Il folle comunicato delle “Madri unite contro la violenza istituzionale”

simone pillonMi viene segnalato un interminabile comunicato stampa redatto e pubblicato su Facebook da un gruppo sedicente “Madri unite contro la violenza istituzionale”. Sebbene mi sanguinino gli occhi già alla terza riga, faccio uno sforzo e mi leggo tutta la sbobba delirante che, in sostanza, se la prende con il DDL Pillon, sebbene il nuovo Governo abbia già apertamente detto che sarà dimenticato in un cassetto, ma anche contro il principio della bigenitorialità, come faticosamente affermato dalla vigente Legge 54 del 2006. Sì sì, pare folle ma è così. Quel diritto del bambino ad avere due genitori il comunicato stampa lo definisce con spregio “bigenitorialità obbligatoria”.

Ovviamente nella resa dei conti promossa da questo comunicato arrabbiatissimo va anche l’alienazione parentale, come sempre chiamata strumentalmente “PAS”. Di fatto per costoro non c’è equivalenza tra madre e padre. I figli sono di mammà, punto e stop. C’è poi del comico quando lamentano che, nonostante le molte denunce (tutte per altro finite in archiviazione, ma questo il comunicato non lo dice…), i loro uomini vengano considerati “comunque padri”. Oibò, che vilipendio per chi ritiene di essere “sola madre”. Da qui si arriva a disegnare un mondo che non c’è, con CTU tutte contro le madri, tribunali maschilisti e tutto il resto che una persona in acido da LSD potrebbe visualizzare nella propria mente sconvolta, compreso il “calvario giudiziario” per le madri (???).


Per costoro non c’è equivalenza tra madre e padre.


Le richieste conseguenti a questo genere di premesse sono uno spettacolo: revisione della 54/2006. Massì, è normale che, dopo aver vinto (barando) la battaglia contro il DDL 735 ora puntino a stravincere, magari cancellando pure l’unica legge un pelo buona in materia. Oltre a questo si chiede la rigorosa applicazione della Convenzione di Istanbul, l’abolizione delle CTU, di considerare sempre gli uomini tutti violenti a prescindere e sulla base delle dichiarazioni delle donne, la dichiarazione di illegalità per la PAS e l’interruzione delle “violenze istituzionali” contro i minori sotto forma di sottrazioni e affidi.

Un testo farneticante come questo ha due possibili origini. La prima è individuale, cioè dietro a quel polpettone psichiatrico non c’è alcun gruppo o comitato o organizzazione. E’ probabilmente una persona, una madre a cui il colpo grosso è andato male. Probabilmente ha fatto false denunce, ha cercato di alienare la prole dal padre, ma ha esagerato e lo Stato deve averle portato via i figli, collocandoli altrove. E’ un processo che capita di frequente quando le madri cercano di approfittarsi del sistema, che tollera fino a un certo punto, poi se le divora, come aveva notato anche Francesco Toesca su queste pagine. Da questa disfatta della furbizia deriva tutto il livore del testo e lo squilibrio generale da cui palesemente è scaturito.


Una madre a cui il colpo grosso è andato male.


Una seconda ipotesi, credo però più remota, è che dietro ci sia davvero un gruppo organizzato. Uno dei tentacoli di Ro$a No$tra che prova a osare l’inosabile, cioè a tastare il terreno alzando a dismisura la posta delle richieste. L’accento che viene messo sulla violenza degli uomini lo testimonierebbe, in quanto topos della narrativa femminocentrica e mammista dilagante. Secondo le parole del comunicato, la Legge 54/2006 “sta condannando da anni bambini e madri a contatti costanti e obbligati con uomini violenti”, come se fossimo in Bosnia al tempo di guerra. E’ ben noto che le condanne per reati tipicamente maschili (ma nemmeno poi troppo) contro le donne ammontano a una media di 5.000 all’anno. Quindi o quei 5.000 frequentano milioni di donne (dei veri latin lover!) o il tema dei padri violenti è una fanfaluca spacciata scientemente come cosa vera.

Ma che vera, appunto, numeri alla mano, non è. Di vero c’è un’altra cosa, invece, sempre numeri alla mano: sarebbe augurabile che più bambini venissero gestiti da uomini e padri, se è vero com’è vero che al momento (dati Telefono Azzurro) la stragrande maggioranza di violenze sui minori viene fatta dalle madri o dalle donne di famiglia. Per non parlare di quello che accade fuori dalla famiglia: ad oggi 157 casi di omicidi, abusi, violenze, umiliazioni di bambini da parte di donne (secondo quanto notiziato dai media, e chissà quanti altri casi non vengono notiziati). Una realtà troppo certificata e troppo reale per finire in un comunicato stampa da manicomio che, fortunatamente, non ha avuto alcuna risonanza. Ed è per non dargliene che non metto il link qui. Lasciate perdere, non cercatelo, non condividetelo. Ma stiamo tutti in guardia perché spazzatura del genere gira e continuerà a girare ancora a lungo se non si vigila attentamente.


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