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Su Twitter il potere sessuale annienta gli Ulisse

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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di Redazione. Da qualche tempo teniamo d’occhio alcuni profili Twitter di simpatiche ragazze, donne, signore. Specifichiamo i tre termini perché le età variano dai venti ai cinquanta e passa anni. Sono profili interessanti e qui ne parleremo senza alcuna intenzione di giudicare gli atti, le decisioni o l’intelligenza di chichessia. Nostro intento è descrivere una realtà che esiste e metterla in comparazione con alcune tematiche a noi care. Detto questo, i profili che abbiamo monitorato sono tutti accomunati da un fattore: la provocazione sessuale. In alcuni casi ammantata da una sorta di culturalismo raffinato, in altri spudorata fino a toni che qualcuno potrebbe definire volgari. In ogni caso sempre della stessa cosa si tratta: tette, culi, qualche volta anche fiche, più spolverate di labbra, mani, piedi o altri dettagli.

Tutte utilizzano il supporto fotografico, seppure con diverse frequenze: c’è chi si mostra due-tre volte a settimana, chi una volta al giorno e così via. Le foto sono quasi sempre scattate in casa, talvolta all’aperto. Nella maggior parte sono immagini scattate da terzi, e in minor misura sono selfie. All’immagine costoro associano messaggi brevi (come devono essere tutti i Tweet), variabili nei toni, ma tutti concepiti nell’ottica di provocare il lettore, da un lato, dall’altro di trasmettere un’immagine di sé all’esterno molto disinibita. Solo in un paio di casi si mostrano in volto, umanizzando pienamente il proprio modello comunicativo. In tutti gli altri casi si tratta di corpi senza teste o senza volto, e di messaggi privi di identità. Segno che nella maggior parte dei casi, il social network serve per rivelare un lato caratteriale e un tipo di pulsioni che nella vita reale vengono tenuti nascosti. Anche perché, molte di esse non ne fanno mistero, si tratta spesso di donne sposate o accompagnate, non di rado con figli.


L’idea è che non possano esistere donne del genere.


Un aspetto che colpisce molto, oltre al fatto che si tratta di materiale sempre molto piacevole da guardare (molto meno quello da leggere, ma ne parleremo dopo), è la presenza sempre, senza nessuna esclusione, di un pretesto per mostrarsi. In moltissime associano brevi critiche letterarie al proprio corpo: pullulano le copertine dei libri più disparati accostati a capezzoli, seni e chiappe. Da amanti della lettura non possiamo che apprezzare questo tipo di marketing letterario che però, va detto, dà più la sensazione appunto di pretesto per mostrarsi. Chi lo fa sembra cioè più preoccupata di mostrare le poppe che non il libro. E non sono soltanto i libri i protagonisti delle esibizioni fotografiche, si usa di tutto: frutta, verdura, caschi da motociclista, dischi, chitarre, le scarpe o gli occhiali appena acquistati, la colazione del mattino, il panorama dalla finestra. Alla lunga l’inventiva viene meno e tutto diventa un po’ stucchevole, fino a indurre qualcuna a mettersi un coprilampada in testa o un cavo USB nell’ombelico pur di mostrarsi in deshabillé.

Queste utenti non di rado sono in contatto reciproco. Non si sfidano, anzi tendono a fare comunella e a stimolarsi a vicenda, deragliando talvolta nella bi o omosessualità, elemento che rende ancora più trasgressiva e attraente la loro immagine pubblica. Ciò che le differenzia di più è sicuramente il linguaggio che accompagna le immagini. Alcune preferiscono frasi immaginifiche, buttate lì un po’ a caso in modo da dare l’impressione di una cultura e una sensibilità profonde. Altre raccontano la propria vita di ogni giorno, semplicemente, con molta schiettezza. Poi ci sono le più spudorate, quelle che anche con il linguaggio puntano a catalizzare l’effetto fotografico verso un parossismo erotico-pornografico talmente spinto da risultare alla fine sostanzialmente poco credibile. L’attrattività, in quei casi, si trasforma soltanto nell’innesco di un pensiero controproducente per loro che cercano visibilità: “sta fingendo”. L’idea è che non possano esistere donne che si esprimano, significando sinceramente il proprio reale pensiero, in questi termini (è una selezione a titolo d’esempio assolutamente minimale):


È qualcosa che accade oggi ed è sempre accaduto.


Sul motivo per cui ci siano moltissime donne che sui social network scrivono queste cose e scelgono di mostrare il proprio corpo, si potrebbe discutere per mesi, forse per anni, senza arrivare mai a un punto. Ognuna avrà le proprie ragioni per farlo. L’unica cosa certa che si può dire è che a loro faccia piacere mostrarsi, altrimenti non lo farebbero. Si tratta di una loro libera scelta, il social network in questione (Twitter) ha una policy che lo permette, dunque non si dovrebbe perdere tempo più di tanto a discuterne. Eppure ci sono aspetti che andrebbero approfonditi, specie alla luce di una ben nota narrazione, quella femminista, e della sua idea di donna destinataria di specifici messaggi ideologici. Le esibizioniste di cui abbiamo parlato sono figlie della liberazione sessuale voluta fortemente proprio dal femminismo storico. Eppure le loro esibizioni infastidiscono buona parte delle femministe, quelle che protestano quando si vede mezzo sedere su un cartellone pubblicitario, che additano la “mercificazione” e “oggettificazione” del corpo femminile, che insomma detestano le donne belle e libere nel fare le proprie scelte. E sarebbe utile poter chiedere a queste femministe secondo loro quanto contributo danno queste fanciulle esposte alla cosiddetta e inesistente “cultura dello stupro”. Di fatto, ognuno può esprimere la propria opinione sull’opportunità o meno che una madre di famiglia, talvolta anche qualche nonna, si esibisca a quel modo, ma resterebbe un’opinione individuale poco rilevante, come tutte le opinioni “moraleggianti” o “moralistiche”, più che morali. Perché a chiudere il discorso c’è un’osservazione semplice: “che male fanno?”.

La risposta immediata è: nessun male. Ed è assolutamente vero all’atto pratico. Su un piano un po’ più profondo però sono la più grande prova dell’inesistenza del patriarcato, storico e attuale. Finito di guardare le loro foto, infatti, è possibile scorrere tra i commenti e farsi un’idea del potere assoluto che costoro, tramite un’immagine e qualche frasetta, sono in grado di esercitare su un numero impressionante di uomini. Alcuni sarebbero capaci di qualunque cosa pur di poter vedere di più, di avere un contatto diretto con la loro eroina del momento o per possederla, e lo scrivono apertamente. Chi, come noi, cerca di trovare una strada per la definizione di una nuova, dignitosa e orgogliosa maschilità, prova dolore nel vedere quanto sbavante servilismo possa suscitare un capezzolo su uno schermo. Un servilismo maggiore e più profondo di quello suscitato da un semplice film porno, dove le attrici sono dee irraggiungibili. Qui si tratta di donne che magari vivono a pochi chilometri: colleghe, vicine di casa… Tutto molto più vero e possibile. Ognuno dei supplicanti sotto quelle foto ha sicuramente la forza e l’assertività per imporre il proprio dominio sul mondo, in quanto maschio, ma la sua forza morale viene istantaneamente fiaccata fino all’umiliazione dalla visione di una caviglia o di un gluteo. È indubbio che parte del piacere di mostrarsi, da parte di quelle donne, è proprio l’esercizio di quel potere, mentre dall’altro lato ogni uomo che si paralizza davanti al display è una perdita (lo spiegheremo meglio nel podcast di domenica, intitolato “Virili come Ulisse”). Sono dinamiche che accadono oggi e sono sempre accadute. Viene dunque da chiedersi quanto questo potere femminile abbia contribuito a fare la storia, con tutto il suo effetto su quegli uomini che la storia l’hanno fabbricata a forza di braccia. E, data la diffusione di strumenti come i social network, è inevitabile chiedersi oggi quanti uomini fiaccati nel cedere la sollecitazione della propria virilità a qualche immagine di qualche narcisista, tengano in mano le redini del presente e stiano gettando i binari per il viaggio nel futuro. Il timore, leggendo sotto quelle immagini, ma anche guardandosi attorno, è che siano drammaticamente troppi i Pierini, disposti a farsi dominare totalmente dalla proposta sessuale femminile (anche quando fittizia), rispetto ai ben più indispensabili Ulisse, capaci di sfuggire alle varie Circe e Calipso.


20 thoughts on “Su Twitter il potere sessuale annienta gli Ulisse

  1. La sessualità troppo esibita viene a noia e perde quell’alone di mistero che la rende affascinante.
    Una volta vedere alcune parti del corpo femminile era difficile, ora sono esibite ovunque, tutto ciò toglie non solo dignità alla donna ma risulta indigesta pure agli uomini secondo me.
    Tornare alla sessualità sacralizzate dal matrimonio e finalizzata alla procreazione penso sia l’atto più trasgressivo che si possa fare oggigiorno, anche per dare ai giovani dei sani esempi e una sana educazione, giovani disorientati da tutta questa liberalizzazione del sesso.
    Forse loro vorrebbero più regole e più pudore.

    1. L’ideale sarebbe una via di mezzo. Più di una volta rimpiango i tempi del catalogo Postal Market.

      1. Io li ho conservati tutti, sono nella casa dei miei vecchi, non solo Postal Market ma pure Vestro. Ci ho ridato un’occhiata un paio d’anni fa, per ragioni nostalgiche: cavoli, anche dopo tanti anni le pagine dell’intimo femminile se uno ci sta attento nota che sono leggermente stropicciate rispetto a tutte le altre…

  2. Sì, questo articolo evidentemente solleva un problema e soprattutto evidenzia quale sia la natura controversa della donna odierna con tutte le sue frustrazioni. Personalmente credo che questo fenomeno di mostrare le parti intime femminili abbia due aspetti: il primo sicuramente deriva da una frustrazione per non potersi mostrare in pubblico senza reggiseno come fanno anche gli uomini, il secondo sta nel fatto che comunque questa negazione se la cavalcano per vendere il loro libido. Credo che non sia giusto che se un uomo passeggia per la strada in città, destate quando fa molto caldo, a torso nudo nessuno ha da dire niente e passa indifferente, mentre se lo fa la donna allora è scandalo e si crea subito agitazione e magari ci sono anche ripercussioni coercitive. Ecco, questo a mio avviso dovrebbe essere totalmente cambiato: bisognerebbe mettere un enorme bavaglio a tutti quei bavosi dei preti che in tanti secoli ne hanno fatto di questo benedetto sesso e accessori connessi un tabù di convenienza. L’unica cosa che può modificare questa stortura sta nel derubricare tutte quelle leggi che impediscono, vietano e penalizzano la nudità in genere, sia femminile che maschile, in ogni luogo e in ogni dove. La nudità e quindi l’esposizione delle parti naturali che noi tutti abbiamo sono una cosa estremamente naturale è bella, come potrebbe essere un bel sorriso, una bella faccia due grandi orecchie pochi capelli tanti capelli, ect…. Quindi fatto questo passaggio, piano piano con gli anni, probabilmente questa cultura occidentale bigotta cambierà, si naturalizza, si semplifica e si armonizza. Non ci sarà più questo problema creato dal tabù sessuale.
    A scuola ritengo che bisogna insegnare educazione sessuale in tutt’altro modo di come si fa oggi: purtroppo oggi l’insegnamento consiste in una semplice e banale analisi del corpo umano fatto alla lavagna e/o su disegni colorati nel libro… Si, viene solamente offerta la verità sulla favola della cicogna, …… ma niente altro.
    Insomma, il problema sta nella nostra cultura che è stata manipolata, plagiata e contorta da secoli di cristianesimo, per non parlare delle altre regioni soprattutto quella musulmana, e da qui poi, naturalmente, sono scaturite tutte le leggi liberticide e devianti che hanno finito per penalizzare una caratteristica umana bella, semplice e naturale.
    Ugualmente nei film: credo sia giusto liberalizzare anche ai minori, e non censurare, tutte quelle scene di sesso esplicito con tanto di dettagli stimolanti. Questo per far sì che il tema sesso, nella sua interezza, rientri in un concetto di naturalezza e normalità, e non resti confinato in quel limbo di ambiguità, imbarazzo, trasgressione e quant’altro com’è oggi. Certamente scene di sesso estremamente pornografico non sono né naturali e neanche educative, quindi quelle sono da evitare. Solo così si arriverà ad una semplificazione e armonizzazione fra le persone, non ci saranno più dei poveri perversi, i cosiddetti morti di fica e donne ninfomane che si mettono in mostra in modo strumentale forzato cavalcando l’opportunità dell’odierno tabù e finiscono pure per apparire come delle povere volgari.
    Insomma la parola d’ordine è naturalezza e semplicità. Come accade in tutte quelle tribù remote sparse su tutto il pianeta che non sono state contaminate dal cristianesimo e/o altre religioni che hanno penalizzato l’atto sessuale con tutti i suoi connessi. Probabilmente se queste religioni non fossero mai esistite e oggi l’attuale popolazione mondiale ( 7,5 miliardi di anime ) forse sarebbe stata anche inferiore, perché avere una consapevolezza e libertà sul tema sessuale avrebbe sicuramente limitato quell’aspetto della frugalità e/o negazione, come anche la perversione che ne è derivata.
    Alessandro de Curtis

    1. guarda se eliminassimo la televisione e i cellulari forse sarebbe fattibile poter andare in giro nudi… credo che le scene di sesso nei film non siano mai educative ma solo stereotopi di figaccioneria inutili e credo che nelle tribu non facessero cmq sesso davanti ad altri…
      tu pensi che andando in giro nudi spariscano gli infoiati?… pensi che quindi uno brutto che non gliela da nessuno sia meno infoiato? e cmq mi risulta si vestissero da prima di cristo, forse no
      si vestono nelle tribu dove portare vestiti o fabbricare vestiti sia difficoltoso?… io con la nudità non avrei particolari problemi se non qualche erezione di troppo magari… e non sarebbe il massimo… mi sa che nel tuo ragionamento mancano un po di riflessioni più profonde…
      se ti trovi la figlia 14enne supergnocca con suo padre e ti viene duro che succede? o per la moglie del tipo

      1. Carissimo cittadino Anonimo, hai estremizzato il mio ragionamento tirando in ballo i bambini, e comunque la tua riflessione dimostra che quel condizionamento di 2000 anni è evidente. Non sostengo l’ideale di poter andare in giro tutti nudi. Non è fattibile, igenico e neanche conveniente. Però, santa madunina, quando si passeggia in spiaggia, lui e lei, dove lui ha delle tetta piu grandi di lei e sono al vento, mentre lei con due tettine piccole è costretta a nascondere i capezzoli. Poi passa una tettona senza reggiseno ….
        Quindi siamo a cavallo di un’era in cui si sente ancora molto il condizionamento della chiesa sul tema. Io non credo sia positivo.
        Il sesso è ancora troppo vissuto come un tabù e questo genera vergogna in certi casi, imbarazzo, morbosità e altro. Non va bene. Tutto qua.
        Io noto ovunque persone che se devono inserirsi in un discorso sessuale fra amici, fanno molta fatica, sono vistosamente imbarazzati, risatine sceme, espressioni di pudore ingiustificato, retaggio, appunto, della nostra coltura pesantemente condizionata sul tema.
        Ciao, mi raccomando, non guardare le 14enni : non si sa mai.
        Alessandro

        1. guarda non metto in dubbio che siamo condizionati dalla società o che siamo stati e siamo condizionati dal cristianesimo… eppure ti dico una cosa, non a caso ho parlato chr non dovrebbero esistere tv e cellulari perché hai dimenticato il mondo dei media: sono loro che danno al sesso e all apparenza tutta quella importanza!!! io credo che l uomo sia un animale con tantissime regole
          che si è imposto per poter convivere ma alcune regole non scritte sono simili a quelle delle scimmie: si sceglie una donna, la donna sceglie il piu forte per essere protetta, la si protegge e si procrea e si vive l uno accanto… in teoria sembrerebbe felici e contenti ma non sempre è cosi neanche per le scimmie… al giorno d oggi la scimmia/uomo più forte è quella con più intelletto ma soprattutto ci sono troppe scimmie e c è un mondo con mille variabili da considerare… quindi credo che parlando del ‘gruppo uomo’ non saremo mai soddisfatti della società, sia che ci vestiamo o che stiamo nudi, singolarmente invece dobbiamo trovare la via giusta… forse l unica soluzione comune utile secondo me è che i media trasmettano solo cultura e politica (super partes e libera e direttamente ql cittadino senza giornalismo) e quindi senza condizionamenti sessuali forti capiremo cosa è l uomo… e senza chiesa… so che sembra un delirio ma si sta fantasticando un po tutti quindi sto seguendo il filo… a e non preoccuparti delle 14enni che mi fanno piuttosto ribrezzo sono troppo piccole nonostante io alla fine sia un 30enne… ma a volte se ci devi guardare non sai proprio dove, il mio era solo un esempio, immagina di avere un erezione con la donna del tuo migliore amico… si fiderebbe di te?

          1. Infatti. Proprio perché non siamo scimmie ma siamo socialmente evoluti si è scelto di coprire le nudità. Alcune parti del corpo, piaccia o non piaccia, sono un richiamo sessuale voluto dalla natura per riprodurci. Uomini e donne con gli ormoni in regola sono attratti da certe parti del corpo. La vita non è fatta solo da sessualità, spesso bisogna dirigere l’attenzione anche in altre attività, e per quanto mi riguarda a volte esco pazzo con quello che si vede in giro. E non posso decidere se esserne attratto o meno, l’istinto mi porta a rivolgere l’attenzione li. Intendiamoci, vedere dei bei sederi mica mi dispiace, a volte vorrei solo avere la possibilità di non essere sessualmente stimolato dalla mattina alla sera! E la pubblicità, e poi apri internet e c’è la tipa figa in bikini, esci e c’è la bella ragazza in short, ecc…è un continuo tutti i giorni. Poi sicuramente ci saranno quelli che manco si accorgono………io alla mia età mi accorgo eccome, gli ormoni ce li ho a posto e tra le gambe il sangue mi circola ancora per bene!

            Rispondo qua ad Alessandro relativamente all’esempio dei tizi in spiaggia:

            >>>
            Però, santa madunina, quando si passeggia in spiaggia, lui e lei, dove lui ha delle tetta piu grandi di lei e sono al vento, mentre lei con due tettine piccole è costretta a nascondere i capezzoli. Poi passa una tettona senza reggiseno ….
            >>>

            La differenza sta proprio in quello: le tette di LUI sono delle protuberanze di ciccia schifate dai più, mentre le tette di lei, grandi o piccole, sono un richiamo sessuale. Le tette di lui non provocano erezioni (almeno spero…….), le tette di lei potrebbero! Da li sarà nata l’esigenza di coprirsi, ma prima del cristianesimo, mi pare che gli esseri umani si vestissero da prima che arrivasse Gesù.

            E comunque si, è un argomento complicato, meriterebbe un approfondimento.

            Ciao!

    2. Prendo spunto da questo intervento, che contiene certamente anche delle verità( Nietzsche, al netto delle sue esagerazioni, vedeva bene quando parlava del ruolo nefasto del cristianesimo in materia), per esprimere due considerazioni in merito alla manifestazione in programma in diverse città italiane contro la legge Zan-Scalfarotto-Boldrini.
      Ho letto qualcosa nel sito della manifestazione. Ebbene non c’è un riferimento al femminismo, anche se potrei aver letto male. Ora, chiunque ha studiato un minimo il genderismo, o come lo vogliamo chiamare, sa perfettamente che si scrive così ma si legge femminismo ( anche Gasco Altaba in un suo articolo di qualche settimana fa lo confermava). Zan e Scalfarotto non sono nessuno senza il beneplacito femminista. Quindi criticare la pellicola senza tirare in ballo il regista è abbastanza strano, anche se apparentemente, come preciserò poco sotto ( chi si occupa di questo blog si è sempre speso anima e corpo contro la deriva estremista di genere, quindi la mia critica non è certamente rivolta a chi qui scrive, non vorrei essere equivocato).
      Allora perchè non si tira in ballo il regista, colui senza il quale la legge non esisterebbe? Semplice, perchè è più facile prendersela con la lobbina gay, con i trans che bazzicano nei marciapiedi, con chi non conta un tubo. Eh no, cari pro Vita & Famiglia: se nelle scuole si blatera di gender è perchè lo vogliono le femministe, perchè da soli i gay non vanno da nessuna parte, non contano un fico secco. Abbiate quindi il coraggio di guardare la luna non il dito, perchè di porcherie femministe sono piene le cronache tutti i giorni e dove siete voi allora? Domanda retorica ovviamente.

      1. Sono facce diverse della stessa medaglia. Gli organizzatori dell’evento sono rimasti prudenti, perché ci vuole niente per passare per omofobi e veder sfumare una manifestazione civilissima, oltre che fondata.
        Da queste parti non abbiamo di questi problemi, diciamo pane al pane e vino al vino. Che sia tutto un pastone governato dal femminismo non l’abbiamo mai nascosto.

      2. Perché anche buona parte di loro supporta il femminismo: ad esempio la Lega promuove le quote rosa (succesos di recente in Sicilia) e incentivi sessisti all’assunzione di donne (proposta Durigoni) oltre ad aver varato il Codice Rosso.
        Altro esempio: oggi in radio ho sentito una pubblicità che chiedeva l’8 per mille per la Chiesa Cattolica, motivazione: “aiuta le donne vittime di violenza”.
        Elementare, Watson.

    3. Cioè in pratica insegniamo a scuola ai bambini a cosa servono patatina e pistolino, andiamo in giro tutti biotti con patatona e pistolone al vento, e intanto gli facciamo pure vedere la gente che tromba in televisione. E come farebbe tutto ciò ad armonizzare la sessualità da adulti…? Questo dovrebbe portare alla fine delle depravazioni e dell’esibizionismo?
      Ma possiamo lasciare stare i bambini una volta per tutte? Ma davvero si pensa che tutti i problemi legati alla sessualità dipendono dal fatto che ai bambini non si fa educazione sessuale da piccoli? Poi mi si spieghi come faremo a condannare la pedofilia se generazioni di bambini cresceranno così, l’adulto che vuole giocare con la patatina della bimba che male fa? Tanto è tutto normale, tutto naturale, tutto armonizzato. Qua non è solo questione di tabù religioso-medioevali. C’è un tempo per ogni cosa, e i bambini hanno altro a cui pensare da piccoli. Ah, io non sono né cristiano né cattolico, giusto per fugare ogni dubbio sul perché del mio pensiero.

      1. Lupo mannaro, ciao, non ho parlato di bambini espressamente e cunque sappi che i bambini se non sono manipolati dalla nostra coltura contorta sul tema, non noterebbero neppure una normale scena di sesso in un film. Non la capiscono e non gli interessa. Mentre, nello stesso film, rimangono scioccati e frustrati se vedono scene di violenza, atti catastrofici, schifezze del genere umano di varia natura. Ecco, queste sono le cose che andrebbero evitate di mostrare. I bambini non devono subire nessuna educazione sessuale specifica e dettagliata, mentre gli adolescenti è opportuno che sappiano tutto prima che succeda la frittata. Da 14 in su, ….. iniziano a muovere la coda ed è bene che sappiano. Tutto, senza tabù. Il accenno sulla pedofilia non rientra certamente in certe dinamiche. Questo tema è assai particolare e occorre una puntata tutta specifica. E comunque i tabù generano morbosità e sicuramente influiscono su di un soggetto gia predisposto.
        Saluti
        Alex

  3. bravo, sono pienamente d accordo… io dalla mia esperienza sto imparando che le donne vanno trattate come qualsiasi altro essere umano, cosa che molti uomini non hanno il coraggio di fare, ne hanno quasi paura… e cosi come sobo patetici gli uomini che si prostrano alle donne come vermi per del sessio… è anche vero che è uno scambio equo e libero quindi laddove c è il reciproco coinvolgimento consenziente va bene tutto

  4. Quanti saranno gli uomini che si mostrano in costume da bagno, con i bicipiti ben scolpiti, con accanto il macchinone, insomma con tutto ciò che è eroticamente attraente per una donna? Una marea, sicuramente, su twitter e non solo.. Questo per dire che non solo l’atteggiamento è reciproco, per quanto ovviamente di diverso impatto vista l’asimmetria sessuale, ma che viene stimolato costantemente nella società unisex dell’apparire, quella in cui siamo immersi.
    Ovviamente la liberazione sessuale è una bufala, sicuramente lo è qui e ora. e’ curioso verificare, ascoltando dei medievalisti come ad esempio Barbero, come nel Medioevo la sessualità fosse molto più libera di quella attuale. Oggi si ciancia di sessualità, ma se ne fa poco, se per sessualità restringiamo il campo al contatto fisico con una persona dell’altro sesso.
    Sul fatto che la dipendenza sessuale maschile sia in Italia drammatica è una verità inconfutabile, ma la situazione è simile in tutti i Paesi dell’Europa latina a eccezione della Romania(La moldavia ha un passato ex sovietico che la rende ancor diversa ancora). io che ho messo il naso fuori dall’Occidente, vivendo altrove per anni, ho verificato che ci sono realtà dove questa dipendenza è assai meno diffusa o comunque in una portata assai inferiore. Perchè? Per tutta una serie di influenze culturali che sarebbe troppo lungo elencare tutte, mi limito ad alcune: da una minor incidenza del femminismo, al tradizionalismo clericale meno invadente, fino a una forma di economicismo meno diffusa, che non concepisce il rapporto sessuale in termini meramente economici come nelle società più rurali, e dulcis in fundo una qualità del genere maschile superiore, che si esprime anche nell’attribuire il giusto peso alle rivendicazioni femminili: ok la parità,ma senza sconti e senza retoriche di alcun genere. così si lancia un messaggio chiaro e i risultati si vedono, visto che pian piano si scende dal piedistallo. infatti si è mai vista una principessa far sesso con un mendicante? forse nelle fiabe, nella realtà certamente no.

    1. “Oggi si ciancia di sessualità, ma se ne fa poco”, ovviamente facevo riferimento alla sessualità non mercenaria, visto che si parlava di liberazione sessuale. Le prime a essere ostili alla liberazione della sessualità sono le femministe, che sono delle talebane,ma senza la coerenza dei talebani, quindi sono anche peggio, tradizionaliste vestite da progressiste-libertarie, ma i testoni a sinistra non se ne rendono conto e abboccano alle loro chiacchiere. Le femministe sanno perfettamente che la liberazione della sessualità sarebbe per loro una sciagura ed ecco perchè si battono per togliere alla donna qualsiasi riferimento sessuale. Certo, qui natura e ideologia confliggono, come spesso accade nel caso del femminismo ed è per questo che il loro operato è talvolta contraddittorio. Perfino quanto riportato nell’articolo trova un’opposizione nel fronte femminista, solo che si tratta di donne, quindi si tergiversa, e poi non può controllare un mondo vastissimo come quello del web. La libertà sta al femminismo come la democrazia al nazismo. Ovviamente per libertà non intendo la mia libertà, ma quella di tutti. Per le femministe esiste la loro libertà, non quella degli altri, quindi non esiste.

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