Cara Giovanna Botteri, ti è pure andata bene!

Giovanna Botteri
Giovanna Botteri

di Davide Stasi – Cara Giovanna Botteri, si sta facendo un gran parlare del servizio di Striscia la Notizia, commentato da Michelle Huntziker, che ti avrebbe derisa per il tuo aspetto e il modo di vestirti. Lo si chiama “body-shaming” o cose del genere e di certo, come hai notato tu nella tua risposta alle polemiche, non è esattamente il tipo di critica che andrebbe riservato a una giornalista. Una giornalista va biasimata per essere parziale, schierata, mistificatrice, o perché non sa esporre le notizie, o fa sensazionalismo, non verifica le fonti, diffonde fake news, non certo per il suo look. Insomma le critiche dovrebbero andare alla professionalità, non alla persona e tanto meno al suo look o al suo sesso di appartenenza. Eppure tutto ruota attorno a quello, la polemica è addirittura diventata la seconda-terza notizia dopo il coronavirus, con esperte del settore “women empowerment” che si pigliano per i capelli, chi per difendere te e chi la Huntziker, mentre quest’ultima si spertica a spiegare che il servizio di Striscia in realtà era a tuo favore.

In altre parole resta tutto sulla superficie, cara Botteri. Un fastidioso cicaleccio sul nulla. Compresa la tua risposta, imperniata com’è sul concetto dei “modelli  di donna stupidi e anacronistici” che una certa cultura vorrebbe affermare tramite trasmissioni circensi come Striscia la Notizia. Peccato, era una buona occasione per tutti per mettere il dito su qualche piaga bella grossa. Ad esempio, secondo me una risposta a tono poteva essere chiedere alla Huntziker come mai sbeffeggi una giornalista professionista, lei che fa business con l’antiviolenza attraverso un centro (“Doppia Difesa”) di cui è titolare e sponsor insieme a una parlamentare ed ex ministro, Giulia Bongiorno, che nelle istituzioni ha fatto e fa battaglie e leggi a favore proprio dei centri antiviolenza, quindi di “Doppia Difesa”, quindi indirettamente di se stessa. La stessa Striscia la Notizia, se contattata da uomini o donne in difficoltà, indirizza le persone a quel centro antiviolenza (e solo a quello, guarda caso). Che per altro è stato pure beccato di recente a non fare il proprio lavoro. Al posto tuo, Botteri, avrei insomma evitato la chiacchiera sul “modello di donna” e avrei puntato sul conflitto d’interessi e su tutte le altre magagne correlate. Di materiale davvero scomodo ne avresti avuto a iosa.


Ti sarebbe andata molto peggio, se solo fossi stata uomo.


Angela Finocchiaro e Serena Dandini

Chiaro che nella superficialità sei in buona compagnia. I media stanno tutti marciando a pieno ritmo dietro lo scandalo di una donna che critica un’altra donna. Orrore e vituperio, e soprattutto tanti bei click e tante belle visualizzazioni sul niente. Perché, è bene che tu lo sappia, gentile Botteri, sei stata assolutamente fortunata e privilegiata. C’è sicuramente del cattivo gusto in quello che è stato detto di te, c’è la spettacolarizzazione spicciola di questioni di nessun conto, ma d’altra parte il mittente è un programmino di satira che sopravvive a se stesso ripetendo i soliti cliché. Sai quelle robe da risate registrate, battutacce da dodicenne, tormentoni da decerebrati? Un eterno “Drive-In”. Una TV anni ’80 che il mio concittadino Ricci continua a replicare uguale a se stesso da lustri, mescolando comicità scoreggiona con un impegno civico di facciata, quello che poi porta alcuni a dire boiate tipo: “solo Striscia la Notizia o Le Iene fanno vero giornalismo”. Un grave errore: entrambi sono trasmissioni di intrattenimento, roba di comicità e di satira, che non di rado nasconde sotto la risatina un chiaro posizionamento politico.


E in ogni caso, lo ripeto, cara Botteri, sei stata molto molto fortunata. Ti è andata bene, anzi ti è andata di lusso! E sai perché? Per la stessa ragione per cui un programma satirico ti ha presa in giro per una sciocchezza senza senso: perché sei donna. No no, tu dirai, è proprio per quella ragione che mi hanno criticata! Vero, sei stata derisa in quanto donna, non c’è dubbio. Ma la burla si è fermata alla tua magliettina. Nessuno oserebbe andare oltre, proprio perché sei donna. Ora tutti i media parlano di questa questione ridicola, ma sai che c’è? Un anno e mezzo fa in un altro show satirico, un’altra peperonata non digerita dalla TV e riproposta in forma di rigurgito, chiamata “La TV delle ragazze”, un’altra sedicente comica, spalleggiata da una sedicente conduttrice, disse che gli uomini sono tutti “pezzi di merda”. E per essere ancora più precisa poi specificò che i padri lo sono in modo particolare. Ne parlò qualche testata giornalistica, la RAI fece qualche scusa pelosa e tutto finì lì. Altro che terza notizia nei trend e polemica nazionale… E sai perché? Perché quelli insultati, derisi, umiliati (“ma era solo satira!”) erano uomini, persone di sesso maschile. A loro sì che è concesso fare di tutto, contro di loro si può dire qualunque cosa e nessuno, salvo pochissimi, alza un dito per protestare. Ritieniti dunque fortunata, cara Botteri, di appartenere a un sesso privilegiato. Ti sarebbe andata molto peggio, se solo fossi stata uomo.


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