Ecco finalmente la NOSTRA storia

La parabola del cricetoE’ uscito ieri un altro mio libro, il mio secondo romanzo. Già annunciato settimana scorsa, si intitola “La parabola del criceto”, ha un costo di 15 euro e l’ho pubblicato in selfpublishig. Quest’ultima è una scelta in parte filosofica, in parte forzata. Il manoscritto, in diverse versioni rimaneggiate e corrette, ha circolato a lungo tra concorsi, agenti letterari e case editrici, ricevendo critiche che mi hanno aiutato a correggerlo e migliorarlo, molto spesso plausi e talvolta commenti addirittura entusiastici. Questi ultimi seguiti dall’ammissione “però non possiamo pubblicarlo”. Una dichiarazione di impotenza che la dice lunga sulla subordinazione dell’editoria ai diktat commerciali e culturali dominanti.

So bene che sempre meno gente legge libri. So altrettanto bene che, anche per questo, la circolazione del romanzo non sarà semplice, ma non importa. Credo sia uno di quei testi che doveva essere scritto e diffuso. Per due ordini di ragioni: la prima è che la letteratura di oggi è invasa da testi tutti omologati agli stessi cliché: la violenza e l’indegnità maschile da un lato, la correttezza e santità femminile dall’altro. Montagne di saggi e romanzi dove la donna talvolta soccombe all’oppressione dell’uomo, talvolta se ne affranca, a seconda del tipo di pubblico che l’editore e l’autore di turno vogliono prendere all’amo. Ho ritenuto indispensabile proporre al pubblico un contraltare forte, scioccante, violento, come spesso è la realtà dei fatti.


Uno di quei testi che doveva essere scritto e diffuso.


confidenzaLa seconda ragione è che io sono in circolazione, tra social network e blog, da più di tre anni. Fin dall’inizio sono stato subissato da email, telefonate e messaggi contenenti storie e documenti comprovanti la veridicità della storia raccontata. Una quantità di materiale che ormai misuro in gigabyte. La quasi totalità di esso non è direttamente raccontabile: chi ne è stato o ne è protagonista non vuole, comprensibilmente, rivangare situazioni chiuse o rinfocolare scontri. C’è il timore, pur nell’anonimato di un articolo, di venire riconosciuti e di dover rientrare nella giostra dei conflitti, e da qui il desiderio solo di condividere con me le vicende, senza necessità di rendere pubblica testimonianza.

Eppure si tratta di materiale che gronda lacrime e sangue. Di uomini e bambini soprattutto, talvolta anche di donne. Sono tutte storie dove la situazione è ribaltata rispetto alla versione ufficiale della realtà: il carnefice è donna e la vittima è uomo (o uomini, a seconda dei casi). Sono tutte storie che meritavano di essere narrate. Dietro rassicurazione di sublimare tutto in modo da rendere le vicende non riconoscibili, ho avuto dunque il permesso di fondere i resoconti e le testimonianze più terrificanti in un’unica storia che è sì di fantasia, come sempre accade nei romanzi, ma che trae spunto da una gran quantità di storie vere. Talmente vere che molti degli inserti nel romanzo, ad esempio le trascrizioni di messaggi o email, sono dei meri copia-incolla di messaggi e email davvero inviati e ricevuti.


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“La parabola del criceto” – Il booktrailer:


Nessuno, naturalmente, riconoscerà se stesso nel testo, se non in qualche brandello trasfigurato. Anche perché ho deciso di raccontare la vicenda da un punto di vista eccentrico, ovvero quello dell’altro, ossia dell’amante. Ciò che conta è che “La parabola del criceto”, per la prima volta da anni, finalmente racconta di NOI. E’ il NOSTRO romanzo, la NOSTRA storia, la NOSTRA versione dei fatti. Vera come sono le storie e i documenti ricevuti in questi tre anni. E’ una narrazione cruda, violenta, cinica e greve, come è spesso la realtà a confronto con la più fervida fantasia. Il suo messaggio non è che tutte le donne sono come Viola, l’irrisolta, dissennata e violenta protagonista. Il messaggio è che donne come lei esistono, in un numero non trascurabile. Sono figlie del nostro tempo, di una femminilità che non si è evoluta, rimanendo inchiodata a un edonismo egoista e distruttivo di tutto e di tutti, a partire dagli uomini nuoviveri, quelli pronti a sacrificare interamente se stessi per la costruzione di qualcosa di significativo.

E Alfredo, il protagonista maschile del romanzo, fa ciò che ogni uomo è progettato per fare. Si lascia affascinare, sulle prime, poi resiste rocciosamente alle violenze di lei e si sacrifica per un bene più grande. Lo fa nonostante il peso che lo schiaccia sempre di più, costituito anche da tutto intero un sistema che pare concepito apposta per annientarlo come persona, prima ancora che come uomo. Un annientamento che mira al suo essere, ai suoi sentimenti e perfino al suo corpo. Proprio quegli elementi che, con la più grande felicità, avrebbe dedicato interamente a un ruolo paterno, che però gli viene interdetto con freddezza e crudeltà.


Racconta di NOI. E’ il NOSTRO romanzo, la NOSTRA storia, la NOSTRA versione dei fatti.


Già solo dichiarare che una realtà del genere esista, in un contesto culturale dove ogni donna indiscriminatamente è considerata una vittima e mai colpevole di alcunché, credo sia qualcosa di originale. Fastidioso, urticante, irritante per la narrazione diffusa, ancor più per come ho deciso di raccontarla, lo so bene, ma in ogni caso si tratta di qualcosa di verosimile scaturito da storie vere. Non è un romanzo nato da una suggestione generica colta al volo nelle tante chiacchiere prive di fondamento che si fanno sui media o nella politica. Non scaturisce dal desiderio di sfruttare un filone di moda, anzi ha l’obiettivo di smentire quello più ampiamente affermato. Nasce da sangue e lacrime davvero versate. Questo soprattutto fa de “La parabola del criceto” il NOSTRO romanzo. L’invito a comprarlo, regalarlo e farlo leggere è ovvio. Potrebbe essere l’innesco per altri autori o case editrici a diffondere un nuovo punto di vista e narrazioni simili, magari ben migliori della mia. Potrebbe essere l’inizio di un cambio di rotta, di un nuovo approccio, sempre più indispensabile per uomini e donne. Spero che opponendo la rappresentazione precisa della violenza femmina a quella sovradimensionata e dilagante della violenza maschile io riesca a dare un contributo concreto in questo senso. Me lo auguro di cuore. Buona lettura a chi lo comprerà e leggerà.

[N.d.A.: al momento è disponibile solo sul sito YouCanPrint, in versione cartacea ed ebook, tra una decina di giorni anche sulle altre piattaforme (Amazon, IBS, ecc.)].


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