Evangelista (M5S) propone un’altra legge affascinante

evangelistaLa senatrice grillina Lucia Elvira Evangelista giorni fa ha fatto circolare un video dove illustra una sua proposta di legge finalmente a difesa delle donne vittime di violenza. L’idea è semplice: rendere procedibili d’ufficio, e non più solo dietro querela, i reati di stupro e atti persecutori. Ebbene, la prima domanda da farsi, quando si propone una nuova legge, è: ce n’è bisogno? La risposta dev’essere convincente e va a costituire quella che in termini giuridici si chiama ratio, cioè la ragione fondante della nuova normativa. Da brava e diligente senatrice, Evangelista lo sa e nel suo promo-video lo spiega.

“Questi delitti”, dice Evangelista, riferendosi a stupro e stalking, “sono ancora in drammatico aumento” e le vittime sono prevalentemente donne. Falsa la prima asserzione: entrambi i reati da anni si sono stabilizzati su cifre più o meno standard anno su anno. Le variazioni, in più o in meno, negli ultimi dieci anni, ci sono ma difficilmente possono essere definite “drammatiche”. Indubbiamente vera la seconda asserzione: sono più le vittime femminili di stalking e stupro che quelle maschili. Ma quante sono? Stando al dato delle condanne siamo sull’ordine di qualche migliaia ogni anno, su una popolazione totale di milioni di persone. Insomma, di urgenze nel paese ce ne sono tante e quelle segnalate da Evangelista non lo sono, checché ne dica lei.


“Una delle piaghe più drammatiche della società contemporanea”.


evangelistaNaturalmente Evangelista omette che il rateo di immigrati coinvolti in reati di stupro è infinitamente più alto del rateo di italiani: occorrerebbe sbordare nelle politiche sull’immigrazione, e su quel tema il movimento di Grillo non è tanto propenso a fare leggi fascinose, dunque passi. Di fatto, continua Evangelista, andando coraggiosamente contro fatti e numeri, la violenza di genere è “una delle piaghe più drammatiche della società contemporanea”. Nientemeno. La gente che muore lavorando (1200 in media all’anno) è un’inezia, in effetti, a confronto. Segue il trucchetto della ripetizione e dei decimali. Roba nota a chi ne sa un po’ di comunicazione.

Che siano soprattutto donne le vittime di stupro Evangelista l’ha già detto. Però lo ripete, a buon peso, aggiungendo una cifra: 89,87%. Attenzione: ottantanovevirgolatottantasette. Quel “virgola ottantasette” dà uno straordinario senso di veridicità al tutto, molto più che un semplice “novanta per cento”. Quant’è seria e precisa, la nostra senatrice? Menzione del fatto che gli uomini vittime di stupro raramente denunciano, per ovvi motivi di vergogna, non ne fa, ma al “virgola ottantasette” ci tiene. Per lo stalking, dice, vale più o meno lo stesso (perché ripetere la solfa dei decimali? Forse perché in quel caso le proporzioni non sono così schiaccianti (60% uomini, 40% donne)?


Non stupirebbe se la proposta Evangelista prevedesse l’istituto della delazione.


Non può mancare poi la menzione “dell’ultima indagine ISTAT”, quella secondo cui sette milioni di donne sono vittime di violenza in Italia. Di quella porcata, datata 2014, si è parlato spesso su queste pagine, in modo dettagliato nel video dell’Aperitivo con lo stalker, realizzato non molto tempo fa. Quell’indagine è spazzatura statistica e non c’è altro da dire. Citarla per giustificare una legge significa sapere che si sta proponendo una sciocchezza per raccattare consenso. Gli standard della musica femminista scorrono poi veloci: i colpevoli sono sempre partner o ex partner (inclusi i moltissimi stranieri che stuprano ex abrupto?) e il 90% delle donne vittime di violenza non denuncia. Ma se non denuncia, come fa Evangelista a sapere che sono il 90%? E gli uomini che non denunciano, loro esistono?

Il punto centrale arriva proprio lì, a metà del video: le donne che denunciano spesso ritirano la querela. E questo è “un terribile segnale d’allarme”. Vietato ripensarci, per Evangelista. Quelle poche che si rendono conto che non è il caso di incastrare falsamente l’ex marito o partner, devono essere messe in condizione di non ripensarci. Perché altrimenti non si riesce ad “arginare il problema sociale”. Dunque, legge sul gobbo la senatrice, “nel primario interesse delle vittime” la sua proposta di legge darà la possibilità alla magistratura di agire d’ufficio, senza attendere che la presunta vittima sporga querela. Come i giudici possano venire a sapere se il reato sta avvenendo o meno, senza querela di parte, non si sa. Non stupirebbe se la proposta Evangelista prevedesse, per ovviare, l’istituto della delazione, riservandolo magari ai centri antiviolenza.


L’articolo 3 della Costituzione è carta straccia.


manetteTutto abbastanza delirante, anzitutto sotto il profilo socio-relazionale. Perché il motu proprio della magistratura secondo Evangelista dovrebbe scattare “specialmente per quei casi più frequenti in cui tra la vittima e l’autore esiste un rapporto sentimentale”. Riuscite a vedere lo scenario o sono io ad avere le traveggole? Con una legge del genere in vigore, avere una relazione sentimentale significherebbe essere sempre soggetto al rischio di venire perseguito dalla magistratura, sulla base di non si sa bene quali impulsi, visto che la querela di parte non sarebbe più prevista. Sicura sarebbe l’incriminazione per quegli uomini prima querelati e poi sollevati dal ritiro querela da parte della donna. Sono moltissimi e per loro non ci sarebbe scampo. Ma tutti gli altri?

Avere un rapporto sentimentale diventerebbe una vera attività ad alto rischio per gli uomini. Parlo solo per loro perché Evangelista non ha mezzi termini: l’articolo 3 della Costituzione è carta straccia, quindi la legge sarebbe solo per le donne. Dunque già ora serve un coraggio da leoni per relazionarsi con una donna, non parliamo dell’ipotesi matrimonio, riservata ai più ardimentosi e ottimisti su piazza. Con una legge del genere tutti gli uomini diventerebbero circensi avvezzi a tenere la testa tra le fauci dei leoni. Ma quanti ce ne sono così? Che fine farà il rapporto di coppia, una volta che venisse inserito il terzo incomodo nella forma del tribunale penale? Che progetto di società hanno in testa i grillini, che roba indistinta ha nel cranio la senatrice Evangelista?



Le premesse ideologiche e fasulle non pagano mai.


Ho paura a scoprirlo. Mi rifugio allora nell’idea che la stessa Evangelista stia solo provando a vincere facile, mettendo il proprio marchio su un’altra legge affascinante, come da definizione dell’ex senatrice Chiavaroli. Di quelle che attirano applausi e, teoricamente, molti voti, pur essendo mostruosamente fuori dalla realtà e dalla giustizia. Fortuna che, tre giorni dopo aver diffuso il suo video, Evangelista ha avuto modo di constatare, con i dati delle regionali in Umbria, quanto sia amato il suo movimento e le idee che veicola. Lei, come altri suoi colleghi (Bonafede con il suo indegno Codice Rosso; Spadafora e Spadoni contro la riforma di separazioni e affidi, eccetera) capiranno prima o poi, al netto dei ritardi di natura, che quelle idiozie, per quanto affascinanti, non pagano. Le premesse ideologiche e fasulle non pagano mai, perché non trovano corrispondenza nella realtà delle persone. Quante bastonate elettorali servono ancora perché taluni asini della politica lo capiscano?


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