Katie Hill: chi di #MeToo ferisce…

C’è stato un tempo, che verrà definito dagli storici “l’era del #MeToo”, in cui diverse fanciulle ricordarono di essere state molestate, abusate, violentate, stuprate. Furono tutti casi di Alzheimer transitorio, perché a costoro tali orrori tornarono in mente a 10, 20, talvolta anche 30 anni di distanza. La scienza si sta ancora interrogando sull’accaduto: come l’HIV colpisce solo determinate categorie di persone, così questa forma di amnesia temporanea sembrò colpire soltanto categorie specifiche, ovvero donne che avevano avuto a che fare con uomini ricchi e potenti. Non c’è infatti notizia negli annali di casi che coinvolgessero un metalmeccanico o un operatore di call center.

Questa specie di virus si diffuse un po’ in tutto l’Occidente, partendo dal ridente paese degli Stati Uniti d’America, dove il dilagare del fenomeno suggerì misure severissime. Una di queste fu una legge, tuttora valida, che condanna alle immediate dimissioni chiunque tra gli eletti alla Camera dei Rappresentanti o al Senato o alla Presidenza venga colto a intrattenere relazioni amorose o sessuali con qualcuno del proprio staff. Un bacetto alla segretaria, una carezzina alla portaborse, una palpatina alla stagista porta-caffè e sei fucked up, fottuto, fregato. Devi presentare dimissioni e ciao ciao alla carriera.


La bionda Katie è stata sorpresa a slinguazzarsi un paio di sue collaboratrici.


hillUn po’ draconiana come misura, ma negli USA puritani e sempre un po’ isterici se si tratta di sesso non stupisce. Stupisce invece (ma nemmeno troppo) che la prima persona a finire negli ingranaggi di questa legge sia stata una donna. Il suo nome è Katie Hill, deputata del Partito Democratico, molto ammirata e soprattutto molto pubblicizzata per la sua amicizia e alleanza politica con Nancy Pelosi, Presidente della Camera dei Rappresentanti. La bionda Katie è stata sorpresa a slinguazzarsi un paio di sue collaboratrici, finendo così costretta qualche giorno fa a rinunciare alla propria carica elettiva.

Potrebbe far sorridere che una legge nata dal #MeToo colpisca per prima una donna, verrebbe da parlare di karma che non lascia scampo, ma se si pensa a quante carriere, e talvolta vite, maschili sono state perse a causa di quella mania criminale, il sorriso muore sulle labbra. Però diciamocelo: ben le sta. La vera notizia tuttavia sta nel fatto che, USA o Italia, la schifezza servile dei media di massa resta la stessa. In vari articoli che danno la notizia delle dimissioni di Hill, infatti, la deputata viene dipinta con violini e rose, dando risalto alle sue scuse, a tutto l’entusiasmo che aveva messo nel suo ruolo, alla purezza dei suoi intenti, riconosciuta nientemeno che da Nancy Pelosi. Gran parte dei mezzi d’informazione statunitensi sembra dispiacersi di dover rinunciare a questo nitido astro nascente della politica “radical”.


Questa Katie Hill proprio una santa non era.


hillBisogna andare a scavare su media un po’ più pecorecci, come il Daily Mail, per fuggire dalla ruffianeria del mainstream e trovare un po’ di chiarezza. E allora si può leggere che questa Katie Hill proprio una limpida non era. Scopertasi lesbica, sfascia il proprio matrimonio e si dà alla pazza gioia. Forse pensando di non venire individuata, posta su siti per scambisti o per la ricerca di easy sex sue foto desnuda, mentre fuma cannoni di dimensioni da guinnes dei primati, mostrando nei pressi del pube il tatuaggio di una croce d’acciaio di epoca nazista (non male per una del partito democratico…).

Insomma che motivi per dimettersi, magari pure per non essere candidata, ce n’erano a bizzeffe, senza andare a cercare relazioni amorose con le sue collaboratrici, che forse è l’unica cosa pienamente accettabile tra le tante che ha fatto. Là, come qua, come ovunque, però, i media di massa pensano a incensarla e a sostenere le sue scuse piagnucolate. Occorre cercare sul web o sui tanto vituperati “tabloid” per trovare notizia delle magagne di questa “radical” nonché “donna potenziata” (empowered woman) che sicuramente piaceva un casino alla nostra Lilli Gruber. Se questa è la caratura delle donne di potere, si attende con ottimismo qualche notizia (corredata da foto) su Alexandra Ocasio-Cortez, che per lo meno è un bel po’ più carina della Hill.


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