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Usciamo dalla cronica cronaca della violenza di genere. Una possibilità

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varie_acidolegnandi Giuseppe Augello – Le agenzie di stampa battono una notizia: “un 30enne è rimasto gravemente ustionato al viso e al torace e rischia di perdere un occhio dopo essere stato colpito al volto con acido, lanciatogli contro dalla ex fidanzata di 38 anni dopo una lite in strada, nella tarda serata di ieri a Legnano, nel milanese. La donna si è poi costituita ai carabinieri ed è stata arresta per lesioni personali gravissime e atti persecutori e si trova in carcere”. Non si può dire che sia stata relegata, la novella, nelle ultime pagine delle cronache locali. E’ lì. Evidente. Nelle pagine web dell’Ansa e di RAI News e nei telegiornali. A molti susciterà un moto di soddisfazione. Ecco la violenza femminile, la violenza della donna che non ha niente da invidiare a quella dell’uomo. Perché abbassarci al livello delle competitor nazifemministe negli strepiti di ghignante soddisfazione dinanzi a uno degli ormai (o da sempre) rari pseudo “femminicidi”?

La donna dedita all’acido, costituendosi, ha già ammesso di essere stata preda di quel raptus folle che è in agguato nelle menti umane in molti più casi di quello che si possa pensare, checché ne dicano la nazistupidiste, e non diremo che ciò dimostra la violenza insita in ogni donna o che sia il frutto della sempiterna indole subdola e meschina di punire l’uomo che non si riesce a possedere. Ciò avrebbe il sapore di un razzismo di genere tale quale quello esercitato da squallide rappresentanti di associazioni di donne dedite alla propaganda col solo fine di legittimarsi nella scalata a quel potere che il sistema offre loro su un piatto d’argento. Un’altra notizia curiosa è quella di quel marito sotto processo per maltrattamenti perché “troppo taciturno” di fronte ad una moglie accusante. Il processo era in corso nel 2018 ma non è dato saperne l’esito, né forse è di particolare interesse conoscerlo. Perché siamo al ridicolo, alla farsa tragica, se non alla “merde” (scusate il francesismo) che sta caratterizzando il nostro quotidiano con lo svuotamento dei cervelli prima, e col frutto di tale lavaggio cerebrale dopo.


Donne dedite alla propaganda col solo fine di legittimarsi nella scalata a quel potere.


foto_patriarcaleRicominciamo da tre, direbbe il compianto Troisi. Che la donna in una certa parte del mondo sia stata storicamente prigioniera di un ruolo è innegabile. Al di là del più pesante impegno del ruolo riproduttivo, ciò che è stato diversamente interpretato è come tale ruolo potesse conciliarsi con le sue potenzialità ed espressione nella famiglia e nel sociale. Nel mondo occidentale che ha ereditato l’enorme potere temporale dei papi e della chiesa, che disciplinava la vita di tutti in una gara a chi fosse più osservante dei precetti, veniva proibito alle donne di occuparsi di faccende prettamente maschili, di combattere e di vivere un ruolo sociale nell’economia più produttiva. Doveva occuparsi solo della famiglia, dell’andamento delle cose di casa, delle cure del marito e dei figli. Questo quando era indispensabile che venissero preservate e sviluppate le doti guerresche dell’uomo, affidando a loro, le donne, le altre mansioni connesse all’allevamento della prole e all’assicurazione del sostentamento della famiglia. Le donne fuori dal loro ruolo, cui erano coscritte anche dalla legge, erano così avversate da mandarle spesso al rogo, come streghe, se non come combattenti eretiche, alla Giovanna D’Arco.

Ma giova ricordare che nel pagano nord Europa le cose non stavano così. Presso i vichinghi colonizzatori del nord, molte donne combattevano di spada a fianco agli uomini, ai loro uomini, e non solo partecipavano alle decisioni del gruppo, del clan, ma occupavano anche posti di reggenza o al comando di eserciti. In un certo senso, qualcuno potrebbe affermare che un punto di vista pagano stia soppiantando quello che per millenni è stato un ruolo della donna importantissimo nella famiglia ma marginale nel sociale nei paesi di discendenza cristiana. E che le differenze tra le diverse forme di intendere la chiesa, cattolica da un lato e protestante o ortodossa da un altro, si permea oggi di paganesimo nella rivolta femminista. Se non fosse che su tutto cala la coltre di una visione diversa e più osservante della tradizione di un’altra parte del mondo che è più propria del blocco culturale euroasiatico, che ha sfornato ormai da secoli quella economia controllata dallo stato, ma oggi non meno competitiva, supportata da una forza anche militare che si contrappone ai guerrafondai del capitalismo liberale. L’anelito di progressismo anglosassone che vive e si nutre del dinamismo proprio del famelico capitalismo, e alla ricerca di sempre nuove risorse e nuove opportunità nel mondo mercantile, ritenuto di risorse infinite a costo di risvegliarsi un giorno semplicemente su un pianeta ove la specie umana sia solo una delle ultime in estinzione irreversibile. Quell’accelerazione continua del ciclo del capitale di cui parlava Marx, per contrastare la tendenza alla caduta del “saggio del profitto”.

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grafica_uomodonnacervelliMa la storia non procede linearmente, a volte ha degli scossoni, degli strappi che accelerano d’improvviso il cambiamento. All’insegna di una idea rivoluzionaria che è in rapporto dialettico con i mutamenti produttivi. Oggi, mentre la visione cristiana più antica e più tradizionalista della differenza tra i generi della donna e della famiglia, sembra al tramonto, anzi è ormai tramontata, e sopravvive solo nel ruolo di gallina dalle uova d’oro nella mente del femminazismo nel mondo del capitalismo occidentale, in quei paesi ancora intrisi di statalismo capitalista la donna-madre svolge ancora un ruolo diverso e importante, consapevole del suo ruolo riproduttivo, mentre agisce nel suo ruolo sociale mai dimenticando la tradizione e la cultura di popoli discendenti dal paganesimo al nord, e caratterizzate da un ruolo delle religioni che stanno non a un altro polo dell’esistenza individuale, all’insegna del “libera chiesa in libero stato”, ma si identifica ancora nello stato sociale per la gestione della vita di ogni individuo, al sud e nel continente asiatico.

Ciò cui assistiamo oggi nel nostro paese, che si vuole ed è intimamente dipendente militarmente, economicamente, e culturalmente dall’occidente filo anglosassone, è semplicemente l’esito della lotta secolare dell’economia mercantile liberale che si è liberata dai dogmi e dai vincoli della millenaria tradizione cattolica e cristiana per aprire al mercato di una nuova umanità che fronteggia un abbattimento della natalità, e quindi di nuovi consumatori, raddoppiandosi numericamente con l’ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro, del consumo individuale e dell’uso interessato delle sue prerogative al servizio di una idea più efficiente di una economia globale basata sul libero mercato. La donna libera dal vincolo familiare e riproduttivo è spacciata, come erede delle vichinghe combattenti, quale donna libera e in lotta per la conquista delle sue potenziali possibilità, dimenticando che anche nel nord pagano senza regole e senza legge i legami familiari erano più forti e prioritari persino dei legami nel clan, e la procreazione era una manna dal cielo che veniva facilitata e rispettata unitamente al ruolo combattivo e paritario della donna a fianco dell’uomo.

grafica_femminismoAllora il tentativo delle donne di spacciare la fuoriuscita dal medioevo oscurantista per  la loro liberazione si scontra con la semplice propaganda che vuole annetterle nel nuovo ruolo di merce del mercato del lavoro e dei consumi del capitalismo di provenienza occidentale. Anche questo entra nel gioco della guerra economica tra due diverse concezioni del mondo. Il cosiddetto “patriarcato” storico ha fatto il suo tempo, morto con la concezione dei conservatori di un sistema tramontato. Affermiamo che non risponde a verità che la donna abbia meno capacità o possibilità, o meno difetti e tare mentali che possono sfociare in orrendi crimini, rispetto all’uomo, ma semplicemente è dotata di diverse peculiarità. Come è nella natura della specie, cui apparteniamo.


Non risponde a verità che la donna abbia meno capacità o possibilità, o meno difetti e tare mentali che possono sfociare in orrendi crimini, rispetto all’uomo.


Se le cose venissero osservate da un diverso punto di vista, più elevato, si comprenderebbe come ogni discorso sull’origine della violenza, che sia di un genere o meno, solo individuale o patrimonio collettivo, cadrebbe miseramente nel vuoto, come quei pettegolezzi da comari che riempivano il vuoto culturale dell’ignoranza. La violenza semplicemente è. Va composta, controllata e limitata, per il bene del vivere comune, ma non potrà essere annullata. La donna può esercitarla come l’uomo, lo ha fatto storicamente combattendo, lo ha fatto storicamente per fini di interesse generale, lo può fare benissimo per bieca inclinazione individuale. Non è questa certo la differenza che distingue i due generi. Il ruolo delle nazifemministe odierne, che usano ogni mezzo propagandistico da “caccia al mostro” di hollywodiana genesi, è semplicemente quello di facilitare più o meno consapevolmente l’ingresso nel mondo mercantile globale dell’idea del capitalismo occidentale di governo sociale a colpi di mercato, denaro, e (poco) welfare. Pagandole con briciole di assistenza economica sottratte al lavoro salariato ancora una volta per oliare la macchina infernale della finanza e della globalizzazione mercantile.

donna_impresacinaMa se liberazione deve essere, per le donne, perché non cambiare ottica e provare allora la diversità del blocco culturale opposto, dove almeno l’emancipazione non è stata mai disgiunta dal ruolo prettamente di genere, e dove ben altro impegno viene dedicato da esse ai figli? Non è un caso che nei paesi del nord Europa erede del paganesimo il welfare dedicato all’assistenza della famiglia sia più avanzato, anche nei riguardi dell’uomo. Non è un caso che in Russia per la festa della donna si celebri la donna madre e compagna dell’uomo, e non la scomparsa della famiglia tradizionale. E che lì la donna abbia ottenuto per prima il diritto di voto, il divorzio, e l’idea stessa di uguaglianza all’uomo a partire dal lavoro (non dai posti, più o meno elettivi, di potere). E non è un caso che nella Cina post-comunista si trovino oggi le donne più ricche del mondo, il maggior numero di imprenditrici e di lavoratrici nel mondo dell’informatica, mentre all’università di Pechino, una delle migliori del mondo, sia alta la percentuale di donne cinesi nel ramo scientifico ed informatico.

La natalità in Svezia, Russia, Cina (che in passato ha conosciuto addirittura leggi imitatrici delle nascite), è ancora del 30-40% più alta che nel nostro paese invecchiato ed indeciso se usare o meno l’immigrazione della disperazione, usata dai trafficanti, per popolarlo. Allora, se liberazione deve essere, care donne, perché immiserirvi nel ruolo di merce del mercato cui vuole ridurvi il capitalismo di stampo liberale anglosassone? In un conformismo codino e idiota ad ogni moda che giunge da oltreoceano atlantico deprivandovi delle vostre preziose prerogative, all’insegna non di una idea, ma di una ideologia che i media e gli “Spin Doctor” vi inoculano velenosamente? La guerra tra i generi è solo funzionale al cinico mercato che non ha pudore di dare un prezzo al corpo, alla coscienza, alle idee, eleggendo i suoi rappresentanti tra coloro che meglio hanno assorbito l’idea dello scontro come portatore di vantaggi. Potreste sposare forse un’idea più euroasiatica, che non ha avuto bisogno di usare l’arma della liberazione da un medioevo di matrice papista per turlupinarvi orientandovi contro l’uomo e la famiglia, con stravaganti discorsi sulla guerra contro la violenza di genere, di cui è stata intrisa anche la legislazione occidentale per compiacervi. E che è una trappola. Uscitene finché siete in tempo. Piuttosto andate al nord o all’est, anche solo culturalmente, e non crediate che l’emancipazione debba configgere apertamente e necessariamente con la tradizione, con la famiglia, con le vostre caratteristiche naturali e con l’uomo che vi accompagna.


Se liberazione deve essere, care donne, perché immiserirvi nel ruolo di merce del mercato cui vuole ridurvi il capitalismo?


charli-chaplin-tempi-moderniOppure, se vi aggrada, perché no, elaboriamo insieme una visione moderna del futuro di questa umanità, dal momento che i grandi pensatori e filosofi del passato sono ormai un ricordo, e l’ultimo scossone nel bene e nel male, proviene dal quel marxismo che ha abbattuto totalmente la servitù della gleba e lo sfruttamento bestiale del capitalismo della rivoluzione industriale, anche per le donne. Siete le eredi un ‘68 che ha male digerito le idee di un comunismo teorico, in chiave adolescenziale. Siete eredi non del femminismo, ma di “un” femminismo ridotto al chiacchiericcio mediatico e globale sul qualche palpata al sedere dalle quali, quando non gradite, vi siete sempre difese, con un semplice acido sguardo inceneritore, senza alcun bisogno di un MeeToo o di un’altro ennesimo centro di assalto al potere. Che vi corrompe con meno che trenta denari e con la soddisfazione di mandare al rogo insieme al genere uomo anche i padri dei vostri figli, quelli che pensano al loro futuro, che non sono assassini né abusanti o maltrattanti.

Cambiamo l’aria mefitica, apriamo la finestra, torniamo a pensare con le migliori menti, prefiguriamo il futuro possibile, elaborando una filosofia di un mondo non disgiunto dalle leggi naturali che lo governano. Anche sostituendo i pennivendoli di regime con veri nuovi pensatori o pensatrici rivoluzionari, con un intellettualismo indipendente e libero dall’asservimento di quel Dio della finanza e del mercato, che va invece combattuto insieme e non assecondato contro i vostri uomini. La libertà non si identifica con la libertà di commerciare sulla pelle di un popolo ingannato dal sistema elettivo che garantisce solo l’alternanza dei guardiano di questo sistema. Ed è il “cretinismo parlamentare” di marxiana memoria, che ha generato il mostro di una sinistra, nel nostro paese, che è dedita ormai solo a sfornare anatemi suggeriti dagli esperti di quel marketing mediatico che vi inganna ancora con la rivendicazione della vittoria contro un fascismo ai più sconosciuto e narrato parzialmente, ma combattuto come un fantasma, con l’agio e l’argento degli stregoni, ma morto e sepolto da settant’anni.

