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Fabio Volo e Bruno Vespa: benvenuti nel club

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

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LA FIONDA

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Quanto accaduto a Fabio Volo e a Bruno Vespa è la prova che la violenza ha tante facce. Quella perpetrata a loro danno è di un tipo subdolo. E’ quella che, pur essendo tra le più pericolose in assoluto, sa passare sottotraccia, nascondendosi sotto parole come “parità”, “equità”, “uguaglianza”, “lotta alla violenza”. E’ quella che passa per agnello, pur nascondendo un lupo feroce sotto il vello. E’ la violenza alla libertà collettiva. Una persona che picchia un’altra persona o la annichilisce dal punto di vista psicologico, danneggia un singolo. Cosa gravissima di per sé, non ci piove, ma ha di buono che gli effetti restano confinati. Chi fa violenza alla libertà collettiva invece colpisce tutti indiscriminatamente.

Sto parlando dell’oggi, non di altro. Sto parlando del fatto che esistono gruppi organizzati in grado di decidere chi può parlare e chi nodi cosa si può parlare e di cosa no, e anche come se ne può parlare e come non si può. Si tratta di un’azione che tocca dunque i gangli fondamentali della circolazione del libero pensiero, una cosa che riguarda tutti. Nel confronto libero tra posizioni diverse espresse da uomini e donne eguali sta l’embrione della crescita sociale, civile e culturale di una comunità. Se quel confronto viene represso, la comunità regredisce a uno stato di oppressione primitiva e le regole comuni diventano quelle di un regime totalitario.


Chi fa violenza alla libertà collettiva colpisce tutti indiscriminatamente.


fabio voloFabio Volo è un personaggio famoso, difficile trovare qualcuno che non lo conosca. Personaggio TV e radio, attore, scrittore, ha costruito la sua immagine sul cliché dell’eterno fanciullo, un po’ gigione, sempre popolare e spesso provocatorio. Caratteristiche sempre presenti, anche adesso che è più che adulto e padre di famiglia. Le peculiarità del suo personaggio sono note, così come quelle di altri personaggi famosi molto caratterizzati (Vittorio Sgarbi, Zoro, Diego Fusaro e altri), ed è in quest’ottica che va inquadrato il suo intervento in radio su Ariana Grande. Non ha fatto una disamina sociologica, ha semplicemente interpretato il proprio pensiero a modo suo: goliardico, provocatorio, istrionico. Non è un caso che abbia usato termini iperbolici, affidandosi anche al dialetto (puttanun). Il tutto per trasmettere un messaggio in difesa delle donne: il tipo di cultura veicolato dai videoclip musicali americani per adolescenti è pericoloso per le utenti di sesso femminile. E’ uno svilimento del corpo e della sessualità femminile, una spinta alla sessualizzazione precoce che pare non accettabile. Vagli a dare torto, nel merito.

Bruno Vespa è un giornalista, conduttore, anchor man ugualmente celebre in Italia. Spesso preso in giro per i suoi “plastici”, è e rimane una colonna del giornalismo televisivo politico e di cronaca. Che poi le sue inclinazioni politiche lo possano portare a interpretare in modo diverso la sua professione, è cosa che si può discutere, ma rimane certo che è un grande professionista. Ha ben presente che il giornalista, di regola, non è uno yes-man, né una spalla per monologhi compiacenti. Compito del buon giornalista è far sì che gli intervistati raccontino le proprie vicende, espongano le proprie idee, ma anche andare a cercare il baco nei loro ragionamenti e resoconti. Vespa sa che giornalista è soprattutto colui che fa la seconda domanda, quella scomoda. Altrimenti è solo un ruffiano, che è altra cosa dal giornalista. La sua intervista a Lucia Panigalli, donna dalla storia personale tanto atroce quanto assurda, ha permesso di far emergere una stortura incredibile del sistema, che si muove solo se scorre il sangue (e spesso è troppo tardi) e di porre in evidenza una testimonianza terribile di questa anomalia. Ci sono state domande non compiacenti, è vero. Vespa le ha poste per fare bene il proprio mestiere, ovvero per non consentire un’eccessiva e ulteriore drammatizzazione di una vicenda che già da sola grida vendetta. E perché era suo compito raccontare la realtà reale, non quella artefatta che poteva sortire da un monologo a ruota libera e senza un minimo di senso critico.


Giornalista è soprattutto colui che fa la seconda domanda.


bruno vespaEntrambi, insomma, Fabio Volo e Bruno Vespa, hanno ottemperato al loro dovere, nel modo con cui la loro professione richiede di farlo. E in entrambi i casi, al di là di termini, modi e stili, una volta tirate le somme di tutto, il messaggio è stato di tutela verso le donne. Quelle ancora in erba, nel caso di Volo, quelle adulte e tormentate da un folle, nel caso di Vespa. Ci si sarebbe aspettati dunque una reazione del tipo: “va là Volo che sei volgarotto e un po’ pirla, però hai ragione, dovremmo difendere le nostre figlie”. Oppure: “dottor Vespa, grazie per aver trattato la sua intervistata alla pari di altri, senza fare sconti: così la sua storia ne è uscita più credibile”. Invece no, la reazione è stata furibonda, incontrollata. Una gigantesca ondata di polemiche si è abbattuta sia su Volo che su Vespa, il primo accusato di aver usato termini offensivi verso le donne, il secondo di aver tentato di colpevolizzare ulteriormente una vittima. Questo a riprova ulteriore di un assioma di cui si stanno convincendo sempre più persone: il femminismo militante non vuole tutelare le donne. Vuole solo sfruttarne le sofferenze per avere potere, visibilità e per fare business. Il top dell’assurdo si è toccato con il procedimento aperto contro Vespa dall’Ordine dei Giornalisti, colpevole di aver fatto bene il proprio mestiere.

Quanto accaduto non è, a ben guardare, un’inconcepibile inversione della realtà? Non è forse un tentativo di imporre con la violenza chi siano i soggetti qualificati, quali i temi ammessi e i modi di trattarli? Sì, lo è. Sotto attacco vengono messi, oltre che le persone singole, anche le emittenti che hanno dato loro spazio, come a dire che quello spazio dovrebbe essere loro tolto. Non è questa censura, fascismo, fondamentalismo ideologico? Sì, lo è. I gruppi femministi che, intendiamoci, sono costituiti da una manciata di fanatiche e rappresentano quattro gatti, per quanto estremamente rumorosi e ben organizzati, hanno sollevato un polverone secondo il solito schema da Fiera dell’Est: tumulto sui social (che in un contesto ragionevole dovrebbe valere come una scoreggia nello spazio), che chiama i mezzi di comunicazione di massa famelici di polemiche e di click, che a loro volta chiamano i politici smaniosi di arraffare consenso allineandosi alla direzione presa dall’opinione pubblica. Un pessimo andazzo, perché nel mirino di questo meccanismo killer della libertà può finire chiunque, non solo il famosissimo Fabio Volo o il famosissimo Bruno Vespa. Per chi finisce nel mirino, a prescindere da ogni ragionevolezza, approfondimento, considerazione oggettiva delle cose, l’isteria telematica e mediatica si trasforma, con un’accelerazione da 0 a 500 Km/h in pochi minuti, in una tempesta di merda (shitstorm) che travolge tutto.


Non è questa un’inconcepibile inversione della realtà?


lorella zanardoIn reazione, Fabio Volo, col distacco della consapevolezza di essere e rimanere un personaggio pubblico apprezzato dalla maggioranza, si mostra basito per gli aspetti grotteschi che può assumere la violenza femminista contro le libertà collettive. Bruno Vespa, dal canto suo, giustamente prova a non farsi mettere nel sacco, ribattendo indignato e ribaltando sulle vagine armate i ringraziamenti dell’intervistata e del suo legale. Professionisti che non si piegano, non si scusano. Che non fanno come Justin Trudeau che si scusa per essersi travestito da persona di colore millemila anni fa per impersonare Aladino durante un carnevale, e dunque per essersi comportato “da razzista” (si attendono le scuse di tutti i cantanti lirici che abbiano impersonato Otello). Scuse riprese con soddisfazione da Lorella Zanardo, una colonna portante del femminismo estremista italiano, proprio per bacchettare Vespa, non a caso. E’ ai mostruosi estremi di Trudeau che il politicamente corretto, specie quello in salsa rosa, vuole portare l’intero dibattito pubblico. Vivaddio ci sono uomini e donne che resistono a questa strategia infame e violenta verso la collettività. E vivaddio ci sono tantissimi altri uomini e donne sempre più saturi di un estremismo senza capo ma con una coda pericolosamente intrisa di veleno non per una persona, ma per tutti, nessuno escluso.


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46 thoughts on “Fabio Volo e Bruno Vespa: benvenuti nel club

  1. Foxtrot hai ragione la scienza, la biologia, gli studi ben fatti non dovrebbe essere messi in discussione… forse la mia inutile tesi (ne sono consapevole) non serve nella discussione e non è infatti la sede x discuterne tant è che io purtroppo non ho ne tempo ne voglia di approfondire gli studi della dr.ssa però è proprio la parola ‘biologicamente’ che, sempre da ignorante!!, metto in discussione… chiedere quante volte uno pensi al sesso è biologia?, si sono tenuti in considerazione i fattori sociali?… io come ho accennato ritengo le donne siano molto piu attive oggi, io penso questo xo ti do ragione sul fatto che io non posso saperlo e dovrei affidarmi alla scienza… ho parlato senza conoscere gli studi e x i motivi detti sopra rimarro con la mia convinzione che mediamente uomini e donne non siano cosi su due livelli diversi… se mai leggero quegli studi e mi convinceranno potro darti ragione senza nessun problema, in precedenza ho erroneamente accusato qualcuno di credere in cio che credeva x la propria esperienza invece aveva una base scientifica, di questo mi scuso… ciao

    1. Si sono tenuti in conto i numeri, il perché i numeri vengano fuori è tutto un altro discorso.

      Come si può discutere di fattori sociali, nel momento in cui si negano persino i numeri?
      I numeri sono una cosa esatta, i fattori sociali sono ipotesi.

      Vogliamo esaminare i fattori sociali?

      Bene, ci vuole un millisecondo.

      Malgrado i fattori sociali siano ipotesi, si possono evidenziare delle tendenze sociali che sono fatti incontestabili.

      Domanda:

      Secondo te come mai all’espansione dei diritti e del peso sociale delle donne si accompagna SEMPRE un’espansione della definizione di stupro?
      Questo accade in qualunque società dove le donne acquistino peso sociale, mentre il contrario non è MAI accaduto (ovverosia NON è mai accaduto che le donne acquistino peso sociale e le leggi sullo stupro diventino più rilassate)

      Sono curioso di sentire la risposta.

    2. Poi c’è anche la seconda domanda: mi citeresti un esempio storicamente documentato di uomini in posizione socialmente rilevante che proclamano o propongono uno sciopero del sesso?

      No, non puoi: non è mai accaduto.
      Per le donne invece si, c’è persino un articolo di De Luca su una recente iniziativa in tal senso, una delle tante (ce ne fu una anche contro il voto a Trump nel 2016, ad esempio).

      Come mai secondo te agli uomini non è mai venuto in mente?

      Lo proclamiamo uno sciopero del sesso per i diritti dei padri separati?
      Dovrebbe funzionare benone, no?
      E di sicuro le donne non ci riderebbero in faccia, anzi si preoccuperebbero, vogliose come sono, no?

  2. Sono sempre ‘l anonimo’ che l ha messa sul personale… ammetto di non essere stato a conoscenza degli studi della drssa chaterine… alla fine anche io l ho messa sul personale dicendo che x mie esperienze non è sempre l uomo a voler fare piu sesso della donna e ribadisco il mio pensiero ma non x dire che io me le sono portate tutte a letto e sono piu bravo a letto degli altri… e lo dico nuovamente pur non avendo approfondito sugli studi della dr.ssa… io penso che le donne siano oggi molto più attive di quanto lo fossero nel passato e non volevo suscitare invidia ma mi son ritrovato con piu di una donna che chiedeva e voleva fare sesso ad ogni incontro…. e se uso le k non significa io sia ignorante, le persone tendono ad abbreviare esattamente come quando viene piu comodo dire ‘ale’ invece di alessandro x esempio e usare paroloni non fa di voi dei geni e degli altri degli stupidi… e se ho detto ‘mi spiace’ ma x esperienza personale non è cosi il senso era ‘mi spiace contraddire’… e io ho 31 anni e non mi masturbo tutti i giorni non so voi ma non ho piu 15 anni e mi spiace ma qualsiasi studio non mi puo convinvere che in situazioni di libertà la donna non abbia lo stesso desiderio di fare sesso di un uomo, sarò un terrapiattista x voi ma io vedo la realtà in questo modo, vedo uomini e donne non cosi distanti come sostenete voi e non staro ad elencarvi gli esempi che potrei dare, perdonate la mia ‘arroganza’ se cosi volete chiamarla, probabilmente verro smentito ma per il momento la penso ancora cosi e non ho mai detto e soprattutto non penso di essere piu bravo a fare sesso di altri o piu bello o più intelligente, non ero a conoscenza di quello studio che a me, ad oggi, non convincerebbe cmq… saro limitato e chiuso, pazienza

    1. “qualsiasi studio non mi puo convinvere che in situazioni di libertà la donna non abbia lo stesso desiderio di fare sesso di un uomo”

      Legittimo, per carità, e non sei certo il solo a pensarla così. Non credo che qualcuno, qui, ti voglia far cambiare idea (forse la cambierai da solo, col tempo; oppure no, ma non importa).
      Il fatto è che qui ci sono alcuni ragazzacci abituati a confrontare le proprie sensazioni personali con la realtà oggettiva (per quanto sia possibile averne contezza, ovviamente), con diverse discipline scientifiche e con i dati statistici a disposizione.

      Tu, proprio qui, ti presenti con questa frase:
      “mi spiace (contraddire) ma sempre x altrettante esperienze personali non e’ cosi”
      NON È COSÍ.

      -Accettabile se sta per: “Finora nella mia vita (e magari in quella di qualche conoscente) non è stato così.”
      Bene, giovanotto fortunato; ma l’utilità di questa notizia ai fini di una discussione?

      -Indimostrabile, a fronte di quanto ampiamente è stato dimostrato il contrario, se sta per:
      “Non è vero, donne e uomini hanno (mediamente) lo stesso identico desiderio di far sesso, con la stessa frequenza, con la medesima quantità di persone”.

      (Che sembra una delle classiche sentenze di Paolo Scatolini.
      Anzi, no, le sue sono un po’ meno elaborate ???? ).

      1. Di solito i negazionisti una volta che debbano ammettere che i freddi numeri dimostrano che all’espansione della libertà e del peso sociale femminile si accompagna un CALO del numero di rapporti (etero)sessuali sai che rispondono?

        “E’ vero, ma la qualità è aumentata”.

        ????

        1. “E’ vero, ma la qualità è aumentata”

          Ma, sai, può darsi che abbiano ragione.
          Ma per chi?
          Sicuramente per le donne. L’attenzione è sempre più accentrata sul risultato che le riguarda: che provino piacere grazie alle attenzioni focalizzate su di loro da parte del partner maschile.
          A discapito della serenità di quest’ultimo (Sarò stato poco attento? Troppo rude? Troppo delicato? Troppo veloce? Troppo lento/insistente su alcune parti del suo corpo? Ce l’ho troppo piccolo e quindi non mi “sente”? Troppo grosso e quindi le farò male?” E via di paranoie….).
          Non sto dicendo che sia giusto o sbagliato. Sicuramente non comporta una “qualità” migliore per il maschio rapportarsi secondo questi parametri: tutto il contrario.

          1. Comunque io un’idea me la son fatta.
            Non è una certezza (non ho mai certezze: solo ipotesi; vivo perennemente nel dubbio).
            Sarà giusta, sarà sbagliata: non lo so.

            È questa.
            Le donne, MEDIAMENTE (on avarage), tranne brevi periodi di innamoramento o infatuazione (prevalentemente in età adolescenziale/giovanile), vivono il sesso come un mezzo per raggiungere altro, gli uomini lo vivono come un fine (una fame perenne, insistente, a volte fastidiosa, o spesso fastidiosa e pesante da sopportare).
            Per motivi biologici o culturali?
            Non ne posso essere certo, ma tutto (ciò che ho vissuto, ciò che vedo, ciò che viene raccontato, la storia, la letteratura, il cinema, la cronaca quotidiana…) mi fa pensare che la prima causa sia quella veramente determinante.

            1. Che sia per motivi biologici o culturali è al massimo secondario se non totalmente irrilevante.

              Se minaccia pioggia, non discuti di meteorologia né ti iscrivi a un corso di meteorologia: prendi l’ombrello.

              Qui invece siamo al punto di gente che si inzuppa e trema completamente fradicia, con l’acqua dentro le scarpe, l’orologio andato, persino l’interno del portafogli bagnato (carte di credito addio), spiegandoti però che non va preso l’ombrello e non va considerato come un vero temporale in quanto è atipico e le cause probabili sono XYZ…

    2. Il fatto che a una maggiore libertà e peso sociale femminile corrisponda SEMPRE un’espansione della definizione di stupro non pare confermare il tuo dogma (contraddetto anche dai freddi numeri dello studio della dottoressa Hakim) che le donne abbiano la medesima attitudine verso il sesso degli uomini…anzi…

  3. Entrambi hanno lanciato il solito boomerang tornatogli sulla testa. Adesso hanno il bernoccolo. Se la cosa riguardasse solo loro, amen. Ma non è così. Riguarda l’ininterrotta campagna antiuomo cui – in tal modo – hanno dato un piccolo contributo.
    .
    Volo: lo smutandamento non è un problema morale, se lo è per alcuni (…per lui?…) non lo è cmq per la collettività da tempo. Come tale è improponibile. Ma è’ ben altro e ben peggio. E’ una questione di potere delle FF sugli UU. Il focus non è la moralità delle FF, (che non ci riguarda e non deve riguardarci) è il danno che gli UU patiscono dalla ininterrotta e ubiquitaria sollecitazione dei loro ormoni con la conseguente dipendenza psicoemotiva che alimenta lo zerbinaggio di massa. Questo è il problema. Un potere contro cui non abbiamo difesa. Una prevaricazione, un ricatto permanente. Ma Volo, che ovviamente ignora totalmente le acquisizioni del movimento maschile, non lo sa. Al pari della moltitudine degli UU i quali, invece di occpurasi del male che subiscono, si occupano della “moralità” femminile, del “buon gusto” della “decenza”.
    .
    Vespa: ha canzonato l’intervistata che è vittima vera di una violenza vera. Comportamento non qualificabile. Non del tutto originale da parte di molti conduttori verso tanti ospiti. Il fatto è che questa volta ne è stata colpita una donna minacciata da un uomo. Una miscela esplosiva. Che è esplosa.
    .
    Entrambi hanno confermato la tesi femminista secondo cui …etc…etc…
    Il femminismo non ha bisogno di aiuto.
    Parole e comportamento dei due ci hanno danneggiati. Non sono i primi e …non saranno gli ultimi.

  4. Vespa ha fatto bene a non scusarsi, molti si sarebbero piegati. Buona parte della sua intervista è legittima. Personalmente trovo
    opinabili un paio di frasi usate, tra cui quella citatissima, oltre a una certa tendenza a non lasciare rispondere fino in fondo, ma immagino che faccia così anche con altri ospiti.

    “Non è forse un tentativo di imporre con la violenza chi siano i soggetti qualificati, quali i temi ammessi e i modi di trattarli?”

    Assolutamente sì, e credo che questo venga ammesso abbastanza esplicitamente. Criticando l’intervista di Vespa, le Commissioni di Parità delle associazioni di giornalisti hanno fatto riferimento al Manifesto di Venezia, che a quanto pare è già stato accettato dalla RAI. Si tratta di un insieme di direttive, proposte nel 2017 da giornaliste e giornalisti e firmate da molti di loro, su come dovrebbero essere trattati sui giornali e in televisione un certo numero di temi riguardanti le donne, il loro ruolo, il linguaggio da usare, ecc. In particolare vengono dettate regole su cosa si può dire in casi di omicidio, cose da non menzionare affinchè non appaiano come un’eventuale attenuante (amore, tradimento, depressione, perdita del lavoro), ecc.
    La natura autoritaria di tali direttive, probabilmente simili a quelle del Minculpop dell’epoca fascista, a quanto pare non disturba la
    coscienza … democratica di molti giornalisti. Il danno principale è che in casi come quello in discussione, i lettori dei giornali non avrebbero la possibilità di capire quale è stato il vero movente del crimine, in quanto tutto ciò che smentisce la tesi preconfezionata del femminismo, cioè il “desiderio di possesso”, verrebbe obbligatoriamente sottaciuto. Inoltre, la paura di dire cose che possano essere irrispettose verso la vittima, porta ad una specie di sua sacralizzazione, per cui già adesso fioccano le richieste di “scusarsi” se si dice qualcosa che non le sia gradito (va detto che questa sacralizzazione della vittima avviene anche con altri gruppi sociali, come i gay, che di vittima sono riusciti ad ottenere collettivamente, a torto o a regione, lo status).

    Non sono pratico di Facebook, ma ieri ho provato a dare un’occhiata alla pagina di “Porta a porta” e in particolare al post relativo alla puntata incriminata. Mettendo i commenti in ordine cronologico, si vede abbastanza chiaramente che tra i commentatori, sia uomini che donne, il tema di maggior interesse è stata l’intervista a Renzi, mentre l’intervista alla sig.ra Panigalli è passata abbastanza inosservata o almeno non commentata. Un commento negativo è arrivato solo la mattina successiva, e poi è arrivato il diluvio di critiche e insulti direi dalle 12:00-13:00 in poi. Ho l’impressione quindi che il pubblico abituale di Vespa non abbia avvertito niente di offensivo nella sua trasmissione, e che l’attacco sia avvenuto soprattutto da persone che non lo seguono, dopo che hanno letto le prese di posizione di associazioni femministe.

    1. Vespa non si è scusato?
      .
      “Sono sorpreso e indignato da alcune reazioni alla mia intervista di ieri sera alla signora Lucia Panigalli. Se c’è una trasmissione che dalle sue origini si è fatta portavoce della tutela fisica e morale delle donne vittime di violenza questa è ‘Porta a porta’. Abbiamo invitato la signora proprio perché il suo caso è clamoroso e allo stato la legislazione non è in grado di proteggerla in maniera adeguata”.
      .
      “Certo che la rifarei (l’intervista), ma cercherei di stare attento a non usare frasi che possono prestarsi ad equivoci. Negli ultimi 18 anni di lavoro ho dedicato 6 trasmissioni alle donne. Ho dato spazio alle madri di ragazze uccise, alle donne sfregiate o violentate che hanno voluto parlare della loro tragedia. Mi hanno confortato, oltre l’ondata di aggressività che ho subito, i tanti messaggi di solidarietà, il più importante quello di Lella Golfo, presidente del Premio Bellisario dedicato alle donne”.
      .
      Ha immediatamente ricordato le medaglie conquistate sul campo profemale (“fin dalle origini”), poi ha citato le trasmissioni specificamente dedicate alle violenze maschili e ha concluso informandoci dell’assoluzione ottenuta da una Donna. ll msg “più importante” Il viatico necessario. Un certificato di innocenza che solo LEI può rilasciare.
      .

      1. Non ho il minimo dubbio che Vespa aneli all’approvazione femminile, come del resto il 99% degli uomini contemporanei.
        Tuttavia la sua risposta, citata qui sopra – che non conoscevo, io sapevo che a sua difesa aveva portato il ringraziamento dell’avvocato della Panigalli – non è un vero atto di scusa, non nel senso in cui lo è quello di Trudeau, che rappresenta il termine di paragone nel post. L’importante è che non si sia ricreduto sulla legittimità delle sue domande, invece di cedere alle pretese del Manifesto di Venezia. Il resto della sua risposta è, secondo me, diretta alle accuse di misoginia che gli sono piovute addosso da tutte le parti. Come ci si difende da un’accusa di misoginia? Dicendo che si è dedicato spazio alla violenza sulle donne, e che un’altra donna non ha trovato l’intervista misogina. In assenza di un criterio universalmente accettato, non vedo cos’altro potesse dire in sua difesa.

        Sia chiaro che ritengo la frase incriminata (“se avesse voluto ucciderla l’avrebbe fatto”) molto sbagliata, in quanto sembra voler assolvere l’autore di un crimine con un’attenuante indimostrabile. In realtà l’elemento più interessante da capire in casi come questo è cosa ha fatto scattare la pulsione omicida, in quanto ci direbbe molto sui rapporti di potere reali tra uomini e donne, ma non può essere chiesto in TV all’assassino, per ovvi motivi, e non può essere indovinato dalle risposte della vittima, anche se sopravvissuta come in questo caso, per tutte le limitazioni imposte dai dettami femministi a come andrebbero eseguite interviste come questa.

      1. Ma non le puoi attaccare nella medesima maniera: quelle “estremiste” basta mettere alla luce del sole i discorsi che fanno e le loro teorie, le altre utilizzano i medesimi principi per i medesimi fini, ma lo fanno con ben altro stile e sono per certi versi più pericolose e da attaccare aggirandole sul fianco.
        Poi “estremismo” è un termine relativo: ad esempio quelle anti-prostituzione e anti-porno sono viste come moderate dai tradizionalisti, ma sono anche quelli più apertamente misandriche.

        1. Ma sì Eric, ho risposto a quello del forum perché oggi sono in buona. La sua era la solita domanda tignosa per poter fare il superpippozzo “le femministe non estremiste non esistono egnegnegnegné”. Non avere un cazzo da fare nella vita…

          1. Da me arriva ma subito scappa, si vede che non sono abbastanza gentile.
            Quando è comparso, una persona saggia invece che dargli una risposta articolata (e noiosa, forse) come ho fatto io, gli ha messo questo video, quando l’ho visto non ce la facevo più dal ridere:
            [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=Ej0ME8xdiF8&w=640&h=360]

            In effetti è vero, è come avere i Testimoni di Geova che ogni tanto vengono al portone.

            PS: non avevo mai visto il video, ho scoperto che Max Gazzé ha un debole per le rosse (facci caso: nel video c’è una percentuale di rosse più alta che in Irlanda!)

  5. Mi scusi Davide, ma lei continua a difendere Volo con il fin troppo conveniente “sì ma se escludiamo ipocrisia e linguaggio volgare allora il messaggio è buono” eh no! Troppo comodo tentare il reverse engineering su quello che ha detto per cercarvi del buono “sotto sotto”: Volo ha detto quello che ha detto, con chiare intenzioni, parole end immagini evocative precise e ipocrisia di cui era benissimo al corrente. La libertà di espressione va a braccetto con le conseguenze che possono derivarne, e lui le sta pagando.

    1. Parliamo di persone di spettacolo, quindi con il loro codice di comunicazione. È come pretendere dal Benigni di 30 anni fa che non dicesse parolacce. È una polemica pelosa, da snowflake, fatta per esibire il proprio potere censorio.

    2. “Aperitivo co’ ‘sta fregna” invece è un buon nome, per nulla evocativo, per sollevare dei problemi seri, vero?

      Che succede se uno le schizza tirandogli dell’aperol in mezzo alle gambe?

      E’ violenza oppure “la libertà di espressione va a braccetto con le conseguenze”?

      Io dico che schizzare dell’aperitivo non è violenza, mica parliamo di botte e nemmeno di insulti o violenza psicologica, parliamo di un getto di liquido che arriva e ti bagna, niente di più: a casa ho anche il super liquidator gigante, mio figlio non lo usa più, è grande.

      Che dice, si può fare?
      Le schizziamo e gli urliamo “andate a lavorare, con la fregna se non sapete fare altro!”.
      Solo quello.

  6. Paolo prima di tutto dire che appare come una mignotta non e’ dare della mignotta… murgia e compagnia cantante danno dei violenti e stupratori a tutti gli uomini e mi pare sia peggio

    1. “murgia e compagnia cantante danno dei violenti e stupratori a tutti gli uomini e mi pare sia peggio”

      Hey, ma:

      “nè murgia nè zanardo darebbero della mignotta a chicchessia”
      23 Settembre 2019
      Paolo

      Quindi: sante subito! ????

  7. Complimenti x il livello dei commenti dove in base alla propria esperienza personale si evince che sia l uomo a voler maggiormente fare sesso xke biologicamente portato… mi spiace ma sempre x altrettante esperienze personali non e’ cosi… o che l uomo non voglia figli e la donna si… certo ad una certa eta la donna che non ha ancora fatto figli spesso li desidera ma se vi fate costringere a farne c è un problema nella vostra relazione e potreste non essere portati afare i padri, non è mica un gioco… c è un altra cosa che ritengo molto importante: fate figli se come coppia siete quasi certi di poterli educare secondo valori condivisi e senza casini xke poi i problemi delle vostre relazioni ricadono su di essi… quindi
    state bene attenti alla donna che vuole figli a tutti i costi anche se siete insieme da poco o la relazione non è stabile xke poi oltre ai ‘litigi’ di coppia si aggiungono i litigi per la gestione dei figli con le conseguenze per i padri che questo blog specifica molto chiaramente… altro che più pilu x tutti, piu cervello x tutti ci vorrebbe xke il bene che vorrete ai vostri figli sara poi proporzionale alla sofferenza che proverete a stargli lontano o alla sofferenza che sentirete di avergli provocato xke vi siete accorti dopo della persona sbagliata con la quale li avete concepiti e li state educando… soffrirete quando li farete soffrire per i casini che si creeranno… bisognerebbe imparare ed insegnare ai figli ad usare la testa e a pensare alle conseguenze, quello che non insegnano abbastanza e’ che le conseguenze delle cazzate, di qualsiasi tipo, poi non si ripercuotono solo su noi stessi ma anche sui nostri cari quindi invece di far soffrire le persone è meglio usare la testa prima e la legge nelle separazioni non tutela i padri e nemmeno i figli purtroppo… occhio

    1. “commenti dove in base alla propria esperienza personale si evince che sia l uomo a voler maggiormente fare sesso xke biologicamente portato”

      In base all’esperienza personale? Non solo: citofonare Eric (o altri dotati di ricchi archivi), per farsi dare qualche studio di cui evidentemente ignori l’esistenza.

      “mi spiace ma sempre x altrettante esperienze personali non e’ cosi”

      Ti spiace? Curioso!
      Se sei maschio e le tue esperienze personali ti portano a pensare il contrario, dovresti ritenerti fortunato.

      Non prendertela se ti aggiungo alcuni caratteri, nel caso ne avessi bisogno: si fa per scherzare.

      Eccoli:

      … k … k … k …
      ……………………

    2. Anonimo
      >>>>>>
      Complimenti x il livello dei commenti dove in base alla propria esperienza personale si evince che sia l uomo a voler maggiormente fare sesso xke biologicamente portato… mi spiace ma sempre x altrettante esperienze personali non e’ cosi…
      >>>>>>

      Alé!, eccone un altro che la mette sul personale e che come al solito non riesce a vedere più lontano del proprio naso…

      https://questionemaschile.forumfree.it/?t=1340605&st=1110&fbclid=IwAR1kelsxM27MIBpph7kNUOI7y98hkq5V5SL5mp7QfCXWQWlSRvV9ya6bdII

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      A far luce sui diversi desideri dei due sessi sono i rapporti omosessuali.
      Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna, e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi.
      Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi, e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura.
      In uno studio sugli omosessuali di San Francisco condotto prima dell’epidemia di AIDS (il primo caso ufficiale fu registrato il 5 giugno 1981), emerse che il 25% degli uomini gay aveva avuto più di mille partner sessuali; il 75% oltre 100.
      Viceversa, nessuna femmina lesbica risultò essere così promiscua, solo il 2% di esse dichiarò un centinaio di partner.
      Anche altri desideri dei gay, come quelli riguardanti la pornografia, la prostituzione e l’attrazione per partner giovani, rispecchiano o portano all’eccesso i desideri degli eterosessuali.
      (Tra l’altro, il fatto che i desideri sessuali degli uomini siano gli stessi a prescindere dal fatto che siano rivolti alle femmine o ad altri uomini confuta la tesi che si tratti di strumenti di oppressione della femmina.)
      Non è che gli uomini gay siano sessualmente “più calorosi”: sono semplicemente uomini i cui desideri maschili si incontrano con altri desideri maschili anziché con desideri femminili.

      Tra gli eterosessuali, se gli uomini desiderano la varietà più delle femmine, quello che dovrebbe conseguirne può dircelo un qualunque corso di economia.
      L’accoppiamento dovrebbe essere considerato un’elargizione femminile, un “favore” che le donne possono decidere se concedere o negare.
      Fiumi di metafore parlano del rapporto sessuale con una donna come di una merce preziosa, sia che assumano il punto di vista di lei (concedersi, dargliela, sentirsi usata), sia che assumano quello dell’uomo (averla, favori sessuali, farcela).
      E le “transazioni sessuali”, come i cinici di ogni genere hanno scoperto da tempo, obbediscono spesso a logiche di mercato.
      In tutte le società sono quasi esclusivamente gli uomini che corteggiano, fanno approcci, ricorrono a “filtri d’amore”, fanno regali in cambio di rapporti sessuali, pagano le prostitute, etc.
      L’economia sessuale, naturalmente, dipende anche dalla desiderabilità dei singoli individui, non solo dai desideri medi dei due sessi.
      Si paga per il sesso (in denaro, impegni, favori, regali, vacanze, cene, etc.) quando il partner è più desiderabile di noi.
      Dato che le donne discriminano più degli uomini, l’uomo medio deve pagare per avere rapporti sessuali con la donna media…* (Non sempre è così ma poco ci manca*…)
      Un uomo medio può attrarre una moglie di qualità superiore a quella di una partner occasionale (presumendo che l’impegno matrimoniale sia una forma di pagamento…), mentre una donna media può attrarre un partner occasionale (che non pagherebbe niente…) di qualità superiore al marito*.

      Solo con gli uomini di qualità “più alta” sono disposte ad avere rapporti sessuali (gratis) un gran numero di femmine.
      >>>>>>>>

      1. Non è solo un discorso di promiscuità, c’è molto di più, infatti lo studio gigantesco della dottoressa Hakim non esamina neppure la promiscuità, ma le conclusioni le trae principalmente da due valori “puri”:

        La frequenza della masturbazione – che chiunque può fare, belli e brutti, senza stigma sociale (nessuno li vede, nessuno lo sa a meno che non lo dicano loro).

        I rapporti nelle coppie stabili: etero, gay e lesbiche.

        Lo zerbino di turno può ben dire: “con me le donne diventano bestioline in calore, se a te non capita è perché non ci sai fare”.

        Va bene, mettiamo pure che io sia del tutto impotente, o del tutto incompetente, e lui “er mejo der mejo”.

        MA questo non spiega affatto perché le coppie lesbiche abbiano 28 (VENTOTTO!) volte meno rapporti sessuali rispetto alle coppie gay, e 4 volte meno rispetto alle coppie etero.
        Non credo che quelle, nell’intimità della loro casa, non facciano sesso tra loro perché “scoraggiate” dall’idea che io potrei non saperci fare a letto – oltretutto potrebbero tirarsi su sapendo che zerbino zerbinotto è bravissimo a letto! 😀
        Stessa cosa per le donne che si masturbano molto meno degli uomini.

    3. Esperienze personali mie, che non fanno testo, ma anche di oltre 300.000 persone in 14 paesi del mondo, come da colossale ricerca svolta dalla dottoressa Catherine Hakim, che è la persona più qualificata al mondo nel settore.
      Eccola qui, ha pure la pagina wikipedia:
      https://en.wikipedia.org/wiki/Catherine_Hakim

      E la ricerca sta nel mio blog, oltreché pubblicata da International Sociology, che ovviamente ha anche lei la sua pagina wikipedia
      https://en.wikipedia.org/wiki/International_Sociology
      E sta nella prestigiosa ISA
      https://www.isa-sociology.org/en/publications/isa-journals/international-sociology/

      Inoltre, dato che a volte interessa alle appassionate di fica, ha un’editrice donna – ed anche la dottoressa Hakim è donna.

  8. dire “se voleva ucciderla l’avrebbe uccisa” a una donna che ha ricevuto una coltellata alla base della gola (di solito quando ti tirano una coltellata in quella zona è perchè vogliono ucciderti non per altri motivi) non ha nulla a che fare col giornalismo nè con la libertà di informazione, e non hanno niente a che fare col giornalismo neanche i commenti come “18 mesi sono un bel flirtino”. Vespa non è difendibile.

    E Volo nemmeno. Se vuoi fare un discorso serio sulla vera o presunta ipersessualizzazione dell’infanzia magari lo fai senza usare un linguaggio da osteria condito di giudizi che misurano la moralità di una donna in base a come si veste. La forma è sostanza, e invece di dire alle figlie di coprirsi diciamo ai figli di rispettare una donna a prescindere da come si veste

    1. Credo (anzi sono sicuro) che Vespa intendesse: ora che è libero, se voleva ucciderla l’avrebbe già uccisa”.
      Volo raramente ha fatto discorsi seri. Fa parte del suo personaggio. Andare oltre ai modi e alle chiavi di lettura da snowflake e badare al sodo mai?

      1. “che Vespa intendesse: ora che è libero, se voleva ucciderla l’avrebbe già uccisa”.

        può darsi che se la signora non avesse la scorta sarebbe già stata uccisa per quanto ne sappiamo. mi pare comunque una mancanza di sensibilità da parte di vespa

    2. Caro il mio puttanun delle femministe:

      Si può intitolare una manifestazione volta a sensibilizzare sui problemi delle donne “Aperitivo co’ ‘sta fregna”?
      No: linguaggio da osteria e da postribolo.

      Complimenti, hai appena detto che le femministe sbagliano.

      E 18 mesi sono una storia lunga e importante, ha fatto bene Vespa a sottolineare che non sono un flirt.

  9. Salve, il problema di fondo penso sia sempre il solito.
    Rispetto, rispetto e ancora rispetto reciproco.
    Altrimenti non ne usciremo mai.
    Andando un po’ fuori tema, secondo voi, é mai possibile che un uomo voglia sempre e costantemente avere rapporti sessuali, quindi non sia mai stato “forzato” ad
    Averne ?
    Invece le donne, al contrario, siano quasi sempre violentate ?
    Potrei sbagliarmi, ma io Io trovo assurdo.
    L’opinione pubblica però non fa altro che inculcare questo messaggio.
    Chi abusa, che si tratti di uomo o donna, deve risponderne davanti alla legge.

    1. Non è affatto assurdo.
      A titolo di esempio, la continua e martellante richiesta di rapporti, spesso puramente meccanici, richiesti da una donna al marito nel momento in cui questa decide di volere a tutti i costi avere un figlio è una assoluta forzatura, spesso condita da una abbondante dose di violenza psicologica.

      Questa è una realtà ben conosciuta, eppure totalmente ignorata.

    2. Per ragioni biologiche è molto più facile che una donna non se la senta di far sesso rispetto a un uomo.
      Però come ti dicono qui sotto, non solo il contrario avviene, ma in alcune situazioni, tipo lei che vuole un figlio, le forzature non solo ci sono ma avvengo addirittura con frequenza e intensità assai maggiore rispetto rispetto a quelle maschili.
      In più considera che le donne in genere, quando ne hanno voglia, pensano che il sesso sia cosa a loro dovuta.
      In pratica in genere da una parte c’è uno che ha tanta voglia ma è stato educato a contenersi, dall’altra parte una che ne ha molta meno ma quando vuole pensa sia un suo sacrosanto diritto.
      Quindi a naso direi che, nella maggior parte dei casi, gli uomini commettono forzature leggere, tipo insistere ma gentilmente, dall’altra parte capita più raramente ma quando capita le forzature sono molto più pesanti: sono convinto che basterebbe filmare gli episodi per rendersene perfettamente conto tutti.

  10. Fabio Volo ha detto una semplice e lampante ovvietà, ma non ha considerato che è un uomo e un padre, quindi non deve occuparsi della educazione delle sue figlie, e in generale non deve parlare delle donne.

    È la terza regola del femminismo,

    https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/01/12/the-7-rules-of-feminism/

    La sua ovvietà è che se hai atteggiamenti sessuali stai dando messaggi sessuali, quindi da padre non gradisce che la grande distribuzione di fica (multinazionali globali) insegni per imitazione alle sue bambine (e di riflesso ai suoi bambini maschi) un certo tipo di ruoli.

    Ha sbagliato perché ha detto la verità.

    Alle femmine umane piace molto speculare sulla sessualità maschile, infatti insegnano alle bambine femmine come farlo meglio, nel frattempo castrano la sessualità dei bambini maschi.

    È un piano diabolico.

    Su Vespa non mi pronuncio perché non l’ho visto. Sta antipatico anche a me, ma non avrà conseguenze serie, si procurerà un’ altra serata riparatoria. Le femministe non rovinano i maschi alfa, solo quando li vedono già sanguinanti.

    1. Le 7 regole del femminismo consentono di sapere la posizione e l’azione femminista circa qualsiasi cosa, prima ancora che venga espressa/scritta.
      Non esistono comportamenti o posizioni femministe che contraddicono le 7 regole, ma tutti le confermano.

  11. Ma chi siete x dire che Volo vorrebbe trombarsi ragazzine disinibite e puttanun?… e’ lui o siete voi?… io ho 31 anni e una ragazzina non me la tromberei x motivi di dignita… qua si tratta della solita contraddizione femminile che critica chi si domanda se tali modelli siano positivi… chi vorrebbe che tutti in pubblico si possano vestire e conportare come vogliono forse si limita all estetica e non tiene conto di una cosa chiamata decoro che e’ anche una forma di dignita personale che la società, le femministe e i genitori non si preoccupano piu molto di insegnare… i figli di oggi potrebbero essere genitori di domani e non mi sembra che la società di oggi si ponga più dei limiti, questo non è progresso, non e’ liberta… quando mai si preoccuperanno di difendere le donne dagli eccessi e insegnaneranno un uso consapevole del proprio corpo che le 12enni non possono avere?… culo e le tette in mostra appena spuntano le forme come a mostrare la merce in modo da attirare qualsiasi coetaneo l hanno ottenuto e la carne gia è debole sia per le femmine che per i maschi e a certe età è debole anche il cervello, è un attimo commettere cazzate o essere usati/usate solo per il proprio corpo con anche conseguenze sgradite e sgradevoli… nessuno vuole il burqua o la castita ma solo più attenzione che poi infine è una cosa che spetta ai genitori ed è un arduo compito visto per l appunto tutte le cazzate che ci propinano e le conseguenze sono tutte sui figli, sui figli dei figli ecc

  12. Per Vespa, mi spiace, ma non riesco davvero a esprimere solidarietà. No, non è un professionista (se la professione di cui si parla è il giornalismo) chi si vanta di “cucire addosso il programma” a un politico (in quel caso, si trattava di FIni), o in chi vellica il peggior istinto gossipparo esondando con centinaia di puntate su fatti di cronaca nera, tragici ma pur sempre locali, non è che mi vanno bene Cogne o Avetrana solo perché, una volta tanto, non si fa propaganda becera antimaschile(*). Certo, è significativo che sia stato manganellato la prima volta in vita sua che ha fatto la seconda domanda… un’ingenuità davvero sorprendente per un vecchio volpone come lui, non prevedere quel che sarebbe successo, eppure dovrebbe conoscere meglio di noi di cosa la politica vuole che si parli, e di cosa assolutamente no.

    (*) ché poi ricordiamoci che sia a Cogne che ad Avetrana il caso montò solo perché inizialmente si pensava che l’assassino fosse un uomo: il vicino di casa, Zi’ Michele, come per quel bimbo in Sicilia ucciso dalla madre ma di cui all’inizio si era incolpato un fantomatico cacciatore. Anche in questi casi, se fosse uscito fuori subito che le colpevoli erano donne, nessuno ne avrebbe parlato a parte qualche trafiletto.

  13. Dall’articolo linkato:
    “La Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei giornalisti e le commissioni Pari Opportunità del sindacato – Fnsi e Usigrai, sono inoltre intervenute con dei comunicati congiunti.”

    E’ tutto molto semplice: ci sono commissioni pari opportunità in ogni organismo, e sono piene di femministe.

    E’ l’equivalente del “commissario politico” che c’era in ogni unità delle forze armato sovietiche.

    Da qui il potere istituzionale che hanno, in sé un migliaio di persone che posti messaggi sui social sarebbe fenomeno poco rilevante ma per via del suddetto meccanismo: le commissioni che agiscono come “commissario politico” sono molto sensibili alle proteste delle loro “sorelle”.

    Per fare emergere la loro ipocrisia un metodo molto efficace credo sarebbe insistere su episodi di violenza femminile: si dovrebbero creare clamore e polemiche – loro tendono a stare zitte in questi casi, ma ci vorrebbe il casus belli che le costringa a minimizzare pubblicamente l’accaduto con scuse bizzarre (quella vera sarebbe “tanto la vittima è uomo, chissenefrega?”), un paio di episodi del genere ed è fatta, si tagliano le unghie alla tigre.

    Al limite basterebbe anche una cosa del genere: si prende un episodio di donna che uccide i figli o il compagno, e si spara a zero su qualche caporiona, via social, dando la colpa a lei, potrebbe essere benissimo la Zanardo o meglio qualche politica femminista. L’importante è creare la polemica, non importa che le accusate non c’entrino nulla. PERCHE’ TANTO C’ENTRANO COMUNQUE: è colpa loro se l’importanza di certi delitti dipende dal sesso di vittima e carnefice. E devono essere sottoposte a polemiche e insulti.
    Si scandagliano le reazioni, appena qualcuna dice una mezza parola che non va e che giustifica la violenza: lei è il nuovo bersaglio – pronti per il prossimo episodio.

    Queste devono essere ricoperte di insulti ogni volta che una donna uccide i figli o il compagno. Sistematicamente. Si deve cercare lo scontro e la polemica. Per farle uscire allo scoperto. Niente razionalità, niente coerenza: non funzionano. Si lanciano accuse, si fa la shitstorm.

    E a quel punto si vede la differenza, perché le commissarie politiche per un po’ stanno zitte, ma se si pressa abbastanza accorrono in soccorso, un po’ giustificano la violenza. E si tolgono credibilità da sole.

    Queste vanno demolite in maniera sistematica: ogni volta che accade un episodio di violenza femminile dovrebbero beccarsi dei messaggi contro di loro, che gli attribuiscono responsabilità. Tutta roba consentita, niente minacce, solo pesantissimi giudizi morali.

  14. Grazie Andrea, delirio femminista a parte Volo ha palesemente “pisciato fuori dal vaso” perché – come ricordi giustamente – certi uomini bacchettano però poi la ragazzina ”disinibita” gli piace in altre sedi (e ci siamo capiti). Direi che trattate Volo e Vespa allo stesso modo in questo articolo non è corretto, perché Vespa non si è macchiato di alcuna ipocrisia e, come giustamente dite, ha fatto il suo lavoro con serietà e concretezza.

    1. Questo processo a Fabio Volo non mi convince molto. Onestamente non mi interessa molto quello che ha fatto in passato. Mi interessa vedere il tipo di personaggio pubblico che è e il messaggio che ha veicolato (a modo suo). Non era un messaggio sessista o discriminatorio. I toni erano volgari e ipocriti forse, ma se li escludiamo per un momento il messaggio difficilmente non è condivisibile. Eppure è stato seppellito. Questo mi impressiona molto.

  15. A parte il fatto che volo è padre di due maschi e non due femmine, penso che sia la classica vicenda in cui l’ipocrisia fiocca da ogni fronte. Volo che in gioventù ha assai ben gradito “putanun” di ogni etá e abito, ora stona in versione moralista (anche se alla fine era una farsa radiofonica). Un’ariana grande se la sarebbe trombata senza pensarci mezzo secondo. Inoltre, lui che andava in giro nudo a fare le interviste non penso sia in diritto di dare giudizi sull’ indecenza degli abiti indossati, spiace ma quello che si fa si sconta.
    Dall’altro le femministe in stile Murgia (brrrr), che inorridiscono alle parole (ironiche) di volo, sarebbero le prime a dare agevolmente della mignotta alla prima ragazza appariscente con una gonna. Cosa che accade spessissimo.
    Su vespa non commento, non ho seguito la vicenda.

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