L’Aperitivo è morto. Viva l’Aperitivo

L’Aperitivo con lo stalker e l’incontro sul gender sono stati annullati. Dei tre eventi annunciati, uno solo resta fermo, quello del 27 settembre dedicato a separazioni e minori. Tutto come previsto, insomma. Sapevo perfettamente che l’esito sarebbe stato questo. Ed è un peccato perché l’idea di creare un “trittico” di eventi, costruiti attorno a uno patrocinato, era buona secondo me. Il Municipio Levante, con cui ho collaborato meravigliosamente, con grande trasparenza e correttezza, aveva ritenuto positivo proporre alla cittadinanza “tre visioni alternative su uomini e donne”, aprire tre spiragli per far passare una versione differente da quella usuale su temi importanti e sentiti. Ma no, non si può. Vuolsi così là dove si puote ciò che si vuole, direbbe Dante.

Vuol dire che qualcuno non ha gradito nello specifico che io prima ed Elisabetta Frezza poi proponessimo opinioni documentate e argomentate, da sottoporre alla valutazione di chi avesse voluto partecipare. E chi sono costoro? Li conosciamo bene, li abbiamo visti in azione secondo una consolidata catena di comando: femministe in mobilitazione costante e permanente che sguinzagliano i media obbedienti e infine politici che si accodano per poter “stare sul pezzo” e non perdere consenso. Il tutto senza aver letto nulla, senza essersi documentati o senza avermi chiesto conto. Tutto è stato imperniato su un singolo messaggio Facebook. Obiettivo primario, a detta di costoro, era far togliere il patrocinio e il logo del Comune. Quando quest’ultimo è stato rimosso ed è apparso chiaro che il patrocinio era per un’attività meritoria, avrebbero dunque dovuto mettersi tutti quieti.


Una consolidata catena di comando.


Invece no. L’obiettivo, è stato chiaro fin da subito, almeno per me, oltre che ampiamente previsto: eliminare del tutto due eventi dei tre. Due specifici. E’ partita così una pressione gigantesca verso Comune e Municipio. Esattamente com’era accaduto per RAI Radio 1, l’entusiasmo organizzativo iniziale è stato violentemente spento da interventi esterni. Per assicurarsi che il tutto fosse efficace al 100%, sono arrivate numerose intimidazioni a chi gestisce lo spazio in cui doveva tenersi l’Aperitivo. Intimidazioni pesanti e come tali molto convincenti. Ha ceduto lui, e lo comprendo (anche se fatico a giustificarlo), e con un effetto domino ha ceduto tutto quanto.

Questo è avvenuto. Uno schema consolidato, un meccanismo ben oliato finalizzato a reprimere con forza qualunque voce diversa da quella che deve essere imposta a tutti. Il giornale cittadino, “Il Secolo XIX”, negli strilloni delle edicole titola: “Attacca la legge sullo stalking. Il Municipio lo finanzia”. A parte la falsità della seconda parte (ma come si documentano i giornalisti oggi, su WikiHow?), la prima parte è assolutamente emblematica. Ricordo che c’era un altro secondo cui non era consentito “attaccare le leggi”, o criticarle o altro. Era uno pelato che un po’ di decenni fa stava spesso al balcone. E dunque come chiamare tutto questo: fascismo, nazismo, bolscevismo? Un po’ tutto insieme, ma c’è un termine molto esatto che accomuna tutto il clima in cui siamo immersi, ed è mafia. Non so definire in altro modo forze che, senza palesarsi e opporre le proprie idee a quelle altrui, agiscono strisciando e soffocando tutto, il confronto democratico e la libertà in primis.


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Uno pelato che un po’ di decenni fa stava spesso al balcone.


Ho detto spesso in queste pagine che questa realtà esiste, è potente, opprimente, totalitaria. Se serviva, ora ne ho la prova, scavata direttamente sulla pelle, con mezza Italia che adesso, grazie a un giornalista di Repubblica, collega il mio nome al dileggio contro una parlamentare con il viso sfregiato dall’acido. Un dileggio mai avvenuto, per altro. Con le rettifiche che circolano il 5% di quanto abbiano circolato falsità e diffamazioni. Un mucchio di infamie che, andando contro i miei principi, verranno denunciate alle autorità competenti. Non per altro, ma perché in alcuni casi si è andati troppo oltre nella demonizzazione mia personale e delle riflessioni che propongo pubblicamente. Gran parte delle quali ha alle spalle, oltre che dati e fatti, un carico di dolore terrificante e non raccontato da nessuno se non da uno (finora) sconosciuto blogger.

Dunque l’Aperitivo è morto. Ma viva l’Aperitivo. Crede forse “quella montagna di merda” (cit.) di potermi mettere il bavaglio? Pensa davvero che la proposta di letture alternative a quelle totalitarie non possano circolare? Bene, sbagliano. L’Aperitivo si terrà ugualmente. Non, come avevo annunciato, per strada. Sia perché non potrei usare le diapositive (che fa un sacco figo…), sia soprattutto perché sono stato messo in guardia rispetto alla mia incolumità (pensa te a che livello siamo). L’Aperitivo si terrà venerdì 20 settembre a partire dalle ore 18.00 in diretta Facebook dalla pagina collegata al blog: www.facebook.com/stalkersaraitu. E se per caso la “montagna di merda” trova il modo di bloccarmi la pagina, allora la diretta la farò dalla pagina della Lega degli Uomini d’Italia (www.facebook.com/legauominitalia). E venerdì 4 ottobre anche Elisabetta Frezza sarà online per parlare di ideologia gender, come promesso.


L’Aperitivo si terrà ugualmente.


Dunque alla fine mi è stato fatto un regalo. Invece che a 20 o 30 persone, avrò l’opportunità di parlare a un gruppo più folto, chissà quanto. Lo farò da un posto da cui non posso essere cacciato: lo studio di casa mia. Senza alcun patrocinio di nessuno, ché non ne ho bisogno. E, come per l’evento “dal vero”, invito giornalisti, politici, e tutti coloro che mi hanno mandato insulti di ogni tipo (certi messaggi vocali sono uno spasso!), a essere i primi a collegarsi. Sentiranno questo orrendo misogino che deride le donne deturpate dall’acido, sminuisce la violenza sulle donne, nega lo stalking, sputa sul femminicidio, delirando a più non posso… In realtà, una volta esposto ciò che avrei voluto dire nell’incontro “dal vero”, leggerò, se ce ne saranno, le osservazioni e le domande e commenteremo insieme il tutto, se possibile con tranquillità, pacatezza e voglia di ragionare sulle cose.

Questo perché ci sono tante persone desiderose di capire di più e di ascoltare per farsi una propria idea. E di non consegnare ai propri figli un mondo governato da una dittatura folle e violentissima. Ma soprattutto perché a me il bavaglio non lo mette nessuno. Tanto meno una “montagna di merda”. Appuntamento dunque, come previsto, a venerdì 20 settembre, a partire dalle ore 18.00, per la diretta Facebook. Diffondete, se potete. Io vi aspetto là.


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