Tractatus illogico-phemminismus

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

di Santiago Gascó Altaba

TRACTATUS ILLOGICO-PHEMMINISMUS

  1. La discriminazione delle donne è tutto ciò che accade nel mondo.
  2. Nessuna sofferenza umana può essere maggiore della sofferenza di una singola donna.
  3. La sofferenza dell’intero pianeta è la sofferenza di tutte le donne.
  4. La condizione della donna è la misura della civiltà del mondo.
  5. Il patriarcato è universale. Il femminismo anche.*
  6. La donna è un costrutto sociale. Donna non si nasce, si diventa. La società ne è responsabile.
  7. Il personale è politico; solo il personale femminile.
  8. Le donne hanno il diritto di scegliere liberamente una vita femminista, al di fuori degli standard patriarcali.
  9. Gli uomini hanno l’obbligo di sottostare ai nuovi principi, al di dentro degli standard femministi.
  10. Il Patriarcato vi rende schiave. Il Femminismo vi renderà libere.

Le donne sono sempre esistite. Il femminismo no.


TRACTATUS LOGICO-LINGUISTICUS

  1. Nel discorso di genere il femminismo è il padrone delle parole.
  2. Non bisogna cercare nel femminismo il significato delle parole, ma l’uso che ne fanno di loro.
  3. Femminista e donna non sono sinonimi. Le donne sono sempre esistite. Il femminismo no.
  4. “Patriarcato” è la maniera che ha il femminismo di dire “uomo”.
  5. La “discriminazione delle donne” è la maniera che ha il femminismo di dire “l’oppressione degli uomini”. La “liberazione della donna” è la maniera che ha il femminismo di dire “la sottomissione dell’uomo”.
  6. “Parità” è la maniera che ha il femminismo di dire “diritti per le donne”.
  7. Non c’è nulla di sbagliato nella tutela di un gruppo sociale, è tutto sbagliato quando questa tutela si attua contro un gruppo sociale. La domanda chiave non è “chi tutelare” ma “contro cosa o contro chi”.
  8. Termini come amore, essere umano, servizio, umiltà, cooperazione, comprensione, ascolto, sono latitanti negli scritti femministi. Il termine più osannato è ripetuto è “donna”.
  9. Una manifestazione e/o una campagna a favore delle donne è sensibilizzazione. Centinaia di migliaia di manifestazioni e campagne a favore delle donne sono indottrinamento.
  10. La caratteristica precipua del femminismo non è la denuncia della condizione della donna. La caratteristica precipua del femminismo è l’istituzione dell’impossibilità fattuale da parte dell’uomo di fare la stessa denuncia a difesa della propria condizione nei confronti delle donne.

In una società ingiusta è pericoloso aver ragione.


TRACTATUS LOGICO-PHILOSOPHICUS

  1. Il femminismo è razzismo applicato al sesso.
  2. Il razzismo è femminismo applicato alla razza.
  3. L’universale discriminazione delle donne, atemporale e aspaziale, stabilisce l’inesistenza della discriminazione degli uomini.
  4. La sofferenza femminile è straziante, soprattutto per gli uomini. La sofferenza maschile è pressoché invisibile, empaticamente impercettibile, sia da parte degli uomini sia da parte delle donne. Il maggior e più persistente divario di genere nel tempo e nel mondo è il divario empatico.
  5. Al doppio standard sessuale a danno della donna corrisponde un doppio standard punitivo a danno dell’uomo.
  6. Le donne hanno l’innata tendenza a diventare principesse. Gli uomini hanno l’innata tendenza a diventare salvatori e servi di principesse.
  7. L’uomo è condannato ad essere libero. Uomo si nasce, che tipo di uomo si diventa. La responsabilità è dell’uomo.
  8. Il personale è politico, anche per gli uomini.
  9. Non esiste un femminismo buono e uno cattivo. Il femminismo è nella sua essenza un’ideologia perniciosa, criminale e falsa; spezza il senso di umanità, collettivizza le donne e collettivizza gli uomini.
  10. In una società ingiusta è pericoloso aver ragione.

Il femminismo è un’ideologia nociva e criminale.


Il presente scritto, così come altri che ho pubblicato in questo sito e altrove (ad esempio qui, qui, qui o qui), può sembrare troppo astratto, un mero esercizio teoretico e mentale. Ho già affermato e ribadisco che, pur essendo necessaria la denuncia puntuale di ogni sorta di discriminazione a danno dell’uomo e la discussione su argomenti specifici sulle questioni di genere (violenza, divorzio, caccia alle streghe, aborto, false denunce, quote, finanziamenti statali, stalking…), sarà impossibile trovare una soluzione compiuta finché non si indiividua e contrasta alla radice il problema. Il problema è il femminismo. Il femminismo collettivizza, spezza il concetto di umanità e la riduce a gruppi sessuali in conflitto in una narrazione storica che è falsa, una visione del mondo identica a quella che non molto tempo fa interessava le razze. Finché la maggior parte delle lettrici (e molti lettori) continueranno a leggere queste righe e questo sito con l’aprioristica convinzione di essere oppresse e di dover confrontarsi necessariamente con degli autori oppressori retrogradi e maschilisti, senza curarsi del contenuto, nessuna soluzione sarà possibile. Non è soltanto lecito, è anche doveroso affermarlo e ribadirlo. Tutte le riflessioni sono liberamente ispirate dall’opera “La grande menzogna del femminismo”.

* Il femminismo è universale. Chiarimento: è una percezione frequente ma sbagliata quella di ritenere il femminismo una problematica solo nazionale o comunque più accentuata nel proprio paese. Si tratta di un fenomeno globale, mondiale, e interessa più o meno intensamente nei suoi diversi aspetti tutte le nazioni. Valgano come dimostrazione di quanto affermato questi quattro semplici esempi di paesi e culture lontane. In Giappone ci sono carrozze dei treni e della metropolitana per sole donne, uomini esclusi. In Afghanistan ci sono centri commerciali per sole donne, uomini esclusi se non accompagnati dalle loro mogli. In Iran il servizio sanitario nazionale copre le donne per tutta la loro vita – assicurate dal marito se sposate, dai genitori se single e dallo Stato se muoiono i genitori; il servizio sanitario nazionale copre gli uomini soltanto fino ai 21 anni. In India il suicidio della moglie entro i primi sette anni di matrimonio comporta l’incriminazione del marito e l’assunzione della sua colpevolezza (Indian Evidence Act, Section 113b); il suicidio del marito non comporta nulla, malgrado in India il tasso di suicidio dei mariti sia molto più elevato di quello delle mogli.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: