Ogni tre giorni un uomo è vittima di false accuse


Negli ultimi giorni il percorso che ha portato a questa “Giornata mondiale contro la violenza verso le donne” è stato costellato da diversi omaggi dedicati dal blog espressamente a tutte coloro che a questo tipo di ricorrenza dedicano sforzi di retorica, propaganda e falsità. Oggi, giornata culmine di questo crescendo, tocca a me. E come omaggio ho pensato di presentare un po’ di dati finora mai raccolti in modo sistematico: quelli delle false accuse-denunce di donne contro uomini per reati tipicamente collegati con la violenza di genere. Sia chiaro, e voglio dirlo fin dall’inizio: non sarei riuscito da solo a preparare e impacchettare questo omaggio. Mi ha aiutato l’inesauribile Fabio Nestola, integrando le mie ricerche con il suo sconfinato archivio. A Fabio il mio e il nostro grazie.

Ebbene, alle fanciulle oggi in piazza ovunque a strillare che i “femminicidi” sono l’emergenza nazionale e che la violenza contro le donne è dilagante io regalo questo dato: ogni tre giorni in Italia un uomo è vittima di false denunce. La fonte di questa informazione sono i mass media, quando decidono di notiziare un’assoluzione “perché il fatto non sussiste” o un’archiviazione. Dunque, pare ovvio, il rateo che ho riportato è assolutamente sottodimensionato. E’ la punta dell’iceberg e infatti così ho battezzato l’apposita sezione che d’ora in poi terrò in homepage. Pur se limitato, va detto, quel numero è reale. Non sono ipotesi o stime: i 119 uomini scampati da inizio anno a oggi da una falsa accusa esistono davvero. La stima si può fare su quelli che mancano alla conta, la parte sommersa dell’iceberg.


Qui ci sono fatti concreti.


manetteIl confronto tra condanne e denunce, fatto spesso su queste pagine, dà già una stima abbastanza precisa del fenomeno, quello sì emergente rispetto ad altri nel nostro contesto nazionale, ma forse un dato più “reale” serviva. Perché mentre ora c’è chi strombazza in piazza su una violenza non accertata da nessuno e ampiamente mistificata, qui ci sono fatti concreti che spiegano i tanti errori giudiziari, l’intasamento di procure e tribunali e la difficoltà degli inquirenti a riconoscere e porsi a difesa delle poche (per fortuna) vere vittime di violenza. In sostanza, negando il fenomeno che qui illustro e che denuncio da anni, le nostre amiche riunite oggi in varie città non fanno altro che danneggiare pesantemente le loro sorelle che, per quanto poche se comparate con quelle di altre nazioni e rispetto alla popolazione totale, stanno davvero patendo situazioni di violenza.

I numeri conteggiati dalla nostra rilevazione si riferiscono agli uomini “scampati” alle false denunce, sebbene quasi sempre dopo un lungo percorso giudiziario e non di rado un periodo di detenzione. Per ogni caso viene riportata la data della notizia e il link relativo. La suddivisione, come sempre, è per regione, e per ogni fatto sono elencate le accuse-denunce avanzate verso il malcapitato. Purtroppo gli articoli non sempre specificano se la falsa accusa-denuncia è maturata in un contesto separativo o no, ed è un grande peccato perché è proprio il tassello mancante per inquadrare al meglio il fenomeno. Chissà, forse sarà l’ISTAT di Linda Laura Sabbadini a fare questo tipo di incrocio…


Ti piace questo articolo? Sostieni il blog con una donazione. Grazie

 



Ti piace questo articolo? Sostieni il blog con una donazione. Grazie

Dai dati risulta che la regione dove maggiormente vengono presentate false accuse-denunce è la Lombardia (16%), seguita a ruota dalla Campania (15%) e dal Lazio (10%). Ad esse segue una ripartizione piuttosto omogenea su tutto il territorio nazionale, senza l’esclusione delle regioni più piccole come il Molise o l’Umbria (entrambe al 2%). Tra i reati più gettonati nelle false accuse-denunce ci sono lo stalking al primo posto (34%), seguito a distanza dallo stupro (23%) e dai maltrattamenti (17%). Tutti e tre sono, guarda caso, tra i reati denunciati più soggetti ad archiviazione o assoluzione da parte della magistratura, con picchi assoluti per lo stalking e i maltrattamenti e una quota più limitata per lo stupro.

Guardando l’intero elenco dei reati denunciati si ottiene un quadro variegato e interessante. Le donne che tentano di incastrare un uomo tendono ad appigliarsi a reati abbastanza tradizionali, oltre ai tre già menzionati, come le percosse, gli abusi su minori (falsa accusa top verso l’ex marito o compagno per le donne che si separano), le lesioni e le molestie. Ma ci sono frequenti casi in cui hanno lasciato libero sfogo alla fantasia: in un caso, approfittando della nazionalità nordafricana dell’ex fidanzato, una donna ha calato l’asso dell’accusa di terrorismo. Un’altra donna sarda ha invece optato per la denuncia nientemeno che per “detenzione di esplosivi”, salvo poi venire beccata a mettere il materiale proibito nel bagagliaio dell’ex marito. Infine appare per la prima volta un’accusa di “revenge porn”, naturalmente archiviata perché lei era pienamente consenziente e partecipe nel gioco hot virtuale.


In un caso si è arrivati a undici denunce.


Un dato che non è stato rilevato, per mancanza di tempo, è la tendenza alla denuncite. Si tratta di quella patologia che colpisce tipicamente le donne (e si cronicizza quando sono in fase di separazione) e che induce a caricare l’ex o l’uomo-bersaglio del momento non di una sola ma di una gragnola di denunce consequenziali. E’ un virus molto diffuso e in un caso si è arrivati a undici querele, tre quarti archiviate e le altre andate in assoluzione. In ogni caso costoro, forse anche guidate da astute avvocatesse degli immancabili centri antiviolenza, cercano di mantenere una logica e procedono rispettando un percorso di escalation, denunciando spesso in sequenza per molestie e stalking, le più facili da depositare perché sostanzialmente non richiedono prove, e poi per violenza-stupro, a buon peso. Per completezza: non abbiamo nemmeno provato a conteggiare i casi di contro-denuncia per calunnia perché… be’, che ve lo dico a fare?

E così, davanti alla mole di denunce annuali (circa 55 mila considerando i reati “tipicamente maschili” verso le donne), la magistratura tende a dimezzare la possibilità di fare errori, ossia di lasciar libero un vero violento. Dunque un 50% viene archiviato un po’ alla cieca, facendosi il segno della croce. La restante metà delle denunce si manda avanti lungo la procedura, senza che nessuno la fermi. Né il PM né il GIP né il GUP si prendono la briga di guardare i fascicoli e fermare anzitempo la menzogna, e non per ignavia ma perché i casi sono troppi. Dunque si manda tutto avanti e a smazzarsi la mole sono poi i giudicanti che, per ora, sembrano riusce a metterci un po’ di buon senso, riconoscendo le denunce false o strumentali nel 40-45% dei casi circa. La fortuna, dunque, in questo meccanismo che non ha nulla a che fare con la certezza del diritto, ha un gran peso e non è una buona notizia né per le vere vittime né per i falsamente denunciati.


Da oggi in poi chi vuole vedere i numeri, li ha qua.


E’ una buona notizia solo per le moltissime false accusatrici, che ormai usano la denuncia con la facilità con cui si compila una schedina del Superenalotto. A differenza della lotteria nazionale, però, nel presentare una falsa denuncia le possibilità di una vincita e talvolta anche di un Jackpot sono molto alte (ancor più se ci sono di mezzo dei minori da poter strumentalizzare). Dipende da quanto è malevola la denunciante, quanto è forte il centro antiviolenza che sostiene il tutto, quanto è ammanicato l’avvocato di riferimento, quanto è timido e timoroso nel difendersi l’uomo accusato. Tutte variabili pienamente governabili in un paese dove, anche grazie alle mistificazioni giusto oggi esibite nelle piazze, la donna è sempre la vittima e l’uomo è sempre il suo carnefice, e solo occasionalmente le parti si invertono. Una volta di più: non è così. Lo dicono i numeri. Che anzi, a volerli guardare freddamente, dicono proprio l’esatto opposto. E da oggi in poi chi vuole vederli li ha qua, sulla homepage di questo blog. Non resta che diffonderli e imporli a contrappeso di una menzogna che è durata anche troppo.


ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli

lpdc banner

ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:


 


ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli

lpdc banner

ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:


 


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: