Il Covid-19 colpisce e uccide soprattutto uomini

di Giorgio Russo – Ore 16 di giovedì 19 marzo. Accendo la TV e fermo lo zapping su “Leonardo”, il telegiornale sedicente di scienza e ambiente della RAI. Ovviamente parlano di coronavirus e stranamente mettono in luce un aspetto che finora è stato pochissimo enfatizzato: la patologia colpisce e uccide più uomini che donne. Spiegazione degli specialisti interpellati dalla trasmissione: gli uomini hanno meno cura dell’igiene propria e altrui. Insomma è colpa di noi portatori di cromosomi XY che siamo degli sporcaccioni, mentre le donne, si sa, sono sempre pulite e igienizzate, non gli puzzano mai i piedi e le loro flatulenze odorano di mughetto.

Spengo la TV disgustato una volta di più dalla superficialità e dall’impostazione antimaschile dell’informazione nazionale, ma cerco di capire come si possa dire sciocchezze del genere, con un’emergenza sanitaria in corso e tanti, troppi morti che si aggiungono quotidianamente al conteggio. Per cercare un minimo di autorevolezza mi rivolgo all’estero e trovo la fonte dell’informazione idiota della RAI. Si tratta di un’intervista a Sabra Klein, immunologa della Johns Hopkins University di Baltimora, USA.


Il virus “patriarcale”.


Sabra Klein
Sabra Klein

In effetti la dottoressa dice, alla fine del suo intervento, che gli uomini potrebbero essere più colpiti perché meno attenti all’igiene personale (un po’ di sana misandria non manca mai negli accademici USA), ma prima di questo dice anche altre cose molto più interessanti. Anzitutto i numeri: gli uomini morti per Covid-19, nelle fasce d’età più avanzate, sono il doppio delle donne della stessa fascia d’età, e comunque sempre molti di più anche nelle fasce inferiori. Questo emerge già in modo consolidato dai dati cinesi e in modo tendenziale dai dati provenienti dalle altre parti del mondo contagiate.

Insomma quel virus che è stato definito “patriarcale”, frutto di “politiche maschiliste” o capace di fare “meno vittime del femminicidio”, in realtà sta falcidiando soprattutto gli uomini. E’ un po’ come il “patriarcato” di cui favoleggiano le femministe, che inspiegabilmente devasta il genere teoricamente favorito, stando ai dati su suicidi, morti sul lavoro e povertà, e tante altre pessime cose. Evidentemente il gender mainstream è corso a dare una connotazione maschile al Covid-19, sebbene stia ammazzando più uomini che donne, per evitare che dai dati possa sorgere l’esigenza di una maggiore attenzione verso il maschio, sottraendone alla vittima per antonomasia, la femmina appunto. E quanto dice successivamente la Klein potrebbe confermare questo sospetto.


Ragionamenti di buon senso.


Secondo l’accademica americana, infatti, il coronavirus colpisce soprattutto gli uomini, specie se anziani, perché questi tendono ad accumulare con l’età molte più malattie delle donne, con ciò esponendo quadri clinici già gravi a un virus aggressivo. E’ noto che le donne accedano più degli uomini ai servizi sanitari nel corso della vita, mentre gli uomini deperiscono in salute in modo molto più rapido e netto con l’avanzare dell’età, fino incontrare la morte molto in anticipo (una media di dieci anni prima) rispetto ad esse. Il Covid-19 arriva insomma ad attaccare e abbattere fisiologie maschili spesso già minate o compromesse.

Un’altra ipotesi avanzata dalla dottoressa Klein è relativa ad alcune condotte, come ad esempio il fumo di sigaretta. In Cina moltissimi uomini fumano, di contro a un numero minoritario di donne, anche per il fatto che nella cultura orientale la donna che fuma è considerata poco femminile. I polmoni maschili stressati da catrame e tabacco sarebbero quindi molto più attaccabili dal coronavirus. Si attendono dati consolidati dal mondo occidentale, dove il numero di uomini e donne che fumano è pressoché comparabile, per capire se questa tesi è fondata. Va detto però che fino a questo momento le tesi presentate dalla Klein oscillano tra una blanda scientificità e semplici ragionamenti di buon senso.


Un’attenzione specifica al “maschio” va contro ogni diktat.


La svolta si ha con un’ultima ipotesi. Dice la dottoressa Klein che probabilmente “le donne hanno un mix chimico nel sangue che rende il loro sistema immunitario molto più resistente al virus di quello maschile”. Statisticamente, aggiunge, è provato che le donne tendano ad ammalarsi di meno. Solo a questo punto integra, quasi pour parler e con un sorrisino accondiscendente, riferendosi a un’ipotetica maggiore inclinazione femminile all’igiene. E’ questa la parte che il programma RAI Leonardo alla fine prende e comunica, selezionando uno solo degli argomenti della Klein. Quello ovviamente più deteriore per gli uomini.

La “discriminazione di genere” del Covid-19 è attualmente tenuta molto sotto traccia, se ne parla pochissimo, ed è un errore, come ammette la stessa Klein: si tratta di un dato importantissimo da considerare per impostare una difesa efficace contro il contagio. Dai dati risulta evidente che gli uomini, specie se anziani, meriterebbero procedure di profilassi speciali rispetto ad altre categorie. Ma si tratterebbe allora di concedere uno speciale riguardo per un sesso da sempre ritenuto sacrificabile e che nel narrato odierno non merita vantaggio alcuno, essendo stato quello che da sempre ha tiranneggiato tutto e soprattutto tutte. Aprire la strada a un’attenzione specifica al “maschio” va insomma contro ogni diktat operativo e di comunicazione pubblica. Il gender mainstream che cede un po’ di ribalta agli uomini? Non sia mai, non scherziamo. D’altra parte, essendo tutti violenti e oppressori, se ne muoiono un bel po’ è tutto di guadagnato.


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