Femminismo e religione. Ma le donne non sono così

cervello pensieroLe femministe sono in gran parte donne. Ma non è vero il contrario: la maggioranza delle donne non è femminista. Sembra un’osservazione banale, eppure è bene ribadirla e magari analizzarla un po’ più nel profondo. Anche perché le zone di sovrapposizione tra i due assunti esistono. Sono pochissime infatti le donne che, pur non essendo femministe consapevoli o militanti, a domanda risponderebbero che le istanze del femminismo sono sacrosante. E’ questa una contraddizione? No, è semplice conformismo. Purtroppo solo in parte innocuo.

I pilastri concettuali della religione femminista sono diventati ormai vulgata diffusa. Come tali vengono interiorizzati sul piano culturale fin dalla nascita un po’ da tutti e questo ne favorisce l’ulteriore radicamento e la diffusione. E non è un caso che poco fa io l’abbia definita “religione”: il meccanismo è esattamente lo stesso. Poche tra le persone comuni di nazionalità italiana si definirebbero di cultura non cristiana. Molte di loro affermerebbero con orgoglio di essere più specificamente di cultura cattolica. Anche se magari non entrano in una chiesa dai tempi della cresima.


La maggioranza delle donne non è femminista.


religione femminismoIl femminismo ha della religione gli stessi caratteri dogmatici, la stessa rigidità verso la realtà fattuale e anch’esso ha i suoi riti e le sue liturgie. Come storicamente tutte le ideologie, è una “religione laica”, con tutto il male che vi è connesso. Il male è appunto che col tempo è riuscito a permeare la cultura diffusa. L’uomo e la donna della strada a domanda risponderebbero istintivamente connettendo “femminismo” e concetti positivi come “emancipazione”, “libertà”, “progresso”, “diritti”. Ugualmente si collega la religione cristiana a concetti come “misericordia”, “solidarietà”, “amore”, “pace” e così via.

Nel sentire comune ci si dimentica delle stragi, degli orrori e delle contraddizioni storicamente innescate dall’applicazione pratica dei dogmi religiosi nella realtà. Ci si ferma alle emozioni primarie suscitate dalle predicazioni e dall’interpretazione popolare, facilitata dal gatekeeping delle sfere ecclesiastiche. Come i valori-base del cristianesimo, nella versione facilitata diffusa dalle gerarchie, sono ritenuti non rifiutabili dalla massa, così i presunti valori del femminismo, come raccontati nella narrazione diffusa, sono interiorizzati in modo tale da proteggere il femminismo stesso da qualunque attacco un po’ più approfondito del solito.


Il femminismo ha della religione gli stessi caratteri dogmatici.


eretico rogoSussiste perciò un rifiuto istintivo rispetto al facile debunking che si può fare dei dogmi femministi. Non moltissimo tempo fa, chi metteva in discussione i dogmi religiosi veniva dichiarato eretico e bruciato sul rogo. Oggi chi opera allo stesso modo sui pilastri femministi, essendo gli auto-da-fè diventati intanto illegali, viene ostracizzato nella vita sociale o massacrato sui social network. Una repressione che mira a perpetuare sia la religione in un caso che l’ideologia nell’altro, difendendone anche collateralmente l’organizzazione mondana e soprattutto gli interessi di potere ed economici.

Anche questo fa del femminismo un nemico apparentemente imbattibile. Apparentemente perché mentre la Chiesa, il suo potere e i suoi interessi si sono ingigantiti e affermati nel corso di un paziente lavorio di secoli, l’inganno femminista è tutto sommato molto giovane. Gode di grande diffusione e penetrazione nel sentire comune, ma niente che non possa essere resettato con un’attenta e irriducibile contrapposizione razionale. Oggi la Chiesa si è consolidata a tal punto che un crollo del suo potere può darsi solo per cause sue interne e non per l’azione di un agente estraneo. Il femminismo invece è ancora ampiamente smontabile pezzo per pezzo anche dall’esterno.


L’inganno femminista è tutto sommato molto giovane.


giornata mondiale gioventùQuesto perché condivide con la religione una contraddizione di base. Penso alle numerose “Giornate della Gioventù” volute da diversi papi negli ultimi decenni. Il Pontefice e gli altri alti prelati sul palco predicavano valori e distillavano dogmi, mentre nelle aree antistanti, sotto le tende dove si accampavano i teenagers, aveva luogo nottetempo una ben più reale e ludica riedizione di Sodoma e Gomorra. In via più ordinaria, è legittimo dire che il numero di cattolici che segue disciplinatamente i dettami del Santo Padre e della gerarchia ecclesiastica sia meno che risibile. Le disposizioni sul sesso, ma non solo, restano tra le più disattese. Liturgie e agire quotidiano restano distanti anni luce: una piacevole abitudine (talvolta anche un alibi) le prime, la normalità il secondo.

Non è diverso per il femminismo. Pur condividendone i valori che sono stati loro raccontati come “fondanti” del femminismo, le donne non operano secondo i dettami femministi. E il più delle volte, quando gli capita di incocciare in una predicazione femminista più esplicita, inorridiscono. La maggioranza delle donne non si sente a disagio nel proprio ruolo, conosce le proprie eccellenze e i propri limiti, sa sfruttare le prime e cerca di compensare i secondi. E non odia gli uomini, non considera ogni atto sessuale uno stupro, né il corteggiamento come una molestia o manifestazione di oppressione sessuale. Interpreta la relazione con il proprio compagno in modo tendenzialmente costruttivo e cooperativo, dove ognuno dà un contributo al benessere della coppia, e l’idea degli stereotipi non la sfiora minimamente.


Liturgie e agire quotidiano restano distanti anni luce.


rifiuto femminismoAnche in questo caso la distanza tra le predicatrici interessate al potere e al business e le destinatarie della predicazione è siderale, come per la religione. Vi è un’accettazione di base dell’idea generica “bisogna essere femministe”, ma poi si trae piacere dagli atti di un uomo che agisce secondo il tanto odiato “stereotipo patriarcale”. Una schiacciante maggioranza di donne continua a sognare un matrimonio d’amore, una famiglia stabile e moderna, dei figli, un lavoro soddisfacente e commisurato al merito e agli sforzi formativi, per raggiungere il quale sanno bene che, in un contesto competitivo com’è quello dell’organizzazione umana, dovranno lottare duramente, alla stregua di un uomo. Nella maggior parte dei casi hanno interiorizzato e accettato il cambio di ruolo dell’uomo, non più pater familias in cerca di un angelo del focolare, non più mero bread-winner, ma forza costruttiva anche sul versante empatico e di cura. Può non sembrare così al lettore medio di questo blog, abituato a notizie di separazioni predatorie, ma non va dimenticato che si tratta in ogni caso di fenomeni minoritari. Per quanto numerose, le coppie che si separano, con tutte le anomalie connesse, sono meno di quelle che restano insieme lealmente, costruttivamente e con amore.

Questo perché donne e uomini comuni sono infinitamente oltre la narrazione della realtà predicata dalle gerarchie del femminismo votate al conflitto permanente. Esse diffondono una predicazione divisiva (perché sulla divisione campa), retrograda e oscurantista, come spesso è stata quella della Chiesa sui temi generali, ancorata a un fanatismo dogmatico e apolide nella realtà. Spazzatura che tuttavia viene ascoltata e accolta con accondiscendenza da donne e uomini comuni. Spostando il baricentro dell’analogia, essi oggi sono come i musulmani cui capita di ascoltare qualche imam fondamentalista. Nessuno, o pochissimi, diventa terrorista a seguito della predicazione. Eppure la maggioranza accoglie gli estremismi come fosse cosa normale, come una versione un po’ radicale di valori comunque di base condivisi. Per questo non prova repulsione e non ha l’istinto di detronizzare il predicatore, cacciandolo a calci come avvelenatore del clima sociale.


Eppure la maggioranza ascolta gli estremismi come fosse cosa normale.


mano nella manoCome detto, questo è normale che avvenga per impianti ideali che hanno avuto secoli a disposizione per radicarsi in modo pressoché inestirpabile. Il femminismo non è tra quelli. Le sue radici sono giovani, per quanto già ben profonde. Compito di chi voglia portare avanti una battaglia per estirpare questa forma di Isis in gonnella è di non smettere mai di sottolinearne le contraddizioni ideologiche e di enfatizzare la distanza siderale tra i suoi dogmi, la realtà quotidiana e le reali ambizioni di uomini e donne. Ma al lavoro di scardinamento fatto col piede di porco occorre anche affiancare azioni positive. Uomini e donne restano disorientati dai messaggi di odio reciproco e guerra tra i sessi lanciati da un manipolo di sacerdotesse fanatizzate, sebbene riconoscano in essi un impianto ideale che, in via del tutto generica e superficiale, considerano per abitudine positivo e tutelante. Uomini e donne comuni percepiscono fortemente il cortocircuito insito nella predicazione femminista. Nel loro animo vorrebbero uscire da quelle contraddizioni e trovare un modello nuovo, realizzabile e futuribile, basato su una nuova prospettiva di collaborazione, e non termini da ultimatum per un conflitto in cui sono arcistufi di venire coinvolti.

Vincere il femminismo odierno e spazzarlo via dallo scenario della storia significa dunque non solo non cessare mai di sottolinearne contraddizioni e tossicità. Significa anche elaborare un modello nuovo, condiviso, cooperativo, costruttivo e trasparente di relazioni e di costruzione del futuro. Qualcosa che nella sua stessa essenza, oltre a mostrare, al confronto, l’oscurantismo e l’oppressività del femminismo, rappresenti per la comunità degli uomini e delle donne un punto dove incontrarsi, un richiamo a incontrarsi, e un complesso di nuove regole condivise con cui condurre il gioco relazionale della costruzione del futuro. Se si vuole eliminare un modello, non basta criticarne aspramente i difetti: occorre proporne un altro che lo soppianti. Uomini e donne, oppressi e saturi delle litanie terroristiche delle poche ma agguerrite mullah femministe, sarebbero ben lieti di averne uno abbastanza radicato nella consapevolezza del presente da consentirgli di progettare un avvenire desiderabile per tutti indistintamente.


ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

grafica_ingranaggibanner

ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:


 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: