Gli Incel italiani rompono l’assedio

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LA FIONDA

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di Rino Della Vecchia. Il 10 luglio scorso, “Il forum degli Incel“, uno dei maggiori in Italia, ha preso un’iniziativa sorprendente, pubblicando un Manifesto e aprendo al tesseramento. È sorprendente perché la cifra degli incel è sempre stato il rimanere sotto traccia, come un fiume carsico, un po’ per vergogna, un po’ per autotutela. Non è servito a molto, in realtà: ovunque, Italia compresa, l’incel incarna il peggio della natura maschile, non di rado un criminale. Stupisce positivamente che un forum decida di rompere l’assedio con parole chiare, nette, forti: uguaglianza tra uomini e donne, rifiuto della teoria del “patriarcato”, denuncia dell’asimmetria nel potere sessuale tra uomini e donne, riconoscimento del primato dell’etica discorsiva. Nella nota esplicativa del Manifesto, poi, la frase chiave: “gli Incel rigettano la violenza in ogni sua forma”. Più chiaro di così… E sulla base dei valori affermati, il forum apre un “tesseramento” del tutto gratuito che vuole chiaramente essere uno strumento di riconoscimento e identità per un fenomeno poco conosciuto e ampiamente mistificato.

Il numero dei single in Italia, come altrove, continua ad aumentare. Una famiglia su tre è unipersonale. Dai 18 ai 34 anni due su tre stanno a casa dei genitori. Comunque si categorizzino, si tratta di svariati milioni (dai 5 ai 7) di uomini soli. Il fenomeno ha assunto da decenni dimensioni di massa e si espande. All’interno di questo mare sono emerse di recente – isole affioranti – le figure degli Incel e dei MGTOW. Sparute minoranze, cui hanno dato nome e voce alcuni pionieri che hanno trovato nella rete lo strumento di espressione e perciò il certificato di esistenza. Benvenuti. Celibi involontari e dolenti i primi, single volontari e orgogliosi i secondi, se adottiamo la narrazione di sé che propongono a se stessi e agli altri. La quasi totalità dei milioni di single semplicemente non parla e perciò non si può sapere quale descrizione elaborino della loro condizione (ammesso che lo facciano, giacché i più, semplicemente, la vivono e basta). Separiamo però il racconto degli uni e degli altri, da una parte, e le ragioni-cause della loro esistenza, dall’altra.  Stanti le dinamiche intersessuali di base e l’attuale situazione sociale non è difficile individuare la causa del progressivo distanziamento tra i sessi, fatto che di naturale non ha nulla. La proiezione maschile verso il femminile è originaria e irreprimibile e si manifesta da sempre nella formazione di legami e relazioni che sono tendenzialmente durevoli, anche se non eterne, ad onta degli sbandamenti reciproci. Lo stesso dicasi per la pulsione alla paternità. Perciò se una massa di uomini non entra nella relazione sessuale (e non ha figli) è perché questa è diventata o impossibile o insostenibile. Non ci sono altre cause.


Beffarda applicazione della morale del vincente: “Sei un loser? Colpa tua…”.


Emil Cioran

La natura del fenomeno ha varie sfaccettature e due versanti. Il primo è l’inavvicinabilità relazionale di un numero enorme e crescente di donne da parte degli uomini delle classi medie-medio basse, fenomeno che si aggrava per i più introversi e più ancora per quelli che non possono dirsi guapi (cioè la maggior parte). Autosufficienza economica, superiore istruzione, diritti e poteri senza limiti, presunzione di autonomia esistenziale, aspettative fuori misura, tracotanza morale inducono masse femminili crescenti a snobbare gli uomini del loro stesso ceto. Da questo squilibrio viene il progressivo divario e l’estendersi della divaricazione, percepita, vissuta e denunciata dagli Incel. Secondariamente: l’improponibilità, l’inaccettabilità di una relazione squilibratissima, divenuta sempre più costosa, rischiosa, sterile e infine insensata. In sintesi, dare tutto, rischiando persino la rovina, in cambio di poco o di nulla. Di qui la nascita dei MGTOW.

Gli altri milioni, anonimi e silenziosi, sono single per un intreccio di quei fattori e di quelle sensazioni nascenti dalla realtà effettuale dei rapporti di forza, di prestigio e di potere tra i sessi. Milioni di Incel o MGTOW sottotraccia. Una disaffezione dal doppio volto, una divaricazione fiutata settant’anni fa: “Davanti all’uomo e alla donna si aprono due strade, la crudeltà e l’indifferenza… tutto fa prevedere che imboccheranno la seconda…” (Emil Cioran). Gli Incel conclamati sono la voce di coloro che non hanno relazioni perché, dicono, non riescono ad averne. Ne imputano la causa alla ben nota ipergamia femminile, alla propria condizione fisica e, in parte, alla loro posizione sociale immersa nella competitività crescente del sistema. In conclusione, con un’ammirevole cruda sincerità che sfiora il masochismo, prendono atto del loro disvalore sul mercato del sesso. Denunciano però il fatto che tale stato di cose anziché alla società e alle asimmetrie strutturali nel rapporto tra i sessi, venga imputato a loro stessi, beffarda applicazione della morale del vincente: “Sei un loser? Colpa tua…”.


Si punti sempre più decisamente a esigere una dignità più che dovuta.


È una posizione coraggiosa quella degli Incel, perché si espongono ad attacchi provenienti sia dal mondo maschile, che li deride come sfigati, sia da quello femminil-femminista che li liquida come misogini, usando capziosamente sia il loro dichiarato antifemminismo sia alcune loro affermazioni inacidite sulle donne in generale, assimilandoli poi,  e qui siamo al vero sciacallaggio, a quelli che, esprimendo motivazioni Incel, hanno compiuto stragi in Nordamerica. Troppo comodo, troppo facile. Contro i celibi involontari si è scatenata così la furia femminista, motivata però da ragioni ben diverse da quelle sventolate. Ragioni inconfessabili. Gli Incel sono una realtà sociale innegabile, carne viva che smaschera con la sola esistenza le favole femministe. Altro che parità ormonale, liberazione sessuale, valorizzazione delle qualità morali, abbattimento delle barriere di classe e di censo, relazioni disinteressate, superamento degli stereotipi del maschio vincente, parità, equilibrio, felicità per tutti. L’emergere conclamato degli Incel polverizza d’un colpo quelle menzogne. Di qui l’odio: “Misogni, misogini! Virtuali assassini!”. In realtà stanno denudando la regina e questa grida allo scandalo. Comprensibile.

L’Incel è una creatura del XXI secolo, che emerge nel momento in cui l’equilibrio si è spezzato e che racconta di sé una verità da ascoltare, anche se spiazzante. Ma Incel siamo noi. Siamo Incel, MGTOW, MRA, padri separati. Siamo tombeur de femmes o vergini, impotenti o siffrediani, accoppiati o single per un motivo, per un altro motivo, per nessun motivo (apparente). Non lo siamo? Lo siamo stati. Non lo siamo stati? Lo saremo. Non può accadere? Poteva e potrà accaderci. Oggi siamo uomini che avviano il racconto della propria storia in quanto Genere, coinvolti in una guerra che non abbiamo voluto, che non vogliamo e che combattiamo contro natura, letteralmente. Ma la combattiamo con la nostra divisa e in queste trincee non ci sono “sfigati”, né loser, né “quelli che se la sono cercata”. Né  furbi né fessi qui. Solo commilitoni. Commilitoni tutti siamo, giunti qui attraverso percorsi individuali, certo, dopo traversie e sofferenze, disillusioni e amarezze. Tutte degne, tutte nobili. Se anche non le comprendiamo è certo che le rispettiamo tutte. L’epopea del nostro racconto ha pagine sufficienti per tutto il nostro male e tutto il nostro bene. Bene dunque la sortita del Forum degli Incel a spaccare l’assedio. Si punti sempre più decisamente a esigere una dignità più che dovuta. E magari a un’unità trasversale di intenti e azioni. Allons enfants!


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