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Dagli al blogger! Finalmente…

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Ieri, domenica, mi sono eccezionalmente scomodato per parlare di come sia iniziata la “caccia al blogger” che si è scatenata in tutta Genova, contagiando poi il resto dei media del paese. Il blogger in questione sarei io. Sono sufficientemente sicuro delle cose che sostengo da essere immune dalle shitstorm organizzate, tuttavia non riesco a non provare un forte senso di fastidio per ciò che sta accadendo. Fastidio non per me, ma per questo povero paese, dove i meccanismi con cui il conformismo e il politicamente corretto innescano il massacro mediatico sono davvero incredibili per la loro superficialità. Se poi ai media si aggiunge la peggiore politica, la più miserabile, allora si riesce anche a iniziare a scavare, dopo aver toccato il fondo.

E allora mi pare corretto mettere in chiaro alcune brevi considerazioni, in modo da tagliare subito la testa al toro. Al momento, complice l’inqualificabile articolo di Marco Preve, io sono quello che dileggia l’On. Lucia Annibali e che, nonostante ciò, viene patrocinato dal Municipio Levante di Genova per un incontro sul tema “stalking”. C’è chi mi sprona a querelare il giornalista, ma io non querelerò mai un giornalista (sebbene abbia postato un mio messaggio destinato ai soli amici, non pubblico quindi). Ho un rispetto sacrale per la libertà di espressione e agli articoli si risponde con gli articoli, come ho fatto ieri e come sto facendo ora, dimostrando che nel mio post citato da Preve criticavo sarcasticamente l’On. Annibali per una sciocchezza colossale che aveva pubblicato su Twitter. Mi pare che la critica a personaggi pubblici come i politici e il sarcasmo non siano ancora reato. Visto che siamo il paese dove in diretta nazionale su una delle maggiori reti televisive si può dire che gli uomini sono tutti pezzi di merda, specie se padri, il tutto senza pagare la minima conseguenza (e senza che qualche giornalista parta lancia in resta), direi che no, ancora no non è reato.


Non querelerò mai un giornalista.


A breve, se la shitstorm continuerà (ed è probabile, per le ragioni politiche di cui dirò tra poco), verrà fuori anche un altro mio vecchio messaggio su Facebook, uno sfogo di cui ho già parlato in passato e di cui forse è bene che parli nuovamente. Si è trattato di un’espressione istintiva, sicuramente sopra le righe entro cui sono solito tenermi, generata dalla lettura dell’ultimo messaggio dell’uomo e padre romano Luigi Tarascio, postato su Facebook prima di uccidersi. Dovrei essere ormai avvezzo a quel tipo di messaggi, dopo tre anni di storie raccolte da tutto il paese, eppure le sue parole mi sconvolsero. Mi uscì d’istinto quel messaggio sgradevole, nella cui forma non mi riconosco, ma la cui sostanza rimane una questione che andrebbe affrontata. Vero, ho deragliato col linguaggio, ma invece di venire a fare le pulci a ciò che scrivo su Facebook, ignorando più di 900 articoli, non sarebbe più opportuno analizzare i motivi per cui molti uomini si tolgono la vita a quel modo? Non sarebbe più opportuno trattare in modo approfondito il doppio standard utilizzato per i casi di Lucia Annibali e William Pezzulo? Sì, sarebbe più opportuno, ma la scelta dei media è quella di massacrare il blogger che pone questioni scomode. Contenti loro…

Altro problema, oltre la mistificazione, sono le bugie, segno di totale disinformazione e malafede. Ovunque sul web (perfino su Televideo!) si legge che il Comune di Genova avrebbe patrocinato il trittico di eventi “Spiragli – Visioni alternative su uomini e donne”. Falso: il patrocinio è del Municipio Levante, non del Comune di Genova. Si dice anche che il mio evento verrebbe finanziato da soldi pubblici. Anche fosse, non vedo il problema, ma comunque così non è. La delibera del Municipio Levante attribuisce alcune centinaia di euro (mica i milioni di euro per i centri antiviolenza…) all’Associazione Papà Separati Liguria (protagonista del secondo evento tra quelli programmati). Con quel denaro si intesterà una scuola in India a Ethan Solinas, tredicenne vittima di alienazione parentale e per questo suicida l’anno scorso, proprio a Genova. Anche in questo caso la verità dei fatti imporrebbe la discussione di questioni molto importanti, quali appunto le prassi separative e la sofferenza dei minori, ma no, i media si concentrano su un altro motivo per massacrare il blogger. Il cui evento, lo dico per trasparenza, sarà in parte autofinanziato in parte sostenuto da sponsor privati.


Altro problema, oltre la mistificazione, sono le bugie.


Le falsità assortite vengono prese al volo dalla politica, specie quella locale. Specie, spiace constatarlo, quella di sinistra. Non si contano i post e le dichiarazioni di prodi esponenti genovesi del PD, tutti uniti nell’operazione da un lato di distruzione della mia immagine, dall’altro di ostruzionismo e boicottaggio dell’evento del 20 settembre. E’ evidente da ciò che scrivono che la loro fonte informativa è solo ed esclusivamente l’articolo di Marco Preve, più qualche generica indicazione proveniente dal fronte femminista militante. Non hanno letto una riga di ciò che ho scritto in tre anni, per loro basta un singolo post su Facebook di due anni fa. Questo perché non sono interessati al merito delle questioni che tratto. Frega nulla dei conflitti tra uomini e donne e alle ingiustizie connesse. A loro interessa utilizzare l’occasione per dare mazzate politiche alla giunta comunale di centro destra. Miserabili. Davvero miserabili. Per questo ho diffidato dall’utilizzare il mio nome o i miei contenuti per motivi di bieca lotta politica. Curioso, ma assolutamente significativo, è poi il fatto che alcuni tra quelle che più mi hanno attaccato stiano anche premendo sul Comune di Genova per riattivare un progetto indirizzato ai minori a suo tempo (giunta di centro-sinistra) realizzato con Claudio Foti. Insomma su peggior pulpito non potevano salire.

Queste sono le ultime riflessioni che faccio sull’accaduto, ci sono questioni ben più importanti da trattare su queste pagine. C’è di buono che la shitstorm sta attirando verso i miei contenuti molte più persone del solito, finalmente. Quanto detto qui non avrà il rilievo dato ai diktat delle “boss” della cupola rosa (curioso che tutti scrivano di me ma nessuno mi abbia ancora interpellato direttamente…), ma ritenevo doveroso sgombrare il campo fin da subito rispetto ad alcuni aspetti. Al momento il mio incontro del 20 settembre è confermato e ad esso invito tutti e tutte coloro che hanno avuto parole d’odio e riprovazione nei miei confronti, prima ancora di avermi ascoltato o senza aver letto o compreso una parola di ciò che ho scritto finora. Riserverò a loro la prima fila, se verranno. E, una volta terminata la mia esposizione, saranno liberi e libere di dire la loro, mentre io taccio. Così si fa in un confronto libero e democratico. Se non accetteranno l’invito e continueranno con questo strepito da pollaio impazzito per ottenere che io venga imbavagliato, vuol dire che non si sentono così incrollabilmente sicuri della loro “verità”, anzi pare quasi che si sentano presi in castagna. Se davvero io sono in errore e voi siete nel giusto, signori e signore, non dovreste temere che io apra bocca. Dovreste anzi presenziare e, dati alla mano, schiacciarmi come un moscerino. Nel caso, sarò felice di ammettere il mio errore. Così funziona nel confronto libero e democratico delle idee e delle opinioni. Sempre che sappiate cosa siano libertà e democrazia.


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22 thoughts on “Dagli al blogger! Finalmente…

  1. Il divenire di tutta la faccenda non è solo vergognoso, è soprattutto pericoloso.
    La cosa più incredibile è che i promotori di censura lo fanno proclamando i diritti umani e magari citando Voltaire e la libertà di parola.
    Dispiace ed è sconfortante.

  2. Ho provato a commentare l’articolo chiaramente di parte che la attacca sul Il Secolo XIX On line ma, neanche da dire, il mio commento non è stato pubblicato….
    Ho notato che la Redazione de Il Secolo XIX attua una costante censura a qualsiasi opinione contraria o dissonante dal pensiero femminista anche se espresso con garbo e educazione. E’ inquietante e lascia un brutto sapore di fascismo strisciante…

    1. Da come finirà tutta questa storia avrà una misura esatta del fatto che fascismo e bolscevismo non sono affatto striscianti, ma molto molto palesi. Grazie per averci provato, comunque.

    2. Carissimo docnzuri…è proprio perchè “espresse con garbo ed educazione” che non superano la censura.
      Prova a fare lo sguaiato, sbraita, dai di matto…e il tuo commento verrà postato.
      In grassetto.

  3. Di fronte a certe false accuse la risposta ovvia sarebbe querelare… Ma con l’associazionismo dilagante fra una parte della magistratura e la quasi totalità dei mass media Consiglio molta attenzione … Bisogna muoversi con la cautela di un artificiere alle prese con una mina antiuomo… Ricordi l’esito del ricorso promosso Contro i manifesti sessisti a Roma?.. Ci stiamo ancora medicando le ferite….

  4. Buongiorno signor Stasi.
    Tutto ciò é assurdo.
    Ritengo Viviamo in un paese a dir poco sessista verso gli uomini.
    Alcuni mesi fa, per caso, ho appreso da internet che Luciana Littizzetto ha deriso bambini, ragazzi e uomini morti per l’intervento di circoncisione (operazione , direi mutilazione assolutamente da evitare ma ci sono troppi interessi economici che addirittura la incentivano) oltre al fatto di prendere in giro gli uomini thailandesi evirati dalle mogli !
    Ho letto che l’ha, se sei anche solo sospettato di tradimento, rischi di essere torturato Cosi atrocemente.
    Mentre la Littizzetto derideva di queste violenze sugli Uomini, se non erro in un programma radiofonico, nessuno avrebbe avuto il coraggio di rimproverarla !
    Ma dove andremo a finire ?
    A sessi invertiti, apriti cielo !
    Ma visto che é una donna a comportarsi in questo modo, non si é mosso un dito.

    1. Se una deride i bambini morti per la circoncisione bisogna darle della puttana assassina, da arrabbiati, senza se e senza ma.
      Altrimenti chi pecora si fa, il lupo se lo mangia.

      1. Iiiih… ho scritto una volta “cagne” sul mio profilo facebook a commento del suicidio di Luigi Tarascio e quasi quasi mi portano al tribunale internazionale dell’Aja. Non sono d’accordo. Sono uno da attacco, ma allo standing e all’educazione non rinuncio (finché mi viene restituita ovviamente).

        1. Non è la stessa cosa. Un suicidio è un atto che una persona fa a se stessa, la circoncisione dei bambini la fanno gli adulti senza il consenso.
          Sulla circoncisione si vincerebbe facile, siamo quasi inattaccabili

        2. Non c’è nessuna educazione nel deridere i bambini morti causa circoncisione: è una cosa da pervertite misandriche.
          Infatti “come ti permetti, pervertita misandrica? Chiedi scusa ai bambini morti!” sarebbe la reazione giusta, poi ovviamente anch’io mi arrabbio e mi scappa invece un meno appropriato “puttana assassina”, ma il concetto è quello.

          Adesso verifico: se è vero, piscerò sulla tomba della Littizzetto quando tirerà le cuoia. E’ una promessa.
          E’ il minimo: tutti gli uomini dovrebbero pisciare sulla tomba delle pervertite misandriche che deridono i bambini morti di circoncisione.
          E’ proprio il minimo: una reazione adeguata sarebbe farle perdere l’ingaggio e farla picchiare con dei bastoni da altre donne.

  5. Salve Stasi, ho provato a difenderla nei commenti all’articolo di ieri di Repubblica, non so con quali effetti, ma era il minimo che si potesse fare. Magari le manderò un piccolo contributo, per quanto posso, perché questo blog è una roccaforte importante, coraggiosa e ben documentata in difesa dei diritti maschili.
    Mi permetta però di consigliarle una maggior prudenza nel linguaggio, soprattutto quando sta parlando di vittime di casi di violenza
    reale o anche soltanto delle attiviste dei centri antiviolenza. E’ troppo facile per loro, sia per lo status che hanno raggiunto agli occhi dell’opinione pubblica come vittime, reali o potenziali, sia per l’appoggio maramaldesco di quasi tutta la stampa (o meglio quella grottesca caricatura che ci ostiniamo a chiamare libera stampa …), distorcere il significato di quanto è stato detto, estraendo parti di frasi da un preciso contesto per gettare il discredito e istigare l’odio dell’opinione pubblica contro un loro oppositore.
    Lei non è approdato ieri a quella che da alcuni viene chiamata la “questione maschile” e avrà avuto modo di leggere che una caccia all’eretico come quella che si sta scatenando contro di lei è già avvenuta ad altri malcapitati in altre parti del mondo. All’americano Paul Elam di A Voice For Men, negli USA, a Mike Buchanan di Justice For Men And Boys nel Regno Unito, persino a donne come Cassie Jaye, la regista del film The Red Pill, colpevole di aver adottato un punto di vista benevolo verso gli attivisti di diritti maschili. E sono solo i primi nomi che mi vengono in mente. Siamo di fronte ad un fenomeno inquietante che coinvolge tutto il mondo occidentale.
    Quello che conta, secondo me, è fornire quei fatti e quelle cifre che la stampa mainstream tende ad oscurare o negare del tutto, avanzare congetture su quali siano le motivazioni di questa isteria collettiva: già questo basta ad aprire gli occhi a molta gente e a farla riflettere. Temo che invece il sarcasmo tagliente offra una soddisfazione giustificata ma effimera e rischi, vista la slealtà dell’avversario, di ritorcersi contro l’autore. Si ricorderà che solo pochi giorni fa, in Parlamento, si è cercato di inserire nel Codice Rosso un emendamento che introducesse il concetto di odio di genere, definito in modo cosi ampio da mettere in pericolo la libertà di espressione di chi valuta in maniera razionale, obiettiva e quindi non allineata, la violenza sulle donne. Non è passato ma sono sicuro che con questa maggioranza ci riproveranno a breve. Il nemico non aspetta altro che pretesti di questo tipo per far leva
    sull’emotività dell’opinione pubblica e far accettare l’approvazione di leggi bavaglio. Parere personale.

