“Angeli e demoni”: il Male (inutilmente) nascosto

Il Male è stato rappresentato in tanti modi. Uno di quelli che più mi è rimasto impresso dalla mia gioventù di fan dei film horror, è quello del mitico  “La Casa” di Sam Raimi (1981). In una delle scene del film, un essere mostruoso viene rinchiuso in una cantina con una catena a trattenere la botola. Di tanto in tanto questo mostro fa capolino o sbatte la botola, facendo sentire la sua orribile presenza ad Ash, lo sfortunato protagonista, che fa ogni sforzo per tenerlo giù. Ecco, la vicenda dell’inchiesta “Angeli e demoni” mi appare proprio come quel mostro lì. Nel paragone, Ash è quel grumo di interessi ideologici e politici che erano imperniati sul “sistema Bibbiano”.

Si è detto degli sforzi di tenere serrata la botola dentro cui è stato rinchiuso il pasticciaccio di Bibbiano da parte di diversi soggetti. Il Presidente del Tribunale dei Minori di Bologna, Giuseppe Spadaro, in primis, ma anche sul piano politico la Commissione d’inchiesta regionale hanno fatto tutti gli sforzi possibili perché il mostro non facesse cucù da sotto, disturbando in particolare le imminenti elezioni regionali. Addirittura il partito che parrebbe più coinvolto nelle vicende sporche ha fatto ricorso al TAR contro la costituzione di una commissione simile a Ferrara, voluta dal partito avverso, rendendo evidente il panico che la vicenda suscita a certi livelli.


Sono in molti a cercare di tenere chiusa quella dannata botola.


Di sicuro ora chi vuole che tutto finisca nel dimenticatoio non bada a iniziative e spese per riuscirci. Fino a inventarsi il movimento delle “sardine”, il cui portavoce, Mattia Santori, si è mostrato subito abilissimo nell’elaborare supercazzole circolari di livello olimpico, salvo in un momento, quando ha parlato proprio di Bibbiano. In quel caso è stato molto lineare: “Ritengo assurdo che si continui a parlare di Bibbiano. Questo è un motivo per cui noi scendiamo in piazza”. Vox populi, vox Dei, si dice. E la divinità che sta evocando chi ha ispirato il movimento ittico che oggi va per la maggiore sembra avere le idee chiare su nulla, tranne che su Bibbiano e dintorni.

Insomma sono in molti, sotto tante forme, a cercare di tenere chiusa quella dannata botola. Ma il mostro sotto è troppo forte e continua a manifestarsi fastidiosamente. Anzitutto mettendosi di traverso rispetto all’annunciata promozione di Giuseppe Spadaro al Tribunale dei Minori di Roma, che pareva avere la strada spianata, anche grazie alla sua partecipazione a eventi promossi da Romano Prodi (guarda caso padrino anche del buon Mattia Santori), e che invece rimane in sospeso proprio per le nebbie addensate dalla vicenda degli affidi illeciti della Val D’Enza.


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anghinolfi bibbianoA bloccare l’avanzamento di carriera di Spadaro, oltre all’indagine “Angeli e demoni” che prosegue, anche se sottotraccia, è la rivolta dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, che lamenta disservizi terrificanti in quello che veniva identificato come il “Tribunale dei Minori modello” d’Italia, appunto quello di Bologna diretto da Spadaro. Fascicoli persi, procedimenti bloccati, code come alla posta, relazioni dei servizi sociali smarrite (guarda un po’…), insomma un disastro di cui alla fine fanno le spese, come al solito, famiglie e minori.

Ma non è tutto. Di tanto in tanto trapelano dall’indagine “Angeli e demoni” alcuni dettagli. E ogni volta c’è da rabbrividire. Perché non sono slogan, non è il “parlateci di Bibbiano”, che da una richiesta di chiarezza è stata trasformata in un richiamo per analfabeti funzionali. Sono vere e proprie dichiarazioni delle persone coinvolte e interrogate dai magistrati. Federica Anghinolfi ha detto che, insieme al collega Francesco Monopoli, premevano sulle assistenti sociali affinché falsificassero le loro relazioni e inducessero la magistratura a sottrarli alle famiglie affermando l’esistenza di circuiti di satanisti, pedofili e cannibali.


Di nuovo satanisti, pedofili e cannibali.


Questo, oltre ogni altra cosa, fa trasecolare. Oltre all’assurdità dell’argomentazione, che un’indagine di Polizia ben fatta subito accerterebbe, c’è la ripetizione identica di quanto era già stato detto all’epoca dei demoni della Bassa Modenese di cui ha parlato l’inchiesta “Veleno”. Di nuovo satanisti, pedofili e cannibali, come una sorta di codice che attraversa i decenni, avvelena (appunto) chi dovrebbe proteggere e tutelare i minori, e li induce a spargere infelicità, ingiustizia e non di rado sangue per motivi affaristici, politici e ideologici. Una storia circolare che sembra non potersi spezzare, nonostante le assoluzioni del passato e le inchieste del presente.

Ciò che trapela dell’indagine “Angeli e demoni” mostra sempre di più che si tratta di qualcosa di mostruoso e malvagio profondamente radicato, diffuso e affermato sul piano ideologico da chi per anni ha fatto formazione sul tema. Una sorta di modus operandi che si è fatta procedura di prassi, forte anche della palese inadeguatezza di chi, in molte aree, svolge il delicato lavoro di assistente sociale. Inadeguatezza professionale e anche morale. Una persona dalla moralità evoluta, davanti ad argomentazioni del genere se ne fregherebbe degli ordini del superiore e correrebbe alla Polizia. Gli assistenti sociali di Bibbiano e dintorni invece se ne sono stati delle suggestioni malate di Anghinolfi e Monopoli.


I magistrati di Reggio Emilia non cedono.


La loro metodologia infame, ammessa davanti ai giudici inquirenti, ha una voce composita: mescola quella dolorosa degli indagati e quella di decine di bambini, madri, padri, nonni e nonne, con un esito distorto e mostruoso. Ricorda davvero la voce dello zombie chiuso in cantina ne “La casa” di Sam Raimi. Che sbatte e sbatte per liberarsi e divorare Ash, nonostante tutti gli sforzi di tenerlo sotto. Il fatto che gli interrogatori stiano andando avanti è segno che i magistrati di Reggio Emilia non cedono alle pressioni politiche e proseguono con determinazione nel loro lavoro. Sosteniamoli con forza se vogliamo poter vedere il mostro fuori dalla cantina in tutta la sua interezza.


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