Niente sesso, siamo giudici di Cassazione

Non ricordo quale tra le tante decerebrate teoriche del femminismo arrivò a dire che ogni penetrazione è uno stupro. Ancora oggi ci sono donne (e ahimè pure uomini) che lo credono davvero. Niente di male, in teoria: gli abissi della mente umana possono arrivare a questo ed altro. La questione diventa molto problematica se alla stessa conclusione arriva la più alta magistratura che abbiamo nel paese, ossia la Corte di Cassazione. Si sa: su queste questioni non ha mai brillato per lucidità o lungimiranza, ma stavolta è davvero andata oltre.

Con la recente sentenza n.42118/2019, infatti, ha decretato che in ogni caso, anche tra marito e moglie, il dissenso all’atto sessuale è sempre da presumersi. Per la Cassazione il sistema operativo femminile nasce con il “no” impostato di default verso il sesso. E se un uomo, chiunque sia, marito incluso, volesse cliccare proprio lì per aprire quel tale programma, deve prima assicurarsi di aver tolto il “flag” all’impostazione del dissenso. Altrimenti? Altrimenti è violenza sessuale, senza se e senza ma. La teoria folle che diventa realtà, dunque: ogni penetrazione è stupro, almeno finché non si ottiene assenso esplicito.


Le ganasce implacabili dell’accusa di violenza sessuale.


Tutto nasce dalla storia turbolenta di una coppia di (così pare dalla ricostruzione) trombamici o forse anche qualcosa di più, visto che c’erano convivenze saltuarie. Un giorno si prendono il loro momento di libertà e divertimento, e al termine del tutto (sorpresa!) lei rivela che non voleva fare sesso. TAC! Ecco che scattano le ganasce implacabili dell’accusa di violenza sessuale, con tanto di condanna per l’uomo che, per questo, è ricorso prima in Appello poi in Cassazione. La domanda che sorge spontanea è: come ha fatto a finire condannato? Come ha fatto la donna a provare la violenza per ripensamento post-orgasmo?

Stando alla ricostruzione leggibile nella sentenza, non l’ha provato. D’altra parte è donna, quindi è esonerata da quelle noiose menate da Stato di Diritto tipo prove, testimoni, eccetera. A una donna basta dire. In particolare, nel caso in questione, lei aveva dichiarato di aver pianto durante tutta la durata del rapporto e che lui aveva mantenuto un atteggiamento sprezzante. E come contrapporsi a prove così schiaccianti, per di più nell’ottica del “believe women”? Infatti l’accusato non ha potuto contrapporre nulla ed è stato condannato.


Ti piace questo articolo? Sostieni il blog con una donazione. Grazie!


Non gli è servito, ad esempio, far notare ai giudici che il loro rapporto era sempre stato così, con le mezze convivenze, i tira e molla e rapporti di sesso particolarmente vivaci. “A nulla rileva l’esistenza di un rapporto di coppia coniugale o para-coniugale tra le parti, atteso che non esiste all’interno di un tale rapporto un ‘diritto all’amplesso’, né conseguentemente il potere di esigere o imporre una prestazione sessuale”, hanno trombonato gli ermellini. E in linea di massima hanno ragione: non è che se sei sposato puoi costringere tua moglie a far sesso. Vero è che però almeno ti attendi che se non ne ha voglia te lo dica chiaro chiaro e non arrivi alla fine della festa per poi dirti che non voleva partecipare.

L’errore di presumere che il silenzio della compagna sia un assenso è dunque “inescusabile” per i giudici. Oltre agli elementi oggettivi del fatto (come detto sostenuti solo dall’autocertificazione di lei), “ai fini della sussistenza dell’elemento soggettivo, è sufficiente che l’agente abbia la consapevolezza del fatto che non sia stato chiaramente manifestato il consenso da parte del soggetto passivo al compimento degli atti sessuali a suo carico”. Cioè mentre sei lì che la carezzi o le baci il collo per dare l’avvio alla giostra, non devi goderti il profumo della sua pelle, i suoi mugolii, i suoi strusciamenti. Devi fermarti e chiederti: “un attimo… mi ha detto di sì esplicitamente?”. Ovvero ci si deve chiedere se si è tolto o meno il “flag” dalle impostazioni del sistema operativo, altrimenti c’è il rischio della schermata blu, del crash di sistema. Ma solo per l’utente, non per il terminale.


Tutti gli uomini colpevoli di violenza sessuale.


evangelistaViene da chiedersi che idea abbiano mai gli “ermellini” delle relazioni e delle passioni umane. Probabilmente lo stesso della Senatrice Evangelista del M5S, la cui proposta di legge (ne ho parlato di recente), coniugata con questa sentenza della Cassazione, potrebbe rendere tutti gli uomini colpevoli di violenza sessuale, da perseguire d’ufficio, sempre e a prescindere, a meno che non optino preventivamente per una castrazione chimica o fisica, o per una vita ascetica, ritirata dalle cose mondane e dedita alla masturbazione. Certo è che con i giudici e i politici che abbiamo, probabilmente nemmeno quello servirebbe a evitare la persecuzione dell’uomo in quanto uomo.


ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli


lpdc banner

ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:


 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: