STALKER SARAI TU

“Stalker sarai tu” bussa alla porta dei giovani vlogger

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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Le vlogger Red Lillium e Barbie Xanax

di Davide Stasi. Ricevo molte testimonianze sul fatto che la vicenda della shitstorm contro il vlogger Marco Crepaldi e il suo conseguente ritiro dalle tematiche su femminismo e dintorni abbiano creato non pochi malumori e imbarazzi proprio nel variegato mondo delle attiviste femministe. Si tratta dell’ennesima ombra gettata su una mobilitazione permanente che da tempo sta abusando della pazienza delle persone comuni, con effetti di saturazione piuttosto visibili. La preoccupazione delle femministe nasce soprattutto dalla viralità con cui la discussione sull’accaduto si è diffusa tra i produttori di contenuti sul web di età giovane e giovanissima. Ovvero in quel mondo di “youtuber” o “vlogger” a me sostanzialmente sconosciuto, ma che i giovani conoscono e in molti casi stimano moltissimo. Dopo la vicenda di Crepaldi, hanno iniziato a dibattere di femminismo, analizzandolo e sezionandolo, talvolta in toni anche parzialmente critici, e questo soprattutto ha gettato i centri di potere femminista nel panico. Ho guardato molti dei loro video per farmi un’idea e credo che la lobby femminista non abbia in realtà molto da temere. Tra questi nuovi comunicatori predomina una significativa confusione concettuale, molto simile a quella che caratterizzava Crepaldi. In alcuni casi è una confusione colposa, cioè derivata dai messaggi volutamente contraddittori lanciati dal femminismo, in altri è del tutto voluta.

Il mio primo approccio è stato con una live su Twitch organizzata da Red Lillium e BarbieXanax, dedicata alla vicenda di Crepaldi. Le due giovani hanno preso le difese del vlogger strapazzato da quelle che loro stesse non esitano a chiamare “nazifemministe”. Tuttavia non esitano nemmeno a definire se stesse “femministe”, secondo visioni personali che mescolano i tanti ingredienti, spesso incompatibili, presenti nel pentolone ribollente del femminismo. Si va da una difesa del concetto di “identità di genere” alla dichiarazione esplicita secondo cui il femminismo sarebbe per “la parità di diritti e doveri tra uomini e donne”, fino alla convinzione che esistano “molti femminismi”, di diverso tipo, natura, che nella diretta vengono sviscerati. Di fatto mi pare che anche loro cadano nello stesso inganno che induceva Crepaldi a distinguere tra femministe moderate e femministe “radicali” (più altri “sottogruppi”). Mi sono poi fatto una scorpacciata di vlogger di sesso maschile, concentrandomi soprattutto sui due più caldeggiati da chi conosce l’ambiente: il cerbero podcast e Jematria. Il primo è animato da un team di ragazzi che ha spesso affrontato a muso duro le femministe del web, cui si rivolgono con critiche serrate, seppur in un tono scanzonato. Il loro obiettivo, più che legittimo, è fare intrattenimento, non approfondimento o informazione, dunque nulla di male. Gli va riconosciuto il coraggio di prendere di petto e maneggiare rudemente un argomento che tende a esplodere in faccia a chi lo tratta (Crepaldi docet). Il sarcasmo gli vale da scudo, tanto che ancora, a parte qualche critica, i ragazzi del cerbero non hanno subito alcuna vera aggressione. Segno evidente che colpiscono sì, ma i loro colpi risultano innocui.


Mi aspettavo una nazifemminista sbavante livore.


Il vlogger Jematria

Il rapporto con il vlogger Jematria è stato invece altalenante. Ho guardato prima alcuni suoi video generici sul mondo di internet e l’ho trovato davvero piacevole. Un buon eloquio, spiritoso quando serve, preparato e sicuro di sé. Poi ho incrociato alcuni suoi video dedicati agli incel e ai “redpillati” e la superficialità con cui ha trattato gli argomenti mi ha fatto cadere le braccia. Oltre a spettacolarizzare, con un’espressione fin troppo sottolineata della propria indignazione, un fenomeno profondo, reale e doloroso, in quei video Jematria si dichiara apertamente “femminista”, senza specificare troppo in cosa consista quella sua convinzione. Trapela a tratti la solita fiducia nel fatto che il femminismo lotti “per la parità e dunque sia dalla parte del bene”. Quasi buffo risulta quando, criticando l’approccio redpill che nega il “femminicidio”, forza la realtà affermando che si tratta di un termine corretto, tanto che ne esiste anche il contraltare, “l’androcidio”. Un termine che in realtà non si è mai sentito e che Jematria sfodera lì per lì, per dare una conferma della sussistenza della “parità”. Per il resto dimostra verso la realtà del disagio maschile, rappresentata in termini estremi proprio dagli incel (che lui confonde con i “redpillati”), una reazione di condanna senza appello, deludente non solo in quanto tale, ma anche perché se ne può capire facilmente l’origine: proprio in quell’indulgenza un po’ confusa verso un femminismo positivo e buono perché dedito alla “parità”. Che però non esiste, se non nella retorica di parte.

Ho tenuto per ultima una vlogger molto nota e molto temuta: CMDRP. Si tratta di una giovane che ha ottenuto molta visibilità su YouTube grazie a una fortunata serie di video intitolati “Femminismo in pillole”. Il suo nome è riecheggiato insistentemente nelle discussioni sulla vicenda di Crepaldi perché da lei, anzi dal suo avvocato, è partita una lettera di diffida (o minaccia di querela, non è chiaro) allo stesso affinché ritirasse alcuni suoi video dove la criticava. Ho approcciato i suoi video, dunque, con molti pregiudizi. Mi aspettavo una nazifemminista sbavante livore, odio e risentimento. Mi sono trovato davanti invece una persona dall’eloquio pacato, morbido, un viso accogliente e uno sguardo molto buono e sincero. Attendendomi di sentire una dichiarazione d’intenti, sono partito dai suoi primissimi video e sono rimasto spiazzato una seconda volta nel sentirle spendere parole anche per il genere maschile. Perché lei, come tutti gli altri, ovviamente definisce il femminismo come da vocabolario: “un movimento per la parità politica, economica e sociale tra donne e uomini”. E in effetti di tanto in tanto gli uomini li menziona davvero nei suoi video, talvolta sottolineando la possibile reciprocità delle discriminazioni, talaltra per scusarsi se parla soltanto al femminile, dovendo occuparsi di tematiche quasi esclusivamente ricadenti sulle donne.


Il lupo sotto il vello lo scopri solo quando ti strappa via la faccia a morsi.


La vlogger CMDRP

I suoi video sono di fatto la migliore rappresentazione del femminismo. Vale la pena soprattutto vedere il primissimo, dove definisce e confronta maschilismo e femminismo. Lì si manifesta già il nucleo centrale del problema, ossia la plasticità del materiale con cui il femminismo è fatto. Qualcosa di simile alla plastilina, capace di assumere qualunque forma, di essere tutto e il contrario di tutto, di ammettere qualunque cosa per poi escluderla subito dopo. La spiegazione di CMDRP sul perché lo si chiami “femminismo” e non “ugualitarismo” o “paritarismo”, ad esempio, è commovente nella sua ingenuità: per rendere omaggio al ricordo delle donne che da sempre nella storia sono state oppresse rispetto all’uomo. Salvo dire subito dopo che anche gli uomini non se la sono mai passata granché bene. Dire e disdire, insufflare e suggerire, salvo poi riequilibrare per non apparire settaria. CMDRP è molto brava in questo gioco, condotto non si sa se in buona o in malafede. Guardare i suoi video successivi fa, purtroppo, propendere per la seconda ipotesi: ogni dogma tipicamente femminista viene snocciolato e sviscerato, il lupo feroce, per chi lo sa vedere, mostra ovunque il suo ghigno, nonostante gli sforzi della giovane per ricoprirlo col vello d’agnello. Ed è forse questo l’aspetto che rende davvero temibile una comunicatrice come CMDRP: abituati come siamo a pasionarie ululanti con la bava alla bocca, stupisce noi vecchioni sgamati vederne una così capace di far scivolare pacatamente un messaggio intrinsecamente subdolo. Si può solo immaginare come quei modi possano fare breccia e infiltrarsi come un sottile veleno nelle giovani generazioni meno attrezzate, preparate e informate.

Sono proprio modalità comunicative come quelle che inquinano l’approccio degli altri vlogger, che rendono innocua la simpatica gigioneria del cerbero e furiosa la condanna di Jematria verso i più sofferenti del versante maschile, o che creano il pasticcio concettuale in giovani intelligentissime e colte come Red Lillium o BarbieXanax e le altre che ho ascoltato. Lì si sente davvero il potere inaridente e sterilizzante della parte superficiale del messaggio femminista, che rende incapace qualunque giovane comunicatore di fare un debunking preciso della garbata ma pericolosissima narrazione di comunicatrici come CMDRP. Esse veicolano un messaggio accecante, azzoppante, ribellandosi al quale si ottiene solo di liberare il Kraken, come Crepaldi sa bene. È stato dopo questa scorpacciata di giovani comunicatori che mi è venuto in mente di riaprire eccezionalmente la mia “Radio Londra“, cui ho invitato a partecipare i ragazzi del cerbero podcast, Jematria e Red Lillium, e dove mi piacerebbe invitare anche CMDRP, proprio per parlare di femminismo, partendo dalla vicenda di Crepaldi, magari con l’apporto di altri “vecchioni” come Nestola, Altaba o Toesca. Credo fortemente nel valore fondamentale delle giovani generazioni per superare uno scenario conflittuale che non può continuare a lungo su questi livelli e speravo che avrebbero accettato o quanto meno risposto allo stimolo di un confronto culturale e intergenerazionale. Purtroppo non è arrivata alcuna risposta. Ma non dispero. Io e tutto lo staff di questo blog e dei suoi canali collegati abbiamo lasciato in giro per il web un sacco di briciole che forse, se non ora in futuro, qualcuno di loro raccoglierà. Probabilmente quando la Bestia si sarà divorata qualcun altro di loro. Perché è così che funziona. Il lupo sotto il vello lo scopri solo quando ti strappa via la faccia a morsi. E per come vanno le cose, è certo che presto o tardi andrà a bussare alla porta di qualcun altro di loro.


40 thoughts on ““Stalker sarai tu” bussa alla porta dei giovani vlogger

  1. Penso che questo blog abbia avuto un’ ottima idea e l’aver “teso una mano” nel nome del confronto di opinione a vlogger che si occupano di certi temi è senza dubbio un gesto che potrebbe dare, magari in futuro, i suoi frutti.
    Di barbiexanax avevo visto alcuni video, devo dire che in alcuni commenti liquidava senza troppo peso la questione dei padri separati. Ho visto però che in un recente video accettava un confronto con Crepaldi.
    Cmdrp invece credo che sia la più pericolosa. Ha in realtà idee molto chiare, poggiate però su un’ assioma errato (femminismo per la paritá, donne molto più vittime, maschio bianco etero al top della “catena alimentare”). È molto rigida nelle sue posizione, si rivolge agli utenti come una maestrina, portatrice della Veritá e questo è senza dubbio un male.
    Avendo ampio seguito arriva anche agevolmente a tante ragazzine (e ragazzini), che sicuramente riesce a cooptare.
    Mi viene quasi da ridere a pensare che ci siano ragazzine di 15 anni che si sentono vittime del patriarcato.

  2. in Italia l’antifemminismo è ancora indietro. l’Australia ad esempio è un paese piu misandrico del nostro, però ci sono youtuber che diffondono contenuti antifemministi in senso lato come Bearing, Alexander Grace, Feminism Lol che avranno un totale cumulato di visualizzazioni tra i 100 e i 150 milioni. l’Australia ha 24 milioni di abitanti di cui 12 uomini. se anche solo 3-4 milioni di uomini australiani sono compresi in quelle 100-150 milioni di visualizzazioni, allora è un gran risultato.

  3. molto semplicemente nessuno di questi conosce le leggi, nessuno di questi legge gli articoli di giornale o i telegiornali dove la lobby femminista spopola… hanno sui 25 anni cosa vuoi che sappiano di una famiglia? di figli… dai… cosa si vuole ottenere da queste persone che vivono per piacere a più persone possibili

  4. Non posso dire di essere un fan, ma ho visto molti video di alcuni citati e trovo che il problema sia alla base, c’è un bias che cerca di far tornare sempre il Femminismo alla parità, anche contraddicendosi, come un dogma:
    X si dichiara femminista, X dice Y, Y non è un concetto di parità, quindi X non è femminista;
    X non si dichiara femminista/si dichiara non femminista, X dice Y, Y è un concetto di parità, quindi X è femminista, anche se quel concetto dal femminismo ufficiale* non è mai stato espresso.

    È il discorso che affronta Rino Della Vecchia, la differenza tra intenzione e conseguenza, tra termine da vocabolario e realtà effettiva, e per i miei studi non posso che confermare.

    Su Cimdrp ho solo parole negative: iniziai a seguire la serie di Parità in pillole ma notai subito un’impostazione che non mi convinceva, ora penso che piuttosto dovrebbe chiamarsi Disparità in supposte, per citare un commento sotto a un video di Crepaldi. Quando la ascolto mi sento addosso la colpevolizzazione di essere maschio bianco etero cis, devo vergognarmi di essere nato con queste caratteristiche perché un mio avo avrebbe compiuto atti riprovevoli, ma sicuramente anche io perché agisco secondo ciò che natura e cultura blablabla.
    A tal proposito, per conoscere meglio il personaggio, consiglio questo video https://youtu.be/_EC-WSZrqSE in cui Barbaroffa e Rick du Fer, rispettivamente linguista e filosofo, rispondono alle sue idee sul razzismo al contrario.
    Inoltre incarna proprio quel femminismo moderato nei toni e estremo nei concetti, che censura ogni commento critico e si nega a qualsiasi confronto.

    *Femminismo ufficiale inteso come esponenti riconosciuti e influenti del movimento, non singoli individui che si dichiarano femministi.

  5. Mi auguro di sbagliare, come si suol dire, ma se speri di ottenere una minima sponda da quella gente mi sa che rimarrai deluso. Questi vivono di like, visualizzazioni, pubblicità e, in generale, di fama, sponsor, buone recensioni: devono per forza essere conformisti, anche se non lo volessero (e quasi tutti, in realtà, lo vogliono). Se per caso una volta tanto un Crepaldi si discosta appena appena viene immediatamente spedito in un gulag (per il momento solo metaforicamente, per fortuna) dal Tribunale del Popolo, ma eccezioni a parte non c’è neanche bisogno del Tribunale, è gente che si allinea già nell’anima.
    Il cambiamento deve avvenire dal basso, indipendentemente da questa gente, che vive in una bolla e solo a cose fatte si accorgerà di qual è la realtà vera. Come tutti gli pseudo-rivoluzionari degli anni 60-70, i lottacontinuisti et similia, gli “operaisti” (quasi tutti figli di papà, ovviamente) duri e puri che fino alla marcia dei quarantamila pensavano di stare dalla parte giusta della Storia (odio scriverlo con la S maiuscola, ma per loro era così) e poi sono caduti dal pero. E, come allora, aspettiamoci, quando dovesse avvenire una nostra marcia dei quarantamila, molti di questi youtuber/vlogger riallinearsi, chi farà il/la vago/a, chi “à la” Giuliano Ferrara cambierà sponda con perfetta nonchalance (= faccia di c.): quanti forzisti erano, quando era “cool” e sembrava vincente, “communisti cosìiiii”? (per chi coglie la citazione); altri cercheranno di far quadrare il cerchio dicendo che no, non erano misandrici, certo ci furono degli errori, hanno fatto autocritica e una riflessione profonda, ma hanno capito adesso, abbracciamoci forte e dimentichiamoci il passato. Spero, dovesse succedere, che invece noi non ci scorderemo il passato e, senza naturalmente nessuna violenza né tanto meno censure, li lasceremo nel loro brodo, nei loro salotti dorati.

  6. Tra tutti questi proprio BarbieXanax parla?
    Lei che anni fa riuscì a far licenziare un giornalista per un articolo, a sua detta, sessista (e che non lo era assolutamente)?
    Magari si sarà rinsavita, ma tra insultare e basta e far perdere il lavoro a una persona è sempre più grave la seconda…

  7. Io invece non nutro tanta speranza, soprattutto nei giovani citati. C’è da dire una cosa: hanno tutti lo stesso virus di Crepaldi, di cui non gliene faccio una colpa, capisco che sono stati tirati su con una sola narrativa, quella femminista. La generazione degli ultimi 20 anni è stata forse la più inquinata, la più appiattita a non pensare ad essere omologati.
    Crepaldi, è l’esempio lampante, femminista dichiarato, deve prima sbatterci la faccia per poi andare a scrivere che gli tocca quasi concordare con posizioni che lui fino a ieri riteneva “complottiste”, cosi sarà per la stragrande maggioranza dei giovani uomini/vlogger, e anche per i comuni uomini che si ostinano a non prendere una posizione precisa.

    Piuttosto che cercare un dialogo con femministe, bisogna convincere quanti piu uomini possibili a diventare anti-femministi…uno la corda gliela lancia per uscire, se poi la usano per impiccarsi non c’è niente da fare.

    1. Mi piace l’espressione “complottismo” che usano: per loro parlare di LEGGI e CONVENZIONI INTERNAZIONALI che trovi sulla Gazzetta Ufficiale e sui siti istituzionali è “complottismo” ovvero parlare di cose immaginarie.
      Invece mettersi a discutere di definizioni astratte e di impressioni personali per loro è “cosa seria”.
      Chiedi a questi fessi cosa ne pensano delle tasse universitarie scontate per le sole femmine in STEM, pure per quelle benestanti, chiedigli se è parità tra donne e uomini, diranno di si. Invece non la è nè come principio ma nemmeno sostanziale perché per essere sostanziale dovresti mettere simili tasse scontate riservate ai maschi che si iscrivono a materie umanistiche. Ma chiaramente si arrampicheranno sugli specchi e ti diranno di dargli il link perché non ci credono, tu gli link il sito istituzionale e loro si mettono alla ricerca di una singola frase rielaborabile, con tantissima forzatura, come “suggerente che si tratti di parità” e così sono soddisfatti.
      Questo i maschi. Le femmine mica sono sceme, fanno finta di non capire per non pagare le tasse…

      1. Quando vieni tirato su con una retorica totalitaria (femminista), qualunque dato, sia esso istituzionale o meno, qualunque cosa dissenta dalla “verità” che gli è stata data è complottismo. Ho visto questo termine usato migliaia di volte anche in argomenti di economia. Per quanto mi riguarda, anche se mi dispiace, aspetto che la situazione diventi incandescente .

        1. Questo punto dell’indottrinamento sin da bambini è stato sollevato (in modo più generale, non limitandosi solo al femminismo) da Gad Saad, insieme a Jordan Peterson uno dei pochissimi in prima linea contro le follie contemporanee:

          1. Peccato non vi siano sottotitoli in italiano. Sulla maggioranza delle cose concordo, pura verità…su altre un pò meno.

            1. Sebastian.
              Per visualizzare i sottotitoli in Italiano dopo aver attivato l’icona dei sottotitoli, vai su impostazioni e seleziona la lingua Italiana nella stringa a tendina dei sottotitoli automatici.

    2. Crepaldi pensa che lo squilibrio nel mercato del sesso e del dating sia dovuto ai ruoli di genere. Ignorare la biologia non è mai un buon segno.

      1. alex , bellissimo intervento

        il giovine Crepaldi non è mai stato su un sito di incontri
        dove dominano incontrastate le single e le donne in coppia.

        ancora è giovane, vorrei vederlo tra una ventina di anni 🙂
        sarà uno spettacolo vederlo elemosinare. altro che “ruoli”

  8. Io resto della mia idea, ovvero che sinché gli uomini nel complesso non saranno molto severamente colpiti, diventando cittadini di Serie B proprio a livello ufficiale, non ci sarà alcuna reazione. Poi quando succederà sarà una reazione esagerata, estrema, con terribili conseguenze.
    Secondo me vedremo passare cose come:
    * Prospettiva di genere nella giustizia – ufficializzazione di pene più leggere alle donne a parità di reato.
    * Sempre più incentivi economici riservati alle donne e pure tasse inferiori per le donne.
    * Consenso affermativo, ovvero tutto il sesso è stupro salvo eccezioni ove si esplicita bene che non lo è.
    * Consenso entusiastico: anche col “si” esplicito è stupro se lei non mostra grande entusiasmo.
    * Parificazione legale dei rapporti di lunga durata ANCHE SENZA CONVIVENZA con il matrimonio.
    * Varie ed eventuali.

    Questo è il menu di base, tutti questi piatti saranno serviti prima che gente come Crepaldi o Jematria abbiano l’idea di dire “io sono ANTI-femminista”.
    Poi dopo esagereranno nell’altro senso.
    Scommettiamo?

      1. E’ per questo che è molto importante che vi sia una strategia parallela, dai risultati immediati e individuali, per evitare a chi capisce qualcosa di essere tra i colpiti. Ovviamente non basta, ma evita gran parte dei suddetti problemi per l’individuo. Io faccio così, e in più faccio la mia piccola parte col blog – per me basta e avanza, io mi sono già messo in posizione di non essere colpibile e ho dato dritte a mio figlio per fare altrettanto, in più altre sono disponibili per tutti sul blog, chi vuol capire capisce – per il resto che le femministe sparino pure nel mucchio, tanto debbono fare tot di vittime prima che si muova qualcosa, beccheranno quelli “simpatici” che non volevano capire.

    1. Abbi pazienza, ma praticamente tutti gli elementi della tua lista sono già in essere a tutti gli effetti pratici. La verità è che siamo da tempo cittadini di serie B (per altro, la quasi totalità dei maschi lo è sempre stato, ma naturalmente per il femminismo contano solo i “grandi” della storia, d’altra parte, è amaro dirlo, ma per la maggioranza delle donne quelli sono gli uomini, noialtri non esistiamo se non per beccarci insulti e disprezzo), ma la maggioranza degli uomini finché non viene sbattuta in Terza Categoria non si accorge di nulla: proseguendo nella metafora calcistica, finché gli lasciano un posticino in una squadra anche di Seconda Categoria, leccano il culo all’allenatore (= la Donna) e credono pure di essere privilegiati, solo quando senza alcun motivo vengono sbattuti in panchina anche dall’ultima in classifica della Terza Categoria (tipo dopo un bel divorzio con tanto di falsa accusa e sputtanamento pubblico) allora aprono gli occhi. Sempre premettendo però, che l’allenatore è bravissimo e a parte questa volta ha sempre ragione (= “sono femminista e le donne sono svantaggiate, ma nel mio caso…”).
      Concordo invece con la postilla.

      1. No, invece. Gli elementi che cito sono già in parte in essere solo INFORMALMENTE. Quando verranno formalizzati sarà molto peggio: ad esempio la pedofila di Prato ha beccato 6,5 anni e il marito di lei 1,5 anni, ora parte l’iter con arrampicate sugli specchi e scusanti varie per farla stare in galera il meno possibile, però ci sta che circa 1,5 anni di carcere effettivo come il marito se li faccia (anche se il 13enne l’abusato solo lei, il marito ha solo dichiarato di essere il padre del figlio di lei, dopo, a cose fatte). Quando implementeranno il primo punto ad una così non la condanneranno proprio, mentre la condanna al marito resterà.

        1. Sì, ma è solo una differenza meramente quantitativa, ormai sono pratiche già sdoganate attraverso le norme sociali, la formalizzazione in leggi scritte ne sarà solo un’ultima conseguenza. È vero che forse scrivendolo nero su bianco molti capiranno di essere stati messi in panchina anche dall’ultima in classifica di Terza Categoria, e forse si sveglieranno… mah, vedremo, tanto è solo questione di tempo. Poco.

        2. Prato. La pena le è stata ovviamente sospesa, avendo appunto un figlio piccolo… Lui ha fatto quel che nella storia ha fatto un numero sterminato di mariti-padri che sapevano di non esserlo biologicamente di quel particolare neonato. E facevano bene, per salvare la famiglia.

