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Cari uomini, femministi e non, davvero vi va bene così?

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Il Prof. Pier Paolo Pandolfi

di Redazione. Il #MeToo sembra non finire mai. Si è inabissato fino a sparire, con la vergognosa condanna ad Harvey Weinstein, per la parte riguardante le grandi star hollywoodiane, ma continua imperterrito nell’ambito del meno noto sottobosco professionale internazionale. E colpisce trasversalmente tutti gli ambiti, compresi quelli meno conosciuti. Ad esempio ha perso tutte le sue collaborazioni Chris Avellone, celebre sceneggiatore di giochi elettronici, con al suo attivo collaborazioni con le maggiori case di produzione. Causa della sua sostanziale rovina non è stata né una denuncia penale, né tanto meno una sentenza, bensì un tweet. Tale “Klarissa” avrebbe scritto di aver avuto una relazione con lui tra il 2013 e il 2015, citando aneddoti che attribuiscono allo sceneggiatore comportamenti ambigui. Nulla è chiaro di quanto accaduto, Avellone si è scusato su Twitter ed è noto per avere comportamenti un po’ bizzarri, ma questo non è bastato. Fine dei giochi per lui, per un semplice tweet.

Dentro una bufera simile è finito anche il prof. Pier Paolo Pandolfi, genetista, oncologo, un luminare mondiale nel suo campo. Fa l’errore di prendere una sbandata per una giovane collaboratrice, ad Harvard dove lavorava. Mette in atto un “corteggiamento romantico”, di cui la ragazza parla ai vertici dell’ateneo. Da lì tutto crolla. Di nuovo: non ci sono incriminazioni, processi, condanne. Solo la parola di una ragazza forse infastidita dal corteggiamento del professore. In tempi normali lei gli avrebbe chiesto di smettere, poi sarebbe andata ai vertici, che avrebbero redarguito il luminare, destinando lui o la collaboratrice o entrambi a incarichi diversi e lontani. Invece no: parte la pressione e Pandolfi ritiene più dignitoso dimettersi da Harvard e inviare la propria candidatura all’istituto di biologia molecolare di Padova. Che ovviamente subito lo ingaggia. Ma la vicenda di Harvad arriva alle orecchie del Comitato Tecnico Scientifico, che si dimette in massa per protesta, sotto la guida del biologo tedesco Wolfgang Baumeister, che di certo non vuole tra i piedi un luminare stimato come Pandolfi.


È bene che i pochi che rimangono lucidi sappiano se la maggioranza intende accettare la follia.


legge codice rosso

Storie tra le tante dove accuse mai provate, mai ufficializzate, diventano o strumento di vendetta e ritorsione, o di lotta interna per evitare presenze “scomode” e competitori troppo difficili da sostenere. In entrambi i casi, come pressoché in tutte le situazioni ricadenti sotto la scia tossica del #metoo, gli accusati sono personaggi o ricchi, o famosi, o entrambe le cose assieme; le accuse sono fumose, espresse con mezzi del tutto informali (dicerie, messaggi sui social network); la parola degli accusati o le loro scuse non valgono nulla; le “vittime” non hanno subito soprusi particolarmente gravi e in ogni caso non c’è uno straccio di prova di nulla. In tutti i casi “basta la parola”, purché provenga da labbra femminili, e intere carriere vanno in fumo. Se è accettabile che questo accada per fatti accertati e sanzionati come tali da un tribunale, dovrebbe rivoltare la coscienza di chiunque, quanto meno dovrebbe spaventare chiunque (di sesso maschile) che possano accadere vicende come quelle di Avellone e di Pandolfi.

Ed è dunque a tutti gli uomini che ci rivolgiamo. Non importa che giudichino bene o male il femminismo. Non importa nemmeno quale sia il loro orientamento sessuale. Quelle sono tutte sovrastrutture che si depositano sopra il nucleo di una questione che, insieme ad altre, è assolutamente cruciale per capire dove siamo, dove stiamo andando e quale potrebbe essere il nostro destino nell’immediato e lontano futuro. E a tutti poniamo una domanda, banale ma davvero dirimente: davvero vi sta bene che queste cose possano accadere? Davvero ritenete normale che una donna, con la sua sola parola, possa farvi saltare carriera, posto di lavoro, realtà professionale senza che vi sia alcuna garanzia per la vostra difesa? Davvero vi sta bene che possiate essere resi totalmente inermi di fronte a un capriccio espresso su un social network o bisbigliato nei corridoi di un’università o di un’azienda? La domanda è dirimente, ma la risposta ancora di più. Perché qui si va oltre le convinzioni personali, siamo all’ABC della giustizia e del buon senso. Siamo alla follia. Ed è bene che i pochi che rimangono lucidi sappiano se la maggioranza intende accettare la follia. Almeno si possono regolare.

9 thoughts on “Cari uomini, femministi e non, davvero vi va bene così?

  1. Poldo, si “vede” chiaramente che non mi conosci… e che si tei avvicinato alla QM solo in anni recenti.
    Secondo te quelle possono essere veramente parole mie?

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    Se qualche femminista malata ragiona in questo modo, saranno problemi suoi.
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    Non “qualche femminista malata” ma “tantissime femministe” che malate non sono affatto.
    Semplicemente quello è ciò che pensano del membro maschile (e degli uomini in generale).

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    Stesso discorso se un uomo dicesse le stesse cose in riferimento ai genitali femminili.
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    Non c’è bisogno di dare un colpo al cerchio e uno alla botte.
    Tranquillo.

    Buona serata.

  2. Se c’è una cosa che tollero meno delle femministe sono i femministi. Ok, è chiaro lo facciano per piaggeria, con la speranza di ricavare un po’ di sesso, ma a che prezzo?
    Dignità sotto le scarpe

    1. Idem.

      http://www.uomini3000.it/208.htm
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      Bastonare il cane che annega

      Oggi, in Italia come in tutto l’Occidente, sono proprio gli uomini i più entusiasti sostenitori dell’ascesa delle donne. Basta vedere come moltissimi di loro si entusiasmino di fronte a ogni nuovo record femminile quasi augurandosi un’ipotesi di “sorpasso” da parte delle femmine nei confronti degli uomini per superiorità cerebrale o muscolare.

      E’ significativo notare come costoro non facciano il minimo tentativo per affermare in modo positivo l’identità virile, rinunciando a qualsiasi forma di orgoglio di Genere. Addirittura, alcuni di loro hanno sostenuto che l’ingresso nell’esercito delle spocchiose femminucce, capaci, in questa epoca, soltanto di scimmiottare (male) gli uomini, in tutto e per tutto, ha portato …”tenerezza e sentimenti” (sic!) fra i soldati, come se gli uomini ne fossero del tutto privi.

      Un atteggiamento non solo irritante e ridicolo, ma anche e soprattutto falso. Perché non vi è alcun dubbio che nel tono trionfale con cui viene commentata l’ascesa femminile ci sia un chiaro accento di falsità. Un atteggiamento che di maschile e di “Verticale” non ha nulla e che ricorda quello che succedeva nei cortei femministi quando gli uomini (?) facevano timidi girotondi plaudenti attorno alle donne che li insultavano, sperando, dopo, di combinarci qualcosa. E le femmine, ovviamente e astutamente, raddoppiavano gli insulti verso questi sostenitori non richiesti della loro causa.

      Il motivo per cui il “nuovo sesso forte” si incazzava ancor di più? Semplice. Perché questi “senza palle” puzzavano di menzogna lontano un miglio.

      Lo stesso succede oggi nelle “entusiastiche” cronache maschili della disfatta dell’uomo, una maniera “opportunista” per ingraziarsi le femmine. Viene anche il “sospetto”che questi pseudo uomini seguano una realistica raccomandazione di Mao: “Bastonare il cane che annega”.

      Ovvero, accelerare una fine guadagnandosi qualche prebenda presso quello che loro immaginano essere il Genere Vincitore. Un genere, quello femminile, che ormai per (quasi…) tutti è il “vero sesso forte” non solo per le ultra presuntuose femminucce, ma anche e soprattutto per la massa di castrati mentali che si “aggira” in Occidente.

