Alla Cassazione non piacciono le mamme moderne

Ha fatto il giro del web, per lo meno nelle parti interessate alla tematica, la sentenza 30191/2019 della Cassazione che ha miracolosamente attribuito l’affido e il collocamento della figlia minore presso il padre, rigettando il ricorso della madre. So che sembra impossibile, ma è accaduto davvero. Ma la questione doveva essere particolarmente estrema e il ricorso particolarmente infondato.

Diceva nel suo ricorso la signora, infatti, che per “interesse del minore” si intende “stare con mamma”. Un concetto arcaico, superato dai tempi ma affermato da tanta giurisprudenza, oltre che da tanta propaganda ispirata dal profumo dei soldi di papà-bancomat. E soprattutto le sentenze precedenti, si sosteneva sempre nel ricorso, non tenevano conto della “centralità della figura materna”, come a dire che quella paterna è accessoria.


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Nein! Così ha detto la Cassazione, in un afflato di modernità che lascia stupiti. In caso di separazione, hanno detto gli ermellini, conta la capacità del genitore, fermo restando il principio di bigenitorialità, di crescere ed educare un figlio, garantendogli capacità di relazione affettiva, attenzione, comprensione, educazione e disponibilità a un assiduo rapporto.

Cioè le mammine moderne, quelle modello Sex and the City, quelle che mollano figli e figlie ad amiche o amici per passarsi la serata o il week-end con il toyboy, che si interessano poco o punto della vita della prole, che sono troppo impegnate nella carriera o nelle loro attività sociali per i diritti delle donne, che passano il tempo tra piscina, fitness ed estetiste, o che si ricordano di essere madri solo quando devono esporre figli e figlie sui propri social nel giorno del loro compleanno, insomma quel modello di donna che piace un sacco al femminismo non va per nulla bene.


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Meglio un padre, allora.


Così ha detto la Cassazione, di fronte a una madre definita come poco presente e troppo permissiva, cioè antieducativa. Forse perché eccessivamente autocentrata come, ahimè, sono molte tra le donne-madri di oggi, irrisolte e sempre scontente di sé e del mondo. Insomma, tra la donna moderna votata al nulla, che tanto piace al femminismo contemporaneo, e un padre per bene, anche la legge comincia a preferire quest’ultimo. Alla buon’ora, verrebbe da dire.


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