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Gli esiti di #MeToo e gender: follia, solo follia

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varie_giustizialgbt“Non si sa mai”. Questo è il motto ovunque nel mondo professionale dopo il passaggio devastante del #MeToo nel panorama sociale internazionale. Tante le denunce, quasi tutte farlocche, che però hanno comportato in ogni caso il rotolamento di teste (maschili) da un lato, la sottovalutazione di segnalazioni vere dall’altro. Una grande confusione, insomma, tanto che non si sa più come comportarsi, nella vita reale come in ufficio. Passa una bella ragazza, la guardo e le faccio capire che mi piace o rischio una mega multa come in Francia? Una collega fa un ottimo lavoro, mi complimento con una pacca sulla spalla o rischio che si senta invasa nella sua intimità e mi faccia perdere il posto con una denuncia? Chissà… le aree grigie sono troppe, il veleno del #MeToo non è ancora stato metabolizzato e non lo sarà finché un’idea di normalità non verrà ripristinata nelle relazioni tra persone. Ed è così che in Gran Bretagna si sta pensando di dare disposizioni molto nette per i posti di lavoro: o nero o bianco, norme tanto chiare quanto folli. Niente più strette di mano negli uffici, mentre le pacche sulle spalle sono ok nei cantieri, ad esempio. Guai ad abbracciare o prendere per mano se anche il o la collega appaiono affranti o tristi o addirittura in lacrime. Insomma: l’ipotesi remota che un semplice handshaking possa provocare erezioni a qualcuno, anzi solo il pensiero che possa accadere è già di per sé molestia, dunque per evitarlo lo si vieta. Vietando nel contempo ogni relazione empatica umana e ogni simbologia d’incontro: darsi la mano significava un tempo mostrare di essere disarmati, dunque pacifici. Ora va evitato per trasformare meglio gli esseri umani al lavoro in automi, probabilmente. Ma non è l’unica follia dell’estremismo pruriginoso basato sul sentire individuale mutevole. In Canada, paese che ha fatto di questi estremismi una politica di governo grazie al vergognoso Justin Trudeau, un uomo è finito in carcere per essersi rivolto al femminile alla figlia adolescente che “si sente” maschio, tanto da sottoporsi a trattamenti testosteronici. Quel padre ha solo detto la verità, chiamandola col pronome femminile: per natura sei donna, non si scappa. Puoi sentirti quello che vuoi, ma quello sei e resti. Semplice verità semplici fatti, che però sono diventati reato nel paese che ha inventato la neolingua dei generi neutri per le persone transessuali. Canada e Gran Bretagna insieme sono uno spaccato del futuro che attende i nostri figli, se non ci si oppone: automi al lavoro, indistinguibili per la propria natura, ma caratterizzati a caso a seconda del proprio capriccio, severamente tutelato dalla legge.

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5 thoughts on “Gli esiti di #MeToo e gender: follia, solo follia

  1. Sempre in Canada di recente un uomo è stato multato (credo per 5000$) perché aveva dato del lui a un uomo che “si sente” femmina.
    E l’altro giorno l’Ontario ha passato una legge per cui se tuo figlio minorenne vuole “cambiare sesso” e tu genitore ti opponi, il figlio ti viene tolto.

    1. Anche una legge per cui il 90% del budget per gli aiuti all’estero andranno a programmi per donne e ragazze.

    2. Non esattamente, sono 55.000 $ non 5.000 $, e il caso è questo
      https://www.citynews1130.com/2019/03/27/vancouver-activist-transgender-rights/
      Il cesso della foto è persona nata uomo che ha transizionato, ed è legalmente donna da anni.
      Inoltre era candidata alle elezioni provinciali.

      “Bill Whatcott made and published pamphlets in 2017 attacking Morgane Oger, who was running in the Vancouver-False Creek riding. Whatcott called Oger an “impossibility” and linked transgender identity to diseases and domestic violence.”

      Il fatto che questo cesso sia un cesso si può dire. E si può pure dire che non ha quasi nulla di femminile. E si può pure dire che solo vederla ti mette a disagio.
      Quello che è stato sanzionato è l’attacco termonucleare globale: il fatto che una persona sia trans non significa “liberi tutti” e poter dire che è perpetratrice di violenza domestica e malata di mente.

      Quindi ribadendo:
      “Esteticamente fa ribrezzo” = SI
      “Non è per nulla femminile” = SI
      “Solo a guardarla mi mette a disagio” = SI
      “Le persone come lei compiono violenza domestica” = NO
      “E’ una malata di mente” = NO

      Se fai caso sono esattamente gli stessi SI e NO come per qualsiasi altra persona.
      Il concetto è semplicemente che se vuoi attaccare una persona trans puoi farlo ma devi faro entro gli stessi limiti secondo i quali attaccheresti una persona normale.

      Tra l’altro mi sfugge anche perché insistere esattamente con la frase “è un uomo”, non basta dire “non è per nulla femminile”? Il senso è quello, e la stragrande maggioranza della gente capisce bene tutti i sottintesi – non sono tutti così stupidi come Whatcott.
      Le trans si possono attaccare in centomila modi diversi, e tutti perfettamente legali, avendo più impatto che contro la persona media. Però per qualche oscura ragione una parte dei critici pensano che sia assolutamente necessario travalicare i limiti della legge, che poi sono gli stessi limiti che hai anche nei confronti delle altre persone: non puoi andare a dare del perpetratore di violenza domestica o del malato di mente a qualcun altro, perché mai dovrebbe essere consentito farlo con una persona trans?

  2. L’Occidente è oramai terra bruciata sotto il profilo relazionale. I rapporti interpersonali lasciano sempre più a desiderare e quelli uomo-donna sono a fortissimo rischio. Certo, ancora molte persone di ambo i sessi mantengono buon senso ed equilibrio , ma se alla donna le schizza per qualsiasi ragione si finisce nei casini in un nonnulla. Ognuno tiri le sue conclusioni.
    Si è lasciato che il femminismo facesse e disfasse a piacimento, con il suo moralismo unilaterale che sfocia in un moderno fascismo fatto di censure, minacce, licenziamenti, carcere, tutto celato, ma visibile a chi vuole osservare senza pregiudizi, dietro una retorica fatta di belle parole e finti propositi.
    Responsabili sono principalmente gli uomini( gli estremismi, quindi anche il femminismo di questo tenore, sono sempre esistiti e sempre esisteranno l’importante è confinarli nello spazio che meritano) che o si sono girati dall’altra parte oppure, per varie ragioni, hanno addirittura appoggiato questa follia.
    Se avessi vent’anni e fossi consapevole di quello che mi attende rimarrei scioccato, anche se la speranza di un rinsavimento generale non si può mai escludere anche se appare complicato. Per fortuna, ma fino a un certo punto, in quella fase della vita si vive ancora di sogni e allora il futuro può apparire ancora sopportabile.

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