STALKER SARAI TU

Immigrati e violenza di genere: vietato sovrapporli

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

persone_desirepamelaE’ ormai un gioco scoperto: quando un delitto violento contro una donna viene commesso da un immigrato, non ci sono manifestazioni, prese di posizioni radicali o esibizione di indignazione incontenibile. I media coprono la notizia quel tanto che basta, ma si tengono ben lontani dalla tipica costruzione del mostro, cui si dedicano invece con grande zelo quando il colpevole del misfatto è un uomo bianco eterosessuale di nazionalità italiana. Perché accade questo? Finora ho letto spiegazioni soddisfacenti solo a metà, in genere collegate alla spinta ideologica verso l’accettazione degli immigrati o alla vittimizzazione delle donne. Non ho ancora trovato un percorso logico che spieghi in modo pieno questo doppio-doppio standard. Provo quindi a darne una io.

Immigrazione e violenza sulle donne sono due perni fondamentali di due business paralleli dalle caratteristiche analoghe. E’ fiorente il mercato dell’assistenza umanitaria  e dell’accoglienza che trae utili dal differenziale tra i fondi pubblici ricevuti e i servizi scadenti forniti agli utenti. Ugualmente fiorente è il business, sempre alimentato da soldi pubblici, dell’assistenza alle donne vittime di violenza, dove soggetti sottratti ad ogni controllo, le associazioni antiviolenza e case-famiglia, assorbono risorse senza alcun obbligo di rendicontazione o bilancio e senza che gli venga richiesto di dimostrare il proprio reale volume di attività. In entrambi i casi, oltre a far utili, i soggetti coinvolti danno lavoro a molte persone, in genere a bassa o bassissima qualifica, così diventando serbatoi clientelari per chi provvede alle elargizioni, ovvero la politica. Valore aggiunto: da quelle realtà, facendone un uso sistematicamente distorto, si può facilmente spiccare il volo verso importanti ruoli pubblici, secondo una logica da vasi comunicanti ormai collaudata da più di un decennio di esercizio nella vicina Spagna.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

soldiRiguardo alle risorse, si sta parlando di svariati milioni di euro, è bene chiarirlo. Anche per questo il malaffare insito in questi due mercati dell’orrore è piuttosto difficile da sradicare: gli interessi coinvolti sono moltissimi e intrecciati. E per proteggersi hanno bisogno essenzialmente di due cose: la paura generalizzata e la non sovrapposizione reciproca. Elementi che però vengono gestiti in modo opposto. Da un lato si vuole affermare che quella dell’immigrazione non è un’emergenza. Chi sostiene il contrario viene stigmatizzato come razzista e fascista, e così estromesso dal discorso pubblico. Secondo questo approccio, l’immigrazione è un fenomeno fisiologico cui non ci si deve/può opporre, sia perché buono in sé, sia perché può essere gestito. Basta appunto avere chi lo fa e dare ad esso i denari per farlo.

Dall’altro lato la logica invece è opposta: si asserisce che in Italia esista un’emergenza assoluta rispetto alla violenza sulle donne. Sebbene fatti,  numeri e statistiche dicano l’esatto contrario, questa è la narrazione che viene imposta all’opinione pubblica, affinché accetti di buon grado corposi stanziamenti ai portatori d’interesse: centri antiviolenza e case famiglia. Sul lato immigrazione si ha dunque un’operazione di negazione della paura, sul lato della violenza di genere si ha una sua sovraffermazione. Nel primo caso si ha cioè un procedimento sconfessante di una realtà fattuale, nel secondo si ha un procedimento assertivo di una realtà non fattuale. Stanti così le cose, è piuttosto evidente che quando i due campi finiscono per incontrarsi e sovrapporsi, accade la stessa cosa di quando due fili appartenenti allo stesso circuito elettrico si toccano: fiammata, esplosione, cortocircuito. Quando accade, tutto il castello crolla e il trucco viene svelato.

varie_soleterraPer questo si evita di fare baccano se una donna subisce violenza da un immigrato: il rischio di cortocircuito è altissimo, dunque si cerca di insabbiare tutto. Se la contraddizione deflagrasse, e se i media facessero bene il loro mestiere (sic), si scoprirebbe che i numeri parlano in modo chiaro e impietoso: le violenze sulle donne sono eventi eccezionali in Italia. Accadono, purtroppo, ma in un numero infinitamente inferiore a quanto viene raccontato dalla propaganda. Una parte di essi, si scoprirebbe poi, è commessa da immigrati. Una parte minoritaria, considerandola in assoluto. Ma rapportata al totale delle presenze sul territorio di italiani e di immigrati darebbe come risultato che gran parte dei reati contro le donne sono commessi proprio da immigrati. In sostanza la funzione matematica della mistificazione della realtà verrebbe dimostrata come falsa. Anzi no, verrebbe esattamente invertita, portando a dire una verità incontestabile: sussiste un’emergenza immigrazione e non sussiste un’emergenza sulla violenza verso le donne. Sarebbe come quando si scoprì che è la terra a girare attorno al sole e non viceversa. Oggi come allora si rivoluzionerebbe il sentire comune, avvicinandolo finalmente alla verità. E qualcuno cadrebbe inevitabilmente in disgrazia.


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

footer_sst

7 thoughts on “Immigrati e violenza di genere: vietato sovrapporli

  1. c’è chi dice che inconsciamente le femministe desiderino l’autoritarismo di certe religioni/culture e siano insoddisfatte della “debolezza” degli uomini occidentali. in ogni caso è difficile avere una risposta sensata al quesito da parte delle dirette interessate perché tergiversano, trollano, eludono la domanda facendone delle altre. provate a chiederlo a una come ricciocorno schiattoso e capirete cosa intendo. mi è capitato di leggere certe argomentazioni basate sulle teorie intersezionali: è lecito criticare gli uomini occidentali etero perché sono in possesso del potere istituzionale mentre altre categorie maschili godono di immunità o parziale immunità dalle critiche perché non hanno potere. qualcuno direbbe che sessismo è discriminazione + potere e un immigrato, per quanto possa avere un atteggiamento discriminatorio verso le donne, non avendo potere, non è veramente sessista. è un tipo di argomentazione talmente grottesca che persino i radicali regressisti si vergognano a sostenerla.

  2. E’ un bene, non un male.
    Il fatto che vi siano alcune categorie di uomini che sono esentati è ottima cosa, anche se noi non li siamo.
    Significa che il sistema ha dei punti deboli, si può gabbare e persino sovvertire.
    Sarebbe MOLTO MOLTO MOLTO peggio se non condonassero NEPPURE certe categorie di uomini.

    Se si da’ addosso agli immigrati con motivazione “violenza di genere” si fa diffondere ulteriormente la misandria, e si fa la fine degli operai bianchi che votarono Reagan per fare dispetto ai disoccupati neri che godevano del welfare senza lavorare…ovviamente lo presero in quel posto entrambi, ma in proporzione persero di più gli operai bianchi: i disoccupati neri persero parte del welfare. gli operai bianchi prima persero il lavoro causa deregulation e poi si ritrovarono disoccupati col welfare in versione ridotta..

    L’opposizione all’immigrazione deve essere fatta per motivi unicamente economici: abbiamo la disoccupazione troppo alta, fanno dumping sociale abbassando i salari, consumano welfare.
    Parlare di criminalità non è la cosa più furba da fare ma se proprio si sente un bisogno irrefrenabile di parlare di criminalità se ne parli in generale, si parli di furti ma NON di violenza sulle donne, altrimenti è come darsi fuoco per protestare.
    La Zanardo NON è nostra amica, è l’opposto, è PIU’ scaltra, NON è meno misandrica!

  3. va detto che femministe come Lorella Zanardo e Marina Terragni non hanno mai fatto sconti a nessun uomo, italiano o immigrato, che si rende colpevole di violenze a una donna denunciando anche la reticenza della sinistra e di parte del femminismo a parlarne (e per questo e per la sua opposizione all’utero in affitto e a un certo pensiero “queer” estremo Terragni viene contestata e anche insultata)

    1. Quelle non fanno sconti neanche a quelli che NON fanno violenza sulle donne: basti dire che attaccano ferocemente sia quelli che si fanno le bambole (quindi non c’è nessuna donna coinvolta) sia quelli che mettono un annuncio al quale una risponde (l’annuncio dice: “cerchiamo donna per GPA, paghiamo $$$$, clinica modernissima a nostre spese, tutto secondo legge canadese”)

  4. E’ da ricordare che il vocabolo “femminicidio” è stato inventato da María Marcela Lagarde, una donna politica messicana orientata a sinistra. Come da tradizione, buona parte della politica di sinistra disprezza la cultura della propria patria e glorifica gli usi e costumi stranieri, anche quando sono in contrasto con quelli autoctoni. In merito alle statistiche sulle done vittime di omicidi, rimando al mio precedente commento nella seguente pagina:
    https://stalkersaraitu.com/commissione-parlamentare-sul-femminicidio-le-ragioni-del-no/

    1. Colpa nostra se i suoi connazionali (molti dei quali, ironia della sorte, emigrano) sono corrotti e malavitosi e ammazzano le donne?
      Ricordate che dietro il narcotraffico dei cartelli c’è anche l’interesse degli psicopatici dell’Agenzia (nome in gergo della CIA).

  5. Antiviolenza di genere ed immigrazione insieme fanno un business non da milioni di euro. Ma da miliardi di euro. E trampolino di lancio per carriere politiche. Vedi Boldrini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: