Dice la femminista: dopo la pandemia aboliamo la famiglia!

Sophie Lewis

di Redazione – La pandemia dà l’occasione alla Open Society di Soros per chiarire al mondo il suo punto di vista sulla famiglia, l’aborto, l’umanità. Lo fa per bocca di una nota femminista contemporanea, Sophie Lewis, che in un lungo articolo su “Open Democracy” distilla con folle lucidità un concentrato spinto di femminismo contemporaneo. L’occasione è la riflessione per cui il coronavirus sta obbligando molti nuclei familiari alla convivenza forzata. Per molti è un sollievo, essendo l’alveo familiare tradizionalmente vissuto come luogo di serenità e protezione. La Lewis però ha un altro punto di vista in merito.

Come può, si chiede l’allegra Norman Bates in gonnella, pensare alla famiglia come a un posto salutare, minata com’è dall’asimmetria nella gestione della domesticità, dalla parentela patriarcale e da quell’orribile cosa che spesso si manifesta, chiamata “matrimonio”? Proprio la famiglia è il luogo dove di più si manifesta la violenza domestica, sostiene, citando poi una frase dell’OMS che però non c’entra nulla con il concetto espresso. Dopo ciò il suo “pensiero” spazia in una forma di umanitarismo universale, molto utopistico e come tale molto tipico di questo genere di persone.


Stesse frasi, stesse formule, stesse falsità.


Il pensiero della Lewis va a chi non ha possibilità di chiudersi in una casa, o perché non ce l’ha, o perché si trova in condizioni da non poterlo fare: malati rinchiusi in ospedali psichiatrici, anziani negli ospizi, i rifugiati nei loro campi, gli homeless. La soluzione che propone è semplice: si requisiscano tutti gli hotel e si metta tutti lì. E se non basta, apriamo tutti le nostre case e prendiamocene un po’, perché la profilassi è meno importante della solidarietà umana. A questo proposito, la sua proposta per i carcerati è geniale: liberiamoli tutti. Per le persone oneste e lavoratrici, dice, dovrebbe essere una pacchia: tutti a casa per dieci anni a paga piena, senza far nulla.

A questo punto del suo articolo la neuro non è ancora arrivata, dunque prosegue tornando al tema della casa familiare, dove la quarantena diventa “il sogno dell’abusante”. A riprova cita i dati di una ONG cinese secondo cui i casi di violenza domestica sono cresciuti del millemila per cento. Dati non verificati né verificabili, trattandosi di Cina e soprattutto avendo una ONG come fonte. Abbiamo già sottolineato qui come la regia del battage sul pericolo per le donne durante la quarantena fosse internazionale, e in effetti Lewis conferma, citando gli allarmi dei corrispondenti USA dei nostri centri antiviolenza. Stesse frasi, stesse formule, stesse falsità.


Satana sta prendendo ripetizioni da quella gente.


Ma occorre anche guardare oltre, per la Lewis: la pandemia è l’occasione perfetta per “abolire la famiglia”, quel coacervo di “pressioni capitaliste, sfruttamento del lavoro domestico, abusi, molestie, stupro della partner, tortura psicologica”. E già che ci siamo, conclude la psichiatrica d’oltreoceano, l’occasione è propizia per ripensare anche le modalità riproduttive tipiche della famiglia, che “in tutta franchezza fanno schifo”. Perché sono orientate ad attribuirci un genere, una nazionalità e una razza, per poi sfruttarci come schiavi. La famiglia contiene un egoismo e tali brutture, insomma, da impedirci la solidarietà verso gli altri dunque, conclude la Lewis, il progetto, una volta finita l’emergenza, è quello di intensificare il processo della sua distruzione.

A sciorinare queste follie, che non è nemmeno necessario dimostrare come tali, è un soggetto che ha definito l’aborto “una violenza necessaria, una forma di omicidio che dobbiamo essere capaci di difendere”. C’è dunque poco da stupirsi per l’immondizia  da neuropsichiatria che è capace di diffondere in un pezzo scritto. Stupisce invece che ci siano aree dove tale immondizia viene pubblicata e finanziata, senza che ciò sollevi la minima protesta: è la prima volta che analizziamo un contenuto riferito alla Open Society di Soros, che abbiamo sempre visto descritto qua e là come il demonio in terra. Se il livello è questo, probabilmente Satana sta prendendo ripetizioni da quell’organizzazione. Più importante: si tenga a mente che c’è chi vuole approfittare della crisi attuale per reimpostare il fondamento stesso di ogni comunità. Chi tiene a non riservare l’inferno in terra per l’avvenire, dovrebbe stare in campana e cominciare a organizzarsi con uguale sollecitudine.


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