STALKER SARAI TU

Censura, dati falsi, business. “Rosa Nostra” esiste.

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LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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di Davide Stasi – Tutto ha inizio con una diretta Facebook intitolata “Controcorrente: uomini maltrattati”. A organizzarla è la testata giornalistica campana “Il monito“, che invita a parlare un magistrato, Valerio De Gioia, un avvocato, Francesca Tripaldi, e un uomo vittima di violenza domestica, stalking e alienazione da parte della ex moglie. Si tratta di Fabio Mellino, un amico di cui questo blog segue la storia da anni ormai. La trasmissione va più o meno come al solito: Fabio racconta la sua storia, interamente comprovata da denunce (più di 40!) e carte processuali. Il magistrato e l’avvocato concedono qualcosina, ma per il resto raccontano la solita solfa: sì, ogni tanto capita anche agli uomini, ma le leggi tutelano tutti a prescindere dal genere e comunque l’emergenza rimane la violenza sulle donne. Alla fine Fabio passa quasi per uno che esagera o che non dice proprio tutta la verità. Però intanto la trasmissione riceve un profluvio di commenti di utenti pienamente consci della verità delle cose. Così il conformismo del magistrato e dell’avvocato viene seppellito senza appello. Le espressioni di De Gioia quando legge i commenti dicono tutto: tana per il sistema! Sempre meno gente se la beve.

A colpirmi più di tutto però è ciò che dice la conduttrice Francesca Beneduce, giornalista e criminologa. All’inizio della diretta comunica di aver ricevuto poderose pressioni affinché non realizzasse la trasmissione, dopo di che per tutta la durata del collegamento appare scossa, deconcentrata. E’ una musica che ho già sentito e su cui ho ballato anch’io non molto tempo fa. Decido allora di contattarla per farci una chiacchierata e vengo travolto da un fiume in piena. “Ieri in trasmissione ero sottotono, è vero”, ammette. “Ero turbata perché quando spendi una vita e una carriera a difesa anche delle donne e ti senti dire da donne che parlare di violenza domestica subita dagli uomini significa andare contro le altre donne…”. Beneduce, che è stata Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità della Regione Campania dal 2013 al 2017, è attonita.


Cadrebbe la versione dei fatti falsata.


Francesca Beneduce
Francesca Beneduce

A bombardarla di telefonate e email affinché annullasse la trasmissione, mi dice senza mezzi termini, sono state diverse associazioni, tra cui il maggiore coordinamento italiano dei centri antiviolenza, quello che, dice Beneduce, “in piena pandemia ha dichiarato numeri che appaiono gonfiati a fronte delle denunce presentate”. Le vere emergenze, dice la criminologa, ora sono il covid-19 e la difesa della dignità umana a prescindere dal genere. Ma non basta: le pressioni sono arrivate anche da alcuni ordini professionali. Tra gli invitati alla trasmissione doveva esserci una psicologa che però poi ha declinato l’invito perché, non appena ne ha condiviso la locandina sul proprio profilo Facebook, è stata redarguita dal suo Ordine: di certi argomenti non si può e non si deve parlare.

Chiedo a Beneduce secondo lei perché, e anche in questo caso non ha esitazioni: “perché cadrebbe la versione dei fatti falsata che garantisce a molte posti di lavoro e soldi, tanti tanti soldi… troppi soldi, che non si sa dove vadano a finire“. Beneduce si riferisce ai centri antiviolenza, che conosce bene per aver diretto sei sportelli antiviolenza e tre centri quando non erano ancora obbligatori e soprattutto non ricevevano fondi. Mi racconta un po’ di aneddoti che mi fanno tremare le vene, poi avanza con passione una proposta: “si smetta con questa narrazione a senso unico… se la rete dei centri antiviolenza ha timore di perdere fondi, offra un servizio vero, aperto agli uomini e ad ogni orientamento sessuale”.


Beneduce: “Non l’avrei mai immaginato”.


Beneduce insomma conferma da una posizione “interna” la fondatezza di riflessioni e critiche che queste pagine sviluppano da tempo, anche con toni aspri. E non solo non si stupisce quando la informo che da sempre chiamo “Ro$a No$tra” quel maleodorante coagulo di interessi e clientele che ha tentato di censurarla, ma addirittura aderisce al mio punto di vista quando le dico che siamo sotto un regime totalitario vestito di rosa. In passato dissenzienti e oppositori venivano mandati in Siberia o manganellati o passati per le armi. Ora si utilizza l’ostracismo sociale, l’insudiciamento dell’immagine personale tramite il web, e non di rado si cerca di rovinare dissenzienti e oppositori sul posto di lavoro. “Purtroppo sì”, risponde di rimando Beneduce, ripetendolo per ben tre volte. “Non mi dica niente…”, aggiunge. Non ho bisogno di dire niente, in effetti. Beneduce tracima e mi racconta una storia raccapricciante, che però preferisce non rendere pubblica, per ora.

Idealmente abbraccio Beneduce, durante la telefonata. Lei è la conferma, da voce viva e partecipe, della piena e totale fondatezza di quanto questo blog e altri simili denunciano, inascoltati, da anni. Ci si chiede spesso tra i collaboratori: “non è che stiamo esagerando?”, ci si mette spesso in discussione. Si decide sempre che no, siamo sul pezzo, ma una parvenza di dubbio rimane sempre. Beneduce invece benedice le nostre certezze e il fatto di essere nel giusto quando chiediamo che il bisturi della verità e del buon senso intervenga a rimuovere estremismi e affarismi dal corpo delle relazioni tra uomini e donne. Idealmente abbraccio Beneduce anche quando, condensando quanto ha vissuto nell’immagine di un regime totalitario, mi dice: “non l’avrei mai immaginato”. E’ ciò che accade a tutti coloro, uomini e donne, che in qualche misura accettano o fiancheggiano il femminismo diffuso: essi non immaginano cosa sia davvero e non ascoltano chi prova a raccontarglielo. Probabilmente temono di scoprire che un’ideologia che si spaccia per egualitaria e “per i diritti”, e a cui per questo è stato concesso di dilagare e penetrare nei più profondi gangli vitali della società, è in realtà un soggetto a mezza via tra una milizia fascista e una cosca mafiosa. Eppure così è, e la testimonianza di una insider come Francesca Beneduce ne è forse la più autorevole e rigorosa conferma.


10 thoughts on “Censura, dati falsi, business. “Rosa Nostra” esiste.

  1. Idea: se fossero solo più fatte da volontarie e volontari questi centri di accoglienza per donne maltrattate non sarebbe meglio? Si capirebbe chi vuole veramente aiutare le donne in difficoltà senza fini di lucro.

    1. Ornella ciao, l’idea certamente denota un pensiero normale di chi riflette in buona fede. Purtroppo ti devo dire che questi maledetti centri molti anni fa saranno pure nati con questo spirito e poi, quando i numeri si fanno piu grossi e la fantasia del lucro prende coscenza sono rapidamente degradati nel crimine pur di ottenere sovvenzioni. La moda si è divulgata e ora c’è un’orda famelica di questi centri che mirano tutti a far cassa. Non importa chi ci rimette, l’aspetto venale prevale sempre.
      Quindi non c’è nulla da fare in quella direzione. Vanno tutti chiusi e con le risorse a disposizione incrementare e meglio regolare il servizio di assistenza delle forze d’ordine in uno alla magistratura che dovrebbe essere piu rapida, anzi istantanea. Deve intervenire in tempo reale assistendo tutti non solo le donne in crisi di false denunce.
      La schifosissima pratica che usano oggi i CA nel suggerire alla “povera piagnucolante” la pratica di abbandonare il tetto coniugale sottraendo pure i figli all’altro genitore è una vera e propria carognata illegale che inevitabilmente provoca conseguenze e azioni assai gravi. Ed è proprio a questo che mirano i CA: creare una forte tensione nelle famiglie in difficoltà sperando che poi i numeri che servono per gonfiare le statistiche aumentino di conseguenza. Un giochetto mafioso, pergiunta sponsorizzato dallo stato con milioni di euro a pioggia.
      Invece io ritengo che il contenzioso che nasce in famiglia, debba essere gestito da un funzionario di stato competente che interviene subito presso l’abitazione e ascolta entrambi i coniugi. Poi si vede cosa fare in base alle dichiarazioni ed ai fatti freschi appena accaduti.
      Solo così si potrà mitigare e scoraggiare certe fantasie truffaldine e/o personaggi in preda ad un eccesso di testosterone.
      Alex DEC.

  2. Caro Davide, ottimo servizio. Peccato che non può arrivare a tutte le orecchie dei cittadini Italiani ed internazionali. Perché questo schifo è anche internazionale: c’è in tanti altri paesi occidentali.
    Tanto per rimanere in tema censura, ti allego di seguito copia integrale delle e-mail che ho scambiato con quei “furbetti” di RADIO 1 —- Alla faccia del servizio pubblico !!
    ________________

    Da: de Curtis Alessandro [mailto: decurtis ……..
    Inviato: mercoledì 12 febbraio 2020 22:52
    A: [CG] formatofamiglia
    Oggetto: Il cittadino chiama, de Curtis
    _____________

    Carissimi conduttori Savino & Diana, nonché Francesco, Maria e Cristina, buongiorno.
    Mi chiamo Alessandro de Curtis e seguo i vostri programmi con interesse.
    Purtroppo, nonostante la vostra grande professionalità e sensibilità sul tema, vi devo confessare che siete gravemente fuoristrada e continuate a diffondere un messaggio essai scorretto e deviante sul tema che riguarda la famiglia.
    Un vero peccato, perché la vostra professionalità, e immagino anche la vostra buona fede, potrebbero produrre un risultato dell’informazione pubblica totalmente differente.
    Io non posso sapere se siete meramente disinformati oppure siete costretti a diffondere un pensiero unico altamente tossico per la nostra comunità che oggi sta vivendo sofferenze e crimini a più non posso.
    Mi riferisco al tema sulla violenza alle donne, e qui, voi potreste anche osservare che non c’entra nulla con il tema, invece vi sbagliate.
    E proprio dalla famiglia che nasce quasi tutta la violenza di cui la cronaca ci sta affliggendo.
    Di fatto, per esperienza diretta e anche in diretta, sono molto preparato sull’argomento perché ho entrambi le mani “scottate” per non dire altro.
    Se ritenete che una mia testimonianza e/o collaborazione possa contribuire ad una vostra corretta informazione pubblica, potete chiamarmi senza esitazioni e io sarò ben lieto di fornirvi il mio contributo. Sono disposto anche a farvi visita presso la vostra redazione nonostante io risieda in Sardegna.
    Vi ricordo che in ambito familiare avvengono fatti assai determinanti e sconvolgenti quando un sistema viziato e colluso s’infiltra con interessi mostruosi e destabilizza tutto il nostro tessuto sociale.
    Purtroppo, devo dire che voi vi affidate unicamente ai soliti noti, che, inevitabilmente abusano del vostro microfono per lanciare messaggi di propaganda forviante, mirata a consolidare un sistema di gravissima collusione.
    La maggior parte di questi sono i soliti “esperti” che poi ritroviamo in più di un’occasione con le mani infilate nella marmellata.
    Quindi la loro testimonianza troppo spesso non è altro che un’ulteriore colpo al degrado sociale in essere, già assai grave e penoso.
    Non offrire assolutamente ad altri cittadini la possibilità di smentire certe ideologie criminali vi espone ad una diretta complicità del degrado e del crimine.
    Inutile dire che il confronto è sempre il fondamento essenziale per sostenere uno stato di democrazia. Se questo viene negato e/o ostacolato ci troviamo automaticamente in un ambiente totalitario, di regime.
    Purtroppo nell’attuale governo si nascondono molti personaggi ideologicamente compromessi e che, per meri interessi di partito se non anche di portafoglio, continuano a predicare un mantra assai vergognoso e vomitevole, oserei dire anche criminale perché abusano indirettamente di piccoli innocenti ai quali viene distrutta la famiglia.
    Quindi, se avete piacere di sapere come mai avvengono certe dinamiche in questo ambito, tipo il cosi detto “femminicidio” o come mai si continua a predicare una falsa emergenza di misandria collettiva, io sono a vostra piena disposizione per farvi luce su questa tematica che evidentemente non è proprio azzeccata nella vostra trasmissione.
    Non vi nascondo la mia sofferenza quando ascolto il programma e sento menzogne a non finire, propaganda falsa che semina odio ingiustificato, proclami su dati e numeri totalmente infondati e mistificati ad arte a fini di lucro.
    Certamente una chiacchierata sul tema potrà aiutarvi a capire dov’è il marcio e gradualmente aggiustare il tiro per fornire all’utente un’informazione corretta di grande aiuto.
    Nuovamente rinnovo la mia disponibilità per una collaborazione positiva sempre con lo spirito di poter sperare che anche il nostro paese diventi un po’ più civile sul tema.

    Cordialmente, …. sono a vostra disposizione.

    com.te Alessandro de Curtis –

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    Il giorno 19 feb 2020, alle ore 14:55, [CG] formatofamiglia ha scritto:
    —————
    Gentilissimo,
    innanzitutto grazie per la sua attenzione nei nostri riguard.
    Ci pregiamo di segnalarle il link alla nostra trasmissione del 25 novembre u.s. gionrata internazionale contro la violenza sulle donne, in cui ampliamente abbiamo dato conto di questa piaga sociale.
    La ringraziamo davvero per la sua attenzione e continui a seguirci.
    La redazione di Formato Famiglia

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    Da: de Curtis Alessandro> decurtis ……..
    Oggetto: Re: Il cittadino chiama, de Curtis
    Data: 20 febbraio 2020 18:25:57 CET
    A: “[CG] formatofamiglia”
    __________

    Gentile redazione buonasera,
    ringrazio per la vostra risposta, però vi confesso che mi sembra alquanto misera e soprattutto schiva.
    Ho la netta impressione che voi temete un confronto sul tema che sino ad oggi è sempre stato condotto a pensiero unico e mi inviate un mero link che tra l’altro io ho già visionato.
    Vi confermo che nei vostri servizi vi è l’assoluta mancanza di chiarezza sul tema, e che questo viene affrontato sempre e unicamente da un punto di vista meramente femminista e della peggior specie.
    Il problema è ben più ampio e complesso, e certamente riguarda entrambi i generi.
    Come avete ben potuto notare, anche di recente ci sono stati altri omicidi di donne e violenze di vario genere; questo è dovuto alla mancanza di soluzioni adeguate da applicare con la massima urgenza, e tale ricerca viene sistematicamente boicottata da una certa lobby di potere che desidera mantenere l’attuale stato di inefficienza e degrado.
    Queste fanno di tutto affinché le cose non cambino, anzi più crimine c’è e più tornano i loro conti in certi ambienti.
    Quindi se a voi fa piacere questo stato di fatto, io posso solo che spendere le mie parole altrove prendendo atto, con rammarico e disgusto, delle vostre preferenze.
    Invece, come spero, se a voi interessa capire e offrire un corretto contributo affinché questo schifoso trend si inverta, io sono qui per riconfermare la mia disponibilità.
    Confido sulla vostra buona coscienza e sono certo che voi siete propensi ad offrire un miglior servizio sul tema.
    Il vostro microfono è prezioso e certamente è capace di promuovere il corretto confronto critico e costruttivo sul tema e credo anche sia giunta l’ora di ascoltare pareri e suggerimenti che provengono da fonti sino ad oggi oscurate dalle lobby di potere, per vari motivi di interesse e tornaconti personali.
    Lobby e persone criminali che traggono il loro profitto dal gradiente di cronaca sanguinaria che affligge le famiglie italiane.
    Favorire sofferenza e crimine non credo che rientri nei vostri principi e nei vostri intenti, per tanto resto a vostra disposizione e attendo che ci sia un confronto positivo e critico su questo tema assai mistificato ad arte.

    Cordiali saluti.
    com.te Alessandro de Curtis

    >>>>>>>>>>>>>>>

    Il giorno 3 mar 2020, alle ore 21:33, de Curtis Alessandro ha scritto:
    A: “[CG] formatofamiglia”
    ——————
    Evidentemente la vostra buona coscienza non è quella che io presumevo e speravo.
    Il vostro silenzio sull’argomento la dice lunga sulla vostra buona fede.

    Con rammarico,
    Alessandro de Curtis

  3. ex presidente della commissione regionale pari opportunità… ex presidente della commissione regione Campania pari opportunità… mi stupisco che una persona dello stato si sia aperta in questo modo, rischiando il linciaggio mediatico fondamentalmente… allora le persone oneste e coraggiose esistono ancora a quanto pare… sono molto contento e le mando anche io un abbraccio virtuale… forse c era davvero una persona giusta a presiedere una commissione di pari opportunita….

    1. Non a caso durante il suo mandato ha chiesto e ottenuto, dopo una pesantissima battaglia, che almeno un uomo facesse parte della Commissione.

  4. “Non lo avrei mai immaginato”.

    Eh certo: respingono i figli maschi delle vittime sopra i 12 anni perché effettivamente “la loro vista traumatizza le vittime femmine”, non perché odiano gli uomini e se possono fanno loro del male.

    Tra l’altro questa non sa nemmeno che i CAV non possono accogliere vittime di sesso maschile altrimenti perdono i fondi: è la politica femminista e si è imposta nella legge.

    Lo hanno fatto “perché tanto le vittime maschili non esistono”. E di conseguenza hanno proibito di accoglierle.

    E’ per questo che abbiamo la legge contro l’accoglienza di alieni che provengono da fuori del sistema solare: non sappiamo se gli alieni esistono, pertanto abbiamo fatto una legge che specifica che ne va proibita l’accoglienza.

    Questa è ironia.

  5. Bisogna anche spezzare una lancia a favore di coloro che non ci credono, perché la realtà-reale in effetti è ben al di là di quanto si possa ragionevolmente immaginare. Il fatto non sorprende noi, ma per gli altri è difficile credere che siamo a questo punto. E non da oggi.

    1. Rino, guarda che il PG Cesare Salvi della Cassazione ha detto:
      “Ci sono più uomini uccisi che donne uccise, entrambi i numeri sono calati quest’anno, ma il numero di vittime femmine è calato meno del numero di vittime maschi: è GRAVISSIMISSIMO!”
      Non ha usato esattamente queste parole ma questo è il preciso significato di quello che ha detto.

      Uno che dice una roba simile, contravvenendo a “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge” NON può essere in buona fede.

  6. Ho visto la diretta e devo esprimere alcune crtitiche: se una trasmissione si pone come obiettivo di trattare il tema della violenza sugli uomini sarebbe meglio che anche i messaggi passati fossero attinenti al tema. Fare tutto un brodo con le false denunce strumentali, o con la denuncia dei fondi al sistema opaco e “sessista al contrario” dei centri anitiviolenza rischia di ampliare inutilmente il campo di discusisone, disorientando l’ascoltatore medio. La pillola rossa si ingerisce meglio se è presa a piccoli pezzi.
    Purtroppo la giornalista in questione non si esprime chiaramente, nella sua introduzione si intuisce che sta vivendo personalmente il problema, ma non è precisa nelle spiegazioni: mancano le fonti dei dati che enumera, affastella concetti diversi senza finire di esprimerli (tipo quando inizia ad abbozzare il racconto delle pressioni subite) e in generale è anni luce dalla precisione chirurgica con cui sono esposte le argomentazioni nelle dirette a cui ci hai abituato. Nonostante però la mancanza di “mordente espositivo” riesce comunque a comunicare che il problema presentato è reale e molto spesso colpevolmente, se non dolosamente, sottovalutato.

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