STALKER SARAI TU

Condannato sarai tu

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Questo, più che un articolo, è un messaggio di servizio, che mi secca moltissimo fare. Ma devo perché gli argomenti che vengono utilizzati per convincere questo o quello che non sono meritevole di essere invitato in radio, TV o ai convegni, sono più o meno sempre gli stessi. Si parte menzionando alcuni miei post goliardici su Facebook, e vabbè, se una redazione mi scarta per dei meme un po’ maschiacci, sono ben felice di non essere invitato. Poi c’è il famoso post Facebook dove do delle “cagne” alle donne che portano gli uomini al suicidio, scritto d’impulso dopo la morte di Luigi Tarascio e dai cui toni (ma non dal significato) ho preso per ben due volte pubblicamente le distanze su queste pagine, essendo modalità di espressione che non mi appartengono. Poi c’è il post alterato da Marco Preve di Repubblica, l’infamia ben nota e svelata ampiamente qui. Basterebbe insomma chiedere a me o informarsi e queste sciocchezze assumerebbero l’importanza che davvero hanno: nulla.

Il pezzo forte però arriva all’ultimo: Davide Stasi è stato condannato per stalking, quindi non ha diritto a parlare di certi argomenti. E’ curioso che in italia ex brigatisti oggi vengano accreditati come scrittori, editorialisti, opinionisti, così come ex galeotti per reati importanti, o ex alcolisti e tossicodipendenti (magari ancora alcolisti o tossicodipendenti) siano considerati veri e propri maitre à penser. In ogni caso no, io non faccio parte di nessuna di quelle categorie. Di vero c’è che anni fa sono stato denunciato e indagato per stalking, reato estinto per remissione di querela e rispettiva accettazione a fronte di accordo transattivo. Vero è anche che proprio da quella vicenda è nato il mio interesse per la materia con tutte le altre questioni connesse. Tutto il resto che viene detto è falso: nessun processo, nessuna sentenza, tanto meno di condanna. Dunque, cosa che mai avrei creduto di dover fare, ecco qui pubblicato, caldo caldo appena sfornato, il mio certificato penale.

Per le feticiste e i feticisti, lo metto anche scaricabile qui in PDF. Si può proseguire, ora?


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5 thoughts on “Condannato sarai tu

  1. Scusa ma se sei innocente perché sei venuto a trattazione economica per far ritirare la denuncia!?!
    Così sei passato dalla parte del torto, dovevi insistere.
    Noi sappiamo cosa intendi ma può destare più di un dubbio nei detrattori o sugli indecisi (e dovresti puntare su un pubblico più pulito dell’ attuale, ormai)

    1. E’ un’osservazione a cui non posso rispondere nel dettaglio, per ovvi motivi. Ed è comunque solo parzialmente sensata, visto che è leggibile anche all’opposto.
      Quanto al fatto che io debba cercare un pubblico “più pulito dell’attuale”, oltre a essere offensivo verso il pubblico attuale stesso (lo vedi sporco? Dove? Come?), sottintende che sia sporco anche io.
      Il mio certificato penale è lì a dimostrare che così non è. E se qualcuno nutre dei dubbi su di me a causa della mia vicenda giudiziaria (per altro mai iniziata), anche considerando che fior di terroristi acclarati scrivono libri o articoli sui giornaloni, fior di mafiosi acclarati hanno governato questo paese e fior di incompetenti rilasciano opinioni e giudizi… be’, è libero di non leggere ciò che scrivo o non ascoltare ciò che dico. Me ne farò una ragione.

  2. L’errore del “cagne” sta nel fatto che è un termine con connotazioni sessuali.
    Vanno sempre evitati in riferimento a donne, che vanno a livello verbale trattate come fossero asessuate, quindi andrebbe bene:
    “Assassine”
    “Sporche assassine”

    Meglio ancora:
    “Assassine pervertite”.

    La professionalità di questo Marco Preve che inventa condanne inesistenti e le scrive sul giornale sta sottozero.
    La prova che all’impiego in certi giornali si accede per leccamenti di deretano e aderenze politiche anziché per professionalità non l’abbiamo, però se non lo lasciano a casa dopo questa cazzata, un sospetto potrebbe sorgere: la giusta causa potrebbe configurarsi, mentre l’opportunità economica c’è di sicuro con tante ragazze e ragazzi abituati a lavorare per pochi euro ad articolo e che non sognano altro che occupare il posto dell’incompetente. Largo ai giovani, non c’è bisogno di gente dalla mentalità sorpassata che inventa le notizie.

  3. “Cagne” è anche troppo gentile come temine per descrivere quelle donne che ogni anno portano al suicidio uomini in certi modi.
    Posso quasi “capire” quelle che ammazzano d’impeto, poiché potrebbe essere una degenerazione di passione altruista e, come le donne che vengono ammazzate, pure quegli uomini magari una parte di colpa l’avevano, soprattutto magari nello sfruttare il loro maggiore potere sessuale dato loro da dinamiche biosociali (celebre l’antico caso della Dumais, anche se di ormai 100 anni fa, che ha mantenuto agli studi un giovane di cui si era altruisticamente e “virilmente” innamorata. Tale giovane ha usato quei soldi per laurearsi e andare a mignotte salvo poi lasciarla per un’altra non appena terminata la sua utilità di provider. Lei l’ha ammazzato sul posto a pistolate). Tuttavia la conduzione a rovina e suicidio (così come l’assassinio col veleno) denotano una freddezza d’animo, un egoismo degenerato come pochi.

    Con quel termine sei stato veramente troppo gentile

  4. Perfetto… e aggiungo che anche io mi sono interessato alla materia dopo aver scoperto che esistono le false denunce di violenze… da li ho scoperto che tantissimi padri hanno subito la stessa sorte e ho scoperto la legge assurda che non tutela i padri e cosa e cosa e’ il femminismo, quella parola che mi sentivo di difendere solo xke rispetto le donne ma che dietro nasconde gli interessi delle mamme desiderose di acchiappare ma indisposte a condovidere l’educazione dei figli oltre che l interesse mediatico della sinistra che sempre dietro quella bella parola cerca il voto degli e delle ignoranti su quel movimento che più contraddittorio e iniquo non ce ne sono

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