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L’acido patriarcale di Gramellini (cosa non si fa per un applauso…)

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persone_gramelliniLa notizia ha miracolosamente fatto il giro dei mass-media: a Legnano una ragazza ha sfregiato l’ex fidanzato gettandogli un bicchiere di acido in faccia. Una dilettante rispetto a Elena Perotti che usò un secchio contro William Pezzulo, ma comunque un gesto che sfigurerà e farà perdere probabilmente un occhio al malcapitato. Lei ora è in carcere, accusata di lesioni gravi. A parità di gesto gli aggressori di Lucia Annibali e Gessica Notaro vennero incriminati per tentato omicidio: i soliti due pesi e due misure di stampo sessista che vanno per la maggiore in questo occidente folle [N.d.R.: negli USA una ventenne ubriaca ha letteralmente fatto lo scalpo a un ragazza a colpi di tacchi a spillo, ed è stata condannata a soli 250 dollari di multa]. E in tutto questo poi ti arriva un qualunque Massimo Gramellini che, obbedendo ai fili tirati dallo stream che va per la maggiore, riesce a girare tutto in chiave antimaschile. Ragionamento (chiamiamolo così): la donna ha agito perché ferita dall’abbandono. Si è sentita legittimata al gesto perché pensava di possedere il suo ex fidanzato. E il senso del possesso è tipico del patriarcato. Se invece si facesse come le donne, o meglio ci si lasciasse guidare dal femminile presente in ognuno di noi, si passerebbe a una fase di accettazione. E per dar peso alla sciocchezza cita uno Jung decontestualizzato, conscio probabilmente che la propria autorevolezza (???) non basta. E’ abbastanza inutile fare il debunking di un articolo del genere, che di fatto si qualifica da sé. L’incapacità di concepire una chiave di lettura più fattuale, oggettiva ed equilibrata (“la violenza è male e non ha sesso”) è evidente e Gramellini le dà libero sfogo essenzialmente per poter ossequiare l’ideologia dominante e così strappare un applausetto partigiano. O forse addirittura per intima convinzione. Consapevole di quanto possono essere profondi e bassi gli abissi della mente umana, non me ne stupirei affatto.

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6 thoughts on “L’acido patriarcale di Gramellini (cosa non si fa per un applauso…)

  1. Cosa dice il Gram?
    Che il male viene dagli UU. Il bene dalle DD.
    Il Bene non è più appannaggio di una razza, di una classe, di una religione.
    Finalmente – superate le barbarie, le ideologie, i razzismi, i fanatismi del passato – si è scoperto che ne è depositario il Sesso* femminile.
    .
    Ci son voluti millenni, ma ci siamo arrivati. Il Gram – che con coraggio va controcorrente – ce lo ricorda.
    .
    (*Scrivo “Sesso” e non “Genere” a ragion veduta…)

  2. E niente, rientriamo nello schema classico:
    Se un maschio fa qualcosa di meritorio è frutto del privilegio della cultura del maschio (qualunque cosa sia).
    Se un maschio fa qualcosa di vergognoso la responsabilità è collettiva, di tutti quelli che hanno un pene.
    Se una donna fa qualcosa di meritorio esprime un merito collettivo che è di tutte le donne.
    Se una donna fa qualcosa di vergognoso la responsabilità è individuale, ma sempre riconducibile alla cultura del maschio.

  3. “Se una storia come questa fa notizia, significa che è ancora poco frequente.”

    Esatto, è la stessa ragione per cui i “femminicidi” fanno notizia: sono casi rarissimi.

    Amo gli zerbini, i loro argomenti pro-stupratrici e donne abusive possono applicarsi anche nel senso opposto.

  4. Ieri al Tg1 delle 20 son riusciti a smorzare la potenza esplosiva della notizia di Legnano presentando sùbito dopo l’ennesimo fufficidio, commesso da un marocchino, immagino con grande sollievo delle femminazi che avevano una notizia per controbilanciare. Se serve alla loro narrazione, i doppi standard con gli immigrati improvvisamente cadono.

  5. Gramellini, con i suoi pari Cazzullo e Svergnini, è il perfetto ritratto dell’intellettuale di corte: scrittura (a volte) brillante ma concetti banali, conformisti fino al midollo che se la menano da liberi pensatori, coprono con mediocre retorica il loro vuoto di idee. Sono personaggi mediocri e moralmente ripugnanti, infatti, in Italia, sono da decenni sulla cresta dell’onda. Non a caso.

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