STALKER SARAI TU

Femminicidio: una splendida festa di morte

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

Giovanni Salvi

di Giorgio Russo – Quello che c’era da dire sui presunti “femminicidi” di fine gennaio, l’ha detto ieri perfettamente, come al solito, Fabio Nestola. Sul piano del ragionamento razionale, rigoroso e corretto, si tratta di argomentazioni davvero difficili da smentire. Il problema, ed è parso evidente dalle dichiarazioni folli del Procuratore Giovanni Salvi, investe il lato retorico ed emotivo della faccenda. Nel momento in cui un alto magistrato cita un dato fasullo e parla di “emergenza nazionale”, ha senso sicuramente smentirlo con i dati di fatto, ma tuttavia non è sufficiente a disinnescare una bomba propagandistica infame, che avvelena giorno dopo giorno la società italiana.

Anche perché non è solo l’alta magistratura italiana ad accodarsi alla grande bugia. Alla continua rincorsa delle prime pagine e del facile consenso, anche il Presidente del Consiglio consegna all’opinione pubblica il suo pensiero (chiamiamolo così): “Negli ultimi giorni in Italia si è compiuta una strage”, blatera commentando quelli che in realtà sono non-femminicidi o delitti commessi da immigrati con una cultura della relazione tra sessi incompatibile con la nostra. Alla cima della magistratura, dunque, fa eco (o fa da pappagallo) anche la cima della politica, e così anche il 2020 viene tenuto a battesimo secondo il topos: “il femminicidio è emergenza nazionale”.


Emergenza un corno.


Restiamo ancora un attimo sul piano razionale. Che cos’è un’emergenza nazionale? O meglio: cosa dovrebbe essere per soggetti istituzionali come quelli citati? Per quanto se ne sa, tale etichetta dovrebbe essere apposta a fenomeni che siano contemporaneamente molto numerosi e molto gravi, che si verifichino o meno in un periodo concentrato di tempo. Parlando di decessi, ad esempio, qualche anno fa l’ISTAT registrò come emergenze nazionali assolute 25 casistiche precise, dalle patologie ischemiche (infarti) al suicidio. Tantissime le malattie, nella classifica, che purtroppo non si ritrova nella sua completezza, ovvero per le voci successive alla venticinquesima. E’ tuttavia ben noto che l’omicidio in generale, in Italia, è tra le cause più rare di morte, per fortuna.

Nonostante questo, i media e i gruppi d’interesse inducono le autorità istituzionali a parlare di emergenza nazionale per una sotto-categoria degli omicidi, appunto i “femminicidi”, per altro non presente nei codici, che com’è noto colpisce tra le 30 e le 40 persone all’anno. Pur nella più ampia partecipazione emotiva per queste orribili tragedie, è inevitabile riflettere: “emergenza un corno”. Solo due giorni fa, per dirne una, lo European Transport Safety Council (Consiglio Europeo della Sicurezza dei Trasporti), ha presentato i dati dei pedoni e ciclisti morti sulle strade. Nel 2018 in Italia si sono perse 831 vite, 612 pedoni e 219 ciclisti. A proposito di emergenze nazionali, nel nostro paese si rischia di più la vita andando in bici o camminando per strada che non inquantodonna.


La festa di morte è diventata irrefrenabile e folle.


Dice: fai del “benaltrismo”. No, semplicemente credo che i fenomeni vadano misurati, prima di dare loro la priorità come “emergenze nazionali” o di battezzarli nientemeno che come “stragi”. Se 30-40 donne uccise per motivi passionali sono una strage, caro Presidente Conte, quello di pedoni e ciclisti cos’è, un “olocausto”? Quello dei morti sul lavoro un “eccidio”? Di questo passo finisce che terminiamo le parole per definire correttamente la realtà, a meno di non dire che le donne morte per mano di un uomo sono più importanti di altre morti (e di questo passo ci si arriverà di sicuro). Di contro, sembra sembra invece non finire mai la fame di risorse di chi anche sulla propaganda del “femminicidio” campa economicamente e politicamente con grande agio.

Ma queste sono cose note, se ne parla da tanto tempo in questo blog. C’è però un altro aspetto, molto più profondo, sicuramente diverso e molto meno razionale. Ed è la splendida festa di morte che si scatena ogni qual volta la cronaca dà conto di delitti che, a torto o a ragione (il più delle volte a torto), possono richiamare il mantra del “femminicidio”. A tutti gli effetti è stata una fine gennaio tragica e deprimente da questo punto di vista, meritevole di una cronaca corretta, di un’analisi ragionata o di un rispettoso silenzio. Invece no, più le notizie si sono rincorse, più la festa di morte è diventata irrefrenabile e folle.


Novelle contesse ugoline.


Mi riferisco alla reazione di tutte coloro che, da sole o in gruppi organizzati, vivono letteralmente sulla morte delle proprie simili. Femministe e associazioni collegate che hanno scatenato l’inferno dappertutto, sui media mainstream, grazie alle loro buone entrature, e sul web. Strumentalizzando ciò che i media notiziavano, hanno innescato un festoso e oscuro sabba grondante sangue danzando sui corpi delle donne uccise e degli uomini suicidi, pretendendo attenzione, intimando al mondo la concessione del privilegio della propria dichiarazione messa in prima pagina, imponendo a tutti la propria vuota esistenza in quel momento riempita dalla morte altrui.

Sciacalle, avvoltoi, iene assetate di conferme per se stesse, prima ancora che di potere politico o di soldi, che sul web e sui social hanno dato il meglio di se stesse, insultando il genere maschile tutto, paragonando il “femminicidio” al coronavirus, inventando i meme più vergognosi e fantasiosi pur di imporre la loro presenza mediatica. Ci accorgiamo sempre molto bene, noi che abbiamo a che fare con questo blog e con i suoi strumenti social, di quando queste novelle contesse ugoline danno l’avvio alla loro festa necrofaga. Tutti i nostri canali, infatti, si riempiono subito di commenti furiosi rigonfi di link agli articoli più vergognosi e superficiali del giornalismo italiano che danno notizia della “strage”, il tutto accompagnato da insulti trionfanti, prese in giro macabre, manifestazioni di disprezzo piene di intima soddisfazione.


Noi siamo i mostri.


In questa pazza e splendida festa di morte delle erinniche femministe nazionali, noi, che pur con tutta la pietà verso le vittime e una sempre dichiarata richiesta di punizioni severe verso chi uccide (a prescindere dal sesso) andiamo alla ricerca della verità, diventiamo i mostri da additare al pubblico ludibrio, da prendere a mazzate brandendo i cadaveri altrui, con profonda ed esibita soddisfazione. E questo perché associamo alla pietà e alla richiesta di giustizia, una razionalissima valutazione degli eventi e combattiamo l’uso sesissta, criminalizzante e distorto che ne viene fatto per mero interesse. Noi che a quell’orrida e cinica festa non partecipiamo e non parteciperemo mai alla fine siamo i mostri. Non loro che trattengono a stento la loro schifosa esultanza, trasmessa su tutte le frequenze televisive, radiofoniche, giornalistiche e telematiche, ad ogni morte violenta. Non loro che usano quelle tragedie per attaccare chi cerca la verità. Non loro che cannibalizzano i morti per avere ribalta, soldi e potere. In questa splendida festa di morte, non loro che la organizzano, noi siamo i mostri. Noi.


28 thoughts on “Femminicidio: una splendida festa di morte

  1. I commenti mi hanno dato uno spunto: “Giudici malati di ginefilia: ecco le conseguenze”.

    Anticipo il titolo così poi sono costretto a scriverlo anche se non ho tempo, per non fare figuracce.

    E se a qualcuno è di spunto, meglio: così con due articoli facciamo un attacco a tenaglia 🙂

      1. Ma io sono scorretto:

        Ginofilia: chi ha la passione per le donne. Tipo uno che sogna di vivere in un’isola circondato solo da donne nude. Ma non implica necessariamente il giustificarne le malefatte.
        Ginefilia: chi si identifica con le donne. Può comprendere inventare scuse bizzarre per giustificarle sempre. Vedi Lizzi.

        Essendo entrambe applicabili, prendo la più cattiva (anche se è leggermente più tirata per i capelli).

  2. comunque così salvi si assicura pubblicità, carriera ( partecipazione a conferenze organizzate da femministe ) e soldi

    1. Secondo me invece è proprio scemo così, al naturale. La faccia da zerbino ce l’ha.
      Secondo la teoria delle intelligenze multiple uno può essere un genio in un campo e un subnormale in un altro.

      Quel che bisogna stigmatizzare è il fatto che la società faccia emergere e premi le “opinioni” degli handicappati mentali, in certi campi.

      Guarda in piccolo Massimo Lizzi, ad esempio: ti sembra normale? E’ evidente da quello che scrive che ha subito grossi traumi, quasi certamente abusi sessuali da piccolo.

    1. come hai fatto notare tu, nel tuo blog, sono cose che succedono solo in italia…con l’aggravante che in italia viene fatto con i soldi pubblici ( magari sarà anche in svezia, ma in italia è così ) . Sembra che combattiamo i sintomi ( femminicidio, genitorialità, pas, doppio standard ) , ma non la causa, ovvero il finanziamento pubblico alle organizzazioni volontaristiche ( ? ) femminili. Nel tuo articolo hai citato giustamente un elenco di personaggi politici che hanno fatto gruppo, e alcune di queste si sono fatte promotrici di un sollecito intervento del ministero, che come prima cosa fa notare che Lei ha sbloccato 30 milioni di euro destinati ai centri antiviolenza… ecco, questa deve essere la battaglia, la nostra battaglia

      1. Guarda che il tag “Certe Cose Succedono Solo in Italia” prende in giro chi dice così: infatti è abbinato solo a articoli che parlano di estremismi femministi all’estero o, come in questo caso, sia all’estero che in Italia. Il governo svedese è mantenuto da soldi pubblici proprio come le parlamentari italiane.

      2. giuseppe
        >>>>>>>>
        come hai fatto notare tu, nel tuo blog, sono cose che succedono solo in italia
        >>>>>>>>

        No, non succedono “solo in Italia”.
        Facciamola finita con questa storia.
        Evidentemente non ti sei accorto che ericlauder ironizza quando scrive:
        >>>
        “Certe Cose Succedono Solo In Italia”
        >>>

      3. “sono cose che succedono solo in italia”

        Ancora co ‘sta storia?!?
        Non è assolutamente vero.
        Informarsi su quanto succede (e da ben prima che qui!) in Paesi come Canada, USA, Spagna, Australia, Nuova Zelanda, India, Paesi Scandinavi, tanto per fare alcuni nomi.
        Noi stiamo semplicemente andando a ruota, come sempre, del resto.

        1. L’unica passabile di quelle che hai detto è la Nuova Zelanda, perché la prostituzione legalizzata ha un po’ sminuito la santità femminile (ora tantissime lo fanno apertamente come lavoro – e di conseguenza tra l’altro i prezzi si sono dimezzati).

      4. oppsss…. vero, era scritto in senso ironico ( colpevolmente non mi sono informato su quello che succede all’estero ) portate pazienza, capisco poco l’ironia… comunque non è che mi incoraggia…

        1. Se clicchi sul tag UK c’è roba da mettersi le mani nei capelli, a partire dalla pedofila femmina che ha stuprato 50 ragazzine alla quale hanno dato solo 8 anni perché le ha penetrate, “ma non col pene”.
          Pensa che geni che sono in UK: se una donna non ha il pene e usa una spranga di ferro per penetrare è “meno dannosa”!

            1. Capita anche a me, credo sia rimozione di pensieri angoscianti. E’ molto peggio che la Svezia.
              Hanno obbligato uno a comunicare al giudice preventivamente ogni volta che ha rapporti sessuali con una donna, perché era stato dichiarato “non colpevole” di stupro ma solo “per insufficienza di prove” e pertanto poteva ritenersi comunque pericoloso…

                1. Ma tanto, magari non tutto come minimo in buona parte, arriva anche da noi in futuro.
                  Non ho mica scelto la via MGTOW a caso.
                  Se Weinstein fosse stato MGTOW non si sarebbe risposato con un’attricetta interessata, e sarebbe stato gelido e professionale sul lavoro.
                  E, spendendo molto meno, avrebbe fatto mesi interi ogni anno su un megayacht preso in affitto e pieno di prostitute di alto livello.
                  Quale delle due ti sembra la scelta più squallida?

