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Una holding dell’antiviolenza scarcera la patricida di Monterotondo

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Riguardo al patricidio di Monterotondo risulta utile fare qualche ricerca che vada al di là dei resoconti di cronaca su cui i media si sono buttati a pesce. Il solito branco di sciacalli intenti a mangiare i resti del corpo di un uomo pugnalato alla nuca dalla figlia, uniti da un unico intento: condannare e criminalizzare la figura del morto, santificando ma soprattutto assolvendo a prescindere l’assassina. Il tutto con effetti immediati sull’opinione pubblica. I fatti e la logica dicono altro, eppure Deborah viene sempre più descritta come “costretta” a uccidere il padre. L’idea della legittima difesa è lì, immediatamente collegata al furbesco concetto di costrizione. Ed è così che iniziano a piovere in rete manifestazioni di solidarietà umana, espressioni da delirio psichiatrico-femminista e premesse per la santificazione della giovane patricida.

Eppure abbiamo qui un morto ammazzato e dei fatti di contesto non irrilevanti. Aveva rubato? Aveva ucciso? No. Certamente era una persona difficile, tormentata, molesta, materia per i servizi sociali o per le forze dell’ordine. Eppure l’uomo viveva con tre generazioni di donne. La moglie, si dice, da anni non osava denunciarlo perché riteneva che il tribunale le avrebbe tolto la figlia, che però ha 19 anni. Lui non guadagnava, lei si. Nessuno si chiede cosa spingesse le tre donne a vivere con Lorenzo. Perché non sono andate via? Cosa ha impedito loro di denunciare? Non si sa, non se ne parla. La comunicazione pubblica è costruita essenzialmente affinché la nostra compassione e la nostra simpatia vadano a Deborah, senza se e senza ma.


Il solito branco di sciacalli intenti a mangiare i resti del corpo di un uomo pugnalato alla nuca dalla figlia.


donna_coltello

Ed è in questo clima che si trova ad operare la Procura competente, quella di Tivoli. Che a poche ore dai fatti si allinea all’opinione pubblica guidata dai media. Deborah viene così scarcerata: si è soltanto difesa da un’aggressione da parte del pericolosissimo padre. Esiste già un esame autoptico che dica se e quanto Lorenzo fosse ubriaco in quel momento? Lo era a tal punto da rappresentare un reale pericolo o non si reggeva in piedi? Quali sono i danni sul corpo causati dalle percosse della figlia? Se di legittima difesa si parla, perché la coltellata non è in pancia o al cuore o alla gola, ma alla nuca? Non è dato sapere se chi ha scarcerato la patricida si sia fatto queste domande e abbia cercato risposte, ma viste le decisioni è facile ipotizzare che no, dubbi del genere non siano sorti. Ed è lecito chiedersi come mai da quelle parti ai giudici non vengano in mente dubbi così ovvi.

Una possibile risposta si ha da alcune recenti notizie, sbandierate come fossero cose normali, di frequentazioni quanto meno discutibili tra la Procura stessa e soggetti più o meno informali del territorio. E’ di non molti giorni fa, ad esempio, un convegno proprio a Tivoli intitolato “Vittime di reato. Mai più sole”, organizzato unitamente dalla Procura locale e dalla ASL Roma 5. Commistione poco opportuna, quanto meno: le Procure dovrebbero tenersi fuori da collaborazioni del genere. Non sarebbe imbarazzante se i giudici si trovassero un giorno per le mani prove di malversazioni, corruzioni o nepotismi in seno alla ASL? Come indagare e perseguire soggetti insieme a cui si organizzano convegni? Ma siamo in Italia, dunque transeat.


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persone_salvi

All’incontro ha partecipato niente po’ po’ di meno che il Procuratore Generale di Roma Giovanni Salvi, presente per introdurre all’universo mondo l’opuscolo “Mai più sole”, una guida predisposta (attenzione bene): “dalla Procura della Repubblica di Tivoli con la collaborazione di Differenza Donna onlus“, ossia un noto centro antiviolenza locale. Un’associazione qualunque, che opera con soldi dello Stato senza essere soggetta ad alcun controllo pubblico, senza obblighi di rendicontazione, esentata da qualsivoglia verifica o monitoraggio. Non solo, nello stesso convegno si è presentato il “Protocollo d’intesa per la realizzazione di un sistema integrato di protezione delle vittime di reato, in condizione di particolare vulnerabilità e di violenza di genere”, sottoscritto proprio dalla Procura di Tivoli.

Colpiscono le dichiarazioni di Francesco Menditto, Procuratore della Repubblica di Tivoli (i corsivi sono miei, N.d.A.): “uno dei principali doveri istituzionali che la Procura della Repubblica di Tivoli ritiene di perseguire, senza cedimenti, è quello della tutela dell’inalienabile diritto universale delle donne ad una esistenza libera dalla violenza. Per rendere concreta ed effettiva questa tutela è necessario che le porte dei nostri uffici siano sempre aperte all’ascolto delle donne che vi entrano per denunciare una qualsiasi forma di violenza: fisica, morale, sessuale, psicologica, economica. La fiducia in una risposta giudiziaria, senza stereotipi e pregiudizi, deve essere una priorità perché la violenza si contrasta rendendo l’accesso alla giustizia libero ed effettivo. Lo impongono la Costituzione, le istituzioni sovranazionali e le loro convenzioni. Le donne che subiscono violenza devono sapere che le informazioni che trovano in questo opuscolo, a loro dedicato, sono frutto del lavoro di persone che conoscono come avviene lo sviluppo della violenza di genere e l’omertà del contesto (culturale, sociale, familiare, professionale, ambientale) che spesso lascia le donne sole e le induce a tacere. La Procura della Repubblica di Tivoli, con l’aiuto anche della Regione Lazio, della Asl e di Differenza Donna, che hanno collaborato alla realizzazione di questo opuscolo, vuole diventare un luogo di sicurezza per le donne perché le istituzioni non possono e non devono consentire la violazione del loro diritto a un’esistenza libera”.

logo_differenzadonna

Lascia senza fiato. Sembrano parole scritte da Laura Boldrini (per altro proprio oggi in visita al centro antiviolenza “Differenza donna”, guarda caso) o Michela Murgia più che da un Procuratore della Repubblica. C’è la determinazione fanatica del suprematismo femminista (“senza cedimenti”). C’è la declinazione delle tipologie di violenza ripresa pari pari dagli stilemi di Ro$a No$tra (“fisica, morale, sessuale, psicologica, economica”). C’è il riferimento alla Convenzione di Istanbul, ma soprattutto c’è la delega in bianco, là dove dice che l’opuscolo è stato scritto da gente che sa cos’è la violenza contro le donne. Loro, i giudici, non lo sanno, dunque lasciano il tema ad altri. Alle associazioni informali e fuori controllo di cui sopra, ben dotate di soldi pubblici. In quella parte si cita ancora “Differenza Donna”, ma soprattutto una delle principali fonti di risorse economiche: la Regione Lazio. Sì, proprio quella dei manifesti sessisti per cui noi, che abbiamo osato contestarli, siamo stati schiacciati come moscerini da una giudice che vive e lavora proprio in quel contesto culturale e giudiziario.


Frequentazioni quanto meno discutibili tra la Procura e soggetti più o meno informali del territorio.


Tout se tient, dicono in Francia: tutto si lega. Liaisons dangereuses, dicono anche: legami pericolosi. Questo è ciò che appare oggi nel circuito Roma-Tivoli che coinvolge gangli fondamentali della gestione della vita pubblica: ente regionale, ASL, Procura. Soggetti che non dovrebbero sfiorarsi nemmeno per sbaglio, restare separati, indipendenti, con i giudici in particolare pronti a controllare gli altri. Invece si mescolano e collaborano, con un direttore dei lavori chiamato “Differenza Donna”, collettore di denaro pubblico di cui si sa perfettamente l’origine (le nostre tasche) ma non la destinazione. E chi avrebbe il dovere di indagare a fondo proprio su quella destinazione siede invece al loro fianco nei convegni, ci collabora, si fa dettare le linee di condotta per specifici reati quando si ritiene siano stati commessi da uno specifico genere di persone, e si fa penetrare così tanto tanto da far parlare un Procuratore Generale come se fosse una Natalia Aspesi o una Nadia Somma qualunque, con tanto di passerella esplicativa oggi a “Mattino 5”.

