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Coito coercitivo: i galli stuprano le galline

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LA FIONDA

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di Santiago Gascó Altaba* – Quest’estate si è viralizzato un video in youtube in spagnolo realizzato da due femministe vegane che è riuscito a conquistare le prime pagine della stampa e delle emittenti TV ispaniche. Tra le numerose polemiche perle di saggezza proclamate a favore del veganismo femminista e contro lo specismo si trova il titolo sopracitato: “i galli stuprano le galline”. Di conseguenza, a difesa delle galline nella loro piccola fattoria, le vegane hanno deciso di “castrare” il gallo di loro proprietà. Ora, per quanto strano possa sembrare, forse questa è una delle poche cose assennate asserite in quel video, anche se gli etologi preferiscono adoperare il termine “coito coercitivo” al posto di quello di “stupro”.

Premesso che noi non siamo né galli né galline, né sappiamo cosa sentono quando s’accoppiano, magari le galline sono bramose e non vedono l’ora, e invece per i galli ciò rappresenta una sofferenza tremenda, ma noi, esseri umani, giudichiamo quella scena da un punto di vista umano, e da questo punto di vista siamo di fronte a un’evidente sopraffazione maschile, un inequivocabile “stupro” (d’ora in poi definito coito coercitivo). Le galline presentano spesso un piumaggio molto sciupato sul dorso e anche ferite alla testa o sul collo, provocate dall’irruenza del gallo che appunto fa uso di becco e zampe per raggiungere il suo scopo. In alcuni casi non viene attuato dal gallo nemmeno ciò che gli etologi definiscono “corteggiamento” (che ai nostri occhi è stalking a tutti gli effetti): il gallo “aggredisce” direttamente senza preavviso, imponendo il coito.


Il Matriarcato non è mai esistito.


“I galli stuprano le galline” è sicuramente un’affermazione scomoda, politicamente scorretta, non solo all’interno del pollaio, ma soprattutto per le implicazioni che ne potrebbero derivare quando si tratta di analizzare la sessualità tra gli esseri umani. Circa un mese fa è nata una discussione su questo argomento in uno dei tanti forum sulla questione maschile. Lo spunto l’ha fornito un documentario su Youtube che affermava quanto segue (min. 4.31-4.47): “Le donne oggi sono sessualmente emancipate e questa libertà le porta ad avere una situazione simile a quella che avevano prima della nascita delle società patriarcali ovvero ai tempi delle tribali società matriarcali, ben descritte dall’opera ‘Il Matriarcato’ di Bachofen”.

Falso. Il Matriarcato non è mai esistito (è un desiderio, un mito femminista, gli storici non hanno mai trovato prove della sua esistenza) e ipotizzare che nella preistoria le donne siano mai state emancipate sessualmente è illusorio. “Sarebbe bello se il mondo fosse diverso da come è. Invece è come è” (Altrosenso): una frase politicamente scorretta, questa. E un’asserzione politicamente scorretta è una asserzione… essenzialmente corretta, ma assolutamente sgradita, tanto da non dover essere nemmeno proclamata, e di conseguenza, tanto meno spiegata o analizzata per comprenderne le cause. Esempio per antonomasia del politicamente scorretto è l’enunciato che sostiene il maggior tasso percentuale di criminalità degli immigrati rispetto agli autoctoni, ciò che è vero attualmente in ogni paese occidentale.


Le donne contribuirono in maggior misura degli uomini alla vittoria del Partito Nazista.


Anche il femminismo e la questione maschile sono colme di asserzioni politicamente scorrette. Valga come semplice esempio l’arrivo del Partito Nazista al potere in Germania. Più o meno tutti siamo a conoscenza, nostro malgrado, che il Partito Nazista arrivò al potere democraticamente nella Repubblica tedesca di Weimar a seguito delle elezioni. Quello che però facciamo fatica a trovare nei libri storici e, ancor meno, nei libri scolastici, è che il sostegno femminile ai nazisti tanto in percentuale come in numeri assoluti di voti fu più numeroso. Le donne contribuirono in maggior misura degli uomini alla vittoria del Partito Nazista. Verità politicamente scorretta, ma pur sempre verità.

Tornando all’argomento che ci riguarda, la sessualità, elencherò in seguito alcune osservazioni in maniera molto sintetica tratte dal mio libro “La grande menzogna del femminismo” (pp. 519-543), senza approfondirle né analizzarle (rimando alla lettura del libro per chi è ulteriormente interessato) e senza trarre delle conclusioni, compito che cedo volentieri al lettore. Mi rendo conto che alcune delle osservazioni, o forse tutte, trattando di un tema delicato come il coito coercitivo, possono sembrare a molti e a molte profondamente sgradite, talvolta offensive, politicamente scorrette, ma si ritorna al concetto di prima: “aarebbe bello se il mondo fosse diverso da come è. Invece è come è” (Altrosenso).


In natura il coito coercitivo è un modus operandi molto comune.


PRIMO: In natura il coito coercitivo è un modus operandi molto comune per ottenere dei rapporti sessuali con una femmina nella maggior parte delle specie, anche tra i primati. Il femminismo sbaglia (o mente) clamorosamente quando sostiene che lo stupro è una cosa che esiste solo tra gli esseri umani (Susan Brownmiller, Contro la nostra volontà).

SECONDO: In linea di massima in Natura il maschio è dotato di un apparato sessuale indipendente dalla volontà della femmina, inoltre ha la forza fisica necessaria per sopraffare l’opposizione femminile, in modo da garantire la continuità della specie nel caso in cui la femmina si rifiuti di svolgere il proprio ruolo generatore. L’automatismo dell’ovulazione autorizza il disinteresse del maschio nei confronti del godimento della femmina. Le problematiche sessuali legate alla mancanza di piacere o al dolore colpiscono in maniera preponderante le femmine.


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TERZO: Non esiste nessuna ragione obiettiva per credere che questo non fosse il modus operandi per ottenere dei rapporti sessuali anche tra gli esseri umani prima dell’arrivo della cultura e della civilizzazione. Anzi, l’esistenza di un anello circolare alla base del glande che permette di ritirare sperma altrui dopo aver eiaculato rafforza quest’ipotesi.

QUARTO: Lévi-Strauss ha sostenuto che “la nascita della cultura coincide con la proibizione dell’incesto”. Io credo che sia più appropriato sostenere che la nascita della cultura coincide con la proibizione del coito coercitivo. A un certo punto dell’evoluzione il libero soddisfacimento dell’appetito sessuale maschile è stato moralizzato: il maschio non doveva più prendere la femmina senza consenso e la femmina non doveva più lasciarsi prendere. Nella natura il maschio è “vincente”, la femmina “perdente”; nella cultura l’uomo è “perdente”, la donna “vincente”.

QUINTO: La donna ha capovolto i ruoli predisposti dalla natura senza possedere la conformazione fisica che le permettesse di farlo, servendosi di due strumenti: la moralizzazione del sesso (la repressione sessuale, l’esclusività del rapporto) e la sacralizzazione dell’amore (vincolo del sesso all’amore).


“Stupratori si diventa, non si nasce”.


Simone de Beauvoir

SESTO: Il femminismo ha sostenuto che tutte le nostre strutture mentali e sociali (lingua, famiglia, matrimonio,…) sono costruzioni culturali, il risultato di una cultura patriarcale, compresi i rapporti eterosessuali e le sue modalità più violente: “stupratori si diventa, non si nasce” (Bourke, Stupro). In realtà la nota espressione “la cultura dello stupro” ha l’unico scopo di colpevolizzare e manipolare la realtà, l’unica cultura esistente è “la cultura dell’antistupro”. L’uomo è culturalmente formato a non imporre coiti coercitivi.

SETTIMO: Parimenti il femminismo ha profusamente denunciato la costruzione delle strutture mentali femminili da parte del patriarcato (vedasi Il secondo sesso di Simone de Beauvoir, circa 800 pagine di denuncia del noto eterno femminino) senza indagare sulle implicazioni che questa teoria comporta nella costruzione “culturale” del rifiuto femminile ai coiti coercitivi: quanto c’è di naturale e quanto di artificiale nella ritrosia femminile ad accontentare l’appetito sessuale del maschio? La donna è culturalmente formata a non lasciarsi imporre coiti coercitivi.


La cultura ha conferito alla sessualità femminile un valore immenso.


OTTAVO: Il rifiuto femminile di accettare un rapporto sessuale che non è basato sulla ricerca del proprio piacere, e il danno psicologico prodotto da questo rifiuto, è prodotto culturalmente. Le civiltà che praticavano il sesso libero, alcune istituzioni o tradizioni (riti iniziatici, orge sacre, prostituzione sacra, ospitalità sessuale, prostituzione apotropaica…) assieme alle centinaia di migliaia di prostitute che hanno esercitato lungo la storia ed esercitano ancora oggi volontariamente senza riportare alcun trauma ne sono la prova.

NONO: La cultura ha conferito alla sessualità femminile un valore immenso, superiore in qualsiasi caso alla vita maschile. “Nessuna civiltà ha osato mai istituire il coito obbligatorio” (de Beauvoir). Tutte le civiltà (in maniere diverse) hanno però istituito il reclutamento maschile obbligatorio, ineludibile in tempo di guerra. Le società hanno punito e puniscono il coito coercitivo pesantemente, non di rado con la pena di morte. Le stesse società hanno incoraggiato e incoraggiano il reclutamento maschile, anche dei minori, per essere destinati a eventi che recano immani sofferenze, lesioni gravissime o morte. Oggigiorno negli stessi scenari bellici l’ONU riferisce la violenza sessuale sulle donne come l’unico crimine di guerra esplicito da escludere dalle disposizioni di amnistia (Risoluzione 1325), mentre la coscrizione obbligatoria maschile continua a essere un dovere civile. La cultura ci ha “costruiti” in maniera di concepire tollerabile la sofferenza provocata da ferimenti, mutilazioni, torture e prigionie che in molti casi conducevano alla morte a seguito di un reclutamento maschile obbligatorio, e intollerabile un rapporto coercitivo su una donna della durata di qualche minuto che non compromette l’integrità fisica se non c’è opposizione violenta.


Il sesso giova alla salute maschile.


DECIMO: Le leggi e le norme sessuali si spacciano per neutre ma non lo sono. Tutelano preponderantemente il sesso femminile e reprimono e puniscono preponderantemente il sesso maschile. Il numero delle vittime e degli autori di violenze di atti sessuali (molestie, toccamenti, atti osceni, stupri,…) divisi per sesso sono preponderantemente sbilanciati.

UNDICESIMO: Il sesso giova alla salute maschile, aiuta gli uomini a vivere più lungo. La moralizzazione del sesso rappresenta un costo principalmente per la salute maschile. I divieti che riguardano la sfera sessuale (prostituzione, pornografia, restrizioni dei rapporti,…) non sono neutri né innocui, colpiscono la salute psicofisica degli uomini. In certi paesi (ad esempio Svezia) un uomo può essere condannato all’asessualità perché non ottiene il consenso di nessuna (rischiando la prigione, se maldestro nel tentativo, per molestie), né può comprarlo (l’utenza della prostituzione è punita con il carcere). “I governi riconoscono la specificità biologica e i bisogni delle donne, ad esempio nelle politiche abortiste o nel diritto di maternità, ma nessun governo ha riconosciuto la specificità biologica e i bisogni degli uomini, prevedendo ad esempio un servizio gratuito di appagamento sessuale.” (La grande menzogna del femminismo, pp. 529-530)


Michel Foucault si chiese il motivo della “problematicizzazione” del sesso.


Michel Foucault

DODICESIMO: In linea di massima la moralizzazione del sesso (monogamia, fedeltà sessuale, contenimento e astinenza, pratica del coitus interruptus, pratiche di corteggiamento e di cavalleria, biasimo del coito coercitivo, ricerca dell’orgasmo della compagna sessuale,…) non ha rappresentato per la salute psicofisica dell’uomo alcun vantaggio, al contrario. Riproduco infine un paragrafo del libro che cerca di dare una risposta alla nota domanda sulla “problematicizzazione del sesso” posta dal filosofo progressista Michel Foucault. Quando questi si chiese il motivo della “problematicizzazione” del sesso, “perché il comportamento sessuale, le attività e i piaceri che ne dipendono costituiscono l’oggetto di una preoccupazione morale?”, la domanda in realtà non era rivolta alle donne, ma a se stesso e a tutti gli uomini.

Tutti sappiamo, compreso Foucault, perché il sesso ha costituito per le donne, fino a pochi anni fa, l’oggetto di una loro preoccupazione morale, e i motivi erano principalmente due: le gravidanze, e tutto quello che comportavano (parto, bambini…), e le maggiori difficoltà delle donne a sopravvivere senza il contributo maschile. Il sesso era lo strumento con il quale costruivano i legami affettivi con uno o più maschi necessari per ottenere delle risorse (protezione, mantenimento…). La sessualità femminile è problematica, la sessualità maschile no. Il fatto che il sesso, fonte unicamente di piacere per il maschio, sia diventato invece un “problema” etico per l’uomo, dovrebbe risultare, non solo per Foucault ma per qualsiasi uomo, un bell’enigma. (La grande menzogna del femminismo, p. 529)

In altre parole, dopo che le due femministe vegane hanno moralizzato il sesso tra galli e galline, qual è il vantaggio che ha ottenuto il gallo dalla sua castrazione?

* Autore de “La grande menzogna del femminismo – I volume“. In uscita entro Natale il secondo volume.


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16 thoughts on “Coito coercitivo: i galli stuprano le galline

  1. Vorrei indagare più in dettaglio le prime due osservazioni, cioè capire quanto sia diffuso in natura il coito coercitivo.
    Lasciamo perdere galli e galline, troppo diversi dalla specie umana, e prendiamo piuttosto i mammiferi, ma non necessariamente i primati. Credo che sia un tratto comune alla maggior parte dei mammiferi che le femmine passino almeno una volta all’anno attraverso un periodo di estro in cui sono sessualmente ricettive. Diamo per scontato che, al di fuori del periodo dell’estro, la femmina non voglia l’accoppiamento. Domanda: quanti accoppiamenti vengono osservati in questo periodo, cioè nel periodo di non-estro? Se sono pochi o non ce ne sono, vuol dire che il maschio diventa sessualmente interessato solo se c’è una predisposizione da parte della femmina, oppure che lo è sempre ma quando la femmina non è in calore è talmente avversa ad un accoppiamento che la superiorità fisica del maschio non è sufficiente a imporlo. In tal caso direi che il coito coercitivo non è molto frequente. E’ possibile che, benchè vada in calore, la femmina continui a non volere l’accoppiamento, ma sarebbe un controsenso della natura. Oppure che non lo voglia con un maschio in particolare, ma che il maschio lo imponga. In realtà credo che p.es. gli allevatori riconoscano numerosi segni della disponibilità della femmina, o sbaglio?

    1. L’articolo affronta un argomento, il mondo della sessualità tra uomini e donne nei suoi aspetti morali, naturali e culturali, che è molto ampio. Lo stesso articolo accenna di elencare solo in maniera generica dei punti, punti che meriterebbero di sicuro ognuno di loro un’analisi approffondita e che non si riesce a trattare purtroppo così brevemente in questa sede, quindi rimanda alla lettura del libro “La grande menzogna del femminismo” (pp. 519-543).
      Nello specifico sul coito coercitivo degli animali il libro ne elenca alcuni che lo praticano e riporta degli esempi (pp. 585-586), anche di mammiferi (toporagni, foche elefante, balene, pecore a grandi corna, cani selvatici, elefanti, leoni marini,…). Evidentemente il libro non è un libro di etologia ma tratta di femminismo e della questione maschile. Se desideri approfondire l’aspetto etologico su questo argomento ti consiglio “The myth of Monogamy” di David P. Barash e Judith Eve Lipton.
      Per quanto riguarda il femminismo, il libro vuole smentire concetti femministi come che solo gli esseri umani maschi realizzano coiti coercitivi (stuprano) o che stupratore non si nasce, si diventa, o che viviamo nella cultura dello stupro, quando la realtà è il contrario, l’uomo viene formato culturalmente a non stuprare e la donna viene formata ad aborrire il coito coercitivo (cioè senza consenso femminile). E per questo mi aiuto anche dell’etologia: non solo gli animali realizzano spesso coiti coercitivi, tra questi i mammiferi, ma più importante, tra questi ci sono gli animali che più si assomigliano a noi, I PRIMATI realizzano coiti coercitivi: scimmie reso, scimmie talapoino, cercopitechi verdi, Macaco speciosus, scimmie ragno, langur grigi, gorilla, scimpanzé, orangutan,… (La grande menzogna del femminismo, p. 585)

  2. 1 – Ok. “Stupro” è un rapporto forzato moralmente inammissibile e perciò penalmente perseguito (giacché le leggi penali discendono dalla morale). Poiché al mondo animale non possono venir appplicati valori morali, è corretto non indicare come “stupro” un coito coercitivo in natura. L’applicazione di giudizi morali al mondo animale è cosa stupida ma innocua in generale, non è più innocua quando (fingendo si essere stupide/i) lo si fa per colpire gli UU.
    .
    2- Non si può nascere stupratori per una semplice ragione: un rapporto è stupro non in relazione-dipendenza da ciò che l’uomo fa, ma di quel che la donna sente-vuole. Non dipende da ciò che accade, ma dalla volontà femminile. Tutto verte sulla volontà femminile.
    Mario Rossi è uno stupratore seriale vero. E’ possibile che Maria Verdi voglia andarci a letto liberamente? Certo (anche perché i delinquenti hanno un certo fascino…) è possibile e non si tratterebbe di stupro. Anche i rapporti sado-maso sono leciti, quando gli interessati li vogliano.
    Ne discendono delle ovvietà: se viene minacciata o fisicamente costretta è ovvio che si tratta di violazione (e questo era lo stupro fino all’avvento del femminismo). Adesso lo è invece, come ben sappiamo, ogni rapporto che la donna dica di non aver voluto anche senza aver manifestato alcuna contrarietà. Come si fa a indovinare quella contrarietà? E’ semplice: va presunta.
    .
    Questa verità va insegnata chiara e tonda, senza mezzi termini a tutti gli UU (affinché finalmente incomincino a tremare… e con ciò a capire in quale mondo vivono).
    .
    In verità le DD stesse – se fossero leali – dovrebbero esporre un avviso sulla porta della camera: “Qui il NO è presunto, il SI indimostrabile”.
    … ma non lo faranno … e se ne intuisce il perché.
    .

    1. “In verità le DD stesse – se fossero leali – dovrebbero esporre un avviso sulla porta della camera: “Qui il NO è presunto, il SI indimostrabile”.
      … ma non lo faranno … e se ne intuisce il perché.”

      E infatti sta a noi mettere tali avvisi, e nessuno può farci niente: pubblicare e commentare delle sentenze della corte di Cassazione non si può classificare come “odio”, specialmente se le si spiega dicendo cose tipo “il NO femminile al sesso è la sessualità femminile standard come riconosciuta dalla legge, pertanto ne consegue che le donne hanno in genere meno desiderio sessuale degli uomini – si veda studio della dottoressa Hakim”.

      Il resto viene da sé: gli uomini, perlomeno la maggioranza, sono razionali. Vediamo, una volta informati su quel che dice e presuppone la LEGGE, quanti si daranno molto da fare per mettersi una mina vagante in casa.
      Parola chiave “darsi molto da fare”: chiaro che se una brillante, benestante, di aspetto piacevole, ti cerca lei, cambia tutto. Ma è irrilevante, perché non è questo che da’ potere alle donne, ciò che da’ potere alle donne è quando TANTI uomini si danno molto da fare per compiacerle con parole, opere e omissioni. Anche “omissioni”, notare.
      Non c’è nessun potere femminile nell’uomo che generalmente pensa ai fatti suoi ed è pure ben predisposto verso ALCUNE donne “ma solo a patto che….”, il potere femminile sta nel mito che predispone l’uomo a compiacere, di default, TUTTE le donne o perlomeno la maggioranza delle donne.

  3. “Quello che però facciamo fatica a trovare nei libri storici e, ancor meno, nei libri scolastici, è che il sostegno femminile ai nazisti tanto in percentuale come in numeri assoluti di voti fu più numeroso.”
    Wikipedia dice il contrario.
    Chi ha ragione?

    1. Comprate il libro di Santiago. Lì ci sono montagne di note con le fonti. Tutte femministe, per altro.

      1. Non so cosa afferma Wikipedia. Ecco il voto Elezioni Repubblica di Weimar 1933 :
        «A marzo 1933 il nsdap [Partito nazista] ottenne una quota più consistente di voti tra le donne che tra gli uomini, […] la cosiddetta coalizione nazionale (nazisti e nazionali tedeschi) non ottenne la maggioranza tra gli uomini, la risicata maggioranza nel Reichstag fu dovuta al forte sostegno del voto femminile. […] Percentuali di voto nel 1933 del nsdap diviso per sesso: Bremen 30,5% (uomini) 34,4% (donne); Magdeburg 38,1% (u) 43,3% (d); Leipzig 34,1% (u) 38,8% (d); […] (Helen L. Boak, Our Last Hope: Women’s Votes for Hitler, German Studies Review) (La grande menzogna del femminismo, p. 269)
        Fonti: http://www.academia.edu/255290/_Our_Last_Hope_Womens_Votes_for_Hitler_A_Reappraisal
        oppure
        http://www.jstor.org/stable/1430096
        In queste fonti si trova elencato il voto diviso per sesso nelle diverse regioni.
        Grazie a ericlauder per la nuova fonte communicata.

        Faccio notare che seppur “il sostegno femminile ai nazisti tanto in percentuale come in numeri assoluti di voti fu più numeroso” la differenza in numeri assoluti è ancora più marcata dovuto all’inferiore numero di elettori maschi, scomparsi meno di quindici anni prima nella Grande Guerra.

        Il motivo di questa verità politicamente scorretta del voto femminile potrebbe essere spiegata da molte cause, ad esempio le donne tendono ad essere conservatrice e in epoche di crisi cercano nelle promesse politiche stabilità e protezione. L’autrice scrive: Women chose to vote NSDAP for the same reasons men voted for the party – out of self interest, out of the belief that the party best represented their own idea of what German society should be (p. 303).
        Il mio scopo comunque non è quello di analizzare la realtà, ma di smentire la mistificazione femministe che divinizza la donna anche nel voto, le donne tendono a votare i “buoni” e gli uomini tendono a votare i “cattivi”. Ad esempio le donne non “votano” le guerre, nel libro c’è un ulteriore esempio:
        “[Elezioni usa] «Nel 2003 il presidente George Bush dichiara guerra contro l’Iraq. Nel 2004 viene rieletto. Voto diviso per sesso: 54% donne; 46% uomini. (gallup.com) (La grande menzogna del femminismo, p. 269)

        Senza andare lontani vale anche per l’Italia (da notare il rammarico dell’autrice di fronte alla realtà sul voto femminile ai “cattivi” della Lega): “I dati elettorali sono in questo senso sconfortanti: in Veneto, per esempio, le donne che hanno votato Lega sono state il 34,9% contro il 29,6% degli uomini.” (Corriere della Sera, 05/03/2019)
        https://27esimaora.corriere.it/corpi/19_marzo_05/rabbia-maschile-nuovi-protagonismi-femminili-7f31342a-3f35-11e9-9358-da33396dc219.shtml

        1. Gli uomini tendono a votare in maniera più innovativa, le donne in maniera più conformista – votare in maniera “conformista” è molto simile ma non identico a “conservatore” perché include seguire la nuova tendenza percepita come di massa una volta che ha preso campo: ecco perché nel 1928 i sostenitori nazisti e comunisti erano quasi esclusivamente uomini, mentre le donne votavano partiti conservatori, e invece nel 1933 le donne sostennero massicciamente i nazisti ma NON i comunisti: nel 1933 Hitler era “di tendenza”, i comunisti no.
          Facendo un esempio politicamente più attuale e comprensibile:
          Scommettiamo che ci saranno più donne che uomini a votare Lega / Salvini ma più uomini che donne a votare Vox Italiae / Fusaro?
          Attenzione: parlo di proporzione uomini:donne nei rispettivi corpi votanti, non di consenso assoluto nei partiti, e sarà Lega = Donna, Vox Italiae = Uomo.
          Eppure Fusaro ha idee simili ma è più moderato, più giovane e più bello di Salvini: in teoria le donne dovrebbero votare Fusaro. Invece no, perché Salvini è percepito come trendy, di massa, attira il conformismo femminile, mentre Fusaro è nuovo, troppo innovativo per il conformismo femminile.

    2. Non ho specificato bene: come al solito si utilizzano mezze verità per far passare un concetto falso.
      Nel 1932 e 1933, anno di ascesa al potere di Hitler, furono più donne che uomini a votare specificamente NSDAP.
      Questo è un dato certo.

      Quando dicono che le donne sostennero Hitler meno degli uomini, non dicono una bugia al 100%, ma è una bugia di fatto perché si riferiscono maliziosamente solo ai primi tempi, prima del 1931: le donne votavano poco sia NSDAP (nazisti) che KDP (comunisti) che socialisti. Votavano in maggioranza per partiti cristiani di centro e per la destra conservatrice. Poi appena Hitler è andato sulla cresta dell’onda si sono spostate in massa su Hitler: PRIMA che diventasse cancelliere però.

    3. Non so cosa afferma Wikipedia. Ecco il voto Elezioni Repubblica di Weimar 1933 :
      «A marzo 1933 il nsdap [Partito nazista] ottenne una quota più consistente di voti tra le donne che tra gli uomini, […] la cosiddetta coalizione nazionale (nazisti e nazionali tedeschi) non ottenne la maggioranza tra gli uomini, la risicata maggioranza nel Reichstag fu dovuta al forte sostegno del voto femminile. […] Percentuali di voto nel 1933 del nsdap diviso per sesso: Bremen 30,5% (uomini) 34,4% (donne); Magdeburg 38,1% (u) 43,3% (d); Leipzig 34,1% (u) 38,8% (d); […] (Helen L. Boak, Our Last Hope: Women’s Votes for Hitler, German Studies Review) (La grande menzogna del femminismo, p. 269)
      Fonti: http://www.academia.edu/255290/_Our_Last_Hope_Womens_Votes_for_Hitler_A_Reappraisal
      oppure
      http://www.jstor.org/stable/1430096
      In queste fonti si trova elencato il voto diviso per sesso nelle diverse regioni.

      Grazie ericlauder per la nuova fonte communicata.

      Faccio notare che seppur “il sostegno femminile ai nazisti tanto in percentuale come in numeri assoluti di voti fu più numeroso” la differenza in numeri assoluti è ancora più marcata dovuto all’inferiore numero di elettori maschi, scomparsi meno di quindici anni prima nella Grande Guerra.

      Il motivo di questa verità politicamente scorretta del voto femminile potrebbe essere spiegata da molte cause, ad esempio le donne tendono ad essere conservatrici e in epoche di crisi cercano nelle promesse politiche stabilità e protezione. L’autrice scrive: Women chose to vote NSDAP for the same reasons men voted for the party – out of self interest, out of the belief that the party best represented their own idea of what German society should be (p. 303).
      Il mio scopo comunque non è quello di analizzare la realtà, ma di smentire la mistificazione femministe che divinizza la donna anche nel voto, le donne tendono a votare i “buoni” e gli uomini tendono a votare i “cattivi”. Ad esempio le donne non “votano” le guerre, nel libro c’è un ulteriore esempio:
      “[Elezioni usa] «Nel 2003 il presidente George Bush dichiara guerra contro l’Iraq. Nel 2004 viene rieletto. Voto diviso per sesso: 54% donne; 46% uomini. (gallup.com) (La grande menzogna del femminismo, p. 269)

      Senza andare lontani vale anche per l’Italia (da notare il rammarico dell’autrice di fronte alla realtà sul voto femminile ai “cattivi” della Lega): “I dati elettorali sono in questo senso sconfortanti: in Veneto, per esempio, le donne che hanno votato Lega sono state il 34,9% contro il 29,6% degli uomini.” (Corriere della Sera, 05/03/2019)
      https://27esimaora.corriere.it/corpi/19_marzo_05/rabbia-maschile-nuovi-protagonismi-femminili-7f31342a-3f35-11e9-9358-da33396dc219.shtml

  4. Tecnicamente è esatto che “lo stupro è una cosa che esiste solo tra gli esseri umani”.
    Infatti i medesimi comportamenti non sono vietati dalla legge se avvengono tra animali.

    In effetti, estendendo il concetto e generalizzandolo molto, in linea di massima l’unica creatura di tutto l’universo conosciuto che può essere vittima di stupro, è la femmina umana: agli uomini difficilmente viene riconosciuto lo status di vittima di stupro, ai bambini maschi viene riconosciuto meno spesso che alle donne (e se sono tipo 13-14enne stuprati da donna: QUASI MAI), per gli animali non è previsto. Quindi chi rimane? Solo le femmine umane.

    1. Tecnicamente hai ragione perché gli animali non hanno morale o legislazione. Gli animali non stuprano, né commettono omicidi né furti né stalking né prostituzione né cannibalismo. Infatti gli etologi parlano di coito coercitivo, di corteggiamento, di offerta di cibo e di cannibalismo, anche se cannibalismo vuol dire “cibarsi di carne umana” (Dizionario Garzanti 2010). Ma questo è solo un gioco linguistico.
      Gli animali mettono in atto comportamenti simili o identici a quelli elencati e che facciamo anche gli esseri umani, questo è il punto, al di là delle parole.

      Importante dunque è capire se quando il femminismo (Susan Brownmiller) afferma “lo stupro è una cosa che esiste solo tra gli esseri umani” lei intendeva la questione astratta della legislazione o della morale inesistente, o intende proprio di denunciare il fatto che solo gli esseri umani “maschi” commettono questi atti (coito coercitivo) riprovevoli, e la risposta si trova non solo nel libro ma già nel titolo (tra l’altro best-seller all’epoca). In pratica lei fa una denuncia della natura violenta maschile umana, al contrario dei maschi delle altre specie, che è assolutamente falsa. Insomma denigrazione, tra l’altro, falsa, al più puro stile della narrazione femminista.

    2. Nel mio commento precedente ho volutamente lasciare fuori gli animalisti (sono tutti femministi?!), movimento sempre più forte, che vorrebbe dignificare o addirittura parificare gli animali con gli esseri umani, e dunque i comportamenti di quelli sarebbero giudicabili come i nostri.

  5. La storia delle galline, l’avevo già letta in passato.
    Trovo comunque assurdo accomunare Galli/galline agli esseri umani.
    Molti studi, dimostrano, insomma é indiscutibile che il sesso ( che sia autoerotismo o con il proprio partner) abbia innumerevoli benefici sul nostro organismo, ovviamente sia per gli uomini che le donne.
    Addirittura agli uomini sembra che riduca drasticamente la probabilità di tumore alla prostata.
    Buona giornata.

    1. Anche se sembra ragionevole quello che affermi devo dissentire.
      In linea di massima sono con te, sembra assurdo, ma le scienze comportamentali si aiutano dall’etologia per comprendere i nostri comportamenti, soprattutto quelli istintuali. Dunque sono gli scienziati stessi a fare dei paragoni, a cercare differenze e somiglianze, non solo per la biologia, malattie, ecc. ma anche per i comportamenti.
      Al di là di questo, a me interessa cosa sostiene il femminismo, e le femministe animaliste e non solo ci hanno accomunato per primi in questi paragoni. Quando Susan Brownmiller sostiene “lo stupro è una cosa che esiste solo tra gli esseri umani” sta realizzando questo paragone, che tu ritieni assurdo, in maniera assolutamente mendace per denigrare la natura violenta maschile umana, al contraio di quel che fanno gli altri maschi nelle altre specie, assolutamente falso.

      Hai completamente ragione, una vita sessuale sana giova alla salute di entrambi uomini e donne (anche se le complicanze sono prevalentemente a danno delle donne). Lo scritto e il mio libro si concentrano sulla questione maschile e perciò ho sottolineato il mondo di Marte. Per chi vuole leggere sul mondo di Venere, come sai, lì fuori ci sono centinaia di migliaia di libri che ne parlano in esclusiva in continuazione.
      Hai ragione, il femminismo e il conflitto non allunga la vita di nessuno.

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