        2. “comunque non è che mi incoraggia…”

          Infatti non è per nulla incoraggiante. Se altrove sono “più avanti” (in senso negativo), senza che l’opposizione all’andazzo abbia ancora ottenuto significativi risultati, e noi andiamo a ruota, ci si può aspettare che il peggio, qui da noi, non sia ancora arrivato.

  3. Speriamo che l’immagine raffigurata (tratta dal dipinto di Goya “Crono che divora i suoi figli”) sia di buon auspicio. La speranza è che (anche) il fondamentalismo femminista venga spazzato via dall’evolversi delle cose. Parafrasando liberamente un famoso frammento di Eraclito:”Pòlemos (la Guerra) è il padre di tutte le cose”; potremmo dire: “L’ideologia è la madre di tutte le guerre”.

  4. Bruciato in auto in Calabria, arrestata la moglie, l’amante e il figlio di lei
    Il fatto risale allo scorso novembre. Finiscono in carcere anche l’amante e il figlio della donna.www.ansa.it/sito/notizie/flash/2020/02/03/-bruciato-vivo-in-auto-in-calabria-arrestata-la-moglie-_495c9fd3-e18a-496d-9bf6-a99f85016eb3.html

    Come intendiamo definirlo questo, maschicidio? L’uccisione di un uomo in quanto uomo da parte di una donna in quanto donna?
    Anche questo gesto si fa carico di un ragionamento sovrastrutturale – la cultura dell’odio diffusa dal nazi-femminismo contemporaneo?
    O, quando si tratta di una donna, ci troviamo dinanzi ad episodi isolati ed autonomi; mentre, quando a compiere il gesto è l’uomo in quanto uomo (ossia, la manifestazione empirica del male), il gesto viene ricondotto al cosiddetto Patriarcato. E’ chiasro che questa gente non ha la minima idea del mondo in cui vivono. Credo che 5 minuti di televisione siano più istruttivi di un trattato di sociologia. Patriarcato? Dove? Quale? Per colpire questa infame ideologia, bisognerebbe partire dal liberare il termine femminicidio del suo indebito carattere simbolico; suggerirebbe la volontà di annichilire ontologicamente l’identità femminile.
    Una gigantesca costruzione di stronzate!

    1. Secondo me l’idea del mondo in cui vivono ce l’hanno ben chiara, conoscono i loro polli: per questo sono riuscite a imporre doppi standard palesi, ma assolutamente invisibili ai più.

      La logica e il buonsenso dell’articolo che stiamo commentando, o questo articolo
      https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2020/02/04/perche-uccidere-un-uomo-non-e-femminicidio/
      Sono niente a confronto, agli occhi di tanta gente i pazzi siamo noi.
      E, se leggi, sospetto che buona parte di tale follia parta semplicemente dal basso ventre.

  5. Stasera, a Sanremo, avremo la “nostra” Rula che ci parlerà di femminicidi.
    E, sorpresa sorpresa, ci sarà anche Gessica Notaro che ci parlerà di femmicidi.
    Speriamo in qualche canzone che parli di femminicidi, dal momento che se ne parla poco.

    1. Errata corrige: Gessica Notarò canterà (una canzone sulla sua storia).
      Mi aspetto che chiamino, prima o poi, a Sanremo anche William Pezzullo.

  6. “a meno di non dire che le donne morte per mano di un uomo sono più importanti di altre morti (e di questo passo ci si arriverà di sicuro)”

    Giovanni Salvi lo ha già detto, sebbene indirettamente.
    Io credo che il tentativo di scriverlo nero su bianco nella legge arriverà prima della fine della legislatura, e non vedo assolutamente nessuno e niente che possa fermarlo.

    La questione secondo me non è se lo faranno, ma se il farlo sarà sufficiente a far prendere coscienza della situazione a un numero considerevole di uomini.
    Perché anche a quel punto, non sarà certo finita, anzi: ci sarà una recrudescenza proprio sulla base che le vite delle donne contano di più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: