“Femminicidi” del 2020. A che punto stiamo?

di Fabio Nestola – Nell’analizzare i femminicidi o presunti tali, anche per il 2020 riscontriamo gli stessi problemi degli anni precedenti: non esiste un criterio di rilevazione unico, non esiste un database ufficiale di fonte ministeriale, diverse voci ufficiose divulgano dati discordanti tra loro, la maggioranza delle fonti – anche autorevoli – che citano dati sul femminicidio non pubblicano i casi concreti ai quali tali dati farebbero riferimento. È quindi estremamente complessa, come sempre, un’analisi dettagliata. A ridosso del 25 novembre vengono solitamente pubblicati i report Eures, Polizia, Carabinieri ed altri ancora; sempre però con una casistica non verificabile, priva sia dei nominativi delle presunte vittime di femminicidio, sia delle relative notizie di cronaca.

Tuttavia, come lo scorso anno, analizziamo gli elenchi pubblicati da femminicidioitalia.info e inquantodonna.it, due siti che i nominativi li pubblicano. Il primo dato che emerge è la già citata discordanza dei dati: 14 vittime in un elenco, 15 nell’altro. Alcuni casi poi compaiono in un elenco ma non nell’altro e viceversa, tanto che il computo dei due elenchi incrociati dà un totale di 19 episodi. Questo per comprendere la confusione che regna tra chi alimenta l’allarme femminicidio. E siamo solo ai dati di febbraio; chissà a fine anno quali e quante saranno le discrepanze. Infine, prima di entrare nei dettagli, salta agli occhi la rilevanza numerica sensibilmente inferiore a quella propagandata come emergenza femminicidio.

Negli anni gli slogan sono cambiati, passando da “un femminicidio ogni 36 ore” ad “uno ogni due giorni”, poi “uno ogni tre giorni” ed infine la moda del 2019 si è assestata su “un femminicidio ogni 72 ore”, allarme riportato ossessivamente ovunque e da chiunque lo scorso anno. Un allarme fittizio è stato costruito ed alimentato dalla teoria secondo la quale i femminicidi sarebbero in costante aumento da anni. Non è vero ma la narrazione omette sempre, va ricordato, di documentare i numeri della “mattanza”. Bene, è lecito attendersi un grosso sospiro di sollievo da parte di tutti, a cominciare dalla Presidente della Commissione Parlamentare sul femminicidio per continuare con la rete dei centri antiviolenza, parlamentari di ogni schieramento, emittenti televisive pubbliche e private, giornalisti ed opinionisti vari: 15 casi in due mesi cioé uno ogni quattro giorni, finalmente la tendenza di quest’anno mostra un calo sensibile rispetto ai vaneggiati aumenti degli anni precedenti. Se fosse vera la storia ogni 72 ore i femminicidi dovrebbero essere almeno 20 invece di 15, un calo del 25% lascia ben sperare. Ma solo se quei 15 casi rispondessero tutti realmente ai criteri di classificazione del femminicidio, altrimenti la frequenza calerebbe ulteriormente. Allora analizziamo caso per caso gli elenchi pubblicati, incrociando i nominativi presenti sui due diversi siti, e vediamo cosa viene fuori.

5 gennaio

Milano

Carla Quattri Bossi

Presente nell’elenco femminicidioitalia.info

90enne uccisa da un dipendente rumeno 22enne. Movente economico, rapina e compensi non pagati https://femminicidioitalia.info/2020/gennaio/5/carla-quattri-bossi-podere-ronchetto-milano

5 gennaio

Catania

Concetta Di Pasquale

Presente in entrambi gli elenchi

Uccisa dal marito 90enne per futili motivi, l’assassino è in una struttura riabilitativa per demenza senile https://femminicidioitalia.info/2020/gennaio/5/concetta-pasquale-salvatore-plumari-mascali-catania

9 gennaio

Formia

Fausta Forcina

Presente nell’elenco femminicidioitalia.info

Moglie e marito uccisi dal cugino di lei per una eredità contesa. Movente economico https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_gennaio_09/formia-uccide-cugina-marito-poi-si-suicida-liti-un-eredita-ea02faa2-3310-11ea-b5a6-c2421dcee75f.shtml

13 gennaio

Avigliana

Stefania Viziale

Presente nell’elenco inquantodonna.it

Un uomo con disturbi mentali, da tempo in cura al CIM, uccide la moglie e si suicida https://www.leggo.it/italia/cronache/uccide_moglie_badilata_morto_balestra_torino_oggi-4980941.html

19 gennaio

Certosa

Elisabetta Ugolini

Presente nell’elenco inquantodonna.it

Un uomo uccide la moglie malata terminale e poi tenta il suicidio, ai soccorritori dice che non volevano essere un peso per i figli. http://www.genovatoday.it/cronaca/via-piombelli-omicidio-marito-moglie.html

21 gennaio

Verona

Maria Stefania Kaszuba

Presente nell’elenco femminicidioitalia.info

assassino proveniente dal Marocco o dalla Tunisia, fonti discordanti. https://www.tgverona.it/pages/869501/cronaca/donna_uccisa_dentro_un_appartamento_di_verona.html

22 gennaio

Alessandria

Gioies Lorenzutti

Presente nell’elenco inquantodonna.it

Il marito spara alla moglie malata terminale e si suicida davanti al suo letto https://www.ilsecoloxix.it/basso-piemonte/2020/01/24/news/spara-alla-moglie-malata-terminale-e-poi-si-uccide-davanti-al-suo-letto-1.38375721

24 gennaio

Valenza

Ambra Pregnolato

Presente in entrambi gli elenchi

Uccisa dall’amante, non accettava che la donna volesse interrompere la relazione extraconiugale https://www.lastampa.it/alessandria/2020/01/25/news/e-stata-uccisa-ambra-la-maestra-di-valenza-ha-aperto-la-porta-di-casa-al-suo-assassino-1.38377622

25 gennaio

Bedizzole

Francesca Fantoni

Presente in entrambi gli elenchi

Violentata in un parco pubblico e poi strangolata da un conoscente

https://femminicidioitalia.info/2020/gennaio/27/francesca-fantoni-kekka-bedizzole-brescia

29 gennaio

Mazara del Vallo

Rosalia Garofalo

Presente in entrambi gli elenchi

Uccisa a botte dal marito, ossessionato dal sospetto del tradimento.

Muore dopo tre giorni

https://femminicidioitalia.info/2020/gennaio/29/rosalia-garofalo-mazara-vallo-trapani

30 gennaio

Versciaco

Fatima Zeeshan

 

Presente in entrambi gli elenchi

Uccisa dal marito, era incinta, autore e vittima pakistani

https://femminicidioitalia.info/2020/gennaio/30/fatima-zeeshan-versciaco-pusteria-candido-bolzano

31 gennaio

Mussomeli

Rosalia Mifsud

Presente in entrambi gli elenchi

48enne uccisa dall’ex amante che non accettava la fine del rapporto. Si suicida

https://femminicidioitalia.info/2020/gennaio/31/rosalia-mifsud-monica-michele-moto-mussomeli-caltanissetta

31 gennaio

Mussomeli

Monica Diliberto

Presente in entrambi gli elenchi

Figlia di Rosalia Mifsud, si trova nel posto sbagliato: l’assassino della madre uccide anche lei e poi si toglie la vita https://femminicidioitalia.info/2020/gennaio/31/rosalia-mifsud-monica-michele-moto-mussomeli-caltanissetta

31 gennaio

Alghero

Speranza Ponti

Presente nell’elenco femminicidioitalia.info

Movente economico, inoltre il delitto risale al 6.12.2019, il 31.1.2020 viene trovato il corpo https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/02/01/donna-uccisa-ipotesi-movente-economico_dcfe5375-606d-4f22-82be-ce892a525244.html

31 gennaio

Genova

Laureta Zyberi

Presente in entrambi gli elenchi

colf albanese uccisa nell’appartamento ove lavora, l’assassino è il marito anch’egli albanese, che poi tenta il suicidio

https://femminicidioitalia.info/2020/gennaio/31/laureta-zyberi-eduart-genova

6 febbraio

Piossasco

Anna Marochkina

Presente in entrambi gli elenchi

Donna russa uccisa dal marito danese. Unico caso degli ultimi 4 anni di delitto con autore e vittima stranieri, che registra un assassino nordeuropeo https://femminicidioitalia.info/2020/febbraio/6/anna-sergeevina-marockina-andreas-trabuio-pedersen-piossasco-torino

14 febbraio

Rovigo

Renata Berto

Presente nell’elenco inquantodonna.it

Marito 87enne uccide la moglie 78enne, entrambi malati https://www.polesine24.it/24/2020/02/21/gallery/addio-a-tino-a-renata-dormivano-ancora-mano-nella-mano-81677/

15 febbraio

Sorso

Zdenka Krejcikova

Presente in entrambi gli elenchi

Uccisa dal convivente, già condannato per maltrattamenti https://femminicidioitalia.info/2020/febbraio/15/kdenka-krejcikova-sorso-ossi-sassari

16 febbraio

Molassana

Rosa Sanscritto

Presente nell’elenco inquantodonna.it

Marito 84enne uccide la moglie di 80 e poi si suicida. Il geriatra e lo psicologo: “tragedia della depressione”  https://www.ilsecoloxix.it/genova/2020/02/16/news/la-depressione-si-annida-nelle-pieghe-della-societa-parlarne-puo-salvare-vite-1.38476961

Dall’analisi dei 19 casi elencati come  “femminicidi” emerge l’errore, non è chiaro se inconsapevole, di considerare un delitto di genere ciò che di genere non è. È importante analizzare nei dettagli tutti gli aspetti di un evento delittuoso, in quanto ciò che identifica un femminicidio e lo rende diverso dall’uccisione di una donna per qualsiasi altra ragione, è proprio il movente. Esclusivamente il movente. L’allarme per la presunta emergenza femminicidio viene utilizzato per sostenere che l’Italia sarebbe un Paese viziato dalla toxic masculinity, quindi patriarcale ed intriso di sovrastrutture culturali maschiliste, tali da portare gli uomini italiani a considerare la donna un essere inferiore ed una proprietà esclusiva, della quale disporre a piacimento anche togliendole la vita. Per cui, conclusione della teoria “emergenza femminicidio”, gli uomini italiani andrebbero rieducati.

L’elemento dell’oppressione maschilista deve comparire come movente di una “donna uccisa inquantodonna”, lo slogan all’origine della corrente di pensiero che ha lanciato il termine femminicidio, inesistente come fattispecie autonoma di reato ma entrato a far parte del lessico comune, soprattutto mediatico, grazie alla incessante campagna di vittimizzazione. Da cancellare altri moventi come il raptus di follia; femminicidio significa donne uccise per prevaricazione di genere, patriarcato, oppressione maschilista, gelosia morbosa, incapacità maschile di accettare un rifiuto, una libera scelta femminile, la fine di un rapporto. Elementi che non compaiono nella maggior parte dei femminicidi elencati. Entriamo nel merito:

  • Carla Quattri Bossi – vittima 90enne uccisa da un assassino 22enne. Movente economico.
  • Concetta di Pasquale – uccisa dal marito 90enne
  • Fausta Forcina – uccisa dal cugino per un’eredità contesa. Movente economico
  • Stefania Viziale – uccisa dal marito con conclamati disturbi mentali, in cura da tempo al CIM
  • Elisabetta Ugolini – malata terminale, uccisa dal marito 88enne
  • Maria Stefania Kaszuba – autore e vittima stranieri
  • Gioies Lorenzutti – malata terminale, il marito 79enne la uccide e si suicida
  • Ambra Pregnolato – uccisa dall’amante che non accettava la fine della relazione
  • Francesca Fantoni – uccisa da un conoscente dopo una violenza sessuale
  • Rosalia Garofalo – uccisa dal marito geloso
  • Fatima Zeeshan – autore e vittima stranieri
  • Rosalia Mifsud – uccisa dal toyboy che non accettava la fine della relazione
  • Monica Diliberto – uccisa per una tragica fatalità, nessuna relazione con l’assassino
  • Speranza Ponti – movente economico, inoltre il delitto è del 2019
  • Laureta Zyberi – autore e vittima stranieri
  • Anna Marochkina – autore e vittima stranieri
  • Renata Berto – marito 87enne uccide la moglie 78enne, entrambi malati
  • Zdenka Krejcikova – uccisa dal convivente
  • Rosa Sanscritto – marito 84enne uccide la moglie di 80 e poi si suicida

dati falsiSei casi – in neretto – possono essere considerati femminicidi “propriamente detti” (definizione della Polizia di Stato), secondo la teoria dell’oppressione maschilista. Tre delitti con movente economico, uno dei quali dello scorso anno. Quattro delitti tra anziani, gesti della pietas e della disperazione. Quattro delitti tra stranieri. Un delitto fortuito, la vittima si è trovata sul teatro di una strage. Un delitto compiuto da una persona disturbata, in cura al Centro di Igiene Mentale. Quindi la soddisfazione degli addetti ai lavori dovrebbe essere ancora maggiore, 6 vittime in due mesi rappresentano un calo drastico nella frequenza: un femminicidio ogni 10 giorni invece che ogni 72 ore. È sempre grave la perdita di 6 vite, ma non si può non essere ottimisti a fronte delle 20 vittime preventivate dalla narrazione dominante. È lecito attendersi un comunicato dall’On. Valeria Valente, Presidente della Commissione Parlamentare sul femminicidio. A patto che non ci si accanisca a voler considerare femminicidio ogni donna morta di morte violenta, qualunque sia il motivo, la circostanza, l’assassino.

Alcune osservazioni. La strage del 31 gennaio a Mussumeli registra tre decessi: una madre, la figlia e l’ex amante della madre che dopo aver ucciso le due donne si toglie la vita. Il movente passionale è verosimile per l’uccisione della madre, assassinata dall’ex che non accettava la separazione. Una morbosa sensazione di possesso – ipotizzano gli inquirenti – può avere armato la mano del tizio nell’ottica del più classico “o mia o di nessuno”. Nulla di tutto questo è invece valido per la figlia, il movente non è passionale e non può essere ricondotto ne’ alla mancata accettazione della separazione, ne’ alla gelosia morbosa, ne’ al possesso maschilista, al patriarcato, etc. Semplicemente la ragazza si è trovata nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, il raptus dell’omicida ha fatto strage di chiunque fosse in casa compreso se stesso. Nessuno può escludere che la figlia sarebbe stata uccisa anche se fosse stata un figlio, un nipote, uno zio. Infatti le cronache riferiscono che “l’altro figlio di Rosalia si è salvato dalla strage perché non era in casa”. Quindi nonostante la seconda vittima sia una donna, l’oppressione di genere non può essere il movente.


Donne uccise da cittadini stranieri.


La solita precisazione, che compare ad ogni analisi dei dati sul femminicidio: lo scorporo dei casi di donne uccise da cittadini stranieri. Non è una diminutio della gravità del gesto, ne’ tantomeno una sottovalutazione della vita di una donna tunisina rispetto alla vita di una donna italiana. Ciò che va rilevato è che i delitti maturati in contesti socioculturali estremamente diversi da quello italiano vengono utilizzati per sostenere che l’Italia sarebbe un Paese patriarcale, oppressivo, maschilista e saturo di sovrastrutture culturali misogine. Ogni donna in Italia sarebbe a rischio di essere uccisa ed il Paese dovrebbe essere bonificato rieducando gli uomini italiani. Tutti, non il criminale che uccide la moglie. Quindi visto che il cittadino pakistano uccide la moglie, vanno rieducati il carabiniere casertano che lo arresta, il PM fiorentino che lo incrimina ed il giudice bolognese che lo condanna.

I delitti fra anziani si trovano tra i femminicidi ad ogni verifica. Episodi in cui il marito 80enne uccide la moglie malata terminale per non farla soffrire e poi si toglie la vita o tenta di farlo. Delitti unanimemente definiti della disperazione, della pietas, della solitudine, della depressione e della sofferenza, quando non della conclamata incapacità cognitiva dell’anziano assassino. Ma spacciati in palese malafede per delitti dell’oppressione di genere, del patriarcato.


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