          1. Ha un figlio piccolo, ovvero è ritenuta una madre buona abbastanza da averlo affidato anche se lo ha ottenuto tramite pedofilia con un 12/13enne.
            Ergo la nuova legge turca che prevede che gli uomini possano sposare delle 13enni è ugualmente accettabile.

    2. Sono pure io di questa idea. Arriverà una goccia che farà traboccare il vaso, a sto punto prima arriva e meglio è. Non nutro molte speranze che si possa risolvere la cosa con il buonsenso e la ragione. Alzeranno sempre di più l’asticella delle pretese, non hanno ragione di fermarsi se dall’altra parte non arriva uno stop. Hanno preso un dito, e ora vogliono tutto.

    3. ericlauder
      >>>>>>
      Io resto della mia idea, ovvero che sinché gli uomini nel complesso non saranno molto severamente colpiti, diventando cittadini di Serie B proprio a livello ufficiale, non ci sarà alcuna reazione.
      >>>>>>

      Proprio così.
      Lustri fa ero solito scriverlo su uomini3000: gli uomini devono assolutamente toccare il fondo e diventare ufficialmente cittadini di serie B, altrimenti non si sveglieranno mai.

      1. Infatti è per questo che mi fanno ridere gli appelli alla concordia e a “una nuova alleanza tra i sessi”: quel che mi aspetto è inerzia generale tipo mucca al pascolo che però alla fine sfocerà in una reazione rabbiosa ed esplosiva. E’ solo da vedere quando accadrà.

      2. C’è motivo di credere che sarà così. E molto probabilmente sarà qualcosa di esplosivo. E’ una preoccupazione antica. Quelle sciagurate (perché infine autolesioniste) pensano di poter andar avanti senza fine. Potrebbero avere un brusco risveglio.
        .
        Non si può escludere che dall’interno o dall’esterno maturino forze revanchiste tali da sconquassare tutto. Le Ariane potrebbero un giorno rimpiangere di aver maledetto i cavalieri, quando si troveranno di fronte i maramaldi.
        .
        E va bene, citiamo Machiavelli “Quando si vince non si deve mai cercare di stravincere, perché immancabilmente si perde. Tutto.”
        E’ ovvio, ma lo si capisce solo quando il disastro è compiuto.

        1. RDV voi state dimenticando il danno che in prospettive future faranno le femministe alle stesse …donne come genere

          quando le donne capiranno il significato esatto dei danni che certe donne fanno:
          ai loro figli maschi;
          ai loro nuovi compagni ex separati
          ai loro nipotini (=figli alienati dalle isteriche nel post separazione), oppure
          sui luoghi di lavoro, leggi racchie surclassate dalle più avvenenti con “carriera orizzontale” (=posizione del talamo)

          eccetera … allora vedrai che non ci sarà nulla da far esplodere
          perché il sistema che hanno imbastito imploderà da solo.

          Fidati !

          1. Le avvenenti (o meno) che fanno carriera con favori sessuali sono sempre esistite, le donne lo sanno benissimo e questo punto in particolare non c’entra nulla col femminismo.
            Il danno che fa il femminismo odierno alle donne è quello di trattarle come una “categoria protetta”.

          2. Verissimo. Qualunque donna che abbia un figlio o nipote maschio non può che essere dalla vostra parte. È che tante non hanno ancora capito.

    4. Non nutro molte speranze sulla capacità, e nemmeno sulla volontà, degli uomini di ribellarsi a questo stato di cose, persino nella versione aggravata che ha prospettato ericlauder. Potremmo sperarlo se vedessimo gli uomini subire in silenzio la deriva avversa, contrariati ma bloccati da qualche inibizione, p.es. un ipotetico senso di colpa per i soprusi storici che ci vengono rimproverati. L’inibizione potrebbe alla fine essere superata.
      Ma non è quello che vediamo. Vediamo anzi non pochi uomini, forse addirittura la maggioranza, schierarsi con le richieste femministe e aggredire gli oppositori con i soliti insulti infamanti (misogino, retrogrado, ultimamente va molto sfigato/incel).
      Il problema è che tutte le pretese femministe di privilegio, p.es. le 5 elencate da ericlauder, colpiscono in modo diseguale gli uomini. Leggi molto restrittive sul consenso sono una vera spada di Damocle sulla testa del ragazzo poco attraente, che deve provare a forzare le situazioni e quindi rischiare per ottenere qualcosa, ma non impensieriscono più di tanto quello più attraente che probabilmente viene cercato attivamente dalle donne (non è vero che le donne siano sempre passive e attendiste). Una tassazione differenziata non spaventa chi guadagna molto più della partner, anzi gli fornirà l’occasione per apparire votato al progresso delle donne senza modificare sostanzialmente il bilancio di forza economica all’interno della coppia, mentre per chi guadagna poco più della partner può voler dire vedersi sorpassare, con possibili conseguenze sulla stabilità della coppia: lei si chiederà se non merita un uomo di maggior successo, ecc.. Le quote rosa possono spaventare i lavoratori maschi che faticano ad ottenere un posto di lavoro nei settori prevalentemente maschili, ma non spaventano quelli più bravi perché sanno che saranno sempre scelti e anzi potrebbero gradire una maggior presenza femminile sul posto di lavoro.
      Il punto è che se è vero che queste leggi vengono proposte da femministe genuinamente misandriche, la componente maggioritaria delle donne, e alludo a quella parte definita “area grigia” pochi giorni or sono, è comunque attratta dagli uomini, o almeno un sottoinsieme di essi, e non le userà per eliminarli o sottometterli psichicamente, perché non vuole un uomo dipendente, il cosiddetto zerbino. La prospettiva è invece quella di un aumento della selettività femminile e di una progressiva estromissione di fasce sempre più ampie di uomini, non più utili lavorativamente e non desiderabili sessualmente. Vista la facilità con cui l’opinione pubblica sta accettando la criminalizzazione degli incel, la prima fascia di esclusione, direi che il processo è già iniziato.

  9. Qualche giorno fa ho cercato qualcosa di Marco Crepaldi su youtube. Un ragazzo giovane, certamente anche preparato su alcune tematiche,e meritorio anche il suo impegno nell’approfondire alcune problematiche giovanili, ma che ne deve mangiare ancora di pagnotte per acquisire una visione del mondo non superficiale. d’altronde è pur sempre un under 30, quindi ha tutto il tempo per farlo. A fianco al video “incriminato” di Crepaldi, c’era anche il video di solidarietà di Jematria, scopro ora il suo nome attraverso la foto nell’articolo. condivido il giudizio nei suoi confronti: ragazzo spigliato, ma niente di più. Ovviamente stiamo parlando di un giovanissimo, quindi si deve ancora fare le ossa, culturalmente e intellettualmente parlando Tutto questo visionato su youtube. non conosco le altre vlogger, ma credo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda.Poi sono andato a dare un’occhiata all’ultima puntata di radio londra, quella con i “pezzi grossi”: beh, se i giovanissimi sono giustificati per la loro ignoranza sull’argomento, non mi sento di dire la stessa cosa per gli attempati Paniz e Pillon, non giudico l’altro ospite, perchè l’ho sentito poco, ma mi è sembrato il più preparato dei tre sull’argomento. Diciamo che sentire Santiago Gasco Altaba parlare di queste tematiche e poi passare a Pillon è un po’ come passare dalla lettura di Thomas Mann a quella di Dacia Maraini. Comunque complimenti a Stasi per la serie su youtube che con la partecipazione dei veri esperti ha fatto ottima divulgazione sull’argomento.

    1. @Sasha, si cerca di portare i nostri contenuti nella politica, o almeno capire se c’è una parte della politica che si interessa alle nostre tematiche, ma è dura, durissima, piaccia o meno, abbiamo bisogno della politica. Bisogna ammetterlo, la politica, tutta, purtroppo, rimane su posizioni prettamente femministe, cadendo di fatto anche in alcuni stupidi dogmi.

    2. Opinione: questi ragazzi mi paiono tanto in buona fede quanto ingenui e presuntuosi.
      Mi sembra però che il caso Crepaldi li stia rendendo più circospetti. Un primo inciampo. Tempo verrà…

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