L’indomabile spirito degli umani

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LA FIONDA

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di Giacinto Lombardi –  A volte la fantascienza ci aiuta a capire il mondo in cui viviamo e le possibili conseguenze di certe nostre aspettative come quella di un mondo perfetto, di qualcuno che controlla tutto e tutto procede perfettamente senza delitti, senza malattie, senza violenza e senza inibizioni. È questo il mondo di Host, un mondo in cui alieni senza corpo si impossessano dei corpi e della mente degli umani e creano un mondo perfetto solo che “non è più il nostro mondo”, recita la voce fuori campo. Purtroppo per loro, però, il condizionamento non funziona mai al 100%. “Questi umani non sono come gli altri corpi che hai abitato, hanno pulsioni potenti e non comuni”, dice la cercatrice alla viandante appena inserita nel corpo di un’umana dalla natura forte e ribelle. La natura umana si rivolta, l’uomo è fatto di pulsioni, voglia di sapere, di crescere, di sperimentarsi e di prendersi qualche rischio pur di vivere nella libertà.

Nella mente della protagonista che possiede, la posseduta continua a vivere, è una voce forte che la ispira, la comanda, la guida come la voce della coscienza o della “musa” che ispira gli artisti: un musicista mette le mani sul pianoforte e quelle si muovono da sole e nasce una melodia. Lo spirito dell’uomo è indomabile e non sarà certo il verbo femminista a piegare un’anima ribelle, come quella voce guiderà la protagonista verso la liberazione dal saprofita che occupa la sua mente, guiderà gli uomini liberi e forti, che stanno prendendo coscienza della menzogna in cui viviamo, verso la libertà.


La grande menzogna femminista è divenuta legge.


Purtroppo era necessario che l’infezione prendesse la TV, ci ossessionasse col 1522, con la favola della violenza in famiglia a senso unico quando tutti sappiamo che è sistemica, che le donne urlano, picchiano i bambini, insultano, svalutano, tradiscono, spendono troppo, si lamentano sempre, inquinano la serenità della famiglia, mettono i figli contro il padre, e che l’uxoricidio e spesso l’ultimo atto di un crescendo di violenze e incomprensioni. Bisognava che una donna occupasse l’ISTAT e ci regalasse false informazioni sulla violenza intrafamiliare perché cominciasse l’immunità di gregge, perché altri si accorgessero che c’è qualcosa che non va nel dominio femminista. Bisognava che le leggi a tutela della donna si trasformassero in quote rosa, ma solo per le “posizioni apicali”.  Bisognava che il divorzio all’italiana si diffondesse e i padri separati immiseriti finissero alla Caritas ad elemosinare un pasto e talvolta un letto, perché altri si accorgessero che la grande menzogna femminista è divenuta legge, è divenuta Stato, è divenuta ideologia.

Siamo stati formati all’universalità della legge morale e alla parità dei diritti, non a due pesi e due misure o alla parità di fatto senza la legittimazione del merito o del suffragio popolare, siamo stati formati all’azione perequativa dello Stato non all’esaltazione di un sesso a discapito dell’altro. Quello che stanno facendo non va bene, disturba le coscienze, viola il senso di giustizia, viola la verità, quella che conosciamo attraverso l’esperienza e la coerenza del ragionamento.


L’umano vince sempre.


Un altro esempio: lo svantaggio scolastico è maschile, ma l’ONU dichiara la giornata mondiale delle donne nella scienza e alcune nazioni offrono un punteggio di vantaggio alle studentesse che si iscrivono alle materie scientifiche. Dov’è la funzione perequativa delle istituzioni? Dovrebbero dichiarare la giornata per l’eliminazione dello svantaggio scolastico maschile invece ogni azione è sempre a senso unico. Ma l’esperienza è più forte dell’ideologia, le connessioni neurali non sono ancora morte e le contraddizioni vengono a galla, la voce interiore agisce da sola, le parole si affabulano autonomamente nella mente, lo spirito è forte anche nel fisico fragile e zoppo del vecchio Tirteo.

Così finalmente sta crescendo l’immunità di gregge al femminismo, alla Tv cominciano a dire uomini e donne e il vecchio e sinistro donne e uomini sta divenendo ridicolo segno di sottomissione, nascono nuovi siti e blog di segno maschile e a un certo punto questo albatro spiaggiato che non riesce a decollare troverà qualcuno che lo lancerà nell’aria, le sue ali si spiegheranno e comincerà a volare. Alla fine, il film ha un bellissimo happy ending da cui si può trarre un insegnamento: l’umano vince sempre, non fa niente un po’di disordine purché questo mondo sia ancora nostro.


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