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La libertà si insegna al Gaypride

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LA FIONDA

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varie_prideroma8 Giugno 2019. Gaypride a Roma. Una grande festa colorata arcobaleno, persino tanto grande da non potere sicuramente essere spontanea. Almeno 12 giganteschi camion, attrezzati come disco-dancing, fanno carosello attorno a Piazza della Repubblica, ognuno con il suo potentissimo impianto sonoro che spara assordanti ritmi incalzanti molto in voga. Si è storditi e incerti dinanzi ai baccanali orgiastici del terzo millenio. Un’orda di corpi danzano sulle piattaforme di quei camion, seminudi, sudati nel caldo del pomeriggio estivo. Molti belli, palestrati e quasi tutti in costumi sgargianti. Vengono distribuite bottigliette di acqua minerale a tutti, piccoli souvenir colorati, persino pasticciotti arcobaleno, e il seguito, per lo più di teenager, è impressionante. Il tutto ricalca smaccatamente un carnevale carioca. Quello famoso per l’impressionante promiscuità che scatena e che fa guardare bene molti brasiliani benpensanti della classe media dall’avvicinarcisi.

Qui a Roma la calca rende quasi inattraversabile il corteo. Un’organizzazione invidiabile ha attratto ragazzi e ragazze giovanissimi, tutti con braccia, gambe, acconciature, visi colorati e danzanti in abiti spesso anche loro succinti dietro al corteo. Non si sa se tanti siano lì per ballare all’insegna del tutto è permesso o perché si rendano conto di cosa si festeggi. Una sola domanda. Chi Paga? Gli enormi costi di tale organizzazione solo apparentemente spontanea sono visibilmente sotto gli occhi. Non si tratta di bruscolini. Ora, sappiamo che l’Arci-gay, emanazione dell’Arci, associazione che si riconosce nella sinistra, è adeguatamente finanziata e pubblicizzata. Da tesseramenti ed elargizioni collaterali (chissà se anche da denaro pubblico) che devono fruttare sicuramente somme consistenti. Ma, considerata la contemporaneità delle manifestazioni in varie piazze d’Italia, è visibile una ostentazione di grandeur impressionante. Uno sforzo economico sicuramente non casuale. Che porta una firma, quella che si intravede in una analisi degli slogan, molti con sfondo politico anzichenò. Le danze delle valchirie femminazi nelle varie feste delle donne sembrano essersi ispirate alla festa dei gay.

logo_arcigayInfatti, da una capatina nel sito dell’associazione in parola è visibile una analogia di metodi e obiettivi impressionante con quanto rintracciabile nei siti delle associazioni femministe e per la difesa della donna. Ed analoghe strategie dichiarate. Si afferma di promuovere la parità di diritti, tra gay ed etero. Come tra uomo e donna. Il che si traduce in una favoritismo di genere. Si aborrisce e si lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione, come violazioni dei diritti umani e civili degli LGBT (come delle donne). Si dà battaglia per il cambiamento politico normativo e culturale in favore degli LGBT (come delle donne), con campagne di “lobbying, advocacy, campagne di sensibilizzazione e informazione, contributo alle politiche pubbliche di settore, iniziative, programmi, progetti, presenza nel dibattito pubblico e capacità di aggregazione e mobilitazione”


Non si sa se tanti siano lì per ballare all’insegna del tutto è permesso o perché si rendano conto di cosa si festeggi.


Più specificatamente, Arcigay mira a:

  • ottenere pari e pieni diritti per le persone LGBTI, incluso in particolare il matrimonio egualitario e il riconoscimento della genitorialità LGBTI;
  • ottenere protezione legale contro la violenza e la discriminazione verso le persone LGBTI e il definitivo consolidamento di una società e di una cultura non omo-bi-transfobica e non sessista;
  • promuovere il benessere della comunità e delle persone LGBTI direttamente tramite servizi sul territorio o indirettamente tramite il cambiamento sociale e culturale.

