Che cos’è un padre?

La domanda su cosa sia un padre, quale sia la sua funzione nell’ambito della genitorialità come la si potrebbe o dovrebbe concepire oggi e per il futuro, è tornata in auge, dopo molti anni sottotraccia, a seguito della famosa proposta di riforma del diritto familiare avanzata dal Senatore Pillon. Da quel momento il dibattito si è riaperto, impostandosi qualche volta su ragionamenti pacati e razionali, il più delle volte su furiose criminalizzazioni indotte da una mobilitazione femminista cieca e interessata.

Qui però non interessa la politica. Interessa piuttosto capire quale sia l’idea diffusa di “padre” nel narrato sociale. In quell’ambito a dettare legge sono inevitabilmente i media, che suggeriscono (insufflano) nelle orecchie della loro audience ciò che è corretto pensare. Ecco allora che fioccano i “pezzi di merda” della premiata ditta Finocchiaro-Dandini, che se la sfangano con la scusa della “satira”. Ma se si va sull’opinionismo supposto serio e documentato? Allora si cade dalla padella nella brace.


Interessa capire quale sia l’idea diffusa di “padre”.


Una delle più note opinioniste sul tema, ospitata nientemeno che sul Fatto Quotidiano, la counselor Nadia Somma, ha un’idea ben precisa su cosa sia un padre. La esibisce commentando un suo post pubblico di Facebook (che mi dicono ora abbia cancellato), ben spalleggiata da un’altra utente (nientemeno che consigliera comunale 5 Stelle a Oristano) che la stuzzica sul tema dei padri e dei loro drammi, spesso sfocianti in suicidi. Ebbene, per l’opinionista del Fatto Quotidiano i padri sono questo:

somma facebook

Non si può dire che la counselor Nadia Somma non abbia le idee chiare e non sappia esprimerle in forma efficace e colorita. Ne ha pieno diritto, naturalmente, anche se pare una posizione un bel po’ estrema, palesemente volgarizzata e criminalizzante, senza che la realtà delle cose giunga a dimostrare la veridicità di tanta asprezza. Ma ripeto: ognuno è libero di sostenere tutto e il contrario di tutto, con o senza prove. Rimane solo da riflettere sul motivo per cui una testata nazionale come il Fatto Quotidiano ritenga utile ospitare una rubrica riservata a un’opinionista con idee del genere, che di sicuro non contribuiscono a comprendere cosa sia o debba essere un padre e, in via complementare, una madre.

logo_fattoquotidianoCerto, nei commenti sul sito del Fatto Quotidiano gli interventi della counselor Nadia Somma vengono sempre ampiamente perculati, ma c’è sempre quella piccola quota di lettori o lettrici particolarmente suggestionabile che potrebbe farsi convincere da idee così trivialmente falsificate e diffamatorie di un intero genere di persone. E non si tratta di persone qualunque, ma quella metà del cielo che, insieme alle donne, vorrebbe trovare una collocazione paritaria e costruttiva per un futuro migliore per tutti, anzitutto per i figli. Un obiettivo che sarà sempre più difficile da raggiungere finché i grandi mezzi di comunicazione daranno spazio agli avvelenatori di pozzi.


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