    1. Grazie Pino. Ora che l’attenzione è più ampia misurerò parole e atteggiamenti. Sempre che mi lascino parlare… 😉

  6. Il fascismo è fucsia. Casa Pound ha solo da imparare dai vari LeU, PaP e PD. E querelare non vuol dire impedire la libera espressione, Davide. Qui hai preso un grosso granchio. Va’ e agisci.

    1. Che il femminismo e tutta la galassia politically correct (partiti compresi) che gli gira attorno sia una recrudescenza del fascimo io lo dico da parecchio.

      Recentemente mi è capitato di leggere il “Manifesto di Venezia”, contenente le linee guida su come i giornalisti devono comportarsi quando narrano di casi di violenza di genere. Puro fascismo. E la cosa peggiore è che i giornalisti hanno aderito, sia nei TG che nella carta stampata.

      1. quelle linee guida purtroppo non hanno impedito alla stampa di titolare “gigante buono” rierito al tizio che ha ucciso e poi nascosto il corpo di Elisa Pomarelli

        1. E neppure impedisce alla varie testate giornalistiche di cimentarsi in vorticosi voli pindarici di giustificazione, laddove sono le donne a rendersi colpevoli di simili atti. Ma in quei casi l’ODG si guarda bene dall’intervenire.

          1. Le linee guida parlano solo di assassini di donne da parte di uomini, il viceversa non è contemplato: le femministe godono quando un uomo viene ucciso da una donna, e l’ODG non le priverebbe mai del loro piacere denigrando troppo l’assassina.

        2. L’articolo infatti rispetta le linee guida.

          Articolo intitolato “le due facce del killer” che dice che era uno schizofrenico che aveva una faccia buona per il pubblico (“gigante buono”) e una cattiva in privato.

          Mi sa che qui vi tocca far ridefinire dalla Crusca femminologica anche il significato dell’espressione “due facce” e di “schizofrenia”, altrimenti non ce la fate.

          Continuate pure a fare le sceme per non pagare dazio, ma prima o poi tutti i nodi vengono al pettine…

  7. Davide, ho come l’impressione che tutta questa pubblicità negativa, come hai rilevato anche tu, stia facendo del bene alla causa.
    L’importante è che non vada in porto il bavaglio ma in questo paese soggiogato alla narrazione avido-femminista accattona non ne sarei sicuro.

    1. Applicandovi una quantità straordinaria di energie, il nostro Davide, in un paio di anni è riuscito a bucare il diaframma. A superare la fase della sconsiderazione (da parte del sistema mediatico) raggiungendo quella dell’attacco esplicito e diretto (ancorché solo denigratorio-diffamatorio: fase due). Cosicché quella necessaria notorietà della persona – e delle istanze di cui è veicolo – che cercava di raggiungere, ora acquisita, viene esaltata dagli attacchi che riceve. .
      .
      Fenomeno ben noto che torna a nostro vantaggio. Si avvia una spirale positiva per la causa.
      .
      P.s. ovviamente ho inviato idonea lettera al Comune di GE sfidandoli a non retrocedere rispetto alla scelta pregressa.
      Cioè a NON CEDERE.
      .
      Ovviamente interverrò anche in altri spazi della rete.

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