Maison Antigone: lo schifo colpisce ancora

di Giorgio Russo – Del centro antiviolenza “Maison Antigone” ci siamo già occupati non molto tempo fa, in un articolo del 5 febbraio. Era accaduto che una utente della pagina Facebook collegata a questo blog lamentasse di aver ricevuto in privato messaggi insultanti e minacciosi da parte di un altro utente uomo. Come prova pubblicava lo screenshot dei messaggi, davvero virulenti e inaccettabili, che infatti sono valsi il ban immediato al soggetto indicato. Se non che le amorali gestore della pagina Facebook di “Maison Antigone” si appropriavano di quello screenshot e lo ripubblicavano facendolo passare per le minacce di un padre separato alla ex. Un esercizio abborracciato ma efficace di manipolazione finalizzata all’odio in rete, insomma, secondo il principio che tutto fa brodo, tutto va usato per alimentare il risentimento verso gli uomini-padri. Massimo paradosso: l’utente bannato risultò poi essere single.

La operazione scatenò una furia di commenti di critica per “Maison Antigone”, anzitutto dalla donna che aveva subito quell’attacco nei messaggi privati. Rimproverò alle pasionarie senza scrupoli di utilizzare una minaccia reale a una donna per i propri biechi scopi di propaganda antimaschile, altri rinfacciarono la losca manipolazione. La risposta di “Maison Antigone” fu la cancellazione di ogni commento critico, ovviamente, ma soprattutto chi ne gestisce il profilo cominciò a incolpare furiosamente la donna che aveva segnalato l’abuso. Ovvero fecero pubblico esercizio di ciò che più le dovrebbe far inorridire: “victim blaming”. Uno scivolone con capocciata annessa non da poco per un centro antiviolenza piuttosto noto, tra le altre cose anche per essere “consigliere permanente” di Laura Massaro, il cui caso è assurto recentemente all’attenzione nazionale. Davide Stasi, qualche giorno prima, aveva per altro invitato la loro presidente Michela Nacca a un confronto pubblico (mai ricevuto risposta, n.d.a.), essendogli parsa persona abbastanza aperta al dialogo. Dopo la vicenda dello screenshot manipolato dovette ricredersi.


Il centro antiviolenza romano rimane solo e col cerino in mano.


Da allora “Maison Antigone” non si è più fatta notare, fatti salvi i dovuti piagnistei da quarantena per le povere donne recluse che non possono più fruire dei preziosissimi servizi dei centri antiviolenza. Fino a due giorni fa, quando ha voluto ricordare al mondo quale sia la cifra del suo attivismo. A commento della notizia secondo cui il coronavirus colpirebbe più gli uomini perché si annida nei testicoli, postano una faccina con la bocca chiusa da una zip seguita da un’altra faccina che ride. Divertite, le iene ridens dell’antiviolenza, dalle migliaia di morti di sesso maschile, e divertite anche le loro follower, che nei commenti si sono sperticate subito in variazioni sul tema. “E Darwin muto!” digrigna tale La Rosa dei Venti, accompagnando con una faccina che ammicca e ridacchia. “La natura è intelligente”, sghignazza tale Silvia Rossini. “Non la natura… Dio!”, specificano le amministratrici della pagina, nel caso qualcuno dubitasse che un pulviscolo di pietas albergasse in loro. La splendida festa di morte di “Maison Antigone” continua su queste note finché qualcuno non si accorge della mostruosità e comincia a tempestarle di critiche e proteste, tutte cancellate una ad una (mentre i commenti di derisione rimanevano intoccati).

Le cose cambiano quando addirittura un senatore, Simone Pillon, si scomoda per dir loro ciò che va detto: “Quale sarebbe la parte divertente di questa notizia? Dovreste solo vergognarvi”. Il manifestarsi dell’odiato parlamentare col farfallino scuote nel profondo le sciacalle, che da quel momento si dibattono alla ricerca di un alibi. Alla fine trovano la famosa toppa peggiore del buco: pensavano fosse una fake news, dicono, e il loro “editor” (manco fossero una testata giornalistica nazionale) ha sbagliato a mettere le faccine. Una scusa patetica, proposta all’audience con il solito tono: siamo state aggredite da orribili maschi odiatori, siamo noi le vittime, sono sempre loro i cattivi! La cronologia delle modifiche al loro post denota chiaramente il tentativo di tenere botta, pur nell’aberrazione di quanto commesso, e solo dopo molte ore cancelleranno tutto. Uno schifo che fa acqua da tutte le parti, e per la seconda volta, come già capitato a febbraio, altre componenti “social” del femminismo suprematista si dissociano pubblicamente dall’operato di “Maison Antigone”, dopo averne condiviso per mesi e anni qualunque contenuto. Il centro antiviolenza romano così rimane solo e col cerino in mano, confortato solo dalle due o tre dure-e-pure capaci di credere anche agli alieni pur di tenere il punto.


Odiatrici di professione e diffusori di dati falsi a carico della collettività.


Ma non è tanto l’indegnità morale e la repellente bassezza etica di “Maison Antigone” a colpire. Chi come noi già conosce a fondo quelle realtà, sa che si tratta di un normalissimo centro antiviolenza, con la sua filosofia interna che fa da fondamento a ogni cosa: odiare l’uomo-padre, senza se e senza ma. Solo qualche ingenuo si può stupire del marciume che può scaturire da quelle anime nere. Colpisce invece il fatto che per la seconda volta nel giro di pochi mesi il roccioso fronte del femminismo “social” e territoriale rompe il proprio patto d’acciaio, rinunciando all’usuale solidarietà incondizionata. La spiegazione di questo fenomeno è duplice. Da un lato c’è che odiare costa a tutti coloro che non fanno parte dello stream. Cathy La Torre & Co. hanno la denuncia facile ma mirata: solo uomini, soprattutto se di destra. La Commissione Segre dovrebbe andarci a nozze in casi come questi, ma resta silente e pacifica, e se tra le tante task-force che ora banchettano attorno al Governo ce n’è una sulle fake news e l’odio online, sicuramente guarda a fenomeni del genere con un occhio di riguardo e l’altro chiuso. Le militanti anti-uomo sanno che è così. Il problema è che la troppa sicurezza poi porta all’eccesso. “Maison Antigone” (e come loro tante altre) abbassano il livello molto al di sotto della decenza perché sanno di poterlo fare impunemente.

Un’anomalia che però, poco per volta, si sta correggendo. Il profluvio di critiche e condanne immediate per la loro bestialità dà la misura di come la guardia, tra le persone di buon senso, sia sempre più alta su queste cose. E non è irrilevante che un’ampia parte di esse sia costituita da donne. Anche per questo le più scaltre tra le complici di “Maison Antigone” optano per la dissociazione. Sanno che in Italia da tempo c’è un’onda sotterranea che scava sotto le loro narrazioni falsificate, che diffonde una chiarezza che genera dissenso per i loro estremismi. Il pericolo è perdere il consenso che le tiene a galla. Ecco allora che mentre “Maison Antigone” la “fa fuori dal secchio”, sentendosi al riparo da tutto, le più accorte prendono le distanze perché hanno capito che, poco per volta, odiare può costare caro anche a loro. Sebbene gli venga come un irrefrenabile impulso naturale (di odio sono fatte, in termini quasi biologici), hanno capito che bisogna trattenersi, che la pacchia è finita. C’è poi un’ultima considerazione da fare a margine, ma non perché sia la meno importante. “Maison Antigone” è un centro antiviolenza. Ovvero uno dei probabili destinatari di una fetta dei 30 milioni erogati di recente dal Ministro Bonetti, la cui task-force al femminile chissà se quando dice “ripartire dalle donne” intende riferirsi a donne come quelle di “Maison Antigone”. In quanto centro antiviolenza, poi, “Maison Antigone” è probabilmente anche uno di quelli che oggi spara numeri a caso sulle violenze domestiche durante il lockdown. E’ bene avere presente questi aspetti, considerando che la quasi totalità delle attiviste dei centri antiviolenza si somiglia come gocce d’acqua. Odiatrici di professione e diffusori di dati falsi a spese della collettività. Finché l’onda sotterranea non troverà la via per arrivare in superficie.


Fondo di Protezione Legale

Contribuisci a sostenere le spese legali di questo blog

Il tuo contributo verrà usato per combattere i tentativi di censura attraverso querele e denunce.

Modifica liberamente la cifra che vuoi donare

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Per fare una donazione tramite bonifico fai riferimento a questi dati:

    1. IBAN: IT67X0617501401000002421780
    2. SWIFT (per bonifici dall'estero): CRGEITGG
    3. Intestato a: Davide Stasi
    4. Causale: donazione Fondo Dotazione Legale

GRAZIE!

STALKER SARAI TU

Totale Donazione: €20,00


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:


 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: