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Corte Costituzionale: niente fecondazione per le coppie gay

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LA FIONDA

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L’articolo 29 della Costituzione parla molto chiaramente della famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”. Forse speravano che fosse un’indicazione di massima le due coppie lesbiche che, una a Pordenone e una a Bolzano, hanno chiesto di accedere alla fecondazione assistita per avere un figlio. Nell’uno e nell’altro caso non è previsto dal Grande Ingegnere che ne abbiano uno, eppure, uffa uffa, lo volevano lo stesso. Una delle due coppie ha anche provato a usare come scusante alcune questioni di salute: l’una era infertile, l’altra aveva problemi di cuore e non poteva portare avanti una gravidanza. E così si sono rivolte alle ASL di competenza per la fecondazione assistita. La vicenda è finita sul tavolo di due giudici che, terrorizzati all’idea di finire sui giornali come “omofobi” dicendo un sacrosanto no, hanno scaricato la patata bollente sulla Corte Costituzionale.

Questa, come il libero nella pallavolo, non ha nessuno a cui scaricare le responsabilità, è il porto ultimo nella valutazione delle leggi e ha dovuto esprimersi. In questo caso si tratta della Legge 40 del 2004, che regola appunto la materia della fecondazione assistita. E che agli articoli 5 e 12 riserva quel tipo di intervento alle sole coppie coniugate o conviventi eterosessuali. Non perché sia una legge discriminatoria ma perché, come dovrebbero di norma fare tutte le leggi, fa riferimento a una legge naturale: i figli nascono da coppie di sesso diverso. A riprova della validità della progettazione naturale, numerosi studi scientifici dimostrano poi che gli individui crescono equilibrati se hanno due figure adulte di riferimento appartenenti a sessi complementari, mentre i disagi non si contano se sono omologhi.


La Corte Costituzionale ha silurato i due ricorsi delle due coppie lesbiche.


La Corte Costituzionale ha riaffermato, in entrambi i casi, che la legge in questione non solo è conforme a natura e ai dati di fatto, ma anche alla Costituzione (che ai dati di fatto è strettamente ancorata). Dunque ha silurato i due ricorsi delle due coppie lesbiche. Niente pupazzetto da sbandierare, niente surrogato di famiglia, i capricci stanno a zero. Diritti sì, ma non a scapito di altri, ancor più se deboli e indifesi come i bambini. Spiacenti, ma è così, lo dice quella cattivona della Carta Costituzionale. “La più bella del mondo”, quando conviene, qualcosa di simile al malleus maleficarum per taluni, dalle lobby LGBT alle loro centrali di potere sovranazionale.

Eppure già ci sono leggi che hanno sfidato e sfidano tuttora proprio la Costituzione, oltre che la natura. A partire dalla Legge Cirinnà, concepita essenzialmente per cercare di introdurre in modo sotterraneo nell’ordinamento il formale riconoscimento delle coppie gay. Che di fatto ci può anche stare: due persone che si amano e vogliono in qualche modo formalizzare la propria relazione, è giusto che possano farlo (e sono poche migliaia a farlo in Italia, contro milioni di famiglie eterosessuali). Purché, ed è questo che tentava di fare la Cirinnà, non la si chiami “famiglia”. In generale e ancor più perché la Costituzione non lo consente. L’obiettivo nascosto della Cirinnà era (ed è tuttora) di rendere tutto famiglia, anche la donna single con gatti, in modo da snaturare il concetto di base. Svuotato il termine del suo significato proprio, fare il salto verso l’omogenitorialità sarebbe un giochetto.


Due prostate non generano, così come due uteri.


La stessa Carta fondamentale parla di quel tipo di unioni come di “formazioni sociali” (art.2) e a quello ha dovuto far riferimento Cirinnà, nonostante il tentativo (fallito) di dare alla sua legge un riferimento all’articolo 29. Evidentemente serviva una maggiore e migliore preparazione del terreno per il grande salto. Ecco allora che, dopo la Legge Cirinnà, si è mossa come un sol uomo (o un sol omo) la macchina internazionale, sotto forma di pressioni politiche e giudiziarie (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), insieme alla macchina mediatica, con notizie pompate di star e non star che “si sposano” o che “hanno figli”, in Italia e fuori Italia (là dove è tutto più “civile”).

Peccato che non si tratti di matrimoni cui segue la costituzione di una famiglia, ma di unioni cui segue una formazione sociale. E non sono solo parole. O meglio: sono parole che denotano precisamente dei fatti. Tanto meno si tratta di coppie che hanno figli: due prostate non generano, così come due uteri. Si tratta di acquisti di beni di lusso fatti spesso sulla pelle di poveracci, gente che vende l’ovulo, affitta l’utero, dona il seme in cambio di spiccioli. Insomma è una finzione, una manata di bianco brillante su vicende contro-natura, attuate sulla pelle di altri e a danno di soggetti indifesi. Eppure il messaggio tende a passare, a giudicare da quanti ancora si sgolano a favore dell’attribuzione del termine “famiglia” alle coppie arcobaleno e della loro possibilità di “procreare” a suon di dollaroni o affidandosi alle tecniche fecondative moderne.


La Corte Costituzionale sgombra il campo da tutto questo circo dell’orrore.


affido condivisoLa Corte Costituzionale, con le sue due sentenze, sgombra il campo da tutto questo circo dell’orrore. Le coppie omosessuali non rientrano nel “paradigma familiare” saggiamente definito dalla Costituzione (e dalla natura). Commenta a proposito Mario Adinolfi: “ricapitolando: per la Costituzione del 1948, articolo 29, per l’articolo 5 comma 1 legge 40 del 2004, per la sentenza della Corte Costituzionale 162 del 2014, persino per la legge Cirinnà del 2016, infine per la sentenza della Corte Costituzionale 221 del 2019, è famiglia solo la società naturale basata su una coppia di persone di sesso diverso unite in matrimonio o almeno stabilmente conviventi. È illegale in Italia per le coppie lesbiche utilizzare la fecondazione eterologa, è illegale per le coppie gay la pratica dell’utero in affitto, le “famiglie arcobaleno” sono dunque sconfessate e l’omogenitorialità nell’ordinamento giuridico italiano non esiste”.

Tutto giusto, tranne un dettaglio non da poco. E’ irrilevante che certe pratiche siano “illegali”. Legalità, è ben noto dai tempi non lontanissimi delle leggi razziali, non è sinonimo per forza di giustizia, correttezza, equilibrio. Ciò che rileva è invece il fatto che le decisioni della Corte risalgano correttamente, seguendo i binari delle norme, a quello che è lo status naturale delle cose. Qualcosa che prescinde dalla volontà individuale o collettiva, qualcosa che ci precede e che non può e non deve essere forzata, nemmeno quando le tecniche e le scienze ne danno la possibilità. E soprattutto se nel farlo si rischia di arrecare danni anche gravi ad altre persone. Per questo, non perché abbia confermato la legalità della situazione, la Corte Costituzionale merita oggi un grande applauso.


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44 thoughts on “Corte Costituzionale: niente fecondazione per le coppie gay

  1. *non dettati dalla religione ma dal buon senso, ho sbagliato a scrivere… per tutto il resto continuate a credere che la società italiana sia quella che propone barbara d urso, o le femministe, o beautiful o gli stracavolo di film e telefilm o video musicali USA… in realtà è cosi che verrebbero farci diventare e ci stanno riuscendo

  2. Ma pensate veramente che uteri artificiali ecc siano il progresso????? Il progresso è poter fare qualsiasi cosa? Ah non lo sapevo .. per me si progredisce quando tutti inizieremo ad usare meglio il cervello e a capire dove arrivare, usare il cervello x spingersi al limite non è sempre positivo… e pensate un po di più ai desideri innati che puo avere un bambino invece che alle idee da Frankenstein

    1. La questione non è se gli uteri artificiali siano o meno il progresso: la questione è che si fa se si diffondono e poi le donne iniziano a premere per poterli usare solo loro…
      Perché il suddetto è lo scenario PIU’ PROBABILE.
      Non è che uno potrà andare a avanti a dire “che me ne frega? Tanto non sono vero progresso!”

  3. La famiglia tradizionale è morta, utero artificiale x gli uomini… che il matrimonio con strane conseguenze economiche sia sbagliato concordo e spero stiate scherzando sull utero artificiale x maschi… le femministe vogliono escludere gli uomini da tutto, creedere che sia giusto isolarci con un’utero artificiale significa fare un favore alle femministe… ci sono dei limiti!!! Non dettati dalla ragione ma dal buon senso… io già non capisco come si può consentire di mettere al mondo un figlio senza fargli sapere chi è il padre, non x il padre ma x i figli che al 99% vorrebbero sapere da dove arrivano e vivono la mancata conoscenza del padre come un dolore… basterebbe si spingesse xke mamma e papà abbiano diritti più equi e invece state a parlare di uteri artificiali?… bah

  4. Per me sarebbe fantastico se la scienza sviluppasse (o sarebbe meglio dire perfezionasse giacchè le tecnologie già esistono) degli uteri artificiali affinchè anche gli uomini eterosessuali single che lo desiderano potessero accedere alla paternità senza coinvolgere minimamente una donna. Insomma una paternità ottenuta artificialmente senza l’obbilgo di una maternità naturale. D’altronte i vincoli imposti da “Madre Natura” li abbiamo già più volte superati nel tempo e per i più svariati motivi senza farci troppi problemi morali ed etici.

      1. Io concordo con un uomo solo. Credo nel presupposto che i limiti imposti dalla natura non sono né sacr nè inviolabili, così come non lo sono quelli imposti dalle leggi umane. Per questo motivo in linea di principio vedo positivamente sia la possibilità di procreare per le coppie gay che l’omogenitorialita. Però mi piacerebbe che di fronte a questi concetti uomini e donne avessero le stesse possibilità, cosa che di fatto ora non è, ma lo sarà, un giorno, quando anche la barriera dell’utero artificiale sarà infranta, come già molte altre in passato.

        1. Insomma il relativismo oggi la fa da padrone, molti ragionano come te. Però vorrei capire, senza ironia, con quale criterio, o sulla base di quali principi decidi quali paletti possono essere abbattuti e quali no? Sei sicuro che ogni limite sia potenzialmente violabile?

          1. Limiti, paletti e principi sono quelli imposti dalla maggioranza in un determinato luogo e periodo storico. Nulla è immutabile. Tutto cambia e passa col tempo. A me piacerebbe solo che tutti gli individui abbiano gli stessi diritti a prescindere dal sesso di appartenenza. Se una donna ha la possibilità ed il diritto di rimanere incinta, partorire e crescere un figlio DA SOLA anche un uomo dovrebbe poter fare lo stesso se lo desidera, grazie all’ausilio della scienza.

          2. Il primo principio, quello di non uccidere gli innocenti, è stato violato con l’aborto.
            Al confronto parlare di “modi sbagliati di dare la vita” fa sorridere.
            Mia opinione.

    1. Al momento il fatto che non una ma ben due sentenze della Corte Costituzionale impediscano alle femmine single e alle coppie lesbiche di riprodursi a sbafo dei contribuenti è una GRANDE vittoria, e sicuramente ci da’ respiro per qualche anno su questo fronte, molto probabilmente sino alla fine di questo governo chiaramente ostile agli uomini.

      Una società dove fossero proibite le inseminazioni artificiali di coppie lesbiche e donne single, come pure la GPA, sarebbe un ottimo risultato. Non quello perfetto, ma ottimo.

      Una società dove invece fossero proibite le inseminazioni artificiali a coppie lesbiche e la GPA, ma NON l’inseminazione artificiale a donne single sarebbe una nettissima sconfitta, praticamente un disastro.

      Il risultato perfetto sarebbe comunque:
      Una società in cui fossero proibite le inseminazioni artificiali sia di coppie lesbiche che di coppie single ma NON fosse proibita la GPA.

      Il risultato peggiore, assolutamente disastroso, sarebbe invece:
      Una società in cui le inseminazioni artificiali sia di donne single che di coppie lesbiche fossero un diritto, a carico del contribuente, mentre la GPA viene criminalizzata. Che è quello che sta succedendo ADESSO, in Francia.

      Quindi direi che l’abbiamo scampata bella.

      L’eventuale difficoltà a CAPIRE (non concordare, attenzione: si può non concordare, ma si DEVE essere in grado di capire) perché attribuisco qualità positive ad alcune di queste situazioni e negative ad altre, indicherebbe che non abbiamo a che fare con un attivista dei diritti maschili, ma con un attivista dei diritti della famiglia, quindi uno che difende le donne-madri-mogli esattamente come gli uomini-padri-mariti, quindi un attivista dei diritti FEMMINILI quanto di quelli maschili perché si da’ il caso che le donne-madri-mogli siano FEMMINE (pare infatti che alcuni non sappiano distinguere tra uomini e donne: parlano di diritti maschili quando parlano di diritti delle donne).

        1. Questo perché tu sei interessato ai diritti delle famiglie: uomini, donne e bambini.
          Niente di male, ma è diverso da interessarsi ai diritti maschili: i diritti maschili sono SOLO degli uomini, niente a che fare con le donne-madri-mogli.

          Prendiamo ad esempio la situazione anti-uomo in Francia, dove la paternità è svilita ad ogni livello e definita “puro costrutto culturale”, e dove sia le lesbiche che le donne single potranno avere l’inseminazione a spese dei contribuenti. Dove persino i test di paternità sono un CRIMINE, ma dove presto i figli biologici compiuti i 18 anni potranno andare a bussare alla porta del donatore (così gli beccano i soldi, se ne hanno bisogno).

          Ecco: per te questo è un problema solo di lesbiche, tutto il resto sopra non ti interessa.

          E in più tale approccio ti obbliga a raccontare balle, tipo dire che nessuno ne ha parlato, quando io ne ho parlato il 28 settembre, prima di chiunque altro:
          https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/09/28/france-after-banning-surrogacy-to-offer-free-ivf-to-single-women-and-lesbian-couples/

          Quindi di fatto tu CENSURI le informazioni pro-uomini.

          Come una qualsiasi femminista.

          1. Secondo me ormai la famiglia tradizionale è morta e sepolta, spazzata via dal femminismo, progressismo e compagnia bella. I vecchi ruoli di padre, marito e figlio non hanno più molto senso. Noi uomini dovremmo interrogarci nel profondo e capire chi siamo, cosa vogliamo, qual è il nostro ruolo nel mondo e soprattutto tutelare la nostra mascolinità che è continuamente messa sotto attacco, umiliata, disprezzata.

            1. Un uomo solo ha scritto:
              “Secondo me ormai la famiglia tradizionale è morta e sepolta, spazzata via dal femminismo, progressismo e compagnia bella. I vecchi ruoli di padre, marito e figlio non hanno più molto senso.”
              Se questi commenti sono autentici (ché anche i blog hanno più o meno consapevolmente la loro claque) non vedo nulla di maschile nel farsi una sega per fabbricarsi un figlio in India. E’ la resa senza condizioni di uomini confusi su loro stessi e il loro ruolo nella società.
              L’utero artificiale, l’”aborto finanziario” e tutte le altre diavolerie partorite da menti malate possono solo essere un altro mattone nel muro della discriminazione maschile. In una società dei consumi globale a trazione arcobaleno, l’uomo non ha nessun posto. Nessuno ha regali per noi nella valigia, mettetevelo bene in testa.

              1. L'”aborto finanziario” è soltanto che un uomo possa scegliere di non assumersi diritti e doveri verso il nascituro, dopo che ha messo una donna incinta, cosa che le donne hanno GIA’: si chiama parto in anonimato.

                E non mi risulta che ci sia stata opposizione di chicchessia alla “diavoleria” del parto in anonimato.

                1. Se non vado errato il padre biologico non può nemmeno prendere lui il bambino in caso di parto in anonimato, ma il piccolo verrà dato in adozione ad altra famiglia individuata dal tribunale del minorenni. E’ così o sbaglio?

              2. Quello che volevo dire è che ormai, oggigiorno, non ha più senso per un uomo sposarsi, fare figli per poi subire il molto probabile e quasi inevitabile “divorce rape” .
                La famiglia tradizionale appartiene ad altri tempi che non ritorneranno più. Il mondo è cambiato e non si torna indietro.
                Lei dice che ci sono uomini confusi su loro stessi e il loro ruolo nella società, ed è vero, ma non ci siamo arresi vogliamo solo capire adesso chi siamo.
                Se non possiamo essere più padri, mariti e figli in questi tempi moderni allora che cosa dovremmo essere, per chi o per cosa dovremmo continuare a fare sacrifici e a spezzarci la schiena ogni santo giorno?

                1. Mi dice che vuole capire chi siamo: siamo uomini e se abdichiamo a certi nostri ruoli fondamentali (ruoli sociali, paternità ecc.) cessiamo di esserlo. Fare figli in un utero indiano è una resa senza condizioni.
                  Secondo lei, un mondo in cui gli uomini non possono avere una famiglia e fanno figli con una donatrice anonima, infornandoli in una donna del terzo mondo è un mondo di uomini? O non piuttosto un mondo di pazzi arcobaleno?

                  “La famiglia tradizionale appartiene ad altri tempi che non ritorneranno più. Il mondo è cambiato e non si torna indietro.”

                  Non si torna indietro il mondo è cambiato l’hanno detto tutte le dittature del ‘900, che sono cadute. Oggi la dittatura è quella del pensiero unico femminista-arcobaleno. Se ci siamo cacciati in un vicolo cieco dobbiamo tornare indietro, se andiamo verso un burrone dobbiamo cambiare strada!

          2. Se nella tua testa io sono favorevole all’inseminazione artificiale non provo neanche a convincerti. Ti stai arrampicando sugli specchi, mostrando l’assurdità delle tue posizioni.
            Quindi secondo te l’utero in affitto va bene perché ne farebbero uso gli uomini, ma l’inseminazione artificiale no perché prevalentemente usata dalle donne (single, lesbiche, queer e tutta quella roba che ti piace tanto)?
            E ora rispondi a questa semplice domanda: su questo pianeta metteranno mai al bando l’inseminazione consentendo la GPA come vuoi tu, o le tue posizioni non fanno che rafforzare la tendenza verso la procreazione artificiale che vogliono i tuoi amici gay e le tue amiche lesbiche?
            Faccio anche notare che sei l’unico con queste posizioni (almeno qui, altrove non lo so), quindi le tue chiacchiere non avranno alcun risultato concreto.
            Infine, in un forum gay ti sei detto a favore del matrimonio gay al quale vorresti ricorrere un giorno. Qui ti sei detto favorevole alla GPA, cioè alla fabbricazione di figli per conto gay. Occorre cercare su vari siti per ricostruire le tue vere opinioni, ma alla fine tutto torna e mostra quanto le tue chiacchiere su gender e adozioni gay-lesbo siano solo balle ad uso dei gonzi.

            Visto il tenore dei commenti di Lauder, ampiamente tollerati e incoraggiati, se questo mio dovesse essere censurato per toni impropri o cosa, proseguirò in altra sede.

            1. Anzitutto dovresti rispondere a questo, ricorda che con me non puoi tergiversare:
              Tu censuri informazioni pro-uomini, tipo la situazione in Francia.
              E, più importante, attacchi altri attivisti maschili quando sono a loro volta attaccati e censurati da femministe.

              In quale mondo queste due azioni fanno bene ai diritti degli uomini?

              In nessuno dei mondi possibili e neppure in quelli immaginabili.

              E su questo non hai risposto, ma pretendi di fare domande e ti atteggi a fine stratega, quando sei soltanto un verme ipocrita che viene qui con fare mellifluo “non capisco, scusami” dopo aver detto peste e corna altrove.

              Non hai il coraggio di continuare la conversazione altrove, se lo fai rispondo a tutte le domande, ma prima devi giustificare i due comportamenti di cui sopra.

              1. Censuro? E dove, su thetimes.co.uk? Va bene che chi ti legge si beve tutto, ma questo è troppo!
                Ti risulta che io sia favorevole all’inseminazione artificiale? Posta il link di cose scritte DA ME, non da altri. E piantala di alzare cortine fumogene da manualetto da politicastro.
                Posto (ripeto per i distratti) che NON sono favorevole alla fecondaizone in vitro (IVF), mi spieghera in cosa la GPA sia pro uomini: ma vi pare dignitoso che un uomo si fabbrichi un bambino con i geni di non si sa chi e lo inforni in un’insiana? E questo sarebbe un mondo maschile? O è un mondo per sciroccati arcobaleno?

                1. Questa è l’ultima replica che pubblico su questo tema. Se avete conti personali in sospeso e bramate al catfight su internet, fate pure, ma fuori da qui. Grazie.

                    1. Non hai idea di quanti suoi messaggi blocco. Datti una calmata e porta rispetto. I commenti sensati li pubblico tutti. Le liti personali fuori di qui.

                    1. Sono tutti seri, ma sa di resa dei conti, litigio o dibattito personale.
                      Mi sta benissimo, ma non qui.

            2. Ah, questo non ti esime dallo rispondere alle accuse che ti sono state mosse.

              Eccolo il pianeta:

              https://www.bionews.org.uk/page_144583
              https://www.thetimes.co.uk/article/nhs-trusts-deny-single-women-ivf-treatment-gs9b7qxbt
              https://www.telegraph.co.uk/news/2019/08/24/shouldnt-single-women-able-have-ivf-nhs/

              Notare che in UK la GPA c’è:
              https://www.independent.co.uk/life-style/surrogacy-uk-cost-is-it-legal-how-work-baby-kim-kardashian-a8907461.html

              Quindi abbiamo appurato che tu non sai niente e fai solo attacchi personali.

              ABORTO FINANZIARIO:
              Tenersi l’obbligo di fare i padri anche se lei resta incinta con l’inganno non da’ alcun lustro agli uomini, probabilmente è il contrario: è proprio se gli uomini potessero rinunciare che la figura paterna di coloro che non rinunciano potrebbe essere più apprezzata.
              Se invece resta l’obbligo ci sarà sempre chi dice che gli uomini lo fanno perché non possono esimersi: parte del mito materno è dovuto anche al fatto che per le donne è una scelta.

        2. E aggiungo anche che a tutto c’è un limite, e per me tu lo hai passato nel momento in cui hai attaccato Davide – raccontando balle – SUBITO DOPO che era stato attaccato e censurato dalle femministe.
          E’ la classica situazione in cui si vedono chiaramente amici e nemici, i romani avevano un detto per tali situazioni: “Ubi Major, Minor Cessat”.

          Visto che sei ignorante oltre che ipocrita, ti cito Wikipedia, una fonte al tuo livello:
          ” Utilizzata anche per le accezioni di “male maggiore scaccia male minore” ”

          Evidentemente per te, gli attivisti maschili che non la pensano 100% come te sono il male maggiore rispetto alle femministe.

          Quindi sei dalla parte del nemico.

          Adesso puoi fare “non capisco, non ricordo” e andare a piagnucolare altrove.

          PS: dire falsa testimonianza è peccato, è inutile che uno millanti di essere cristiano se se ne sbatte dei comandamenti.

    2. Spero sia solo una provocazione. La tua idea è un’aberrazione figlia della diffidenza tra uomo e donna che questa cultura del cavolo sta fomentando. Saro indelicato, ma sei come una persona anoressica, entusiasta davanti alla possibilità di alimentarsi con una pillola al giorno per fare a meno di ingurgitare qualcosa. Ti parrebbe una conquista o la volontà di una mente malata?

      1. Che sarebbe come dire:

        “Dotarsi di armi nucleari? Spero sia solo una provocazione. La tua idea è un’aberrazione figlia della diffidenza tra nazioni che questa cultura del cavolo sta fomentando”

        Quando gli altri le armi nucleari le chiedono a gran voce: INFATTI ci sono state ben due cause, e non è affatto finita qui, perché la Corte Europea è con loro.

        1. Forse ho sbagliato io, ma avevo scritto il commento in risposta a Un uomo solo.
          E comunque il tuo esempio è tendenzioso, perché munirci a nostra volta di armi nucleari sarebbe una contromisura all’offensiva altrui. Dare la possibilità agli uomini di poter usufruire di un utero artificiale invece lo vedo solo come la soddisfazione di un capriccio. Ma non è nemmeno questo che mi premeva sottolineare, semplicemente volevo esprimere la mia avversione verso l’utilizzo dell’utero artificiale. Mi inquieta solo l’idea, mi pare disumano, e lo vedo come un ulteriore tasselo verso la costruzione di una società di atomi completamente indipendenti e slegati gli uni dagli altri.

          1. Il discorso è molto semplice: sinché gli uteri artificiali verranno proibiti per tutti, il problema non si pone.
            Ma, siccome sospetto che li adotteranno SUBITO per le gravidanze problematiche e poi via via perché le donne così “non ingrassano e non soffrono”…

            Perché non è che la mattina ti svegli e zac, ci sono gi uteri artificiali: per prima cosa arriva la notizia di una signora che ha potuto portare a termine la gravidanza problematica tenendo le ultime tre settimane il bambino dentro l’utero artificiale. Poi un mese. Poi due mesi. Poi tre mesi. E via.
            Così si arriva a un bel giorno in cui siamo abituati che ogni volta che una donna ha un piccolo sentore di poter avere dei problemi, anche solo psicologici, può utilizzare l’utero artificiale.
            A quel punto che si fa?
            Lo lasciamo alle sole donne?

            1. Hai descritto la finestra di Overton, si usa per fare accettare cose in precedenza inaccettabili ai più. Ma quando non sarà più tabù per la maggioranza, continuerà ad esserlo per me.

              1. Che si traduce in: quando le donne lo useranno e diranno che ne va proibito l’uso agli uomini, forse ti andrà bene, perché noi uomini siamo abbiamo troppa “dignità” e quindi è giusto che ci proibiscano le cose consentite alle donne.
                Che è esattamente quello che già succede con aborto finanziario e parto in anonimato: essendo noi “moralmente superiori” a noi la cosa è proibita. A loro è consentita. E infatti si vede come la società celebra lo nostra “moralità superiore”…

                1. È la seconda volta che “traduci” quello che dico a tuo modo. Ho detto che PER ME continuerà ad essere un tabù, quindi IO non lo userò! Non credo che la dignità debba essere prerogativa di noi uomini.
                  In realtà potrei anche accettare che venga esteso l’utilizzo a tutti in nome della parità, ma dovrei turarmi il naso, perché di base fatico ad accettare la sua liberalizzazione in toto. Per quanto mi riguarda, una cosa del genere sarebbe meglio se non esistesse e basta.

      1. No, parlo di armarsi perché siamo in guerra.
        Il fatto che non siamo stati noi a dichiararla e non la volevamo non ha purtroppo importanza.
        I diritti non c’entrano nulla, qui si tratta di capire che se si arriverà in futuro vicini a una situazione simile a quella francese (inseminazione artificiale per coppie lesbiche e donne single, GPA vietata) saremo in pericolo e sarà necessario armarsi.
        Al momento l’ipotesi è sfumata in Italia e me ne rallegro, ma la guerra è appena incominciata.
        Guarda che se l’andazzo continua così nel giro di una generazione quello che succederà potrebbe essere questo:
        Utero artificiale accettato perché così le donne non soffrono e non ingrassano.
        Utero artificiale riservato alle donne, in quanto portatrici di utero naturale.

        1. Giusto. Un futuro distopico dove solo alle donne sarà dato il diritto di riprodursi autonomamente mentre agli uomini verrà negato.
          Magari sembrerà eccessivo pensarla in questi termini però secondo me è meglio cominciare a rifletterci sù seriamente su certi avvenimenti e le implicazioni che possono avere.

          1. Un futuro in cui potremo riprodurci autonomamente è un futuro distopico a prescindere da chi ne avrà la possibilità. Conosci il romanzo “Il modo nuovo” di Huxley?

            1. Ovvio, ma nel caso si vada verso la distopia non mi sembra il caso di sorvolare sulla differenza tra essere vittime o non essere vittime dell’ideologia distopica…

  5. Bene. Sinché si impedisce alle coppie lesbiche E alle donne single di riprodursi a spese dei contribuenti è un’ottima cosa.
    E questo ci mette al riparo, almeno per qualche anno, da possibili derive alla francese: over a coppie lesbiche e donne single saranno i contribuenti a pagare la fecondazione artificiale, ma la GPA è severamente proibita. Il che sarebbe invece lo scenario peggiore in assoluto.

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