Non è un mondo per donne

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

di Santiago Gascó Altaba. Non è un mondo per donne. Nessun paese al mondo è un paese per donne. Naturalmente nemmeno l’Italia è un paese per donne. Eppure ancora oggi ci sono individui patriarcali scriteriati che vorrebbero negare l’ovvietà. Per quanto assurdo possa sembrare, siamo costretti a ripetere per l’ennesima volta le numerose violenze, discriminazioni, ingiustizie, ostacoli e sacrifici ai quali sono sottoposte quotidianamente le donne per il solo fatto di essere nate donne, e non è affatto una lista esaustiva! Al contrario dell’uomo, una donna…

… ha meno probabilità di morire uccisa da un uomo.

… ha meno probabilità di morire uccisa da una donna.

… ha meno probabilità di morire uccisa e basta.

… ha meno probabilità di morire al lavoro, anzi è molto raro.

… ha meno probabilità di infortunarsi sul lavoro.

… ha meno probabilità di realizzare lavori forzati.

… ha meno probabilità di morire per un incidente domestico mortale.

… ha meno probabilità di essere indigente.

… ha meno probabilità di morire suicida.

… ha meno probabilità di diventare una persona scomparsa.

… ha meno probabilità di subire un’aggressione violenta.

… se è vittima di maltrattamenti è più probabile che sia presa sul serio.

… ha meno probabilità di trascorrere parte della vita in prigione.

… ha meno probabilità da innocente di essere condannata per un errore giudiziario.

… per lo stesso crimine, sarà giudicata più indulgentemente.

… nel caso uccida qualcuno, può mentire e ha più probabilità di essere creduta.

… ha meno probabilità di essere sottoposta a un procedimento per una falsa denuncia, denunce che, tutti sappiamo, non esistono.

… ha meno probabilità di essere condannata alla pena di morte.

… ha meno probabilità di essere torturata.

… ha meno probabilità di essere soggetta a tossicodipendenza.

… ha meno probabilità di essere soggetta ad alcolismo.

… ha meno probabilità di morire per qualsiasi “causa violenta” (annegamenti, guerra, cadute accidentali, incidenti stradali…), cioè ha più probabilità di morire sul proprio letto per cause naturali.

… ha più probabilità di vivere una vita più lunga.

… può permettersi di rinunciare a condotte rischiose, pericolose e poco salutari  senza essere giudicata negativamente dalle altre donne né, soprattutto, dall’altro sesso, una delle tante ragioni per la quale vive più a lungo.

… può permettersi di essere poco coraggiosa, anche in situazione di pericolo per qualcun altro, non è preteso da una donna né il coraggio né l’esercizio della violenza se necessario.

… può permettersi di rifiutare una sfida fisica di combattimento, senza preoccuparsi di danneggiare la propria reputazione di fronte ai suoi pari né essere giudicata dal compagno sessuale.

… di fronte a un pericolo mortale, ha diritto ad essere evacuata prima, una volta che i bambini sono stati evacuati.

… se è oggetto di aggressione, è molto probabile che le persone non coinvolte nell’aggressione intervengano a sua difesa.

… se sarà vittima di violenza, riceverà la solidarietà di tutta la società.

… ha il diritto di godere di tutti i vantaggi che offre una società sicura e ordinata, senza che si pretenda da parte di lei di mettere a rischio la propria incolumità per mantenerla, men che meno nella difesa del proprio paese.

… può avere la certezza nel mondo occidentale che legalmente i suoi genitali non saranno mutilati poco dopo la nascita, con o senza anestesia.

… può scegliere mestieri meno lucrativi o impegnativi senza essere ritenuta una perdente o una perdigiorno.

… può permettersi di non essere ambiziosa e di non lottare per arrivare al successo nel mestiere prescelto, ciò non sminuisce la sua persona.

… ha molte più possibilità di essere ritenuta una compagna sentimentale idonea da qualcuno, persino quando non ha né lavoro né soldi.

… non ha così tante difficoltà a trovare un compagno sentimentale, malgrado il suo carattere riservato, la timidezza o l’introversione.

… è agevolata, per quasi tutta la vita (fino alla menopausa?), a trovare più facilmente un partner sessuale.

… se interagisce con bambini di altre persone (specialmente di gente che non conosce bene), non si deve preoccupare troppo che il suo comportamento sia frainteso.

… può relazionarsi con le sue amicizie intime con più libertà, abbracciarli in momenti di gioia o in cerca di consolazione, senza essere fraintesa o giudicata.

… può piangere, a qualsiasi età.

… può adoperare qualsiasi tipo di abbigliamento, tipico maschile o femminile, anche attillato e provocante.

… se ha dei figli, il suo ruolo materno sarà percepito da tutti più importante del ruolo paterno.

… può riconoscere un figlio, se lo vuole.

… può disconoscere un figlio, se non lo vuole.

… può crescere un figlio da sola, senza informare il padre.

… non può essere costretta a mantenere finanziariamente un figlio che non vuole.

… può decidere di crescere un figlio e delegare il mantenimento economico al padre.

… ha molte più probabilità di vedersi affidare i figli in una separazione.

… ha molte più probabilità di vedersi assegnare a suo favore un mantenimento in una separazione.

… ha molte più probabilità di vivere gratuitamente per anni in una casa che non è la sua a seguito di una separazione.

… può permettersi di lasciare il lavoro e decidere di occuparsi dei figli senza il timore di essere giudicata negativamente.

… le problematiche e difficoltà che esperimenta il suo sesso saranno riconosciute dalla società, le istituzioni promuoveranno politiche per risolverle.

… può permettersi di dissentire fortemente con qualcuno dell’altro sesso, chiamarlo misogino, patriarcale o maschilista, senza paura che lui possa fare altrettanto.

… ha la prerogativa di poter ignorare l’esistenza dei suoi privilegi.

… può permettersi di addossare tutti i fallimenti della sua vita al Patriarcato.

Devo continuare? È necessario? Quante donne, ditemi, voi, uomini patriarcali scriteriati, quante donne si devono suicidare disperate, quante, perché voi capiate la sofferenza femminile? Quante? Un quinto di tutti i suicidi complessivi? Un quarto? Un terzo? Sul serio dobbiamo augurarci che le donne siano quasi la metà dei suicidi (!), per renderci conto, ormai troppo tardi, che questo non è un mondo per donne?


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: