quella polarizzante in ambito di interazioni sociali on line, e che nello specifico su Instagram si tratti di uno strapotere assoluto.

In tanti casi ho ricevuto offerte di grosse somme di denaro, denaro che per me, padre separato con annesse e connesse difficoltà economiche, è spesso una chimera se non con importanti e sanguinosi finanziamenti. Devo ammettere che questa discrasia tra uomo e donna circa la possibilità di accesso a finanziamenti (di una facilità inaudita nel caso della mia “fake”, di una difficoltà devastante nel caso della mia vera esistenza) mi ha un po’ atterrito. E cosa più importante, un messaggio agli amici uomini: come si dice dalle mie parti, mollate la pezza con questi atteggiamenti. Servono squisitamente a rafforzare a dismisura l’ego di queste signorine, e non vi porteranno a nulla se il vostro obiettivo dovesse essere quello (legittimo) di copulare. Siete riusciti ad annoiare persino me che sono uomo…


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