La propaganda telefonica di Giuseppe Conte

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

Vincenzo Tripodi

di Fabio Nestola. Quando la propaganda corre al telefono. Una telefonata, una semplice telefonata, può essere determinante per aiutarci a comprendere quanto sia profondo e capillare il condizionamento delle coscienze nel nostro Paese. È il sintomo inequivocabile dell’orientamento ideologico che inquina la politica, l’informazione e quindi il sentire comune: chi salva una donna in pericolo merita l’interessamento delle cariche istituzionali, chi salva quattro bambini no. I fatti: il presidente Conte, tra i problemi economici e sanitari, ha trovato il tempo di telefonare al poliziotto che ieri avrebbe “salvato” una donna sudamericana che ha chiamato la questura di Torino per ordinare le pizze. Il compagno accusava il figlio di avere rotto il televisore, aveva picchiato il ragazzino e poi la madre che voleva difenderlo. Lo stratagemma della pizza serviva quindi a chiedere l’intervento degli agenti.

Il poliziotto – Vincenzo Tripodi, riferisce l’ANSA – è sveglio, invece di rispondere “con funghi o senza?”, intuisce che la signora non ha sbagliato numero ma sta cercando di non far capire al compagno che è al telefono con la Questura. Happy end: a casa invece del ragazzo con le capricciose arrivano gli agenti che arrestano l’uomo violento.
Nulla di eroico da parte di Vincenzo, che infatti si schernisce dicendo a Conte che ha solo fatto il proprio dovere e qualunque collega avrebbe fatto altrettanto: la scusa della pizza è stata ampiamente pubblicizzata dall’inizio del lockdown. Ciò che sorprende – non solo l’agente Vincenzo Tripodi, ma anche il sottoscritto – è il ringraziamento del Presidente del Consiglio, che ovviamente viene diffuso da tutte le agenzie di stampa quindi la notizia ha rilevanza nazionale.


Non c’è stata alcuna telefonata del Premier a Nunzio Mogavero.


Nunzio Mogavero

Non è dato di sapere quale fosse realmente l’emergenza in quella famiglia sudamericana residente a Torino, i media parlano di urla e percosse ma non fanno cenno a strangolamenti oppure l’uso di coltelli, bastoni, fucili, forbici o altre armi proprie ed improprie. Non era un pazzo asserragliato in casa con degli ostaggi, che minacciava di far saltare il palazzo col gas; non minacciava di sterminare la famiglia e poi suicidarsi, non era uno stupratore che stava per violentare la moglie. Il tempestivo intervento della polizia ha quindi “salvato” una donna da qualche schiaffone, non da morte certa. Per altro i titoli dicono che è stata sventata la violenza su una donna, ma che il primo a prendere gli schiaffi sia stato il bambino non lo dice nessuno. Violenza sulle donne è il mantra da propagandare sui media, anche se la principale vittima dell’uomo violento era il figlio. Sorprende ancora di più l’iniziativa di Conte perché la gratitudine istituzionale sembra avere dei filtri, e si tratta di filtri sfacciatamente gender oriented.

Non c’è stata, ad esempio, alcuna telefonata del Premier a Nunzio Mogavero, l’uomo della Forestale che due giorni prima si era arrampicato sul balcone di una casa in fiamme per trarre in salvo quattro bambini rimasti intrappolati nel rogo. Quello è veramente un gesto eroico, Nunzio ha messo a repentaglio la propria vita per salvare quattro bambini da una morte orribile. Eppure il telefono di Nunzio non ha squillato. Poco importa se l’interessamento del Premier sia genuino o dettato da questioni di opportunità, resta il fatto che per una donna “salvata” dagli schiaffi si è esposto in prima persona, per dei bambini salvati dall’incendio, no. Casalino sceglie per cosa sia più conveniente esporsi? Grazie Nunzio, non sono nessuno ma il mio ringraziamento è più sincero di certi altri, anche se non verrà mai riportato dai media


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: