A Johnny Depp “nessuno crederà mai”. Quasi un paradigma

Depp
Amber Heard e Johnny Depp

di Rebecca Accorinti – Tutto inizia nel 2011 quando Johnny Depp e Amber Heard si conoscono sul posto di lavoro. Lui più grande di una ventina d’anni, bello, ricco e dannato, lei minuta, delicata, sexy. Si innamorano e nel giro di qualche anno si sposano. Il matrimonio naufraga dopo 15 mesi con la richiesta di un divorzio milionario e un’accusa di violenze domestiche. Circolano foto e video di lei con il volto segnato, vengono prodotte testimonianze contro il marito violento e abusante. Parte allora un ordine restrittivo di avvicinamento (ritirato dopo l’accordo milionario). Una storia come tante, come se ne leggono e sentono ormai quotidianamente. La carriera di lui ne esce a pezzi, sborsa 7 milioni di dollari e non replica alle accuse.

Nel frattempo cade in depressione e perde sua madre. Lei diventa attivista e paladina dei diritti delle donne, cavalca l’onda del #Metoo, devolve i soldi del divorzio a due associazioni benefiche, la sua carriera inizia finalmente a decollare. Tutto come da manuale. Perché tanto nessuno crederebbe mai ad un uomo grande e grosso che denuncia di essere vittima di abusi domestici da parte dell’esile moglie. Quale giudice gli presterebbe fede mai? Quale giuria condannerebbe una bella ragazza che pesa 50 kg e che produce testimonianze e prove contro il marito violento? Solo che Amber Heard non si aspettava che Johnny Depp, a distanza di anni, iniziasse a parlare della loro relazione tossica. E non solo a parlare ma anche a produrre qualcosa di più una foto per scagionarsi dalle accuse della ex moglie.


I nodi vengono al pettine.


Amber Heard

Facciamo un passo indietro. Che Johnny Depp non fosse un santo alla dolce mogliettina non poteva essere sfuggito. Sono da sempre state note le sue abitudini alcoliche e l’abuso di sostanze stupefacenti, lui stesso non ne ha mai fatto mistero. Nonostante la disapprovazione della sua famiglia, sposa comunque Amber, rifiuta persino un accordo pre-matrimoniale. Insomma il duro Depp, dopo aver toccato il fondo all’indomani della separazione con Vanessa Paradis, sembra trovare un po’ di pace accanto alla giovane moglie. Ma era solo una chimera. In fretta il matrimonio naufraga e lei lo denuncia per violenza domestica. Casualmente e con tempismo perfetto la stampa rende note alcune foto delle violenze ed un video in cui l’attore, palesemente sotto effetto di sostanze, gira per la cucina sbattendo oggetti e ante. È tutto fuorché pericoloso tanto che  Amber riprende di nascosto la scena ma le sue mani sono ben salde mentre mantiene una tazza, non chiama la polizia, non accenna a scappare, non appare spaventata, piuttosto avvezza alla situazione.

Davanti a simili accuse Depp crolla, Hollywood lo ripudia e sfumano i suoi ultimi accordi lavorativi: è un drogato violento e fuori controllo, abusa della bella moglie e va fermato.  Dopo il divorzio milionario Depp è in bancarotta, un divo sull’orlo del baratro che tocca il fondo quando perde tutto: moglie, carriera, familiari, la madre violenta e abusante. Ma Depp proprio non ci sta a passare per violento e maltrattante, ha sempre ammesso i suoi vizi ma non ha mia picchiato chi ama, dopo anni querela Amber per diffamazione. Si apre un vaso di Pandora o forse è un vaso da notte visti gli effluvi che ne scaturiscono: audio, testimonianze di amici e collaboratori, foto dell’attore al pronto soccorso, video delle telecamere di sorveglianza. L’accordo di riservatezza va a farsi benedire e lentamente ma inesorabilmente i nodi vengono al pettine.


Solo se ti chiami Johnny Depp.


depp
Johnny Depp

Amber Heard è una moglie violenta, insulta e offende l’attore, lo spinge, lo strattona, lo prende a calci e a pugni. Palesemente lo sfotte: “nessuno ti crederà mai, prova ad andare in giro a dichiarare di essere vittima di violenza”. Ammette di averlo colpito con oggetti e con le sue sante mani, e non può promettere che in futuro non perderà ancora le staffe menandolo di nuovo. Di questa vicenda resta il silenzio assordante di coloro che hanno gettato palate di fango addosso a Depp accusato ma mai condannato di violenze da parte della ex moglie. Lo stesso silenzio di chi non ha niente da commentare ascoltando le registrazioni della paladina dei diritti delle donne – quella che sa che cosa significa temere per la propria vita – che ammette le violenze e la difficoltà a controllare la propria rabbia. L’identico silenzio di quelli che credono che 7 milioni di dollari siano il giusto prezzo per ritirare le accuse di una violenza odiosa. Dal #Metoo a #buttiamolafuoridaaquaman2 è un attimo. Ma solo se ti chiami Johnny Depp e vai ospite a C’è Posta per Te.


NO AI LOCALI GRATUITI ALLA CASA DELLA DONNA DI MILANO

(firma la petizione su change.org)

 


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