persone_sciacquatori

In questo clima e in mano a queste persone è finito il caso dell’omicidio di Lorenzo Sciacquatori, uomo, per mano della figlia Deborah, donna. Il primo forse (chi lo sa? Qualcuno verificherà?) troppo ubriaco per essere realmente pericoloso, sebbene notoriamente violento. Ma non abbastanza da indurre tre donne a denunciarlo presso una Procura così accogliente verso le portatrici di cromosomi XX e così ostile verso i portatori di cromosomi XY. La seconda, abile boxeuse, che davanti ai giudici ringrazia il padre appena soppresso per averle insegnato la boxe con cui l’ha messo KO, e che “per difendersi” pianta un coltello nella parte posteriore del corpo della persona che la stava aggredendo. Forse Lorenzo Sciacquatori era letale nel boxare all’indietro, chissà. Ciò che si sa, e lo vedremo di nuovo anche domani per altre vicende (QUI), è che tra Roma e Tivoli oggi essere donna o “amici delle donne” è un gran bell’affare. Sotto tutti i profili con cui si può intendere la parola “affare”. Ed è ben noto che questo intreccio indebito di fili, dita di Mangiafuoco e marionette va anche molto oltre i confini di Monterotondo, Tivoli, Roma e dintorni. Ha dimensioni nazionali. Ma la cosa peggiore è che chi dovrebbe scardinarlo appare essere sempre più un ingranaggio strutturale del meccanismo.


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34 thoughts on “Una holding dell’antiviolenza scarcera la patricida di Monterotondo

  1. https://roma.fanpage.it/funerali-di-lorenzo-sciacquatori-ucciso-dalla-figlia-deborah-ce-chi-urla-sei-un-grande/

    ai funerali di Sciacquatori gli amici del defunto lo applaudono, lo giustificano perchè dopo la morte del padre e la malattia della madre “era sprofondato nell’alcool” e dicono anche una cosa molto significativa: “Era una brava persona, picchiava solo qualche volta la moglie”.

    a parte l’odiosa minimizzazione della violenza di quest’uomo, sono i suoi amici a dire che picchiava la moglie (“solo qualche volta” che vuoi che sia), ripeto: lo dicono i suoi amici, non i magistrati femministi, non Michela Murgia, non la “fisicata” Deborah. Lo dicono i suoi amici.
    A riprova che anche loro sapevano e non hanno mosso un dito

    non posso fare a meno di chiedermi: come mai quest’uomo che sicuramente stava male non si è sfogato picchiando i suoi amici? Certo, solo “qualche volta” magari.

  2. Ieri sera Menditto era a “chi l’ha visto?” ed é stato agghiacciante. É partito autonomamente a parlare di femminicidi, violenza sulle donne, con la consueta dicotomia del “maschio brutto e cattivo” e donna vittima. Mi chiedo se questi personaggi mentano sapendo di mentire o siano solo profondamente ignoranti.
    Mi domando inoltre perché quando una donna uccide un figlio/a o un marito, si cerca di delinearne un quadro di vittima, in parte assolutorio (era depressa, era stata molestata da piccola, il marito la picchiava ecc), mentre quando a commettere l’omicidio é un uomo a danno del figlio/a o moglie non accada nulla di tutto questo. Era semplicemente brutto e cattivo, non lavorava, beveva, si drogava. Un nato cattivo. Ammesso allora che uno sia proprio cosí, cattivo e basta, come mai ci sono donne che se ne innamorano e ci fanno anche dei figli? Come la giri giri, qualche domanda te la devi fare e magari cercare anche di dare qualche risposta.

    1. “come mai ci sono donne che se ne innamorano e ci fanno anche dei figli?”

      presumo per la stessa ragione per cui ci sono uomini che si innamorano e fanno dei figli con donne che dopo la separazione si rivelano cattive, arpie, squilibrate ecc..almebo secondo i racconti di questo blog

      1. Cosa significa “almeno secondo questo blog”?

        Secondo me significa che sei uno spregevole propagandista che cerca di suggerire che non vi siano “donne che dopo la separazione si rivelano cattive, arpie, squilibrate”

        1. un uomo racconta che la donna che amava si è rivelata essere violenta, squlibrata, ossessivamente possessiva. reazione dell’anti-femminista medio: “ti sono solidale, queste donne maledette sono demoni con la faccia d’angelo, ci ingannano, sono perfide e sudole”

          una donna racconta che l’uomo che amava si è rivelato essere violento, squilibrato, ossessivamente possessivo. Reazione dell’anti-femminista medio: “è tutta colpa di voi donne che vi innamorate degli uomini violenti e scartate i bravi ragazzi che rimangono sempre a bocca asciutta! Lo sapevi anche prima che era possessivo e violento, è tutta colpa tua! Solo colpa tua! Misandrica! e chissà cosa gli hai fatto per esasperarlo!”

          1. Quello che dici è abbastanza vero, non so se è l’anti-femminsta “MEDIO” ma di sicuro una consistente minoranza ha i doppi standard che dici tu.

            Vediamo invece cosa succede invertendo i sessi:

            Una donna racconta che l’uomo che amava si è rivelata essere violento, squilibrato, ossessivamente possessivo. reazione di TUTTE le femministe e femministi, TUTTI, NESSUNO ESCLUSO, non quello “medio”: “ti sono solidale, gli uomini sono violenti verso le donne” – E COME VEDI NON SOLO E’ LA SOLIDARIETA’ E’ DI “TUTTI” MA NON DICONO NEPPURE “AVEVA LA FACCIA D’ANGELO / ERA BELLO”.

            un uomo racconta che la donna che amava si è rivelata essere violenta, squilibrata, ossessivamente possessiva. Reazione delle femministe e femministi, TUTTI, NESSUNO ESCLUSO, non “medio”: una parte dicono “lui ha fatto qualcosa per provocarla, sicuramente l’aveva abusata in precedenza, lei si è solo difesa e chissà cosa le ha fatto per esasperarla!”.

            Quindi, TUTTI I FEMMINISTI E LE FEMMINISTE, NESSUNO ESCLUSO, TU COMPRESO, HANNO REAZIONI PIU’ ESTREME.
            TUTTI, PROPRIO TUTTI TUTTI.

            Dimostra il contrario: singolo pezzo femminista che difende un uomo attaccato dalla compagna.
            Me ne basta UNO SOLO.
            Però deve essere minimo un articolo su un blog notoriamente femminista, non un commento anonimo.

    2. quoto il post di Andrea..
      quindi non solo era alla 7 da Panella ,
      ma è pure andato alla rete3
      il tutto a 5 giorni da un omicidio…beato lui.
      un magistrato dovrebbe ragionare per decisioni, senza reclamizzare il suo operato.

      avrà fatto l’appello a non interrogare troppo la ragazza.
      Del resto, è normale che un magistrato dica cosa deve la fare la Stampa
      …alla faccia del riserbo della funzione giudiziaria in corso di indagine.

            1. Non potevano farla: altrimenti risultava la coltellata e non potevano assolverla.
              La legge alle volte non conta niente, soprattutto in certi periodi.

              La questione del periodo in cui ci troviamo è: passerà? Oppure ha anche cause biologiche e quindi non passerà mai, anzi è destinato a peggiorare? Gli uomini sono in grado, biologicamente, di combattere questa battaglia?
              Io non ho idea di quale sia la risposta, ci sono punti a favore di entrambe le tesi. Analogie con la rana che muore bollita molto lentamente però ci sono.

              In ogni caso non ho la minima idea con che fegato oggi come oggi uno, se non ha intenzione di avere figli, possa mettersi una donna in casa: è una potenziale bomba a orologeria, ad esempio se quella ti ammazza e poi frigna magari non ti fanno neppure l’autopsia pur di poterla assolvere, e magari il magistrato descrive l’episodio come “violenza sulle donne” sparando numeri quattro volte più alti di quelli ufficiali della Polizia di Stato.
              Non sono uno che evita i rischi, ho persino fatto una gara con l’auto non troppo tempo fa, ma è una cosa una tantum, e il rischio dura poco, giusto il tempo che la fai, poi c’è la botta d’adrenalina come ricompensa, il rischio che ti becchino è quasi nullo, che ti ammazzi è difficile, c’è qualche rischio di sfondare l’auto ma è accettabile. Nell’altro caso non c’è adrenalina, e rischi molto di più: minimo 10 o 20 volte la somma dell’auto, più danni psicologici, dover lasciare casa tua, eccetera.

                1. Chiaro che si.
                  L’ultima volta che ho perso una gara fu nel 1997 contro un hooligan dell’Helsingborg soprannominato “Psycho” che dopo aver vinto insistette per pagare da bere, facemmo così tanti giri di birra che ci rimise tutto quel poco che aveva vinto, e per tutta la notte continuò a ripetere che Malmoe andrebbe incenerita (rivalità calcistica) e che l’unico modo di salvare la Svezia sarebbe che la Russia la invadesse ????

        1. si…un funerale con tanto di applauso dei suoi amici (VERI amici, secondo me).

          penso che gliela avranno fatta prima di restituire la salma alla madre, secondo prassi,
          comunque presente alla funzione.
          la figlia ovviamente era assente dalla cerimonia funebre, così ho letto.

  3. Anche io avevo percepito subito la puzza del femminismo nel modo in cui questa vicenda era stata presentata dai giornali. Magari la ragazza ha davvero agito per legittima difesa, dopotutto gli uomini violenti, i bruti, esistono davvero – ma il fatto che lui non sia più qui per dare la sua versione della storia, perché ammazzato dalla sua stessa figlia, dovrebbe almeno indurci ad andarci cauti con i giudizi.

    Invece fin dal primo momento tutti hanno preso le parti della ragazza patricida. Il che, come uomo, mi spaventa. Da oggi probabilmente ancora più donne useranno la scusa della legittima difesa per uccidere impunemente mariti, padri, amanti, ben sapendo che nessuno oserà contraddirle.

    Interessante notare il diverso trattamento che subiscono uomini e donne quando vengono accusati di qualche crimine: un ragazzo accusato di stupro viene immediatamente arrestato e il suo nome spiattellato su tutti i giornali. Mentre prima di arrestare una maestra che picchia i bambini, ci vogliono mesi di indagini, numerose testimonianze, prove video, etc… e alla fine non viene neanche nominata dai giornalisti – l’avete notata anche voi questa cosa?

    Delle maestre violente non si fanno mai i nomi. Di solito vengono solo sospese in attesa del processo, nemmeno arrestate, nonostante ci siano le prove inoppugnabili della loro colpevolezza. A me questa cosa fa ribollire il sangue nelle vene.

    1. arrestarle devono arrestarle per forza altrimenti non possono neanche fare un processo. Semmai non c’è custodia cautelare in carcere, che come sai può esserci solo in caso di pericolo di fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato.

  4. si, ma il fatto della scuola di Rignano e vecchissimo e credo fosse stato seguito da tribunale Roma (Tivoli non esisteva ancora come tribunale).

    poco fa ho visto Menditto intervistato a la7 dalla giornalista Panella, ha spiegato che la ragazza in lacrime ha fatto il suo
    racconto, che la procura conosce il fenomeno della violenza sulle donne (“muore una donna ogni tre giorni”)
    e che oggi si piange un morto per mano della figlia, domani potrà essere uccisa una donna per colpa del marito
    (ha detto pressapoco così). E’ parso turbato o mezzo commosso dalla reazione della ragazza in sede di interrogatorio e poi
    ha detto che è una “vittima” così come “è una vittima” il padre che è stato ucciso.
    nulla di nulla sulla dinamica del fatto.

    è abbastanza palese che l’ideologia di difesa a oltranza della donna è ormai entrata nella mentalità
    di parecchi giudici, anche di punta, del resto il 55% del personale è femmina e negli ultimi
    concorsi sono entrate almeno un 60% di donne contro 40% maschi. forse è
    normale che (un po’ in ritardo devo dire…) certi giudici si siano accostati al problema
    con quella conformazione culturale.
    si dovrebbero magari porre una domanda, come mai dopo tanto battage, dopo tanti soldi
    spesi in campagne varie, dopo parecchi denari convogliati in un certo modo, i cav non
    sono in grado di lavorare visto che le uccisioni continuano ?

    che dire

    1. Che un magistrato abbia usato la formula della donna uccisa ogni tre giorni lo trovo ABERRANTE. E mi conferma che nell’articolo ho visto giusto.

      1. si, sembrava di sentire i discorsi dei CAV.
        poi ci dovrebbe essere da qualche parte la replica del programma Tagadà
        (l’intervistatrice mora ).

        a me. se posso esprimere una opinione è sembrato una sorta di “grande padre”
        menditto avrà circa 60 anni a occhio, si è impietosito al racconto della Deborah
        una che forse un buon padre che avrebbe dovuto avere, e così tra il paternalistico
        e altre considerazioni “metagiuridiche”, considerato che c’è questo fenomeno della violenza
        familiare sul quale Tivoli sarebbe particolarmente “sensibile” si sarà fatto un po’ condizionare.
        del resto chi può smentire Deborah? nessuno. c’era la madre e c’era la zia. stop.
        i vicini non hanno manco chiamato l’ambulanza finchè non hanno visto il sangue
        del pugile sul marciapiedi.

        se fosse stato un maschio a uccidere lui avrebbe avuto lo stesso approccio paternalistico
        e comprensivo ? Fermo restando che le carte sono quelle… ha pure detto”mi manca un
        tassello e farò le mie richieste” e credo parlasse di legittima difesa piena cioè 52 codice penale.
        boh

      2. Vista anche la sentenze Pratesi si potrebbe iniziare ad usare “Aberrante” al posto di “giudice”: tanto di solito lì vanno a parare, in troppi non hanno né idee proprio né dignità e sono come dei citofoni delle femministe.

    2. “è abbastanza palese che l’ideologia di difesa a oltranza della donna è ormai entrata nella mentalità
      di parecchi giudici, anche di punta, del resto il 55% del personale è femmina e negli ultimi
      concorsi sono entrate almeno un 60% di donne contro 40% maschi”

      donne che fanno i giudici, donne che fanno arti marziali. (che dire di tutte le donne che lavorano nella sanità, e hanno libero accesso ai corpi di uomini malati a cui possono fare ciò che vogliono!).
      Caro anonimo. devi rassegnarti alla realtà: le donne oggi sono ovunque

      1. Il che non sarebbe un problema, se molte di esse non operassero in modo consociativo e discriminante.

        1. ora che ricordo, il pm ha pure fatto in tv un appello alla stampa
          (era in diretta) dicendo ai giornalisti di lasciare in pace DEborah e anche la mamma.
          quindi di non cercarle per interviste.
          credo sia il primo caso in Italia di un pm che dice alla stampa di non intervistare una presunta indagata.
          lui però si è convinto così, fine del discorso.

          1. Era subliminale probabilmente. La lista delle ospitate TV è già pronta, se la staranno litigando e il PM cerca di mediare. 😉

        2. che la maggioranza delle donne magistrato (o delle donne medico, o delle donne atlete di arti marziali) operi in maniera “consociativa e discriminante” è una tua opinione personale (tua e di uomini che hanno avuto una giudice donna che gli ha dato torto) e non dimostrata. Ammesso e non concesso che sia vero che soluzioni proponi che non siano in contrasto con la Costituzione? (che per fortuna non è stata scritta da Rino Barnart)

          1. Spazzare via l’ideologia (nel mio piccolo ci sto provando). Iniziare a parlarci, uomini e donne, in modo franco e costruttivo.

    3. Eh, è proprio perché le uccisioni continuano che queste associazioni succhiasoldi trovano la loro giustificazione: inculcata la loro malvisione della realtà, l’emergenza è stata elevata come status quo, come entità quasi divina, implicando al contempo ‘ehi, la situazione qui è orrenda ma noi stiamo lavorando per metterla a posto’. Hanno reso estremamente redditizia la lotta contro i mulini a vento.

      Concordo inoltre col signor Stasi: è un delitto che la giustizia, in un paese democratico, sia nelle mani di persone plagiate da bugie totalitarie o direttamente in malafede

      1. “Le uccisioni continuano” è un’affermazione coraggiosa. Manco fossimo in Nicaragua o in Messico…

    4. no no, proprio tivoli si è occupato del caso e l’andamento di tutta la vicenda è stato tanto paradossale… il processo si è concluso nel 2012 con l’assoluzione degli imputati

    5. no, no… era proprio il tribunale di tivoli ( se non sbaglio il pm del processo fu manno, ma potrei anche sbagliare ) , anche se li c’è stato uno svolgimento lungo di cui si è capito, sinceramente, poco .
      una cosa va detta, ci sono quattro sostituti procuratori di detta procura che sono impegnati nei : reati sessuali, di violenza di genere e ai danni di minori;
      – reati in materia di immigrazione e sfruttamento della prostituzione.
      ( ho copiato e incollato dal sito della procura di tivoli )
      possibile che a tivoli questi reati abbiano il bisogno dell’impegno di quattro sostituti su nove?

  5. una procura strana, quella di tivoli, la stessa che ha indagato sul caso di violenze sui bambini a rignano flaminio…..

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