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10 thoughts on “Usciamo dalla cronica cronaca della violenza di genere. Una possibilità

  1. A vsntaggio di Ned chiarisco anche a me stesso; l’esempio della Svezia, rafforzativo, sta nel senso di “persino” nella Svezia attuattrice della parita di genere femminista non si é raggiunto l’obiettivo mandando a processo la figura dell’uomo e del padre; come il pecoreccio nazifemminismo nostrano brutta copia di quello anglosassone pretende fare. Infatti sono garantite natalità e bigenitorialita’. Quindi altro che la miseria intelluttuale del femminismonazi italico dedito solo a distruggere con l’uomo l”idea stessa di bigenitorialita. Occorre cambiare punto di vista. La discussione é aperta.

  2. Sorvolo sull’analisi del capitalismo anglosassone che è la solita fuffa alla Diego Fusaro (Amerika cattiva, Russia e Cina buoni) però resa meglio, lo ammetto. quindi la Svezia è diventato un Paese da imitare? Non è più una delle centrali del “nazifemminismo”? Buono a sapersi

    1. Guarda che in Svezia la natalità è alta SOLO grazie ai migranti islamici che hanno idee molto diverse dalle tue idee, caro “ned”. Quindi mi sa che il femminismo funziona solo con gli stupidi bianchi occidentali che si sono fatti castrare senza combattere a differenza dei migranti islamici però riconosco che è un clamoroso autogol quello fatto dall’autore di questo articolo visto che la citazione della Svezia è stata fraintesa dai femministi castrati come “ned” e soprattutto visto che questo autogol cancella tutti i ragionamenti precedenti contro la Svezia (e ora chiedo all’autore di fare immediatamente una correzione per evitare altre vittorie a tavolino dei polemisti come “ned”)

        1. E tu pensi che “ned” (per non parlare del tipico italiano, o femminista o ingenuo che sia) è in grado di capire certe profondità di pensiero? Direi di no… quindi ricordati che non tutti sono in grado di capire certe cose (io stesso all’inizio ho storto il naso la prima volta che ho letto l’articolo… poi il commento di “ned” mi ha fatto cambiare idea)

          1. Ned, pur se da posizioni opposte, è persona intelligente. Lo stimo, come si può stimare un avversario. Per il resto il tiro del blog è e resta alto. Non è il blog a doversi adattare ai lettori eventualmente meno capaci di andare in profondità, ma viceversa sono loro che devono sforzarsi di alzare il livello. Se poi sono del versante opposto ancora di più: se vogliono discutere e competere devono stare alla mia altezza o rinunciare. Non scendo al piano dell’avversario stupido che poi ti batte con l’esperienza

    1. https://stalkersaraitu.com/lossessione-leghista-per-linutile-castrazione-chimica/#comments Nessuno dice nulla come risposta al commento di Andrea Marcato in questo link? La mentalità indicata in questo commento di Marcato dimostra che quelli come Ostellari puntano al voto di quelli come Marcato: comunque, tenete sott’occhio la riforma dell’assegno divorzile di cui in questo link https://www.publicpolicy.it/cambia-lassegno-post-divorzio-stop-se-ce-convivenza-84473.html

      1. La castrazione chimica può essere il preludio a quella fisica in futuro. Ovviamente.
        E quindi?

        La mia idea della Lega è che è un partito che spesso prende in giro e sfrutta gli uomini, e quasi sempre favorisce le donne rispetto agli uomini.
        Il che è già un grosso progresso: si danno pena di farci promesse e poi non mantenerle o portarle avanti senza troppa forza.
        In quanto:
        Per i 5 Stelle gli uomini non esistono, sono carne da macello – ce li vedi i 5 stelle a fare promesse circa la risoluzione di problemi specificamente maschili? Chiaro che no, l’idea neanche li sfiora, il che è peggio che fare promesse da marinaio (la promessa da marinaio almeno riconosce l’esistenza del problema)
        Per la sinistra gli uomini esistono eccome: sono il nemico da abbattere, con tutti i mezzi.

    2. Non è necessariamente una notizia negativa: giugno è subito dopo le elezioni europee, e con le elezioni europee si ribalteranno i rapporti di potere tra i due partiti di maggioranza. I 5 Stelle avranno sempre la maggioranza dei parlamentari in Italia, la composizione sarà sempre quella uscita dal 4 marzo 2018, ma il sorpasso della Lega ufficializzato dalle europee potrebbe dare loro una notevole forza in più.

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