Ma quello che esplica meglio come si intenda promuovere il cambiamento è visibile dagli slogan, presenti su cartelli visibilmente preconfezionati, e distribuiti a tutti coloro che li richiedono, di cui è satura la manifestazione: “porti aperti come i nostri culi”. “Meglio buonista e puttana che fascista e salviniana”. “Orgia frocia contro Forza Nuova”. “La mia libertà è la tua liberta”. “Mamma non ti preoccupare, sono bisex non fascista”. “Etero o gay sono sempre genitori miei”. “Famiglia è dove c’è amore”, fino a un acculturatissimo “Frocio chi legge”. Il meglio di certi prodotti da sottocultura delle scritte nei cessi pubblici. E’ chiaramente un ennesimo tentativo di spacciare per un osanna alla libertà ciò che è soltanto trasgressione e violazione delle regole. O di introdurre l’idea che “in fondo siamo tantissimi a essere un po’ froci”, e che l’esserlo è come essere negri, ebrei, zingari, solo diversamente normali, e quindi è razzista chi li vuole fuori dalla vita normale di tutti, come di quella familiare, al confino o addirittura nei lager.

varie_gayprideromaIn sostanza, come il femminismo, lungi dall’accontentarsi di manifestare contro una vera discriminazione, si ricorre alla festa del “tutti liberi” dal carcere della famiglia e della normalità sessuale, mentre si lancia il messaggio che le masse popolari siano oppresse da una tirannide omofoba. Non quindi una rivendicazione del tipo “per favore non bistrattateci”, ma del tipo “siamo noi i normali e voi i diversi, che devono vergognarsi di essere degli aridi etero; voi i prigionieri del bigottismo non noi, aperti a tutte le forme dell’amore”. E cosa è più attrattivo per un giovane adolescente che prefigurare un mondo senza regole e quindi senza nulla da imparare? In realtà traspare anche un orgoglio arrogante, qualcosa che nel permissivismo su ogni forma di sessualità cerca di camuffare ciò che dovrebbe essere il politicamente corretto. Libertà totali, in analogia al libero mercato, delle merci come dei corpi, dei salari come dell’uso dei vari orifizi, assenza di regole, di imposizioni residue del fascismo e trasgressione e liberazione da ogni inquadramento morale e sociale.


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Sembra una nemesi. Ogni qualvolta sopraggiunga un periodo in cui si cerca di raccogliere i cocci di una società che dell’arbitrio ha fatto ogni abuso, nella morale come nell’economia, rimettendo le regole al loro posto con l’obiettivo della tranquillità e serena convivenza per tutti, ecco i libertari, i rivoltosi, pronti a dire che in natura “tutto è permesso” e che chi vuole obbligarci alle regole ed alle leggi è come minimo un fascista, termine sempre di moda, usato e abusato, che, anche per legge, può essere ormai solo un dispregiativo, mai una ideologia; solo un oggetto di apologia. Quindi è la sinistra “libertaria” che sposa un Gaypride, o essa stessa è il Gaypride sociale che spaccia l’assenza di regole e il libertarismo come libertà dalla dittatura delle regole imposte? Ma le regole non servivano e non sono nate, per contemperare la legge bruta del più forte, proteggendo i deboli dai prepotenti? E non è forse vero che dall’imporre un liberismo assente di regole nell’interesse del predominio dei capitali e in nome della libertà, discende un liberismo nell’uso delle libertà individuali, nell’uso del denaro, nel trattare ogni aspetto della vita sociale come una merce, nell’illudere che in nome della libertà tutto è permesso fino allo sfogo pubblico di ogni istinto?

varie_convivenzaQuesta non è libertà ma il suo fantoccio. Basterebbe fare alcuni esempi banali. Chi è più libero di fronte ad un pianoforte, uno scimpanzè che schiaccia i tasti a casaccio e con curiosità, o un pianista obbediente allo spartito che ha a sua volta assimilato e osserva una enorme serie di regole che a sua volta interpreta nel modo più consono ed espressivo voluto dal compositore? Chi è più libero, colui che si pone ai pasti in assenza di regole, magari usando mani e piedi, e ruttando e sbavandosi, perché in ciò deve sentirsi libero, o chi si pone in un modo consono a non intristire il pasto altrui? E l’arbitro che impone le regole nel gioco del calcio, dove calciatori a loro volta addestrati a seguirle le usano non per questo rinunciando alle loro capacità atletiche e tattiche, ma affinandole, è un fascista? Quindi una libertà senza regole non ha senso se non rinunciando a quella civiltà che ha elevato l’ordalia primitiva fino alla costruzione sociale. E non è forse, l’esigenza di regole acquisite e il loro essere nel tempo sentita come dovere, mettere a frutto il pensiero illuminato di chi ha ricercato in ogni epoca, tra le pulsioni umane, le migliori caratteristiche per un benessere sociale, armonizzando la natura di tali pulsioni con la moderazione del corretto vivere in comunità? E’ pur vero che nulla è spesso più divertente che violare le regole e agire seguendo il puro istinto orgiastico, ma ciò fa parte della dialettica individuale col mondo sociale e non presuppone appunto che le regole non esistano. Anzi, il contrario.

Queste le considerazioni che mi venivano in mente soprattutto osservando il cartello contenente lo slogan “La mia libertà è la tua libertà”. Libertà di ostentare quasi con orgoglio sprezzante la propria allegra omosessualità, di fronte ai tristi etero prigionieri di una regola? Magari affezionati ad una famiglia tradizionale che il Gaypride ti sbatte in faccia come una offesa alla liberazione sessuale? Se andassimo oltre con l’estensione e l’abuso del termine libertà, non avremmo confini ma solo inventiva esasperata nella creazione di sempre nuove modalità di trasgressione. Come qui la compromissione dell’amore secondo natura, a colpi di deregulation, con smodate depravazioni. Dimenticando che esiste una normalità, nel sesso come nell’accoppiamento amoroso, che solo il 2% di omossessuali rispetto al 98% di etero (secondo stime accreditate in U.S.A. ed in Europa, ma non molto dimostrabili), non può pretendere di sovvertire, spacciando libertà con licenziosità senza regole. E due corpi nudi maschili o transessuali avvinghiati a baciarsi su un camion a suon di ritmi ossessivi, spacciati per ostentazione di libertà, non sono meno osceni di una coppia etero che faccia kamasutra dinanzi ad una scuola, e che verrebbe adeguatamente rieducata con arresto immediato.


Se andassimo oltre con l’estensione e l’abuso del termine libertà, non avremmo confini.


varie_gayprideroma2Perché esistono leggi che hanno codificato le regole. Perché sono state necessarie migliaia di anni per scoprire quali regole fosse meglio seguire per conciliare istinti naturali e benessere collettivo, a salvaguardia delle istituzioni familiari e sociali, oggi attaccate. Perché esiste un impianto giuridico che fissa anche le sanzioni per chi trasgredisce le regole, ed è un compito politico far applicare e migliorare nel tempo tali regole. E non saranno lesbiche e omosessuali, e tanto meno le femministe, a distruggere tali istituzioni. Così come non metteremo mai tali singolarità della natura al rogo o su una graticola, orrendi errori storici dell’oscurantismo inquisitore papista, ma riteniamo segno di civiltà esercitare una moderata tolleranza e sopportazione delle attitudini di tutti gli LGBT del mondo, vorremmo credo essere ricambiati con la cessazione dei Gaypride su modello smaccatamente Rave Party, con la loro attrattiva trasgressiva verso la nostra gioventù, in più con pretese di indottrinamento e insegnamenti di libertà a colpi di slogan pecorecci e sinistrorsi. Non meno di quanto non siamo disponibili, noi normali, a tollerare che la rinuncia al ruolo di genere o l’indistinzione tra i generi, venga spacciata come liberazione della donna dalla schiavitù del cosiddetto patriarcato (leggi famiglia naturale), dalle complici associazioni nazifemministe, non a caso gaudenti e buoniste di fronte ai Gaypride.

La famiglia, patriarcale nel solo senso positivo del termine, ovvero con complementarietà e reciproco arricchimento tra i generi, i due generi, non gli “n”, è una istituzione storica, la prima sede delle regole dell’educazione della progenie, e nessuno tocchi la famiglia, che consta di un padre una madre e i loro figli, perché questo lo riteniamo del tutto contro-natura e intriso di ipocrisia commerciale da globalizzazione, foriera di assenza di regole e disintegrazione sociale. L’alternativa imposta culturalmente dal Gaypride, tra abbraccio alla famiglia di genitori dello stesso sesso e l’accusa di “fascista”, tanto cara alla sinistra come lo era quella di “eretico” alla Santa Inquisizione, noi la rigettiamo. Verrebbe voglia di correggere uno di quegli slogan, riaffermando la regola più banale “La mia libertà finisce dove inizia quella altrui”. Ma sarebbe un memento poco gradito che forse verrebbe pure sanzionato.


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17 thoughts on “La libertà si insegna al Gaypride

  1. L’associazionismo LGBT legato mani e piedi al sinistrume misandrico (leggi: Arcigay) deve essere punito causa il suo attacco gratuito (e basato su falsità) al DDL 735.

    Ma attenzione a credere che il fronte avversario sia compatto.

    Guarda questa come si caga addosso ora che le trans cominciano ad entrare nei bagni femminili, a competere negli sport femminili, e lei, che protestava, è stata silenziata:
    https://www.feministcurrent.com/2019/06/25/its-time-for-feminists-and-the-left-to-support-free-speech-before-its-too-late/

    Adesso dice di essere paladina della libertà di parola e che vuole ascoltare le ragioni degli MRA e difendere la loro libertà di espressione.

    Tanto per capire il tipo: tra quelle che seguono questo blog ci sono alcune che dicono che gli uomini andrebbero ridotti al 20% della popolazione, e lei ovviamente non solo faceva passare tali messaggi ma neppure se ne dissociava…quindi immaginati quanto sincera può essere.

    Primo o poi succederà qualcosa di simile anche qui.
    L’essenziale sarà NON aiutarle e lasciarle cuocere nel loro brodo.

  2. Per tranquillizzare Paolo. Non solo non mi sono mai eccitato dinanzi a pratiche lesbo di due corpi femminili, provando solo indifferenza e pena, ma non farei mai assistervi figli e figlie miborenni.

  3. Parole sante! Ma perché vogliono toglierci anche il buon senso? Ci sono sicuramente interessi economici dietro…e c’è mancanza di senso da dare alla vita umana…..mancano vere guide spirituali che indichino la via del bene, comunque anche un blog così ben fatto può aiutare….

    1. Blog ben fatto non credo visto che ieri sera sono stati rimossi miei commenti e oggi sono rimasti in sospeso miei commenti (mi riferisco sempre all’articolo precedente a questo), ma ovviamente tutte le follie di Paolo-Ned restano tutte lì in bella vista a disturbare ogni discussione: complimenti a chi gestisce il sito… davvero io non ho parole! Certo che se gli anti-femministi consentono di parlare a coloro (i vari Paolo-Ned) che a partiti invertite censurerebbero tutto, beh… ci meritiamo di perdere: scusate lo sfogo, ma sono davvero arrabbiato a causa di quanto accaduto nell’articolo precedente

      1. Non t’arrabbiare, sono da solo a gestire la macchina. Qualcosa mi deve essere sfuggito. Controllo e nel caso approvo.

        1. Scusami per lo sfogo, ma vedere Paolo-Ned che scrive sempre quello che vuole mi ha fatto uscire dai gangheri (sono i traditori come lui ad aver creato il disastro attuale). Comunque, è evidente che ormai siamo tutti da soli a implorare la gente (e gli elettori moderati-indecisi) di aprire gli occhi, ma a nessuno interessa un fico secco: infatti, come va la raccolta fondi per le spese legali di quel famoso processo? Ecco, da lì si capisce tutto: ovviamente nessuna grossa associazione ha dato una mano e quando io cerco su altri di spiegare qualcosa alla gente, sai cosa succede? O mi dicono che esagero o mi attaccano (mai toccare gli idoli del partito di riferimento: sai, se a fare certe leggi porcata fossero stati “quegli altri” allora certa gente sarebbe scesa in piazza a urlare. Ma se sono “i propri” a fare queste cose, allora non vanno in piazza perchè certa gente giudica le leggi NON in base a cosa c’è scritto, bensì a chi le fa…) o mi ignorano o semplicemente mi dicono “io non capisco di cosa parli”. Ergo, i vari Paolo-Ned hanno vinto e poi gli si ritorcerà tutto contro, ma lui questo non lo sa ancora

          1. Non sarei così pessimista. L’inconsistenza e il totalitarismo insiti nei ragionamenti di Paolo (per non parlare dei modi con cui li propone) sono evidenti. È una guerra di civiltà e lui ha scelto di stare dalla parte sbagliata e se ne assumerà le responsabilità. In ogni caso la frequenza e il tono dei suoi commenti ha ormai disturbato anche me. Noto che induce altri a non commentare monopolizzando l’area commenti. Dunque sono a un passo dal ban. Cosa che non vorrei fare, perché è importante dare la parola a tutti, specie se la pensano diversamente. Ma la sua mi pare sempre più una mera azione di disturbo che non di confronto, e ne dovrò presto prendere atto.

            1. ciao Davide.
              Quello che hai descritto nel commento che quoto altro non è, in parole povere,che l’atteggiamento di un TROLL.

              Ora, se io avessi un troll nel mio ipotetico blog lo prenderei a “legnate” telematiche.
              Sempre che il “signor Paolo” non sia in realtà una donna sotto mentite spoglie
              e tutto l’atteggiamento, il senso del discorso che fa, la cocciutaggine, mi convincono di si.
              In caso fosse un maschio, sarebbe qualcosa che per rispetto non evoco visto quello
              che scrive da altre parti …e la sua fissità assertiva.

              un saluto ! ????

              1. Si, oramai è talmente isterico che pare una donna. Ma è uomo, ahimè. E il suo comoortamento da troll è giunto al limite. Rinuncio a un bel po’ di traffico sul blog pur di tenerlo pulito. Ripeto: mi spiace. Il mio desiserio di ascolto dell’altro, sempre, né esce sconfitto, ma davvero così non si può più.

                1. E’ un titolo d’onore di qs blog il fatto che vi sia ospitato Paolino, il quale non è semplicemente uno con opinioni difformi, è un nemico aperto della causa maschile. Non un troll.
                  Una simile apertura da parte di Davide è un blasone ed è indice di grande potenza interiore e di solidità delle ragioni qui esposte. Io me lo terrei stretto.

                  1. Sì Rino, è lo stesso approccio mio. Ma oggettivamente negli ultimi tempi sta esagerando per frequenza e capziosità strumentale. Le sue modalità sono non più da interlocutore o oppositore, ma da vero e proprio disturbatore. L’ho già ammonito di recente, sospendendolo per due mesi. Ora sto finendo la pazienza, devo essere sincero, anche se a malincuore. Più che altro perché so che il suo dilagare tiene lontani altri commentatori intelligenti, capaci di portare contributi notevoli. E questo è un danno…

                    1. Salve Davide, se può essere di conforto anch’io sono del parere di Rino. Capisco la difficoltà nel gestire Paolo-Ned ma questo va a suo (di Lei, caro Davide) onore. Penso inoltre che se molti non commentano è forse perchè trovano i propri pensieri già esposti da altri commentatori (io sono uno di quelli): immagino che come amministratore del blog potrà avere prova del numero di visitatori e potrà verificare se vi sia una fuga o un incremento dei contatti. Non credo che se Paolo commenta allora ci siano meno contatti. È anche giusto che noi non si faccia la figura di quelli che se la cantano e se la suonano allontanando chi non la pensa come noi per quanto irritanti possano essere. Per ognuno di noi inoltre può essere utile leggere ciò che scrive Paolo-Ned perchè le sue sono le argomentazioni che possiamo ascoltare da chi incontriamo anche quotidianamente e se davvero vogliamo impegnarci in discussioni su questi temi bisogna essere preparati… anche questo è un modo per esserlo. E chiudo ricordando che in fondo questi tempi in cui stiamo vivendo sono terreno di un un’aspro confronto e a noi è toccata questa lotta : siamo un po’ come gli Ebrei nel deserto in viaggio verso la Terra Promessa e chissà se la raggiungeremo mai (permettetemi questa citazione biblica, visto che a Paolo-Ned non piace la religione :-D)… almeno potessero raggiungerla i nostri discendenti grazie anche al lavoro qui svolto.

                      Grazie ancora Davide!

                    2. Uckhsk dice:
                      “Per ognuno di noi inoltre può essere utile leggere ciò che scrive Paolo-Ned perchè le sue sono le argomentazioni che possiamo ascoltare da chi incontriamo anche quotidianamente e se davvero vogliamo impegnarci in discussioni su questi temi bisogna essere preparati… anche questo è un modo per esserlo”
                      .
                      … e dice benissimo! Ma davvero.

      2. Elect, ho controllato e c’erano alcuni commenti “pendenti”. Mi scuso, ora sono stati tutti pubblicati.

  4. tutto molto interessante ma mentre il normale Augello storce il naso davanti ai trans che si abbracciano (oh che scandalo!) e agli slogan del Pride, non tiene conto di una piccola cosa che è il motivo per cui si fanno i Pride: se Augello si bacia con la fidanzata per strada nonsuccee giustamente niente, se lo fanno due persone dello stesso sesso (un bacio, non il kamasutra) scoppia il finimondo e risciano ache di essere presi a botte da qualche fan della famiglia tradizionale. Per un bacio. Quel bacio che tu giustamente puoi dare alla tua fidanzata anche in un parco pubblico pieno di bambini, e giustamente nessuno te lo impedisce. E non dovrebbero impedirlo neanche a due persone dello stesso sesso, perchè l’amore è lo stesso.

    vorrei capire, esattamente due persone dello stesso sesso che si sposano e magari adottano un bimbo cosa tolgono ad Augello? Impediscono ad Augello di sposarsi con la fidanzata, avere dei bambini e crescerli in maniera tradizionale? Non impediscono niente di tutto ciò. Le persone lgbt non tolgono nessun diritto agli etero, non impediscono agli etero di sposarsi, fare figli, fare l’amore.
    Dove sta il problema? Forse se due uomini si baciano per strada, Augello forse non può più baciare la fidanzata? Ma di che parliamo? E chissà perchè ci si preoccupa sempre di due uomini che si baciano e non di due donne ma ci tornerò su.
    Va da sè che per me chiunque, etero e non etero, uomo, donna ha il diritto di baciarsi per strada e se un bambino li vede non succede nulla, vede due persone che si amano

    Poi che come in tutti i movimenti di liberazione anche in quello lgbt ci siano estremismi (minoritari) che fanno riferimento a settori della queer theory è altra questione ma non c’entra col pride e di sicuro Arcigay non è estremista (e sulla questione della gpa è anche in polemica con una parte del femminismo, esiste una parte del femminismo critica sull’universo queer, e ci sono anche alcuni esponenti del movimento lgbt come Aurelio Mancuso contrari alla gpa, è tutto più complesso di come sembra)

    mi colpisce quando Augello dice. “E due corpi nudi maschili o transessuali avvinghiati a baciarsi su un camion a suon di ritmi ossessivi, spacciati per ostentazione di libertà, non sono meno osceni…”

    non posso fare a meno di chiedermi se due corpi nudi femminili (fisicamente attraenti) avvinghiati a baciarsi su un camion sarebbero stati definiti osceni da Augello. Secondo me no. Secondo me se su quel camion ci stavano due belle donne seminude avvinghiate a baciarsi, al buon Augello gli veniva una bella erezione. Ammettilo, Augè! Non è peccato!

    1. nonsuccee = non succede risciano ache = rischiano anche

      Aggiungo una cosa: se “crescere i figli in maniera tradizionale” volesse dire insegnare loro che le persone omosessuali sono malati da compatire, o che i ruoli di genere sono rigidi tanto che una donna che non ha voglia di fare le faccede domestiche va considerata “anormale”, ecco se è questo che si intende per “crescere i figli in maniera tradizionale” allora auspico che a scuola si insegnino cose diverse

      1. Hai avuto due genitori gay? No? E come mai?

        Come tutti gli attivisti-buonisti della domenica metti l’interesse dell’ipotetico “genitore” davanti a quello dei “figli”.
        LA risposta a tutte le tue elucubrazioni e’ solo li’. Sei intelligente e se ci ragioni una risposta la trovi da solo.

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