      Ma su quali dati si basa questa convinzione? Forse perché vivono mediamente 6/7 anni di più? Oppure perché a scuola ottengono risultati (mediamente) migliori? Oh sì, certo, ma è anche vero (visto e considerato che “loro” si “aggrappano” da tutte le parti…) che in alcuni paesi poveri come lo Yemen vivono mediamente 41 anni contro i 45 dei maschi; è sicuro che gli uomini sono fisicamente più forti e che la stragrande maggioranza delle persone “super intelligenti” appartengano al genere maschile…(rapporto di 4 a 1- Studi pubblicati in un recente passato su “Science”).

      Sarà perché in mezzo alle gambe hanno un “qualcosa” di straordinariamente potente? Sul fatto che sia potente, non vi è alcun dubbio, ma se non erro, quel “potere” lo avevano anche 2000 anni fa, ai tempi degli antichi (e grandi) Romani.

      …e poi,dove sta scritto che quello che abbiamo in mezzo alle gambe noi uomini vale meno della loro fica?
      Sarà perché partoriscono? Sì, ma se non ricordo male, senza la collaborazione maschile, ciò non potrebbe mai accadere.

      Sarà perché in futuro l’ingegneria genetica e le biotecnologie permetteranno loro di fecondarsi da sole? Ma anche in questo caso dovranno ringraziare gli uomini perché sono loro i Padri dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie…

      …e dopo cosa faranno? Lesbicheranno fra di loro? Elimineranno definitivamente il contatto con quel “coso brutto sporco cattivo e puzzolente”? Rimarranno da sole sul pianeta?

      Insomma, queste presuntuose, cosa cavolo faranno? E già che ci siamo, come mai i due terzi delle persone depresse, i tre quarti di quelle esposte agli attacchi di panico e il 90% di quelli che soffrono di anoressia e di bulimia sono donne? Come mai i centri di cura, malgrado si moltiplichino, hanno enormi liste d’attesa (femminile)?

      Non sarà che la loro è semplicemente una “maschera sociale”?

      …non sarà che questi dati stanno a significare che tra le appartenenti al genere femminile il disagio mentale è una realtà più che diffusa? E che la “debolezza”, la crisi di “ruolo” non è un fenomeno che tocca solo gli uomini?

      Non sarà che prima o poi sentiremo una … Grande Esplosione?

      Caronte – Febbraio 2003
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      Un atteggiamento non solo irritante e ridicolo, ma anche e soprattutto falso. Perché non vi è alcun dubbio che nel tono trionfale con cui viene commentata l’ascesa femminile ci sia un chiaro accento di falsità. Un atteggiamento che di maschile e di “Verticale” non ha nulla e che ricorda quello che succedeva nei cortei femministi quando gli uomini (?) facevano timidi girotondi plaudenti attorno alle donne che li insultavano, sperando, dopo, di combinarci qualcosa. E le femmine, ovviamente e astutamente, raddoppiavano gli insulti verso questi sostenitori non richiesti della loro causa.

      Il motivo per cui il “nuovo sesso forte” si incazzava ancor di più? Semplice. Perché questi “senza palle” puzzavano di menzogna lontano un miglio.
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      “Caronte”, cioè io.

      1. L’articolo contiene almeno due spunti di riflessione. Uno è rappresentato dai due casi specifici di “metoo”, ossia di allontanamento probabilmente indebito di due uomini dalla loro posizione lavorativa a fronte di accuse di donne. E’ un fatto tecnico e specifico che dovremmo esaminare nei dettagli in base alle norme di comportamento dei due ambienti di lavoro. L’altro, suggerito dall’articolo e discusso nel tuo intervento, è quello più generale e di gran lunga più importante: perché gli uomini non rispondono? Perché accettano leggi, regole, disposizioni antimaschili? Anzi, peggio: in molti casi si adoperano essi stessi perché queste leggi vengano implementate e aggrediscono i gruppi di uomini che osano parlare in difesa del genere maschile. Quindi, come credo voi stessi diciate, “i peggiori nemici degli uomini sono gli uomini stessi”.

        A me sembra che proprio in virtù di queste considerazioni sia fuorviante parlare di “guerra dei sessi”. L’avevo detto mesi fa e sono stato corretto, lo ribadisco oggi. Che senso ha parlare di guerra dei sessi quando la stragrande maggioranza degli uomini questa guerra non la vuole combattere, anzi si schiera con colei che in tale guerra sarebbe “il nemico”. Ma anche da parte avversa, se è chiara e netta le presenza di un nucleo di femministe dure e pure misandriche, come spiegare l’esistenza dell’enorme “area grigia” di donne le quali per opportunismo e vittimismo accettano la narrazione femminista, arraffano senza esitare i vantaggi concessi loro dalle leggi antimaschili ma, piccolo particolare, continuano a essere attratte da uomini e in specifico uomini leader, o maschi alfa che dir si voglia, e con questi uomini … ci scopano, nientemeno.
        A me sembra che dal mondo animale emergerà anche qualche esempio di guerra dei sessi, ditemi voi, forse le femmine di bonobo che si coalizzano contro un maschio per avere accesso privilegiato al cibo, ma di gran lunga la guerra prevalente è quella tra maschi per accaparrarsi le femmine, anzi il maggior numero di femmine possibile. O, differenza non da poco, per essere scelti da loro. Quindi quello che vediamo è un fatto biologico di base, non indotto dal femminismo, ma che sfrutta le balle della narrazione femminista per manifestarsi: la guerra primordiale tra maschi. Evidentemente la liberazione sessuale e il tramonto del vincolo monogamico l’hanno riportata in auge. Anche se non si manifesta, come si sarebbe potuto pensare, attraverso lo scontro fisico ma cercando l’approvazione femminile. Si va apparentemente verso un mondo in cui il contributo maschile non è più indispensabile e chiunque può essere messo da parte se qualche donna lo vuole e nessuna altra donna si schiera in sua difesa.
        Ne sanno qualcosa i due protagonisti dell’articolo, Pandolfi e Avellone, che saranno anche stati validissimi nel loro mestiere, ma ahimè sono caduti in disgrazia perché una donna così ha voluto. Nessuno è insostituibile e scommetto che ci sono già schiere di biologi e programmatori, in buona parte uomini, che scalpitano per prendere il loro posto.

      2. Le donne, almeno quelle col “potere di visibilità” (politiche, attrici, cantanti, intellettualoidi e vip varie) non fanno altro che ripetere quanto siano superiori agli uomini e quanto non abbiano bisogno di loro. Senza che sia loro richiesto, oltretutto, lo fanno con una tale insistenza che viene il forte sospetto che siano le prime a non crederci, e che lo ripetano per convincere se stesse più che gli altri.

  3. No, non mo va bene…. Personalmente non occupo posizioni di prestgio, ma nei rapporti con le colleghe (e dei colleghi zerbino) sono diffidente in modo assoluto…

  4. Però chi è causa del suo mal pianga se stesso, chi ha scritto l’articolo su multiplayer non è stupido e la soluzione, semplicissima, emerge da una lettura con occhio critico:

    “A dare credito a questa versione è d’altra parte lo stesso Avellone, che pur non entrando nell’argomento e senza spiegare precisamente cosa sia successo si è comunque scusato con Karissa, sempre attraverso Twitter.”

    Appunto: se uno si scusa vuol dire che ha torto.
    Poteva ignorarla (soluzione sbagliata ma probabilmente meno dannosa) oppure darle della pazza mitomane o falsa accusatrice, oppure dire che era lei che si ubriacava e lo molestava. Tutte le ultime tre funzionavano benone.

    1. Solo una precisazione in riferimento al commento del signor Sandro.
      Cosa intendi per ” coso brutto cattivo e puzzolente” ?
      Vorrei sperare non intendessi i nostri genitali !
      Se qualche femminista malata ragiona in questo modo, saranno problemi suoi.
      Stesso discorso se un uomo dicesse le stesse cose in riferimento ai genitali femminili.
      Buona giornata.

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