State a casa. E fate l’amore. Tanto.

di Giorgio Russo – Nelle circostanze straordinarie che stanno coinvolgendo tutto il nostro paese, sottoposto da settimane a un rischio sanitario molto grave, ci aspetteremmo dalle istituzioni, oltre a decisioni di contenimento e decreti cogenti, anche qualche parola di incoraggiamento e di ottimismo. Un’aspettativa mal riposta purtroppo. Sull’etica del porsi a modello positivo per la comunità sta prevalendo in molti casi l’esigenza approfittare cinicamente della crisi per mettere a segno punti di propaganda e per non perdere terreno rispetto a una visibilità mediatica che è linfa vitale per taluni interessi. L’abbiamo visto ieri, auspicando implicitamente che si trattasse di tristi eccezioni. In serata però siamo stati smentiti, per di più ai massimi livelli. Sui suoi canali social, infatti, il Ministro della Famiglia Elena Bonetti così si è espressa:

Sopra a un video dove scorrono immagini di donne peste, sanguinanti, quasi un film splatter, il Ministro si rivela una cinica e irresponsabile falsaria, un’inqualificabile propagandista da quattro soldi. Il messaggio non è fraintendibile: la casa per ogni donna italiana è il luogo della violenza subita, ogni giorno. Il tutto con la domanda induttiva finale: “se sei vittima…”. Le donne oggi costrette dalle circostanze a stare a casa con il proprio compagno e che leggeranno quella porcata potranno allora interrogarsi: “sono io vittima…?”. Bonetti instilla così un tarlo che scava e che potrebbe bucare la paratia della ragionevolezza nel momento in cui la convivenza forzata portasse a qualche normale incomprensione o tensione. Ecco pronto allora il numero d’emergenza, ecco l’induzione alla denuncia. Ecco il pozzo avvelenato nientemeno che da un Ministro della Repubblica che, in un momento in cui si dovrebbe sollecitare la solidarietà reciproca e l’empatia, pensa sia meglio inoculare nel sistema l’ennesima dose di vittimizzazione femminile e criminalizzazione maschile. Sebbene sia noto dai dati delle condanne degli ultimi dieci anni che la violenza domestica degli uomini verso le donne è nel nostro paese un fatto pressoché marginale. Dati che il Ministro Bonetti conosce sicuramente molto bene, ma che non bastano a indurla a evitare di farsi portavoce delle sue lobby di riferimento.


Il circo degli orrori che impesta le nostre istituzioni.


Le mandanti ideologiche di questo squallore, tuttavia, non possono accontentarsi della parola di un Ministro, c’è bisogno di più martellamento e di dare un’idea di condivisione ampia del messaggio. Ecco allora che si chiama in campo la punta di diamante della mistificazione e del feroce cinismo falsificatorio: Valeria Valente, Presidente della “Commissione sul femminicidio”. Già ieri registravamo il suo repellente intervento che più o meno implicitamente suggeriva quanto la morte di una donna valesse di più di quella di un ragazzo. In serata decide anche lei di versare la sua dose personale di veleno nel pozzo delle relazioni, oggi costrette dal coronavirus a una vicinanza più assidua dell’usuale. Ecco il suo contributo:

Si tratta di un messaggio pressoché gemello rispetto a quello del Ministro Bonetti. Stesso mandante (chiamiamolo Ro$a No$tra, come abbiamo sempre fatto); stesso tono mellifluo con cui si cela dietro una parvenza di “servizio informativo sociale” la volontà di affermare una falsità, ossia che le donne in Italia siano soggette a un vero e proprio massacro; stesso obiettivo di instillare nelle donne uno stato di sospetto e tensione; stessa volontà di avvelenare con la più bieca propaganda i pozzi della convivenza tra sessi. Il sogno non proibito, ma anzi promosso a gran voce, di Bonetti, Valente e di tutto il simile circo degli orrori che impesta le nostre istituzioni è quello che le circostanze create dal coronavirus comportino davvero un aumento delle violenze domestiche. Aumenterebbero così le denunce, gli accessi ai centri antiviolenza e la menzogna attorno alla quale è imperniato il noto business troverebbe una conferma. Scacciate dalle prime pagine a causa del coronavirus, le portatrici d’interesse dell’antiviolenza di professione stanno dunque tentando di porre le condizioni, tramite la propaganda di oggi, per avere materiale sufficiente a riconquistare la ribalta, una volta esaurita la crisi sanitaria.


State a casa e fate l’amore.


Un’operazione repellente, immorale, vomitevole, come spesso è quella della propaganda. Che in questa fase di sospensione dilaga senza freni. Probabilmente annoiati dalla mancanza di lavoro, infatti, i ghostwriter e social media manager della Valente si producono in altri messaggi successivi, uno più velenoso e ridicolo dell’altro (come questo dove si spaccia ancora la fuffa del diritto di voto negato alle donne “inquantodonne”), ma tutti subdolamente pensati per istigare un intero genere al malcontento. Non diversamente la propaganda nazista, sebbene con strumenti tecnologici meno avanzati, martellava per instillare l’odio e il risentimento verso gli ebrei. Il meccanismo è lo stesso, uguale è il movente: denaro e potere. E per avere un effetto ispiratore più ampio e profondo, Ro$a No$tra non si contenta di mobilitare i suoi pupazzi della politica. Quando la mafia si attiva, lo fa per bene, lo fa alla grande. Ecco allora che si mobilitano anche i pennivendoli servi, garantendosi la pubblicazione di articoli molto mirati, come questo dell’inqualificabile Huffington Post: “Violenza domestica e divorzi, la quarantena cinese provoca un’impennata“. Niente è casuale, tutto si tiene. Il suggerimento strisciante è lo stesso.

Ma perché tutto questo ci indigna tanto? L’abbiamo detto all’inizio: in situazioni come quella corrente ci attenderemmo dell’altro dalle istituzioni e da chi ha responsabilità pubbliche. E allora, nel nostro piccolo, sopperiamo noi. Proviamo noi a lanciare il messaggio giusto e questo diciamo agli uomini e alle donne italiane al tempo del coronavirus, di qualunque età, orientamento sessuale, razza o religione: state a casa e fate l’amore. Fatelo nel senso più ampio del termine: date corpo all’amore. Fate tutto quello che facevate ai primi tempi della vostra relazione e che poi avete smesso di fare, presi dal turbine della vita quotidiana. Cucinate assieme, sistemate assieme la vostra casa comune, rivedete i vostri film preferiti, ascoltate la vostra musica “di coppia” e parlate, parlate tanto. Apritevi e lasciate che l’altro vi guardi dentro, raccontatevi e ascoltatevi, se possibile stando vicino a una finestra, in modo da poter guardare l’esterno e sentire che state tenendo fuori un pericolo per voi e per gli altri, e che lo state facendo insieme.


Noi siamo infinitamente migliori di loro.


famigliaE poi sì: fate l’amore in senso proprio. Trombate come ossessi, fino a non poterne più. Fatelo protetti o non protetti, non importa: l’Italia è in recessione demografica, quindi va tutto bene. Uomini, andate in farmacia e fate scorta non di Amuchina o mascherine, ma di Viagra, Cialis, Levitra o simili. Già che ci sono, usiamoli per garantire il massimo del piacere alle nostre compagne. Donne, concedetevi un’ultima uscita (in sicurezza però) e comprate la lingerie più adatta a farlo impazzire, quel profumo inebriante che a lui piace tanto, dopo di che strapazzatelo come non mai. Entrambi datevi e prendetevi tutto il piacere che ci si può dare, arretrati compresi e inclusa ogni più inconfessabile fantasia. Fuori tempesta il morbo e mentre fate l’amore voi, contemporaneamente fottete lui. E se ci sono i figli a casa meglio ancora: riservate l’eros alle ore notturne e di giorno state con loro. Comprate sul web qualche gioco da fare assieme o inventatene voi, organizzate tornei alla PlayStation, aiutateli nei compiti e nello studio, sedete loro accanto, stimolateli a parlare e ascoltate con la massima delizia qualunque cosa dicano, dai concetti più profondi a quelli più bislacchi, senza far partire paternali, ma solo partecipando delle emozioni che ispirano le loro parole.

Quello che noi diciamo, insomma, è: siate una cosa sola. Cogliete l’occasione per esserlo. Trasformate il virus e gli obblighi che ha creato in un’occasione per essere migliori insieme. Questo è il messaggio che avremmo voluto sentire da autorità e istituzioni. Questo è il messaggio che avrebbero dovuto dare. Ma purtroppo siamo nell’Italia del business, del piagnisteo, della propaganda e del potere femminista. Una mafia che è tanto cinica e feroce quanto poco è stupida e ingenua. Non sarà certo lei a mandare messaggi positivi che possano danneggiarla. Ecco allora che in questi tempi pazzi dev’essere un piccolo e insignificante blog a provvedere e a pregare tutti: spegnete TV, web e social, e mostrate a questi sciacalli quanto sono lontani da noi. Quanto sono spregevoli. E quanto noi siamo infinitamente migliori di loro.


Fondo di Protezione Legale

Contribuisci a sostenere le spese legali di questo blog

Il tuo contributo verrà usato per combattere i tentativi di censura attraverso querele e denunce.

Modifica liberamente la cifra che vuoi donare

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Per fare una donazione tramite bonifico fai riferimento a questi dati:

    1. IBAN: IT67X0617501401000002421780
    2. SWIFT (per bonifici dall'estero): CRGEITGG
    3. Intestato a: Davide Stasi
    4. Causale: donazione Fondo Dotazione Legale

GRAZIE!

STALKER SARAI TU

Totale Donazione: €20,00


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:


 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: