“Femminicidi” durante il lockdown: ecco le solite mistificazioni

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

di Fabio Nestola – Ma perché? Perché questa smania ossessiva di mistificare i dati? Ogni volta che facciamo una verifica sugli episodi spacciati per femminicidi, anche su numeri esigui, troviamo sempre dei casi che con la prevaricazione di genere non hanno nulla a che fare. Nel periodo dell’emergenza sanitaria ci sono 5 decessi di donne, 5 preziosissime vite perse a causa della incapacità dei compagni di gestire la gelosia in modo diverso dall’aggressività omicida. Ma perché, come fa l’articolo comparso su corriere.it che parla di 8 femminicidi commessi a partire dal 21 febbraio, infilarne a forza altri 3?

Ulteriore forzatura è il tentativo di far passare tutti gli episodi come conseguenza del lockdown, mentendo inoltre sulla data. È vero che il paziente 1 di Codogno risale al 21 febbraio, ma l’obbligo di restare in casa è iniziato un paio di settimane più tardi, col DPCM dell’8 marzo. È quella, non il 21 febbraio, la data dalla quale sono partiti gli allarmi per la convivenza forzata con gli aguzzini, la prigionia, l’oppressione, il controllo ossessivo delle vittime, l’impossibilità di chiedere aiuto. L’articolo a questo fa esplicito riferimento: “la prigionia di queste donne che hanno dovuto inventarsi il momento e il modo per chiedere aiuto: con la scusa per andare in farmacia o a fare la spesa, approfittando di un attimo di solitudine in bagno, sul balcone, in un cortile mentre si buttava la spazzatura”. Analizziamo allora uno ad uno, come al solito, i casi elencati di femminicidio causa lockdown.

Irina Maliarenko

Napoli, 17/2

Ricoverata per lesioni come conseguenza di liti col compagno. Muore il 1° marzo (inchiesta ancora in corso) https://www.ilroma.net/news/cronaca/uccisa-di-botte-dal-compagno-muore-dopo-15-giorni-di-agonia
Barbara Rauch   Bolzano, 9/3 Uccisa da uno stalker che la perseguitava da tempo https://www.fanpage.it/attualita/barbara-rauch-uccisa-dal-suo-stalker-lukas-oberhauser-era-tornato-libero-dai-domiciliari/
Bruna Demaria  Beinasco , 13/3

 

strage familiare, movente economico spiegato sul pc dall’assassino che dopo aver ucciso moglie e figlio si è tolto la vita. https://www.ilgiornale.it/news/ho-paura-coronavirus-vigile-stermina-tutta-famiglia-1844110.html
Lorena Quaranta  Furci Siculo, 30/3 Uccisa dal fidanzato col quale conviveva, era convinto che Lorena l’avesse contagiato col coronavirus http://www.lecronachelucane.it/2020/04/22/omicidio-di-lorena-quaranta-criminologa-ursula-franco-casi-di-paranoia-da-emergenza-coronavirus-in-tutto-il-mondo/
Irma Bruschetini  Firenze, 30/3 97 anni, immobilizzata a letto da anni. Il marito la uccide e si suicida lasciando un biglietto “seppelliteci vicini”  https://www.pressreader.com/italy/corriere-fiorentino/20200401/281865825575193
Viviana Caglioni  Bergamo, 31/3 Sospetti degli inquirenti sul convivente, smentiti dalla madre della vittima che difende l’accusato e parla di incidente  https://www.bergamonews.it/2020/04/27/uccisa-a-34-anni-arrestato-il-compagno-ma-la-madre-di-lei-lo-difende-un-incidente/368760/
Gina Lorenza Rota  Rho, 2/4 Omicidio-suicidio, sembra per gelosia poiché Gina Lorenza non voleva staccarsi del tutto dal marito dal quale era separata

https://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/rho-omicidio-suicidio-1.5101461

Alessandra Cità Truccazzano, 18/4 Uccisa per gelosia, a detta dell’omicida che confessa ai carabinieri https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/omicidio-truccazzano-1.5114989

Non esiste la prevaricazione di genere.


Irina Maliarenko – non è vero che il caso sia addebitabile al lockdown, Irina era in ospedale dal 17 febbraio ed è morta in circostanze particolari il 1° marzo. Ricoverata, sembra, per lesioni interne dovute alle percosse del compagno (tutto da appurare, indagini ancora in corso), è deceduta nel reparto di rianimazione mentre nell’ospedale era in atto una protesta violenta da parte di parenti ed amici di un rapinatore 15enne rimasto ucciso. Non è stato appurato (l’inchiesta deve chiarire anche questo) se Irina sia deceduta per non essere stata costantemente monitorata e non aver ricevuto tempestivamente le cure necessarie a causa del caso che ha coinvolto il pronto soccorso e i reparti adiacenti, oppure sarebbe morta ugualmente nei giorni successivi. In ogni caso, anche se risultasse la esclusiva responsabilità del compagno e la ininfluente distrazione dei medici per i fatti di cui sopra, è una falsità collegare le lesioni riportate da Irina all’obbligo di convivere col proprio carnefice. Le lesioni risalgono a 18 giorni prima del lockdown.

Bruna Demaria – vittima di una strage familiare. Franco Necco era terrorizzato da futuro, temeva che lui e la moglie potessero morire per il contagio e che il figlio 30enne, mai riuscito a trovare un’occupazione, non sarebbe riuscito a sopravvivere senza i genitori. Uccide moglie e figlio, poi si suicida. Il movente è economico, nato dall’incapacità del figlio di rendersi autosufficiente. Necco ha scritto i motivi del gesto su un PC lasciato acceso sul luogo della strage. A prescindere dalla fondatezza o meno dei timori dell’assassino, non esiste la prevaricazione di genere, l’odio misogino, la gelosia morbosa o altri fattori che dovrebbero caratterizzare un femminicidio.


Casi di paranoia da emergenza coronavirus in tutto il mondo”.


Irma Buschetini – vittima 97enne immobilizzata a letto da tempo, il marito la uccide e si suicida lasciando un biglietto con la richiesta di essere sepolti insieme. il solito episodio di delitto eutanasico, animato cioè dalla volontà di porre fine alle sofferenze della persona amata, ormai anziana e senza speranze di guarigione. Ne parliamo da anni e si sono espressi in merito anche diversi psicologi ed il quotidiano dei Vescovi, Avvenire, chiarendo che sono i delitti della solitudine, della disperazione, della pietà. Ma immancabilmente finiscono tra i femminicidi nonostante non ci sia traccia di prevaricazione, oppressione, maschilismo o altri moventi misogini.

Oltre a questi tre episodi chiaramente non classificabili come l’articolo vorrebbe, cioè femminicidi generati dalla convivenza forzata, va detto che anche altri casi non sono limpidissimi. Vivana Caglioni, ad esempio, secondo gli inquirenti sarebbe deceduta per le percosse del convivente, che tuttavia viene scagionato da una testimonianza che parla di una caduta fortuita. Non è un’opinione mia ma è la versione dei fatti fornita proprio dalla madre della vittima, quindi dalla persona meno prevedibile per scagionare l’assassino della figlia. Lorena Quaranta, uccisa dal fidanzato col quale viveva, potrebbe non essere una vittima del patriarcato ma dell’ossessione del contagio: “casi di paranoia da emergenza coronavirus in tutto il mondo”. Neanche questa è una mia opinione, ma della criminologa dr.ssa Ursula Franco.


Una bufala macroscopica.


Solo i casi Rauch, Rota e Cità sono chiaramente imputabili alla mancata accettazione della fine di un rapporto, alla gelosia, al possesso che spinge un uomo rifiutato a pronunciare il fatidico “o mia o di nessuno”. Ma pur volendo eliminare il beneficio del dubbio e considerare femminicidio anche i casi Caglioni e Quaranta, resta il fatto che nella peggiore delle ipotesi i femminicidi “propriamente detti” (definizione della Polizia di Stato) sarebbero cinque in due mesi. Casistica dalla quale risulta la percentuale di un episodio ogni 12 giorni, dato sempre gravissimo ma difficilmente conciliabile con quanto ossessivamente ripetuto dalla narrazione ideologica per tutto il 2019 (un femminicidio ogni 72 ore), narrazione rispetto alla quale i dati di quest’anno rappresenterebbero addirittura un aumento.

È doveroso lanciare un allarme continuo, quindi anche un calo vertiginoso diventa un aumento. Gli episodi sarebbero “in aumento” anche se si arrivasse ad un femminicidio ogni tre mesi, per chi vive alimentando l’allarme la situazione è sempre un peggioramento rispetto alle precedenti, a prescindere dalla realtà dei fatti. A riprova di come si possa gridare istericamente al femminicidio senza fare alcuna verifica sulle reali dinamiche omicidiarie, c’è l’infelice uscita della Senatrice Cinzia Leone che ha rilasciato le immancabili dichiarazioni allarmistiche anche in occasione di una donna uccisa dalla nipote, quindi da un’altra donna. Non è il primo caso, già in precedenza altre donne uccise da donne sono state infiltrate negli elenchi dei femminicidi; ma in questo caso ciò che rende macroscopica la bufala è lo spessore del personaggio.


Un alibi per la Vicepresidente della Commissione Femminicidio.


Cinzia Leone
Sen. Cinzia Leone

Cinzia Leone non è una persona qualsiasi ma è la Vicepresidente proprio della Commissione Femminicidio del Senato. Appena è stato ritrovato il corpo della povera Angela Maria Corona, la Senatrice si è lanciata nel proclama da copione “ennesimo femminicidio”. Ha scavalcato i magistrati inquirenti e prima ancora che l’inchiesta fosse conclusa ha sciorinato la “sua” verità: se è morta una donna la colpa è per forza dell’attuale compagno, di un ex fidanzato, di uno spasimante respinto … non si sa ancora di chi, comunque la colpa è di un uomo, deve essere di un uomo. Questa è una certezza sulla quale non esistono dubbi.

Poi l’evidenza dei fatti ha sbriciolato le sue certezze: la nipote della vittima ha confessato sia l’omicidio che la complicità di due extracomunitari pagati per aiutarla ad uccidere la zia e sbarazzarsi del cadavere. Ma dalla Senatrice nessuna scusa per la cantonata, non è dato di sapere se si sia almeno vergognata un po’ per la figuraccia da veggente fai-da-te. Una precisazione: non può in alcun motivo costituire un alibi per la Vicepresidente della Commissione Femminicidio il fatto che nel delitto siano coinvolti anche due uomini. Non sono altro che la manovalanza di un crimine voluto dalla nipotina; l’assassinio della zia l’ha voluto, pianificato e finanziato lei. E tutta la giurisprudenza di merito testimonia come il mandante abbia sempre responsabilità maggiori, e pene più dure, rispetto agli esecutori. Però per la Senatrice Leone è femminicidio.


Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.