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La proposta Dadone per la parità genitoriale

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Fabiana DadoneParità e non discriminazione tra i genitori. Questi sono i due pilastri di una proposta di legge a suo tempo presentata dalla pentastellata Fabiana Dadone, con il nuovo governo promossa a prendere il posto di Giulia Bongiorno al dicastero della Pubblica Amministrazione. Probabilmente è l’unica idea politica che la signora ha concepito perché, passata una manciata di giorni dall’insediamento, parte lancia in resta proprio su quel tema. Ma non è solo la conquista del ministero a spingerla.

Il fatto è che la sua proposta di legge era stata accolta a lungo con sonore pernacchie quand’era vigente la maggioranza precedente. Ora però i “pidioti”, come sono sempre stati chiamati dai grillini gli esponenti del PD, sono diventati alleati, e allora le cose cambiano. L’attuale maggioranza si regge sull’impegno reciproco delle due parti a dare via libera a iniziative e leggi simboliche per l’una e per l’altra, senza fare ostruzionismi, anzi magari associandosi. In questa sorta di mercato è entrata anche la proposta di legge di Dadone, che ora smania per passare all’incasso.


Ora però i “pidioti” sono diventati alleati.


famiglia minoriSi dirà: ben venga una legge che imponga la piena parità e non discriminazione tra genitori. E’ qualcosa che si attende da tempo, specie dal lato paterno, quello ormai strutturalmente depredato e defraudato di tutto, figli in primis. Problema: la proposta di Dadone non ha nulla a che fare con la parità genitoriale o bigenitorialità o il diritto di famiglia. Quello è un capitolo chiuso e sepolto, come già detto a chiare lettere dal neo-ministro Bonetti. Il disegno di legge Dadone tratta di una parità di nome, nel vero senso della parola. Niente parità di fatto all’orizzonte, dunque.

Nel caso Fabiana Dadone riuscisse a farsi approvare la nuova norma, si avrà infatti la seguente rivoluzione: ai figli si potrà dare il doppio cognome, quello del padre e quello della madre, nell’ordine concordato dai genitori stessi. Sempre se entrambi concordi, gli si potrà attribuire anche solo quello della madre. Impostato il cognome al primo figlio, tale resterà anche per quelli eventualmente successivi. “Si tratta di una questione di civiltà, che richiama un sacrosanto principio di non discriminazione tra genitori”, dice il Ministro alla Pubblica Amministrazione.


Nulla a che fare con la parità genitoriale o bigenitorialità.


separazioni affidiCredo non si possa che essere d’accordo con il ministro Dadone, anche perché nel senso di un riequilibrio di questo tipo l’Italia è stata richiamata anche dalla sua stessa Corte Costituzionale. Resta una grande perplessità, tuttavia: ci si sta preoccupando di una parificazione e non discriminazione tra genitori sotto i profilo letteralmente nominale, mentre di fatto altri tipi di discriminazione tra genitori sono pane quotidiano nei tribunali italiani, là dove si disapplica regolarmente una legge dello Stato, la 54/2006 su separazioni e affidi.

Il dilagare tra giudici, polizia giudiziaria, consulenti forensi della filosofia CISMAI-style, coniugata a una maternal preference ormai fuori dalla storia e dal tempo, porta alla disgregazione totale di ogni tipo di equità ed equilibrio nelle sentenze d’affido, con la conseguenza di conflitti spesso atroci tra adulti, dove la figura paterna risulta sempre perdente e i cui effetti ricadono tutti interi sui minori. Quelli il cui interesse le leggi non riescono proprio a mettere al centro, risultando buone solo per tutelare interessi di altri, adulti e spesso in malafede.


Leggi buone solo per tutelare interessi di altri, adulti e spesso in malafede.


giudici avvocatiQuella proposta da Dadone alla fine non fa eccezione. Pur di aprire un ulteriore varco alla distruzione del paterno mettendo in discussione la tradizionale trasmissione del suo cognome, non dà al figlio la facoltà di scegliersi il cognome di preferenza, una volta maggiorenne, ma dà ai due adulti che l’hanno generato il potere di imporgli quello che le loro discussioni o magari i loro avvocati determineranno essere quello vincente. Senza contare il problema di base: affrontare la non discriminazione genitoriale occupandosi dei cognomi da dare ai figli, con tutte le ingiustizie in corso nella giurisprudenza separativa, è come decidere che nome dare a una malattia letale, mentre questa miete vittime in lungo e in largo. Ci si attendeva il peggio su questi temi da questo governo e in effetti le aspettative non stanno andando tradite.


13 thoughts on “La proposta Dadone per la parità genitoriale

  1. secondo me il femminismo vuole creare una società che permetta alle donne di avere famiglie senza l’incomodo del padre. un po’ come succede in America dove il 40% dei figli nasce da madri non sposate con punte del 75% nella comunità afro-americana. vogliono dare la possibilità alle donne di farsi mettere incinte da uomini “alfa” o tradizionalmente o attraverso le banche dello sperma e poi dare loro la possibilità di crescere i figli da sole con l’aiuto del welfare, i cui contributori netti sono ovviamente lavoratori uomini.

    1. vero quello che dici : il fine ultimo è quello.
      Ma questa aberrazione è possibile per una unica vera causa : la stupidità maschile.
      Come definire altrimenti la donazione dello sperma ?

  2. Purtroppo io non riesco dal sito a fare rispondi ma sono quello che ha scritto i due commenti precedenti… voglio concludere dicendo che non viene mai presa in considerazione la sofferenza delle persone che vivono certe situazioni che ti portano allo stremo e includo la distanza dai propri figli che sono ciò che una persona ama più di se stesso, anche se secondo la famiglia dell ex la mamma vuole piu bene al figlio del padre xke lo porta in grembo nove mesi e che una mamma ci sarà sempre a tenere la mano ai figli… bene, non è ovviamente cosi, un figlio nasce da un seme ed un ovulo fecondato che poi la natura abbia scelto la mamma x portarlo in grembo questo non conta nulla in merito al bene che uno vuole o all educazione che debba essere compito della mamma… purtroppo questo non è un pensiero isolato ma non ci pensano quando li educano a cellulare, merendine, caramelle, mac donalds ecc… mi sa che il vero femminista sono io che non voglio mia figlia sia mamma2 o papà2 ma che sia se stessa, e provo ad educarla con dolcezza xke sia una persona con coscienza, ben educata e assennata piu di quanto ritengo faccia la mamma che mi pare voglia solo una copia di se stessa da esibire e che faccia sentire bene se stessa xke non ha nient altro nella vita….

    1. Ti chiedo l’autorizzazione a pubblicare i tuoi commenti come articolo, in modo da dar loro maggiore visibilità. Posso?

  3. 1300 euro al mese, 50 km da fare 2 volte a settimana per andare a trovare la bambina e le l a portata nelle mie zone 3 volte in un anno e mezzo, impedisce ai miei genitori di vedere la bambina 2 ore autonomamente e infatti la vedono nelle poche ore che il giudice ha stabilito spettano a me momentaneamente… abito da solo, ho il mutuo 430 euro e 250 euro di mantenimento… e io sono ancora fortunato, con questa vicenda ho conosciuto persone con 3 figli a 300 euro l uno che hanno dormito alla caritas e che pur lavorando in nero chiedono all ex (ci provano) i soldi per le vacanze, la macchina ecc ecc, tutto in nome dei figli… e ho un altro amico accusato invece di abusi sulla figlia e che con la ex ha fatto divisione dei beni, peccato anche dei beni che lei non pago’… che brave le mamme italiane, la mia compresa visto che in questa società patriarcale ha sempre fatto hitler fino a far scappare mio papà 15 anni fa… poi quando è cambiata xke andata in crisi e chi ha cercato di raccogliere il latte versato è stato anche il sottoscritto si son rimessi insieme e stanno abbastanza bene da 14 anni, ciao a tutti, scusate ma volevo riportare la mia esperienza magari qualcuno si fa delle opinioni su cio che puo succedere e sta attento

    1. Suggerimento: dille che ti deve portare lei la bambina e venirla a riprendere, e che i soldi glieli darai in contanti o assegno a mano quando porta/viene a riprendere la bambina.
      Dille che fare avanti e indietro con l’auto ha un impatto negativo sulla tua salute e potresti perdere il lavoro per questo, e che vederti è un diritto della bambina che lei deve garantire.

      Scrivilo, che rimanga come prova.

      Non c’è scritto da nessuna parte che sei tu a dover andare a prendere la bambina, né in che forma devi darle i soldi.

  4. Ho avuto una bambina dopo una relazione di pochi mesi con una 34enne italiana che ha smesso di prendere la pillola dicendomi sarebbe stata coperta x un mese… la sua ‘amica’ avvocato consiglia a tutta la sua famiglia di non parlarmi ne rispondere ai miei messaggi… nasce la bambina e vengo informato mezza giornata dopo e nel frattempo comunicano anche il doppio cognome all infermiera senza avermi mai datto nulla e antecedendo il suo al mio probabilmente sperando la procedura andasse avanti… era domenica e ora non ricordo piu bene come funziona ma cmq ci saremmo dovuti recare al comune per registrare il cognome e visto la modalità con cui volevano dargli il doppio cognome dico che avra solo il.mio cognome, xke x legge mi ero informato ed ero io a poter decidere, e vengo minacciato che mi rovineranno… la mattina seguente, prima di andare al comune, le nostre famiglie riescono a parlarsi e si fanno accordi e x il quieto vivere ma anche xke io sono sempre stato x la parità decido di darle il doppio cognome anche se ritenevo sarebbe potuto essere anche un impiccio x la piccola… dopo un anno e mezzo di despotismo e mancanze di rispetto della mamma dove ho sempre mantenuto la calma succede che una sera mi urla in faccia che la figlia era solo sua (non era la prima volta che lo affermava) e mi raggiunge per mettermi le mani in faccia, gliele afferro, ci spingiamo a vicenda e lei finisce in terra… denuncia per percosse, calci sberle e un pugno, referto PS nullo… ora con 1300 euro al mese devo pagare avvocato ecc e sono conteggiato come episodio di violenza con percosse….

  5. La parte buffa di questa proposta di legge, se passerà, sarà:

    Vedere le scuse utilizzate per affidare i figli alla madre anche nei casi in cui a suo tempo fu deciso dalla coppia di dar loro il solo cognome del padre.
    Quando, contemporaneamente, ci saranno di sicuro sentenze che diranno “la preminenza materna in questo caso è acclarata, visto che fu deciso dalla coppia di dare il solo cognome della madre”.

    Scommettiamo?

  6. “Nel caso Fabiana Dadone riuscisse a farsi approvare la nuova norma, si avrà infatti la seguente rivoluzione: ai figli si potrà dare il doppio cognome, quello del padre e quello della madre, nell’ordine concordato dai genitori stessi. Sempre se entrambi concordi, gli si potrà attribuire anche solo quello della madre”…

    come Ayrton Senna, che infatti aveva il cognome della madre brasiliana.
    E’ curioso constatare che nel campo della estensione dei diritti, la nostra giurisprudenza è creativa; ma se si tratta
    di applicare leggi esistenti, diventa draconianamente restrittiva.
    Una donna di Ancona pochi anni fa rimase vedova.
    Prima della morte del’amato marito, giovane velista, decise insieme al caro estinto
    di prelevare e ibernare dei semi paterni. Il tutto in un centro fertilità di Barcellona.
    La fecondazione in vitro riesce perfettamente e dopo 9 mesi nasce la bimba che
    purtroppo non conoscerà suo padre, morto l’anno prima.
    Per un sussulto di amore la mamma decide di voler dare il cognome PATERNO:
    precisa scelta espressa in vita anche dal papà ormai gravemente ammalato.
    Il tribunale di Ancona rigetta l’istanza, la vicenda giunge in cassazione che nel
    2019 dice che si, la bimba può avere il nome del padre biologico e naturale.
    Riconoscimento post mortem della paternità…miracolo del Diritto Creativo.

    **
    nel caso di noi padri separati/divorziati, assisteremo invece alla damnatio memoriae:
    esclusi dalle vite dei nostri figli, ghettizzati e ostracizzati grazie a ‘prestampati’ di
    camcelleria intitolati al popolo italiano, un brutto giorno verremo esclusi anche
    dalla discendenza del cognome.
    C’è sempre la possibilità di una modifica all’anagrafe, oppure di una malaugurata
    adozione con timbro del tribunale,da parte del ‘nuovo padre’, cambiato in corsa ai box come le gomme della Ferrari.

    scusate, ma oggi butta così,
    tristezza

    ps la sentenza sul nome del neonato attribuito da padre premorto è su studio cataldi, solito sito

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